Concetto di organizazzione

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Categoria:Economia

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Testo

CONCETTO DI ORGANIZZAZIONE
L’impresa, per poter operare nel modo più razionale possibile, deve essere dotata di un organizzazione appropriata.L’organizzazione predispone e analizza le combinazioni economicamente più convenienti dei mezzi (lavoro umano e beni) disponibili. L’ambiente esterno condiziona l’attività dell’impresa e impone dei vincoli alle sue scelte organizzative, ad esempio attraverso delle disposizioni legislative.L’ambiente esterno è estremamente dinamico e in continua evoluzione, l’impresa deve perciò essere in grado di trovare sempre delle nuove soluzioni organizzative in modo da adeguarsi alle diverse situazioni. All’interno dell’impresa l’organizzazione deve predisporre i fattori della produzione (lavoro umano e beni) combinandoli nella maniera più efficace ed efficiente possibile.L’efficacia consiste nella capacità di raggiungere un obbiettivo già stabilito.L’efficienza riguarda la modalità con cui, sul piano economico, tale obbiettivo viene conseguito.Nelle imprese il grado di efficienza è misurato dall’utile conseguito. L’organizzazione tecnica riguarda le modalità generali di utilizzo di tutti gli elementi fisici e materiali connessi all’attività aziendale. L’organizzazione umana si occupa di coordinare e integrare i complessi rapporti che nascono tra gli individui che operano nell’impresa, attivando un sistema di comunicazioni e di circolazione delle informazioni. Organizzare le persone, inoltre, significa stabilirne i compiti e regolarne l’attività lavorativa in modo da raggiungere l’obbiettivo aziendale. La struttura organizzativa determina la distribuzione dei compiti e delle responsabilità tra le persone operanti nell’impresa.La struttura organizzativa è determinata, quindi, dalle idee, dalle convinzioni, dai valori umani e sociali che fanno parte della cultura organizzativa di ciascun individuo.La cultura organizzativa è estremamente variabile nel tempo. La struttura organizzativa dipende dalle dimensioni dell’impresa, dal settore in cui essa opera, e dalla tecnologia impiegata.
LE FUNZIONI DELL’IMPRESA
L’impresa dura nel tempo se riesce a creare un nuovo valore stimolando le preferenze dei consumatori per i suoi prodotti e riuscendo a conservare un vantaggio competitivo sui suoi concorrenti che le permetta di conseguire degli utili. La funzione aziendale è formata da una serie di attività aventi la stessa natura, riunite tra loro perché riguardanti lo stesso oggetto operativo e finalizzate al raggiungimento dell’obbiettivo d’impresa. Tutte le funzioni che un’impresa svolge per creare un valore possono essere suddivise in: funzioni primarie e funzioni di supporto tra le quali rientrano anche le funzioni infrastrutturali. Le funzioni primarie riguardano direttamente la realizzazione del prodotto e la sua vendita, sono: la logistica, la produzione, il marketing e vendite. La logistica si occupa della gestione integrata dei problemi connessi ai trasporti, agli imballaggi e all’amministrazione materiale delle scorte delle materie prime, merci e prodotti finiti dell’impresa. Tale funzione comprende sia le attività riguardanti il ricevimento, lo stoccaggio e il passaggio alla produzione delle materie prime (logistica in entrata) e le attività riguardanti il magazzinaggio dei prodotti e la loro distribuzione ai clienti (logistica in uscita). La produzione si occupa di organizzare e coordinare l’utilizzo dei fattori produttivi, per effettuare la trasformazione materiale dei beni (produzione diretta) o per trasferire gli stessi nello spazio e nel tempo (produzione indiretta) avendo come fine l’ottenimento di prodotti idonei a essere offerti sul mercato in base alle esigenze dei consumatori. Il marketing si basa su ricerche di mercato che devono fornire all’impresa una serie di dati, in questo modo l’impresa può realizzare un prodotto il più vicino possibile alle richieste degli eventuali acquirenti.La funzione di marketing si concretizza in una serie di strategie che l’impresa deve attuare per conseguire determinati obbiettivi di vendita, facendo sempre in modo di venire incontro alle esigenze del consumatore ma anche di influenzarne le scelte. Inoltre le imprese sono pronte a fornire ai clienti servizi successivi alla vendita del prodotto, come ad esempio, l’installazione e la riparazione delle merci. La funzione delle vendite ricerca la soluzione dei problemi operativi connessi alla commercializzazione e alla distribuzione delle merci e dei prodotti. Le funzioni di supporto invece sono delle funzioni di sostegno alle funzioni principali, nel senso che forniscono le conoscenze e le risorse necessarie per esercitare l’attività produttiva, esse sono: gli approvvigionamenti, il personale, la ricerca e lo sviluppo, le funzioni