Attività economica e Pubblica Amministrazione

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Categoria:Economia

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Testo

U.D.2 - ATTIVITA’ECONOMICA E PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
La P.A. si divide in:
• Amm. Centrale (Stato, ISTAT, Cassa deposito prestiti)
• Amm. Locali (Regioni, Provincie, Comuni, Università)
• Enti Previdenziali (INPS, INAIL)
Azione della P.A.:
• Emanazione delle norme che regolano la società, comprese le certificazioni
• Produzione di beni
• Produzione di servizi
• Interventi atti a modificare i processi di produzione e consumo
• Trasferimenti di ricchezza a scopo redistributivo.
⇨ Attività composta: di produzione e di consumo
La distribuzione delle funzioni è influenzata dall’assetto istituzionale:
• Stato Accentrato: detiene tette le funzioni che possono essere svolte direttamente o delegate ad altri Enti Pubblici.
• Stato Decentrato: Enti Pubblici come Regioni ed Enti Locali detengono funzioni autonome.
E’ sorta, nell’ultimo periodo, la necessità di ridimensionare l’intervento pubblico nell’economia, in particolare riducendo il disavanzo pubblico ed evitando manovre fiscali x controllare l’economia di un paese nel breve periodo.
Nella discussione che si è tenuta a riguardo si sono tenuti in considerazione:
• La funzione redistributiva dello stato sfociante spesso nell’assistenzialismo.
• Gli aspetti finanziari del disavanzo pubblico.
• L’efficienza della P.A.
• La capacità di fornire servizi adeguati alle necessità della società.
DISAVANZO PUBBLICO = DEFICIT PUBBLICO
Eccesso delle uscite del settore pubblico rispetto alle entrate.
Caratteristica degli ultimi decenni è stata la forte tendenza espansiva del deficit in Italia, largamente superiore a quella del PIL: tale tendenza trova le sue cause generatrici essenzialmente nell’aumento della spesa pubblica, non coperta da corrispondenti entrate tributarie e nella forte crescita degli interessi del debito pubblico favorito dalla perdurante inflazione.
La politica fortemente restrittiva e di puntuale “monitoraggio” della condizione dei conti pubblici che ha caratterizzato gli ultimi anni ha consentito al bilancio pubblico di raggiungere lusinghieri risultati sul fronte del risanamento.
Il deficit si è notevolmente ridotto determinando una contrazione assai pronunciata del rapporto tra il disavanzo e il PIL.
Ciò è stato possibile a motivo del “circolo virtuoso” che si è andato determinando tra la riduzione del disavanzo, il miglioramento delle aspettative inflazionistiche e il calo dei tassi d’interesse.
FINANZA KEYNESIANA
Keynes individua i difetti della società economica del tempo, (prima metà del 1900) identificandoli con l’incapacità dello Stato a provvedere la piena occupazione delle risorse e la loro redistribuzione iniqua ed arbitraria.
Pertanto la finanza keynesiana si propone 2 finalità:
1. Provvedere alla piena occupazione delle ricchezze.
2. Effettuare una redistribuzione del reddito meno iniqua ed arbitraria.
I metodi attraverso i quali Keynes teorizza sia possibile raggiungere tali obiettivi sono:
→ Stimolare le occasioni d’investimento privato
→ Favorire una domanda di consumi adeguata alle risorse esistenti
→ Creare nuove occasioni d’investimento
→ Perseguire una redistribuzione del reddito che riduca le diseguaglianze economiche e che metta maggiore ricchezza a disposizione di una parte della collettività.
La politica fiscale per Keynes ha il compito di condurre il sistema lungo un trend ascendente e stabile evitando o riducendo gli squilibri congiunturali e le crisi di lungo periodo.
