Vita di Adam Smith

Materie:Appunti
Categoria:Economia Politica

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Testo

ADAM SMITH
VITA E OPERE
Adam Smith nasce nella piccola cittadina di Kirkcaldy, sulla costa orientale della Scozia, nel 1723. La data esatta non è nota; sappiamo solo che dev ‘essere successiva alla morte del padre, avvenuta in gennaio, e antecedente di poche settimane al 5 giugno, che è il giorno del battesimo. Il giovane Smith trascorre un‘infanzia tranquilla, allevato dalla madre Margaret con l’aiuto dei parenti fin quando nel 1737 si trasferisce a Glasgow per frequentare la locale università. Fra i suoi docenti il preferito è Francis Hutcheson (1694-1746), autore di un Sistema di filosofia morale pubblicato postumo nel 1755. Hutcheson considera l’uomo come un animale essenzialmente sociale, tanto da rifiutare la separazione tra etica e politica; inoltre, è noto per aver coniato la famosa frase "la massima felicità del massimo numero", talvolta impropriamente attribuita al filosofo utilitarista Jeremy Bentham (1748-1832), il cui pensiero è in realtà assai lontano da quello degli esponenti dell’illuminismo scozzese. All’epoca, quattordici anni non erano un’età insolita per iscriversi all'Università, che era in realtà un istituto di istruzione superiore. La caratteristica del sistema d’istruzione scozzese, a tutti i livelli, era che gli studenti pagavano corso per corso i docenti. La retribuzione complessiva di questi ultimi dipendeva quindi dal giudizio del pubblico sulla bontà del loro insegnamento: un sistema che lo stesso Smith sperimenterà da professore, e che dichiara di considerare nettamente preferibile a quello delle grandi università inglesi come Oxford, finanziate da fondi pubblici e da lasciti privati e dove i docenti, ricevendo un regolare stipendio, non erano incentivati a fare il loro mestiere con impegno. Proprio a Oxford, al Balliol College, Smith prosegue i suoi studi a partire dal 1740, con una borsa di studio (la Snell) che garantiva 40 sterline annuali per undici anni, come preparazione per una carriera ecclesiastica. Come si è accennato, Smith non trova di suo gradimento la celebre università inglese, tradizionalista e autoritaria; ad esempio, il giovane Adam e' punito per essere stato sorpreso a leggere il Trattato della natura umana (1739-40) di David Hume (1711-1776), considerato sostenitore di un vago teismo, che più tardi diventerà uno dei suoi migliori amici. Forse queste stesse letture lo inducono a respingere l’idea di una carriera ecclesiastica. Così, dopo sei anni difficili, nel 1746 Smith decide di tornare in Scozia, a Kirkcaldy, dove trascorre due anni studiando per suo conto e scrivendo alcuni saggi di argomento letterario e filosofico. Per tre anni, dal 1748 al 1751, Smith tiene conferenze pubbliche a Edimburgo, sulla retorica e sulla letteratura inglese, con discreto successo di pubblico e finanziario (un centinaio di persone pagano una ghinea l’anno ciascuno per ascoltare il giovane conferenziere, mentre gli sponsors, tra i quali Lord Kames, pagano le spese).Sulla scia della fama ottenuta con queste conferenze, nel 1751 Smith diviene professore all’università di Glasgow, dapprima di logica (ma le sue lezioni riguardano essenzialmente la retorica, come le conferenze di Edimburgo), e successivamente di filosofia morale. - Di quegli anni ci restano gli appunti di un suo corso di lezioni di retorica, presi da uno studente nel 1762-63, ritrovati nel 1958 e pubblicati nel 1963, e quelli di due corsi di "giurisprudenza" (del 1762-63 e del 1763-64, ritrovati rispettivamente nel 1958 e nel 1895, e pubblicati nel 1978 e nel 1896). Si tratta di testi che, oltre ad avere un notevole interesse di per sé — come studio della natura umana e delle forme di comunicazione, e come analisi delle istituzioni e del loro sviluppo nel corso della storia —, mostrano come l’autore avesse già in quegli anni, e dunque prima di entrare in contatto con i flsiocrati francesi, ben chiari i temi principali che confluiranno nella Ricchezza delle nazioni. Nello stesso periodo Smith scrive e pubblica il suo primo libro, la Teoria dei sentimenti morali (1759). In esso propone una "morale della simpatia", secondo la quale le azioni di ogni individuo dovrebbero essere guidate dal giudizio che di esse darebbe uno "spettatore