alcune definizioni di economia

Materie:Altro
Categoria:Economia

Voto:

2.5 (2)
Download:70
Data:13.01.2006
Numero di pagine:5
Formato di file:.doc (Microsoft Word)
Download   Anteprima
alcune-definizioni-economia_1.zip (Dimensione: 6.38 Kb)
trucheck.it_alcune-definizioni-di-economia.doc     30 Kb
readme.txt     59 Bytes



Testo

Lo SVOLGIMENTO DELLE ATTIVITA’ in un sistema aziendale è visto come il compimento di una serie di funzioni all’interno di una struttura organizzativa per raggiungere un fine attraverso un’organizzazione stabile e un buon coordinamento delle risorse umane e materiali, e questa responsabilità è assunta dalla DIREZIONE.
Ci deve essere un COLLEGAMENTO ORGANICO per raggiungere gli obietti prefissati, quindi per essere EFFICACE ma anche EFFICENTE.
Il COMANDO viene esercitato sui SOGGETTI AZIENDALI o DIPENDENTI attraverso diverse forme comunicative che possono essere:
- DIRETTIVE una serie di norme scritte riguardanti sul COMPORTAMENTO in determinate CIRCOSTANZE
- MANSIONARI i COMPITI dei diversi ORGANI
- PROCEDURE MODI specifici per svolgere un compito
Oggi IL FATTORE UMANO è difficile da trovare oltre al capitale, la tecnologia e la produzione perché oltre a una BUONA SPECIALIZZAZIONE c’è bisogno anche di MOLTA FLESSIBILITA’ (part-time….)
LE AZIENDE AD ALTA INTENSITA’ DI CAPITALE HANNO ESIGENZE QUALITATIVE
LE AZIENDE AD ALTA INTENSITA’ DI LAVORO HANNO ESIGENZE QUANTITATIVE
Con la POLITICA DEL PERSONALE si GRATIFICA il lavoratore con la MOTIVAZIONE E LA GRATIFICAZIONE.
- HUMAN RELATION - MAYO - USA -per una buona produttività c’è bisogno di OCCUPARSI DEI PROBLEMI DEI DIPENDENTI
- CIRCOLI DI QUALITA’ – GIAPPONE – per maggiore qualità e soddisfazione del cliente bisogna motivare e coinvolgere tutti i livelli
DIRITTO DEL LAVORO sono tutte le NORME che tutelano i lavoratori, REGOLAMENTA i RAPPORTI DI LAVORO e riguardano il COMPORTAMENTO DELLO STATO, ASSOCIAIZONI PROFESSIONALI E SINDACALI e tutto ciò che riguarda la materia del lavoro.
Le LEGGI che regolamentano il rapporto di lavoro subordinato sono INTEGRATE DAI CONTRATTI COLLETTIVI E INDIVIDUALI.
LE FONTI GIURIDICHE DEL DIRITTO DEL LAVORO sono tutti quei atti normativi da cui sorgono le regole che disciplinano il rapporto di lavoro e possono essere FONTI ESTERNE E FONTI INTERNE cioè i CONTRATTI. (da studiare a memoria in ordine di importanza)
LA COSTITUZIONE fa parte degli atti normativi delle FONTI ESTERNE, è la LEGGE FONDAMENTALE che tutela i lavoratori con PRINCIPI GENERALI, infatti l’articolo dice che è compito della Repubblica di muovere gli ostacoli economici e sociali che limitino la libertà e l’uguaglianza. Sancisce anche DIRITTI sulla libertà di pensiero, rispetto dignità umana, integrazione fisica, diritto di sciopero, libertà sindacale e politica….
IL CODICE CIVILE è un insieme di libri, a anche qui il quinto è dedicato ai lavoratori specialmente sulle LEGGI DELLE LAVORATRICI MADRI, il LAVORO A DOMICILIO e l’APPRENDISTATO.
Tra queste c’è una legge importante del 20 Maggio 1970 che è la LEGGE SULLO STATUTO DEI LAVORATORI, un’insieme di norme sulla libertà e di dignità dei lavoratori nei luoghi dove prestano lavoro, la libertà sindacale e l’attività sindacale nei luoghi di lavoro e le norme sul collocamento. (es. l’art. 8 che vieta al datore di lavoro di fare indagini sulle opinioni politiche, religiose o sindacali, se non ai fini dell’attitudine professionale del lavoratore, o art.9 sull’integrità fisica per la prevenzione degli infortuni, o art.1 la manifestazione libera del proprio pensiero).
I CONTRATTI
CONTRATTI COLLETTIVI NAZIONALI vengono stipulati tra associazioni che rappresentano i datori di lavoro, i sindacati dei lavoratori e il governo in un determinato settore economico.
Integrati ad essi ci possono essere i CONTRATTI AZIENDALI che si applicano ai lavoratori di una singola impresa.
Spesso per assumere i dipendenti c’è l’obbligo di una LETTERA D’ASSUNZIONE un atto scritto che rappresenta un CONTRATTO DI LAVORO INDIVIDUALE che contiene le condizioni che regola il rapporto di lavoro come LE FERIE, LA RETRIBUZIONE, L’ORARIO DI LAVORO.
CASSA INTEGRAZIONE DEI GUADAGNI