Keynes aveva sviluppatola sua teoria della finanza pubblica durante la “Grande Crisi” iniziata nel ’29 e protrattasi per un decennio. Anche la sua opre maggiore, “Teoria generale dell’occupazione, dell’interesse e della moneta” è stata concepita in quel periodo, precisamente nel 1936, e presenta pertanto caratteristiche ben riconducibili alla realtà del tempo: per esempio, Keynes prende in considerazione una cronica condizione di sottoccupazione delle risorse e proprio per questo il carattere parziale della sua teoria è stato definito da molti critici “teoria della depressione”.
Keynes sosteneva la vitale importanza dell’intervento pubblico qualsiasi fosse l’utilità e la qualità del servizio.
L’importate era che la spesa pubblica si ponesse come aggiuntiva all’investimento privato anche se nessuno, per assurdo, potesse trarne i benefici. I benefici secondo Keynes infatti, non erano quelli dati dall’utilizzo di determinati servizi o di determinati beni ma quelli forniti dalla maggior moneta in circolazione nel sistema.
Questa discutibile posizione, che giunse a legittimare spese inutili e a volte dannose fu molto contrastata anche dagli stessi sostenitori di Keynes.
Hansen per esempio, riformula la teoria keynesiana, aggiungendo agli obiettivi quello di qualificare l’intervento pubblico e rendere funzionale l’utilizzo delle risorse a disposizione. La sua è per questo stata definita come “teoria funzionale”.
MOLTIPLICATORE DELLA SPESA PUBBLICA
Anche la P.A. richiede al mercato beni di consumo, servizi e beni d’investimento ed esercita quindi una domanda aggiuntiva a quella degli operatori privati. Tale domanda è detta “spesa pubblica”
Equazione dell’equilibrio:
Y = C + I + G
Y = reddito globale, offerta aggregata.
(C + I + G) = domanda aggregata:
C = consumo
I = investimento privato
G = spesa pubblica
La spesa pubblica produce però un effetto amplificato sul reddito globale, in quanto un dato ammontare di reddito speso dalla P.A. determina una serie di ricadute nell’economia. Questo fenomeno è detto “moltiplicatore della spesa pubblica”.
Esempio:
Lo Stato ordina la realizzazione di una nuova arteria stradale: sono necessari personale, macchinari e materie prime. La P.A. dovrà quindi erogare spese in beni di consumo, d’investimento e in servizi.
Per fare questo nuova moneta verrà stampata e andrà a fare parte del reddito degli operatori economici e a sua volta tale reddito si riconvertirà in domanda di beni di consumo, d’investimento e di servizi. Avverrà così un ampliamento del reddito originario. Quanto più la collettività è disposta a consumare il reddito percepito, maggiore sarà il valore del moltiplicatore.
Formula del moltiplicatore della spesa pubblica:
FY = variazione del reddito globale
YG = variazione iniziale della spesa pubblica
c = propensione al consumo
(1-c) = propensione al risparmio
>è la propensione al consumo, >è il valore del moltiplicatore.
>è la propensione al risparmio, il valore del moltiplicatore è 5.
Gli effetti moltiplicativi possono essere reali o monetari. Se vi è sottoccupazione delle risorse disponibile il processo moltiplicativo produce effetti reali (aumento occupazione e produzione) se invece si è già raggiunta la piena occupazione dei fattori produttivi si assisterà ad effetti monetari (aumento dei prezzi).
CRITICA NEOLIBERISTA ALLE IMPRESE PUBBLICHE: FATTORI DI INEFFICIENZA:
• Eccesso dell’impiego del fattore lavoro
• Utilizzo da parte dei politici, delle imprese pubbliche come strumento di potere. ⇨ clientelismo e lottizzazioni delle funzioni amministrative.
• Troppi fini ⇨ oneri impropri e difficile controllo dell’efficienza e della correttezza di gestione
• Troppa burocrazia
• Nessuna possibilità né di fallimento né di take-over ⇨ non ci sono stimoli