imparziale", ben informato delle circostanze. Ciascun individuo, infatti, desidera l’approvazione degli altri, proprio perché ciascuno vive non isolato ma come membro della società. Questo libro ha un notevole successo, giungendo ad avere sei edizioni prima della morte di Smith nel 1791. Fra i lettori del libro vi è Chades Townshend, patrigno del giovane duca di Buccleuch, che propone a Smith di fare da tutore al giovane aristocratico, accompagnandolo in un viaggio nel continente. La proposta è attraente, non solo perché accompagnata da un vitalizio di 300 sterline annue, ma anche per la prospettiva di entrare in contatto diretto con il nucleo più vivo della cultura dell’epoca. Smith accetta, e all’inizio del 1764 si dimette dalla sua cattedra di Glasgow. I viaggi nel continente sono l’occasione di incontri con Voltaire a Ginevra, con d’Alembert, Quesnay e tanti altri a Parigi. Dobbiamo ricordare che all’epoca la Scozia ha una discreta vita culturale, relativamente libera (specie in confronto all’autoritarismo e al conformismo prevalenti nelle università inglesi) e ricca di solido buon senso, soprattutto nel campo delle scienze sociali; ma il vero centro intellettuale è rappresentato dalla Francia, in particolare Parigi. Glasgow è ancor più periferica di Napoli, dove nel 1754 viene istituita per l’abate Antonio Genovesi (1712-1769) la prima cattedra di economia politica e dove è attivo l’abate Fernando Galiani (1728-1787), autore di un celebre Trattato della moneta (1751), che in ogni caso trascorre volentieri molti anni a Parigi. Quando Smith arriva nella capitale francese, Fra ncois Quesnay (1694-1774), medico di Madame de Pompadour alla corte di Luigi xiv ha da pochi anni pubblicato il suo Tableau économique (1758), mentre Anne Robert Jacques Turgot (1 727-1 781), che sarà Ministro delle finanze dal 1774 al 1776, deve ancora pubblicare le sue Riflessioni sulla formazione e distribuzione delle ricchezze (1769-70). La cultura dell’Encyclopédie (la cui pubblicazione inizia nel 1751), la fiducia nella ragione e nel progresso si riflettono anche negli altri paesi europei; ma il fervore del dibattito dei celebri salotti parigini è imputabile altrove, e offre a Smith stimoli che egli rielaborerà negli anni successivi. Al termine dei viaggi nel continente, infatt4 grazie al vitalizio del duca di Buccleuch, Smith può dedicarsi a tempo pieno alla stesura della Ricchezza delle nazioni, nella tranquillità della sua nativa Kirkcaldy dove abita con la madre tra il 1767 e il 1773. Nel 1773 si trasferisce a Londra per seguire da vicino la stampa del libro, che comunque richiede altri tre anni di lavoro. Finalmente, il 9 marzo 1776, il più famoso libro di economia di tutti i tempi arriva nelle librerie, incontrando una calorosa accoglienza da parte del pubblico, con cinque edizioni nel giro di dodici anni. Hume, suo grande amico, gli scrive una lettera entusiastica. Da tempo malato, David Hume muore lo stesso anno. Smith scrive un resoconto dell’ultimo periodo di malattia dell’amico, sottolineandone il coraggio stoico: il resoconto, pubblicato nel 1777, gli procurerà "dieci volte più malevolenza di quella suscitata dai violenti attacchi [della Ricchezza delle nazioni] al sistema commerciale della Gran Bretagna" (come scrive lo stesso Smith in una lettera ad Andreas Holt dell’ottobre 1780). Nel 1778, consultato sulla situazione americana, Smith scrive un memorandum in cui sostiene l’opportunità di adottare un sistema uniforme di tassazione per la Gran Bretagna, l’Irlanda e le colonie americane, accompagnato dall’elezione in Parlamento di rappresentanti di queste popolazioni (sulla base del principio "no taxation without representation", niente tasse senza rappresentanza politica). Inoltre, Smith prevede la perdita delle colonie americane (tranne il Canada) e il graduale spostamento del baricentro economico e politico dall’Inghilterra all’America. Sempre nel 1778 Smith viene nominato Commissario delle dogane per la Scozia, e si trasferisce a Edimburgo, seguito dalla madre. Lì vive tranquillamente (pur profondamente rattristato, nel 1784, dalla morte della madre), svolge con scrupolo il suo incarico e cura con la consueta meticolosità le nuove edizioni dei suoi libri, fino alla morte che sopravviene il 17 luglio 1790.

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