il mercato: descrizioni

Materie:Appunti
Categoria:Economia Politica

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Testo

IL MERCATO: i beni e i servizi necessari a soddisfare i bisogni sono ottenuti mediante lo scambio: ciò perché ciascun soggetto non è autosufficiente. “Mercato” luogo dove avvengono le contrattazioni di certi beni, si può anche dire che il mercato è l’insieme dei venditori e dei compratori che intendono acquistare e vendere determinati beni e servizi. Il mercato è costituito dall’offerta e dalla domanda collettive o globali, che risultano dalla somma delle offerte e delle domande individuali. Infatti il mercato si riferisce ad aree assai vaste, che possono estendersi a tutto il mondo(mercati del petrolio, dell’oro, ecc..). la Pubblica Amministrazione non vende sul mercato i suoi servizi, ma li finanzia attraverso le imposte, che sono pagate obbligatoriamente dai cittadini. Ci può essere: mercato dei beni di consumo: riguarda i beni direttamente utilizzati dal consumatore finale; mercato dei beni di investimenti: riguarda i beni intermedi e finali impiegati nel processo produttivo (materie prime, fonti di energia); mercato del lavoro: si confrontano la domanda delle imprese e le offerte di lavoro delle persone in cerca di occupazione; mercato dei capitali: si contrattano prestiti, finanziamenti, azioni, obbligazioni, titoli pubblici. Si ha un mercato chiuso quando un mercato nazionale non ha rapporti con l’estero, l’incontrario se si ha un mercato aperto. Mercato internazionale se in esso agiscono operatori di diversi paesi; mercato nazionale se è riferito all’ambito del territorio di uno Stato; mercato locale se abbraccia un’area limita di un certo Stato. Mercato all’ingrosso quando la merce viene trasferita in grosse partite dai produttori ai grossisti poi venduta ai dettaglianti; mercato al minuto o dettaglio quando la merce è venduta dai dettaglianti ai consumatori finali.
LA DOMANDA: la domanda individuale di un bene è funzione inversa del prezzo, mentre l’offerta individuale di un bene è funzione diretta del prezzo. Quando il prezzo sale, i consumatori domandano una minore quantità di bene, e l’opposto accade quando il prezzo diminuisce. Per i produttori è vero il contrario: se il prezzo aumenta aumentano l’offerta, la diminuiscono se il prezzo cala. Le curve collettive, tanto di domanda che di offerta, hanno lo stesso andamento delle curve individuali: è crescente la curva collettiva di offerta, mentre la curva della domanda è decrescente: esse si incontreranno in un certo punto, le cui coordinate forniranno la quantità e il prezzo di equilibrio.
TIPI DI MERCATO: concorrenza perfetta: si ha quando i venditori e i compratori sono numerosi, così nessuno di essi singolarmente può influenzare il prezzo di mercato; monopolio assoluto: si realizza quando un solo imprenditore offre un certo prodotto nella sua totalità, mentre i compratori sono numerosi; monopsonio: quando di fronte ad una pluralità di venditori c’è un solo compratore; oligopolio: se poche grandi imprese produttrici offrono la totalità del prodotto, e i compratori sono numerosi; concorrenza monopolistica: quando le imprese che offrono il prodotto sono in grado di differenziare il prodotto stesso, allo scopo di attirare la domanda dei consumatori.
LA CONCORRENZA PERFETTA: atomizzazione del mercato: consiste nella presenza di un elevato numero di operatori di piccole dimensioni, in modo che nessuno di essi sia in grado di influenzare il prezzo. Omogeneità del prodotto: i beni offerti da tutte le imprese di un settore sono identici. Se un produttore riesce ad imprimere al suo prodotto caratteri differenziali subentrano elementi incompatibili con il regime di concorrenza perfetta; unicità di prezzo: sul mercato vige un solo prezzo per ciascun tipo di prodotto; trasparenza del mercato: ogni operatore è perfettamente informato sulle condizioni della domanda e dell’offerta. Se un compratore non conoscesse i prezzi vigenti sul mercato, potrebbe essere indotto ad acquistare un prodotto a un prezzo più elevato; perfetta mobilità dei fattori produttivi: liberi di muoversi in risposta alle diverse sollecitazioni del mercato. Ciò comporta: la libertà di contrattare per ogni operatore(può spostarsi dal punto di vista geografico o settoriale); l’assenza di barriere di mercato(le imprese possono entrare e uscire dal mercato; nel modo in cui conviene).