PRIVATIZZAZIONE DELLE IMPRESE PUBBLICHE:
Per arginare tutti i difetti e le difficoltà riscontrate delle imprese pubbliche si è proposta la loro privatizzazione.
Essa comporterebbe lo snellimento del sistema e la sua rispondenza alle sole 4 funzioni principali:
1. Sopperire alla carenza di investimenti privati diffondendo i livelli occupazionali
2. Favorire le crescite polisettoriali, troppo onerose per le imprese private.
3. Arginare la colonizzazione del mercato da parte di imprese straniere, attivandosi nei settori non serviti dalle imprese private nazionali
4. Intervenire nei settori produttivi innovativi che implicano forti rischi , per poi trasferire alle imprese private le conoscenze acquisite.
Fino a poco tempo fa e secondo una concezione “classica” la pubblica amministrazione era vista come un sistema chiuso, oggi invece, grazie ad una più avanzata concezione aziendale la si ritiene un sistema aperto, in grado di controllare e valutare i risultati ottenuti e di verificare il suo grado di soddisfazione, orientamento ,informazione e segmentazione. Un Sistema attivo nel marketing pubblico, che accetta la compresenza di differenti modelli amministrativi secondo tipologia, dimensioni, e settore di attività e che studia oggi le difficoltà incontrate non solo sotto l’aspetto giuridico-amministrativo ma anche sotto quello economico.
STRUMENTI D’INTERVENTO:
➢ INFRASTRUTTURE: una delle più antiche funzioni della P.A.. Vengono approntate attraverso opere pubbliche che possono riguardare la difesa del territorio nazionale oppure:
* Opere stradali ed infrastrutture dei trasporti: strade, autostrade, ferrovie…
* Opere marittime: porti, difesa delle coste…
* Opere idrauliche: Porti fluviali, drenaggio acque, argini fiumi…
* Opere igieniche: depurazione acque, fognature, cimiteri…
* Urbanistica ed edilizia popolare: ristrutturazione centro storico, case popolari, parchi…
➢ ATTIVITA’ METROLOGICHE E REGISTRATORIE
In ogni comune è presente “l’ufficio pesi e misure” che segue le vicende delle unità di misura internazionali e le loro equivalenti in unità di misura nazionali.
Emissione e/o autorizzazione marchi pubblici, come:
* Marchi di denominazione di origine
* Valori bollati
* Marchi collettivi
* Marchi metalli preziosi
I Pubblici registri sono redatti e custoditi da un ufficio pubblico che ne risponde e ne è depositario. Sono disponibili per il pubblico che può anche richiederne copie e certificazioni.
* PRA
* RINA
* Albi
Secondo la Costituzione, conseguentemente a controlli e programmazioni economiche, possono essere posti limiti alla libertà d’impresa allo scopo di tutelare l’interesse pubblico.
Forme di controllo:
• Autorizzazioni, licenze permessi
• Controllo ispettivo: osservanza di norme, regole tecniche
• Controlli di gestione sull’efficienza aziendale
• Controlli di legittimità e opportunità
LEGGE ANTITRUST
Garantisce il “diritto di iniziativa economica”
Sono vietate tutte le intese tra le imprese che hanno per oggetto, o per effetto quello di falsare, modificare o impedire la concorrenza.
La legge contiene la regolamentazione degli interventi degli stati membri nell’economia, per impedire che aiuti economici alle imprese limitino o modificano il libero esplicarsi della concorrenza.
La legge Antitrust è, dal 1990, un’autorità garante della concorrenza e del mercato.
FUNZIONI P.A.:
-settore agricolo-
* Disciplina delle strutture produttive: stabilire dimensioni ottimali fondi e concessione terre incolte
* Funzione di ausilio: incentivi di miglioramento tramite contributi, assistenza tecnica ecc., anche per quanto riguarda la meccanizzazione
* Funzione di sostegno del prodotto: istituzione denominazione di origine, sostegno dei prezzi interni.
-settore industriale-
* Funzione di appoggio all’attività produttiva: tramite consorzi o enti appositamente costruiti
* Funzione di ausilio all’attività produttiva: tramite incentivi, contributi ecc. A livello europeo si sta cercando di ridurreperò l’assistenzialismo
-settore commerciale-
La P.A. organizza fiere e mercati, fa costruire magazzini generali e fornisce assistenza (istituto per il commercio con l’estero)
-settore turistico-
Per migliorarlo sono necessari:
* Nuove comunicazioni in generale
* Nuove vie di comunicazione
* Migliori infrastrutture
* Promozione dell’immagine dell’Italia all’estero.
OPERATORE PUBBLICO
Il principale operatore pubblico è lo Stato e detiene funzioni che interagiscono con l’azione degli operatori privati (famiglie e imprese). Lo scopo principale è quello di fornire buoni servizidi pubblica utilità perseguendo il pareggio.
Se si ottiene un disavanzo sono possibili diversi correttivi:
• Aumento del prelievo fiscale
• Alienazione di parte del Patrimonio dello Stato
• Prestiti di capitale da famiglie e imprese, tenendo però in considerazione che per questa soluzione è previsto un interesse.

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