Friedman

Materie:Riassunto
Categoria:Economia Politica

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MILTON FRIEDMAN

Friedman, nato a New York da famiglia ebrea, iniziò i suoi studi economici alla Rutgers University e li approfondì all’università di Chicago, che diverrà in seguito il centro del pensiero economico americano.
Friedman lavorò come ricercatore per diverse università, durante la guerra lavorò per il Tesoro Americano, e sino al 1976 fu un docente presso l’università di Chicago. Proprio nell’anno in cui Friedman divenne un docente (1946) Keynes morì. Questi due grandi economisti non erano divisi solo dal pensiero, dirigista quello di Keynes liberista quello di Friedman, ma anche dalle origini, molto umili per Friedman alto borghesi per Keynes, e dal modo di esprimersi, più semplice anche se spesso provocatorio e controcorrente per Friedman, più ricercato per Keynes. Friedman, infine, si rivolgeva all’uomo della strada a causa dei politici di cui non si fidava, mentre Keynes scriveva proprio per loro dai quali è stato adulato anche dopo la sua morte.
Se Keynes aveva messo fine alla scuola neoclassica, per quanto riguarda la capacità del mercato di autoregolamentarsi, il monetarismo della scuola di Chicago, di cui Friedman era il maggior esponente, ha segnato l’inversione di tendenza della politica economica che ha rinunciato a molte idee keynesiane considerate colpevoli di processi inflattivi.
Friedman fu anche consigliere economico del presidente Nixon ed economista ascoltato da altri presidenti americani come Reagan e Bush padre. E’ considerato l’Adam Smith del XX secolo a causa della sua vocazione al liberismo. Nota è la sua avversione ad ogni intervento dello stato nei meccanismi economici che ritiene inefficaci se non dannosi.
Friedman, con i suoi “discepoli” i “Chicago Boys”, ritiene che la moneta sia al centro del sistema economico; per Friedman solo una corretta a attenta politica monetaria può consentire un espansione al reddito nazionale. Però se l’espansione non è controllata e collegata all’aumento della produzione invece di stimolare l’economia potrebbe provocare solo un aumento dei prezzi.
Friedman è stato estremamente critico sul ruolo della spesa pubblica che doveva essere mantenuta ad alto livello per evitare una disoccupazione di massa.
Rivoluzionario fu il suo pensiero riguardo all’inflazione che ritiene un fenomeno esclusivamente monetario anche quando sembra causata da un aumento dei costi di produzione.
Friedman è considerato tuttora il maggior teorico del capitalismo e del neoliberismo, ma il suo pensiero e le sue simpatie personali sono sempre state verso i più deboli perché non ha mai dimenticato le sue modestissime origini.

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