infrastrutturali. La funzione degli approvvigionamenti si riferisce agli acquisti di beni necessari all’attività dell’impresa.Questa funzione ha il compito di selezionare accuratamente i fornitori, in modo da scegliere quelli che possono soddisfare in maniera migliore le esigenze dell’impresa con riferimento alla qualità e al prezzo del prodotto, all’assistenza, alla puntualità delle consegne. La funzione del personale gestisce i rapporti con i lavoratori dipendenti dal momento della loro assunzione fino allo scioglimento del rapporto di lavoro.Dal punto di vista operativo gli addetti a tale funzione si occupano non solo della ricerca della selezione e dell’assunzione del personale ma anche della formazione e dell’addestramento dei dipendenti.Questa funzione si occupa di compiti anche amministrativi, come il calcolo dei salari e degli stipendi. La funzione di ricerca e di sviluppo, comprende attività di progettazione finalizzate alla diversificazione della produzione con la ricerca di nuovi prodotti, al miglioramento qualitativo di quelli già esistenti, alla diversificazione e al miglioramento dei processi produttivi al fine di aumentare l’efficienza, di migliorare la qualità dei prodotti ottenuti, di rendere più flessibile la produzione e di rendere più conveniente il processo produttivo. L’innovazione assume un ruolo molto più importante nella competizione tra le imprese, specialmente durante le fasi recessive del mercato. Le funzioni infrastrutturali riguardano l’intera struttura aziendale, esse sono: la funzione finanza, la funzione contabilità, la funzione di direzione generale e la funzione di controllo. La funzione di finanza ha il compito di procurare all’impresa i mezzi monetari necessari agli investimenti e allo svolgimento della normale attività di gestione, valutando, tra le varie fonti possibili, quella più conveniente dal punto di vista economico, inoltre analizza le entrate e le uscite giornaliere di cassa in modo da assicurare la liquidità necessaria per effettuare i pagamenti. La funzione contabilità, ha il compito di rilevare le operazioni aziendali nel rispetto delle disposizioni di legge. A fine anno i dati contabili saranno rielaborati in un documento, da rendere pubblico per la società di capitali, che prende il nome di bilancio d’esercizio. La funzione di direzione generale, ha il compito di definire la strategia dell’impresa, stabilendo gli obbiettivi fondamentali da perseguire e le politiche più idonee al loro raggiungimento. Tale funzione spetta all’imprenditore nelle imprese individuali e ai soci e ai dirigenti di alto livello nelle società.La funzione di controllo, verifica i risultati ottenuti con quelli programmati, adottando opportune misure correttive se gli scarti tra le previsioni e la realtà sono stati rilevanti. L’analisi di ogni funzione svolta permette all’impresa di individuare dov’è necessario intervenire per ridurre i costi o migliorare il prodotto o il servizio, in modo da stimolare le preferenze dei consumatori e conseguire un utile.Le funzioni aziendali non sono indipendenti, ma strettamente collegate tra loro in modo che l’una può influenzare l’altra e viceversa.
L’ORGANO AZIENDALE
E’ formato da una o più persone operanti in un area di attività ben individuata, a cui è affidata l’esecuzione di determinati compiti e sono attribuiti determinati poteri decisionali.
LA GESTIONE DELL’IMPRESA
L’impresa è un sistema economico sociale organizzato al fine della produzione e dello scambio di beni e servizi, che tende al soddisfacimento delle aspettative del soggetto economico. Per poter acquistare i beni necessari allo svolgimento dell’attività produttiva, la persona o i gruppi di persone devono disporre di risorse di risorse monetarie da impiegare nell’attività prescelta. Una volta acquisiti i beni l’impresa inizia una serie di operazioni:nelle imprese industriali sarà avviato un processo di trasformazione delle materie prime in prodotti finiti, i quali, successivamente, saranno venduti.Nelle imprese mercantili, si procederà alla commercializzazione delle merci in precedenza acquistate. In entrambe queste imprese si provvederà inoltre alla riscossione dei pezzi di vendita, e al pagamento delle retribuzioni al personale dipendente. L’insieme ordinato di tutte queste operazioni costituisce la gestione.Si può quindi dire che la gestione è formata da una molteplicità di operazioni, tra loro coordinate e collegate, poste, per essere in raggiungimento degli obbiettivi aziendali. La gestione è unitaria nel tempo perché le operazioni compiute condizionano le operazioni future e sono a loro volta conseguenza di operazioni precedenti. La gestione è unitaria nello spazio, in quanto tra le varie operazioni compiute simultaneamente sussistono forti legami di interdipendenza anche nello spazio.Il coordinamento tra le varie operazioni di gestione si realizza tramite l’organizzazione.
