IL MERCANTILISMO

Materie:Appunti
Categoria:Economia Politica
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Il Mercantilismo
Nasce all’inizio del XVI secolo dopo il declino dell’’età feudale. In questo secolo si formano i grandi stati nazionali come la Francia, la Spagna e l’Inghilterra. Naturalmente questi stati ebbero la necessità di costituire uno stato ricco per poter così fronteggiare le guerre e poter conquistare.
Perciò l’economia si svincola dalla sua subordinazione all’etica per diventare strumento della politica di potenza dei sovrani.
Le scoperte Geografiche aprirono all’Europa fonti straordinarie di materie prime e un afflusso considerevole di metalli preziosi che provocheranno seri problemi agli stati conquistatori. Ci furono anche dei progressi scientifici da parte di Copernico, Keplero, da Galileo a Newton che preordinarono la Rivoluzione industriale.
Ci fu anche la Riforma protestante che contribuì molto proprio per gli ideali che la accolsero , infatti si pensava che il successo economico fosse segno del favore divino, quindi secondo Max Weber, questa etica portò lo sforzo individuale per arricchirsi sempre di più. Ecco perché gli stati che oggi sono protestanti sono più ricchi di quelli cattolici. Il mercantilismo ebbe inizio nel 1500 e finì nel 1750 perciò questo periodo è caratterizzato da differenze profonde tra il pensiero di diversi studiosi.
L’unico fine comune però era la convinzione che l avita economica poteva essere orientata a accrescere la potenza dello Stato, infatti per i mercantilisti il compito dell’economia era infatti quello di ricercare le leggi che rendono più ricco, più potente e quindi più popolato lo Stato. Perciò si scoraggiavano le importazioni e favorivano le esportazioni. Colbert che fu il ministro del re Sole, praticò una politica commerciale basata sul protezionismo e riformò la legislazione sui commerci. Tutto ciò portò però successivamente a delle crisi inflazionistiche soprattutto in Spagna ed in Portogallo a causa dei metalli preziosi esportati dal Nuovo Mondo che fecero riflettere i mercantilisti su valore della moneta. Bodin e Davanzati formularono una teoria quantitativa della moneta. Fu però Monchrèstien che disse:”non è l’abbondanza dell’oro e d’argento, la quantità di perle o diamanti, che fa ricchi e opulenti gli stati ma la disponibilità di cose necessarie alla vita” . da questa affermazione Gregory King introdusse l’elasticità della domanda e dell’offerta, mentre Malynes dimostrò che l’accumulazione di metalli preziosi provocava l’aumento dei prezzi interni con conseguente danno alle esportazioni.

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