VANTAGGI E SVANTAGGI: L’impresa, per massimizzare il suo profitto, espande la sua produzione finché il costo marginale è uguale al ricavo marginale che a sua volta è uguale al prezzo. Per i sostenitori la libera concorrenza presenta i seguenti vantaggi: massimizza la produzione, riducendo i prezzi; consente l’allocazione efficiente delle risorse; assicura l’indipendenza dei soggetti economici; garantisce le stesse libertà politiche dei cittadini. Per i critici la libera concorrenza presenta i seguenti svantaggi: scarica sulla collettività costi che dovrebbero essere sostenuti dall’impresa; spinge a produrre beni superflui o addirittura dannosi, crea bisogni fittizi; porta e ricorrenti crisi di disoccupazione; non assicura la giustizia sociale.
MONOPOLIO: nel monopolio l’offerta di un certo prodotto è concentrata interamente in una sola impresa, mentre la domanda è frazionata fra numerosi compratori. È una forma di mercato rara, essendo molto difficile la contemporanea presenza di tutti i suoi requisiti. I monopoli naturali derivano dal possesso esclusivo di particolari risorse; i monopoli legali sono originati da una legge che riserva in esclusiva la produzione e l’offerta di un bene allo Stato o a un altro ente pubblico o privato.(pubblico: come il monopolio dei tabacchi e del servizio ferroviario; privati: come lo sfruttamento dei brevetti industriali). Si possono avere I monopoli di fatto nel caso in cui tutta l’offerta è concentrata nelle mani di un’unica impresa, che si è imposta sul mercato dopo aver eliminato le imprese rivali, grazie alla capacità di innovazione tecnologica.
SVANTAGGI MONOPOLIO: riduce l’offerta del prodotto, compromettendo lo sviluppo dell’occupazione e del reddito; provoca l’aumento dei prezzi, danneggiando soprattutto i consumatori più poveri; consente elevati profitti ai monopolisti, causando gravi mancanze di uniformità nella distribuzione della ricchezza; può creare gravi problemi alle autorità politiche, impotenti a controllare i gravi gruppi tesi al raggiungimento dei propri interessi; diminuisce l’efficienza del sistema, in quanto l’imprenditore opera in un mercato non concorrenziale, senza alcun stimolo a migliorare l’organizzazione produttiva.
Il monopolio bilaterale è una forma di mercato contrassegnata dalla presenza di monopolio del lato dell’offerta e di monopsonio (monopolio della domanda) del lato della domanda. Per l’esistenza di questo mercato è necessario che il bene scambiato non sia ne offerto ne richiesto da altri contraenti. Nel monopolio bilaterale non si può dare soluzione determinata al problema della formazione del prezzo di mercato, contrariamente a quanto avviene in regime di libera concorrenza e di monopolio. Vale invece la soluzione caso per caso, in relazione ai rapporti di forza dei due contraenti. La concorrenza monopolistica è la forma di mercato in cui molte imprese di non grandi dimensioni producono beni che, pur differendo nelle quantità, sono fra loro facilmente sostituibili.
In regime di duopolio, le due imprese possono scegliere di f arsi la guerra, finche una delle due esce sconfitta dal mercato e l’altra diventa monopolista, oppure possono raggiungere un accordo (espresso o tacito) per spartirsi i mercati di vendita. In quest’ultimo caso l’impresa leader domina di fatto il mercato. L’oligopolio è una forma di mercato caratterizzata dalla presenza di poche grandi imprese che offrono un prodotto non molto dissimile, in un mercato contrassegnato dall’interdipendenza fra il comportamento delle diverse imprese. La domanda è invece frazionata fra una molteplicità di consumatori. Oligopolio differenziato: quando i beni presentano caratteristiche diverse a seconda dei produttori; oligopolio indifferenziato: quando il prodotto offerto è sostanzialmente identico, e per i consumatori è indifferente preferire il prodotto di un oligopolista rispetto a un altro.

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