LE OPERAZIONE DI GESTIONE
Le operazioni possono suddividersi in:
operazioni di finanziamento: attraverso le quali, l’impresa si procura i mezzi finanziari necessari allo svolgimento della sua attività.
Operazioni di investimento: con cui vengono acquistati le materie prime, i beni strumentali, le merci, le prestazioni di lavoro e di servizi, utilizzando i mezzi finanziari precedentemente acquistati.
Operazioni di trasformazione tecnico, economica: con cui l’impresa attua il processo produttivo combinando tra loro i fattori acquistati.
Operazioni di disinvestimento : con cui vengono venduti i beni o effettuate prestazioni di servizi.Al termine di questa operazione l’impresa torna in possesso dei mezzi finanziari in precedenza investiti.
OPERAZIONI DI FINANZIAMENTO
Con queste operazione l’impresa reperisce i mezzi finanziari, indispensabili per acquistare i fattori produttivi.Il finanziatore è colui che fornisce i capitali necessari allo svolgimento dell’attività d’impresa, egli può: acquistare, durevolmente o temporaneamente, la proprietà totale o parziale dell’impresa e di conseguenza può partecipare al risultato della gestione; diventa proprietario se l’impresa è individuale, socio, se invece è collettiva. I proprietari o i soci possono apportare al momento della costituzione dell’impresa un bene in natura oppure denaro liquido, il finanziamento del proprietario e dei soci prende il nome di capitale proprio.Può concedere temporaneamente il capitale in prestito ricevendo come compenso un interesse, in tal caso il finanziatore diventa creditore dell’impresa e il suo finanziamento viene chiamato capitale di terzi. I finanziamenti ottenuti da terzi danno origine a delle entrate monetarie; quando sono rimborsati si anno delle uscite monetarie.
LE OPERAZIONI DI INVESTIMENTO
le operazioni di investimento danno luogo ad uno scambio tra flusso reale in entrata con un flusso finanziario in uscita. I fattori produttivi da acquistare possono essere così classificati:
BENI STRUMENTALI: sono beni che possono essere utilizzati dall’impresa più volte, per periodi medio lunghi.
BENI DESTINATI AL CONSUMO O ALLA VENDITA: sono costituiti da beni che partecipano ad un solo processo produttivo, esaurendo la loro utilità nel momento in cui vengono impiegati.
SERVIZI: sono prestazioni che provengono dall’attività produttiva di altre imprese o da collaboratori autonomi.
ENERGIE LAVORATIVE: sono le attività prestate dai lavoratori dipendenti, legati all’impresa da contratti di lavoro subordinato.
MODALITA’ DI PAGAMENTO IN BASE AI DIVERSI FATTORI PRODUTTIVI
Beni strumentali: viene chiesto il versamento anticipato o il pagamento per contanti. In altri casi sono concesse dilazioni di pagamento che prevedono una rateizzazione anche superiore all’anno.
Beni destinati Al consumo o alla vendita: in alcuni casi viene chiesto il pagamento anticipato. Più frequentemente il regolamento ha luogo per contanti o con brevi dilazioni inferiori all’anno.
Servizi: per alcuni servizi è richiesto il pagamento anticipato, per altri invece il regolamento avviene solitamente per contatti, al termine della prestazione o con brevi dilazioni.
Energie lavorative: il pagamento delle retribuzioni avviene con periodicità generalmente mensile, a prestazioni effettuate!
Le operazioni di trasformazione tecnico economica avvengono all’interno dell’impresa e possono dar luogo a processi di produzione fisica, di trasferimento o di conservazione dei prodotti e delle merci in magazzino, in attesa della vendita. Le operazioni di disinvestimento danno luogo a uno scambio, di segno diverso rispetto a quelle di investimento, tra un flusso finanziario in entrata e un flusso reale in uscita. L’impresa vende ai propri clienti prodotti, merci, servizi e beni strumentali che ritiene di non utilizzare più nel processo produttivo, ottenendo in cambio la disponibilità di nuovi mezzi finanziari. I capitali ottenuti con i finanziamenti, trasformatisi in beni e servizi attraverso gli investimenti, ritornano disponibili in forma liquida per mezzo dei disinvestimenti, in una serie di cicli che si ripetono per l’intera vita dell’impresa.
FATTI INTERNI E FATTI ESTERNI
Le operazioni possono essere suddivise a seconda che avvengano all’interno dell’azienda o che diano luogo a rapporti di scambi con terzi.
Fatti interni di gestione: sono le operazione di trasformazione tecnico economica con le quali, all’interno dell’impresa, si effettuano la combinazione e la trasformazione di fattori produttivi e il trasferimento di beni nello spazio e nel tempo.