È una struttura del sistema di sicurezza sociale italiano che serve a garantire la continuità del salario ai lavoratori in caso di crisi aziendali o qualora il lavoratore sia sospeso dal posto lavoro.
COLLABORAZIONI COORDINATE CONTINUATIVE
Sono dei contratti che consentono alle aziende di utilizzare le prestazioni di lavoro senza l’obbligo di prestazione
CONTRATTO DI FORMAZIONE LAVORO
È un contratto per giovani dall’età di 16 anni ai 32 per cercare di incentivare l’occupazione giovanile e quindi evitare la disoccupazione giovanile, sono assunti da imprese per non più di 2 anni e hanno un salario più basso
DEREGULATION
È una tendenza a ridurre i vincoli burocratici e giuridici. È vista come una minaccia dai sindacati per la tutela del lavoratore in caso di mobilità o licenziamento collettivo.
DISOCCUPAZIONE
La mancanza di impiego della forza lavoro. Può essere VOLONTARIA e INVOLONTARIA. Può essere involontaria per le innovazioni tecnologiche, scarsa flessibilità del mercato del lavoro, scarsa competitività di alcune aziende e rallentamento dello sviluppo.
FLESSIBILITA’
In riferimento del mercato del lavoro significa stipulare CONTRATTI A TERMINE cioè CONTRATTI DI FORMAZIONE LAVORO o LAVORO TEMPORANEO.
In riferimento alle modalità di lavoro significa AVERE UNA MENTALITA’ APERTA AL CAMBIAMENTO DI MANSIONI, scegliere l’inizio e la fine del lavoro giornaliero nei limiti fissati dall’azienda.(ORARIO FLESSIBILE)
INAIL
Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro come malattia o decesso durante lo svolgimento del lavoro. Per alcuni lavori questa assicurazione è obbligatoria,e ad ogni infortunio c’è una rendita da dare o tantum in caso di morte.
INPS
Istituto nazionale della previdenza sociale, è un ente pubblico con gestione autonome e percepisce dai dipendenti e dalle aziende dei contributi per le assicurazioni sociali, per il servizio Nazionale sanitario,assicurazioni contro la disoccupazione e per le gestioni speciali.
LAVORO A DOMICILIO
È la prestazione di lavoro subordinato presso la propria abitazione con o senza l’aiuto dei parenti, è vietato se implica l’uso di sostanze nocive o se hanno precedentemente provveduto a licenziamenti perché significa che non ne avevano bisogno.
LAVORO A TEMPO PARZIALE O PART-TIME
È un contratto di lavoro subordinato determinato che permette di far coincidere le esigenze personali con quelle dell’azienda sulla base di un orario lavorativo ridotto, o anche a tempo pieno ma solo per alcuni giorni della settimana o mese. Ovviamente alla riduzione dell’orario coincide una riduzione proporzionale del salario.
LAVORO INTERINALE O TEMPORANEO
È la possibilità per un’azienda di utilizzare la manodopera senza dovere assumerla direttamente ma ricorrendo ad agenzie apposite iscritte presso il Ministero del lavoro che si occupano di collocare temporaneamente i lavoratori nelle imprese che ne fanno richiesta. È un vantaggio perché le imprese non devono assumere i lavoratori e li richiedono solo per il tempo necessario, ma anche perché il lavoro si può trovare con più facilità, dall’altra parte è uno svantaggio perché il lavoratore è meno tutelato e perché le aziende assumono sempre più lavoratori con contratti a lavori determinati (cioè si conosce il giorno in cui cesserà di lavorare)
MOBILITA’
Può essere INTERNA se viene fatta all’interno delle aziende per esigenze organizzative e ESTERNA per far fronte alle eccedenze della forza lavoro. Il collocamento in mobilità spesso costituisce l’ANTCAMERA DEL LICENZIAMENTO. Solo le aziende che possono essere ammesse all’intervento della CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI possono ricorrere a questo.
TELELAVORO
Consente al lavoratore di lavorare nella propria abitazione attraverso attrezzature informatiche. È diverso dal lavoro a domicilio perché resta un dipendente e non è un artigiano indipendente.
Il LAVORO SUBORDINATO si ha quando il lavoratore mette a disposizione del datore di lavoro le proprie capacità intellettuali e fisiche in cambio di una retribuzione. Diverso dal LAVORO AUTONOMO dove svolge l’opera per conto proprio, su richiesta, senza vincolo di subordinazione e con un compenso.

Esempio