Fatti esterni di gestione: sono le operazioni di investimento, disinvestimento e finanziamento attraverso le quali l’impresa si collega con gli operatori economici esterni eseguendo degli atti di scambio.I fatti esterni di gestione generano entrate o uscite finanziarie che corrispondono a entrate o uscite monetarie, e, aumenti o diminuzioni dei crediti e dei debiti.
Le entrate e le uscite monetarie corrispondono a movimenti in aumento o in diminuzione delle disponibilità liquide, cioè valori in cassa e dei c/c bancari o postali.(se si riceve un assegno ci sarà un entrata monetaria altrimenti se lo si rilascia si ha un uscita monetaria)se si ha un credito verso il cliente si parla di credito di regolamento, se invece si ha un credito debito verso fornitore si parla di debiti di regolamento.
GLI ASPETTI DELLA GESTIONE
La gestione può essere analizzata sotto 3 aspetti : tecnico, economico e finanziario.
L’aspetto tecnico della gestione risulta dalla combinazione dai fattori che determinano la produzione di beni e servizi e l’accrescimento dell’utilità di quelli già preesistenti; si manifesta quindi in una attività di trasformazione fisico tecnica e di trasferimento di beni nel tempo e nello spazio.
L’aspetto economico della gestione è rappresentato dai costi sostenuti per effettuare investimenti in fattori produttivi e dai ricavi conseguiti disinvestendo beni o prestando servizi.
L’aspetto finanziario della gestione è costituito dall’uscita di mezzi monetari o dal sorgere di debiti di regolamento in conseguenza all’acquisto di fattori produttivi, e dall’entrata di mezzi monetari o dal sorgere di crediti di regolamento in conseguenza dalla vendita di ben e servizi. Questi 3 aspetti sono coordinati tra di loro nel tempo e nello spazio.
I CICLI PRODUTTIVI
Alla nascita, l’impresa deve disporre dei finanziamenti iniziali che occorrono per acquistare i fattori produttivi.Questa esigenza deriva dal fatto che in genere gli acquisti sono effettuati prima delle vendite, quindi il sostenimento dei costi precede il conseguimento dei ricavi e le uscite connesse agli investimenti precedono le entrate derivanti dai disinvestimenti.
CICLO TECNICO
comincia con la combinazione dei fattori produttivi per dare inizio al processo di trasformazione fisica o economica e si conclude con l’ottnimento dei prodotti o con la prestazione dei servizi.Il ciclo tecnico può essere di breve, media, o lunga durata a seconda dell’attività che viene svolta.
IL CICLO ECONOMICO
ha inizio con il sorgere dei costi d’acquisto, quando, con le operazioni di investimento, i mezzi finanziari si trasformano in fattori produttivi; termina con l’ottenimento dei ricavi, quando, le operazioni di disinvestimento, beni e servizi si trasformano in mezzi finanziari.
IL CICLO FINANZIARIO
ha inizio con i debiti di regolamento che vengono originati dalle operazioni d’acquisto dei fattori produttivi e termina con i crediti di regolamento che sono generati dalle operazioni di vendita.Il più delle volte il ciclo economico e il ciclo finanziario coincidono per durata, pur rappresentando due aspetti diversi della gestione.
IL CICLO MONETARIO
ha inizio con l’uscita monetaria relativa al pagamento degli acquisti e si conclude con l’entrata monetaria relativa alla riscossione delle vendite.Il ciclo economico e il ciclo monetario coincidono nei casi in cui acquisti e vendite sono effettuate per pronta cassa. Non coincidono, invece, quando i pagamenti sono anticipati o posticipati.
I FINANZIAMENTI OTTENUTI DALL’IMPRESA
La funzione finanza è la funzione aziendale che si occupa dell’approvvigionamento dei mezzi finanziari necessari allo svolgimento dell’attività dell’impresa. L’obbiettivo è di assicurare giornalmente la liquidità necessaria alle operazioni di gestione, in modo che l’impresa, in qualunque momento, possa far fronte agli impegni di scadenza. È detta finanziamento l’operazione mediante la quale un’impresa ottiene i mezzi necessari allo svolgimento della sua attività.Alla sua accensione (si accende quando mi danno i soldi) un finanziamento da luogo ad una entrata di denaro, ma può anche comportare un apporto di beni, cioè un investimento.Alla sua estinzione ( si spegne quando restituisco i soldi) un finanziamento da luogo ad un’uscita di denaro, ma può anche comportare un’uscita di beni, cioè un disinvestimento. I finanziamenti possono essere acquisiti da un’impresa a titolo di capitale proprio o di capitale di terzi.
I finanziamenti di capitale proprio sono effettuati dall’imprenditore individuale o dai soci, in altre parole dalle persone che hanno la proprietà dell’azienda e si assumono il rischio della gestione.
I finanziamenti di capitale di terzi per l’impresa costituiscono dei debiti, sono concessi all’impresa da terzi finanziatori che hanno fiducia nelle sue capacità di rimborso e di pagamento.
Il capitale di terzi ha le seguenti caratteristiche: alla scadenza deve essere obbligatoriamente rimborsato.Per l’impresa comporta l’obbligo del pagamento degli interessi.
L’interesse può essere esplicito se le parti hanno concordato un tasso percentuale indicato nel contratto o implicito, quando è gia compreso nell’importo da pagare alla scadenza.È soggetto a misura limitata a rischio d’impresa, in quanto i creditori non otterranno il rimborso dovuto solo in caso di perdite molto elevate.
A seconda della scadenza i finanziamenti di capitale di terzi possono classificarsi in:
debiti a breve termine: con scadenze che non superano l’anno.Debiti a medio termine: da un anno a 5 anni.
Debiti a lungo termine: da 5 anni a 20 anni.
A seconda della natura dell’operazione ci sono: debiti di finanziamento e debiti di regolamento.
I debiti di finanziamento sono dei veri e propri prestiti, attraverso i quali l’impresa si procura i mezzi monetari necessari alla sua attività. Al momento dell’accensione si ha un’entrata di denaro, quando invece questi prestiti vengono estinti si ha un uscita monetaria.
I debiti di regolamento sorgono quando l’impresa acquista beni o servizi con dilazioni di pagamento più o meno brevi. L’acquisto di beni con regolamento differito da luogo a un investimento in beni o servizi accompagnato dal sorgere di un debito; la successiva estinzione del debito provoca invece un uscita di denaro.
I FINANZAMENTI CONCESSI DALL’IMPRESA
L’impresa può concedere finanziamenti ad altre imprese, questi finanziamenti possono essere accordati:
a titolo di capitale proprio: l’impresa può attraverso l’acquisto di azioni o quote di altre aziende, assumere il controllo totale o parziale ( partecipazioni) e(detenere un pacchetto azionario di un’altra persona).
A titolo di prestito: l’impresa finanzia altre imprese, nei cui confronti diviene creditrice.
I crediti concessi a terzi si distinguono in: crediti di regolamento e crediti di finanziamento.
I crediti di regolamento sorgono quando l’impresa vende beni o servizi concedendo dilazioni di pagamento ai suoi clienti, anche nel caso in cui l’impresa acquista beni e servizi con pagamento anticipato.
I crediti di finanziamento sono dei veri e propri prestiti attraverso i quali l’impresa finanzia dei privati o altre imprese in cui possiede delle partecipazioni.

I FLUSSI DELLA GESTIONE
I flussi di gestione provocano delle variazioni in aumento o in diminuzione nei finanziamenti, negli investimenti e nelle disponibilità liquide. I flussi sono le variazioni in aumento o in diminuzione che intervengono in un dato periodo di tempo su un determinato oggetto.Danno luogo a variazioni in aumento di finanziamenti a titolo di capitale proprio gli apporti di denaro o di beni effettuati dal proprietario o dai soci. I prelevamenti di denaro o di beni effettuati dagli stessi a titolo di rimborso danno luogo a variazioni in diminuzione del capitale proprio.Danno luogo a variazioni in aumento di finanziamenti a titolo di capitale di terzi l’acquisto di fattori produttivi con pagamento dilazionato e l’accensione di prestiti. I pagamenti di debiti sorti per precedenti acquisti con regolamento dilazionato i rimborsi di prestiti in precedenza ottenuti danno luogo a variazioni in diminuzione del capitale di terzi. L’impresa deve coordinare i flussi in entrata con i flussi in uscita.
L’EQUILIBRIO ECONOMICO DELLA GESTIONE
Nelle aziende orientate al profitto la gestione origina i costi che sono gli oneri sostenuti dall’impresa per l’acquisto di fattori produttivi necessari allo svolgimento della sua attività. I ricavi invece sono i corrispettivi derivanti della cessione di beni e della prestazione di servizi. I costi e ricavi individuano l’aspetto economico della gestione. Si dice che l’impresa è in equilibrio economico quando le operazioni di gestione permettono di ottenere un flusso di ricavi capace di coprire i costi dei fattori produttivi e di corrispondere una adeguata remunerazione ai soggetti che hanno apportato il capitale di rischio.
RICAVI – COSTI = UTILE
CLASSIFICAZIONE DEI COSTI
I costi pluriennali: sono generati dall’acquisto di fattori produttivi a lungo ciclo di utilizzo.
Costi relativi alle merci: sono sostenuti per l’acquisto dai fornitori, ad esempio, di merci o materie prime.
I costi relativi all’acquisto di servizi: sono sostenuti per l’amministrazione e il funzionamento dell’impresa nel suo complesso.
Costi per godimento di beni e servizi: consistono nei canoni periodici pagati per la locazione di beni immobili o mobili di proprietà di terzi.
I costi relativi al lavoro dipendente: sono rappresentati dai salari, dagli stipendi, dagli oneri a carico del datore di lavoro per le assicurazioni sociali obbligatorie e dalle quote di trattamento di fine rapporto.
Costi finanziari: sono generati dalla remunerazione dei capitali di terzi.I costi straordinari, quando nell’attività aziendale si verificano operazioni estranee alla gestione ordinaria, dovute a eventi imprevedibili, occasionali o eccezionali, es furti di denaro.
Costi fiscali: quando si deve versare all’erario una serie di tributi che generano costi.
CLASSIFICAZIONE DEI RICAVIA SECONDA DELLA LORO NATURA
i ricavi vengono classificati in:
Ricavi riguardanti le cessioni di merci conseguiti con la vendita ai clienti di prodotti finiti, e sono costituiti da:ricavi di vendita di merci e prodotti ricavi accessori di vendita rimborsi spese ottenuti da clienti.
I proventi vari sono ottenibili da operazioni di gestione di varia natura.
I disinvestimenti di beni a lungo ciclo di utilizzo: connessi con l’alienazione o la sostituzione dei fattor produttivi pluriennali.
I ricavi finanziari: derivanti dall’attività finanziaria dell’impresa.
Ricavi straordinari: quando derivano da operazioni estranee alla gestione straordinaria, causate da eventi straordinari o imprevedibili.
REDDITO D’ESERCIZIO
Periodo amministrativo che si considera dall’01/01 all’31/12
REDDITO GLOBALE
È reddito totale su tutta la vita dell’impresa.Il risultato economico conseguito da un impresa mediante la gestione svolta nell’intero arco della sua esistenza prende il nome di reddito globale.
RICAVI – COSTI = REDDITO GLOBALE.
Il reddito globale si determina per differenza tra tutti i ricavi e tutti i costi reallizzati e sostenuti nell’intero arco di vita dell’impresa.Il reddito globale è positivo (utile) se il totale dei ricavi supera il totale dei costi, e negativo (perdita) se il totale dei ricavi è inferiore al totale dei costi.
VALORI FINANZIARI E VALORI ECONOMICI
Gli investimenti i disinvestimenti i finanziamenti e le disponibilità liquide che scaturiscono dalle operazioni di gestione danno luogo a un sistema di valori che a seconda della natura si classificano in Valori finanziari e Valori economici.
I valori finanziari sono elementi che per la loro natura vengono espressi solo in moneta. Per questo motivo di essi se ne ha una immediata percezione e sono quindi valori originari.Sono valori finanziari le disponibilità liquide, i crediti e debiti sia di finanziamento che di regolamento.I valori in cassa sono sempre valori attivi e comprendono il denaro contante, i valori bollati, gli assegni bancari e circolari ricevuti da terzi.
I conti correnti sono possono esprimere crediti e debiti. I c/c bancari se sono attivi si considerano facenti parte delle disponibilità liquide, se sono passivi rientrano tra i debiti di finanziamento. I crediti sono valori finanziari attivi, mentre i debiti sono valori finanziari passivi. I crediti e i debiti possono essere liquidati o da liquidare.Liquidati quando sono già stati definiti nell’importo e nella scadenza e si conosce il nominativo del debitore o del creditore.Da liquidare invece, quando non sono stati definiti nell’importo e nella scadenza, né sono stati emessi o ricevuti i relativi documenti.
I valori economici sono i costi e i ricavi che non sono espressi originariamente in moneta. Il loro valore deriva da variazioni intervenute nei valori finanziari. I valori economici sono quindi valori derivanti.Una variazione intervenuta in un valore finanziario è una variazione finanziaria, una variazione intervenuta in un valore economico è una variazione economica.
I costi e ricavi sono misurate da variazioni finanziarie.Le variazioni finanziarie possono compensarsi tra di loro dando luogo a permutazioni finanziarie o possono non compensarsi in questo caso le variazioni si misurano in variazioni economiche. L’aspetto finanziario è originario, in quanto di esso se ne ha una immediata percezione. L’aspetto economico è derivato in quanto misurato da una variazione finanziaria.
L’ESRCIZIO AMMINISTRATIVO E IL REDDITO D’ESERCIZIO
L’esercizio è l’insieme delle operazioni di gestione compiute in un periodo amministrativo. La chiusura dell’esercizio coincide generalmente con il 31 12, però il primo esercizio di solito ha una durata inferiore. Il periodo amministrativo riguarda il periodo di tempo, mentre l’esercizio riguarda le operazioni di gestione effettuate in tale periodo. Il reddito d’esercizio è il risultato economico ottenuto con la gestione in un periodo amministrativo, generalmente della durata di un anno. Viene calcolato come differenza fra il flusso dei valori economici positiva e il flusso dei valori economici negativi scaturiti dalle operazioni di gestione e riferiti allo stesso periodo amministrativo.Il reddito di esercizio esprime il risultato economico della gestione svolta nel corso di un anno, questo risultato può essere positivo o negativo oppure uguale a zero. I componenti positivi e negativi del reddito di esercizio vengono messi in evidenzia da un prospetto economico che viene chiamato situazione economico.Questo prospetto può assumere due forme, la forma a due sezioni divise e contrapposte, oppure la forma scalare.Se il prospetto che evidenzia il reddito d’esercizio assume la forma a due sezioni, per convenzione a destra ci sono i ricavi e a sinistra si scrivono i costi.Se il prospetto che evidenzia il reddito d’esercizio ha la forma scalare si ha una sola sezione in cui si scrivono sia i componenti negativi che quelli positivi con il loro segno e il reddito si calcola per somma algebrica di gruppi omogenei di ricavi e costi di competenza, in modo da determinare sia i risultati economici intermedi sia il risultato d’esercizio finale (utile o perdita). Per determinare il risultato economico di un esercizio, separandolo da quello degli esercizi precedenti e successivi , deve essere eseguito il principio della competenza economica dei costi e dei ricavi e non quello della loro manifestazione finanziaria.Il principio della competenza economica prevede che i fatti di gestione vadano a determinare il reddito di quell’esercizio a cui tali fatti si riferiscono economicamente, indipendentemente da quello nel quale si è verificata la corrispondente manifestazione finanziaria.La manifestazione economica di un costo o di un ricavo può temporalmente coincidere con la manifestazione finanziaria che misura il costo o il ricavo stesso. Per manifestazione finanziaria si intende non soltanto la sua manifestazione monetaria ma anche l’aumento o la diminuzione di crediti o di debiti connessi a operazioni compiute con dilazioni di pagamento e successivamente estinte. Un ricavo si considera di competenza dell’esercizio se in quell’anno il processo produttivo del bene e del servizio è stato completato e lo scambio è avvenuto; in altre parole se il bene è stato consegnato o spedito e il servizio è stato reso. Un costo si considera di competenza dell’esercizio se ha dato in tale periodo la sua utilità e ha trovato copertura nel correlato ricavo, nel senso che il suo sostenimento ha permesso all’impresa, tramite il processo produttivo, di ottenere un ricavo di competenza. Per determinare il reddito d’esercizio è necessario scindere il gruppo dei ricavi e dei costi in due gruppi:
-costi e ricavi di competenza attribuibili al periodo amministrativo considerato
-costi e ricavi non di competenza non attribuibili al periodo amministrativo considerato.
Il reddito d’esercizio si calcola come differenza fra i ricavi e i costi di competenza del periodo amministrativo considerato, e non facendo la differenza fra tutti i ricavi e i costi.
IL PATRIMONIO DELL’IMPRESA
Il patrimonio dell’impresa è l’insieme dei beni economici che sono a disposizione del soggetto aziendale. Se riferito alla fine del periodo amministrativo prende il nome di patrimonio di funzionamento.Mentre il reddito è un concetto riferibile a un periodo di tempo il patrimonio è riferibile a un istante, a un momento preciso della vita dell’impresa.
Il patrimonio di finanziamento si determina al termine di ogni periodo amministrativo dopo aver calcolato il reddito d’esercizio.
Il patrimonio di funzionamento è costituito da: costi e ricavi residuali in quanto non di competenza del periodo amministrativo.
CREDITI E DEBITI
Il prospetto che mette in evidenza gli elementi attivi e passivi del patrimonio alla fine dell’esercizio prende il nome di situazione patrimoniale.
IL PROSPETTO DELLA SITUAZIONE PATRIMONIALE
La situazione patrimoniale è costituita da un prospetto nel quale si elencano gli elementi passivi e attivi che compongono il patrimonio a una certa data. Si possono definire: attività, gli investimenti effettuati dall’impresa che, considerati in un dato momento, sono ancora in grado di dare in futuro un’utilità di competenza. I crediti verso terzi e le disponibilità liquide; l’insieme delle attività corrisponde agli impieghi. Passività i debiti ; sono finanziamenti ottenuti a titolo di capitale di terzi non ancora estinti.Patrimonio netto, la differenza tra attività e passività, esso coincide con il capitale di rischio o corrisponde al capitale proprio dell’impresa. Il prospetto che rappresentata il patrimonio è suddiviso in due sezioni: a sinistra si scrivono le attività, corrispondenti agli impieghi; a destra si scrivono le passività e il patrimonio netto, corrispondenti ai finanziamenti di capitale di terzi e di capitale proprio.
IL CALCOLO DEL REDDITO D’ESERCIZIO
Per calcolare il reddito d’esercizio bisogna effettuare la differenza tra i ricavi e i costi di competenza del periodo amministrativo. La manifestazione finanziaria può essere:
posticipata, quando si verifica alla fine del periodo di maturazione del costo o del ricavo, in questo caso una parte del costo o del ricavo deve essere prevista per poter essere inserita nel calcolo del reddito d’esercizio in quanto già maturata.
Anticipata, quando si verifica all’inizio del periodo di maturazione del costo o del ricavo. In questo caso la parte di costo o di ricavo di competenza dell’esercizio successivo deve essere sospesa dal reddito dell’anno e rinviata all’esercizio seguente.
COSTI E RICAVI A MANIFESTAZIONE FINANZIARIA POSTICIPATA
I crediti e i debiti da liquidare misurano ricavi e costi interamente di competenza economica dell’esercizio al quale si riferiscono, ma che, per varie ragioni, non sono ancora stati liquidati.
I RATEI
Sono quote di entrate o di uscite future, relative a ricavi e costi già maturati ma che avranno la loro manifestazione finanziaria negli esercizi futuri. I ratei sono attivi se riguardano presunte entrate future, relativi a ricavi non ancora liquidati. Sono passivi se riguardano presunte uscite future, relativi a costi non ancora liquidati. Le quote dei ricavi e dei costi presunti risultano nel calcolo del reddito d’esercizio e appaiono quindi nella situazione economica; i ratei che li misurano entrano a far parte del patrimonio di funzionamento e appaiono quindi nella situazione patrimoniale.
COSTI E RICAVI A MANIFESTAZIONE FINANZIARIA ANTICIPATA
Durante l’esercizio vi possono essere anche dei costi e ricavi pagati e riscossi in via anticipata. L’ammontare di questi costi e ricavi deve essere diviso in due frazioni: la parte di competenza dell’esercizio deve affluire alla situazione economica, la parte di competenza futura deve entrare a far parte del patrimonio di funzionamento in attesa di poter incidere economicamente sul reddito dell’esercizio successivo. I risconti sono quote di costi o di ricavi non ancora maturate ma che hanno avuto la loro manifestazione finanziaria in via anticipata.Si tratta di quote di costi e ricavi non di competenza dell’esercizio: devono quindi essere detratti dai componenti il reddito d’esercizio e rinviati al futuro: prendono perciò il nome di costi e ricavi sospesi.
RISCONTI
I risconti attivi sono costi già sostenuti per servizi non ancora utilizzati e hanno quindi un’utilità corrispondente al valore dei servizi ancora da usufruire. I risconti passivi sono ricavi già percepiti per servizi non ancora prestati e rappresentano quindi l’impegno corrispondente al valore dei servizi ancora da fornire. I costi d’acquisto delle merci sono misurati dai debiti verso fornitori che sorgono all’atto del ricevimento delle relative fatture d’acquisto, che si devono pagare in tempi più o meno brevi a seconda delle condizioni pattuite in contratto. I ricavi di vendita delle merci sono misurati dai crediti verso clienti che sorgono all’atto dell’emissione delle relative fatture di vendita, che si confida di riscuotere i tempi più o meno brevi a seconda degli accordi contrattuali. Il valore delle esistenze iniziai si somma ai costi delle merci acquistate nell’anno e viene rettificato con il valore delle rimanenze finali, per cui la competenza è sempre determinata dal costo delle merci vendute.Il sorgere del debito o l’uscita di denaro, al momento dell’acquisto, misurano un costo, detto costo pluriennale, che deve essere ripartito in più anni perché il bene partecipa al processo produttivo per diversi periodi amministrativi successivi.
L’utilità pluriennale diminuisce ogni anno per effetto del:
* deperimento fisico superamento tecnologico mancato adeguamento alle variate dimensioni aziendali la parte di costi pluriennali che viene attribuita a ogni esercizio è detta quota di ammortamento, essa affluisce nel fondo ammortamento che raccoglie le quote di ammortamento via via maturate negli anni di utilizzo del bene.
L’ammortamento è il procedimento tecnico mediante il quale un costo pluriennale viene ripartito tra più esercizi successivi di durata utile del bene.Il valore contabile di un bene a utilità pluriennale è dato dalla differenza fra il costo originario del bene e il relativo fondo di ammortamento.

Esempio