Appunto su il ciclo economico e le diverse teorie

Materie:Appunti
Categoria:Economia Politica
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Testo

Il ciclo economico: l’economia non si sviluppa in modo uniforme nel tempo, ma presenta fasi alternate di espansione e depressione. Esistono diversi tipi di ciclo, che a seconda della durata si distinguono in: 1 cicli brevi detti anche cicli di Kitchin, della durata 2-4 anni; 2 cicli propriamente detti o cicli di Juglar, della durata di 4-10anni; cicli lunghi, detti anche cicli di Kondratieff, della durata di 50-60anni. Per studiare l’andamento del ciclo è necessario eliminare l’influenza dei fattori di disturbo, costituiti dai fatti accidentali e dai movimenti stagionali. Fasi del ciclo: ogni ciclo economico è composto dalle seguenti fasi che si susseguono nel tempo: espansione-crisi-depressione-ripresa. Durante l’espansione aumentano gli investimenti, il reddito e l’occupazione. L’aumento della domanda fa aumentare i prezzi dei fattori produttivi, e ciò determina un calo negli investimenti. Si avvicina la crisi, che porta ad un’inversione della tendenza espansiva e della depressione. La depressione è caratterizzata da un calo della domanda, che provoca il fallimento delle imprese più deboli e la diminuzione degli investimenti. Le aspettative diventano pessimistiche, aumenta la disoccupazione e le imprese riducono la produzione. Quando però gli imprenditori si rendono conto che la produzione è scesa eccessivamente, un certo ottimismo si diffonde nel sistema. Gli imprenditori riprendono ad investire, invogliati dalla discesa dei prezzi e dai tassi d’interesse. Ciò porta ad una svolta positiva, cioè alla ripresa. Teorie del ciclo economico: le spiegazioni del ciclo si possono raggruppare in tre categorie: 1 spiegazioni esogene fanno riferimento a fattori esterni dell’economia (andamento dei raccolti per fattori climatici, guerre, ondate di ottimismo e pessimismo); 2 spiegazioni endogene fanno riferimento a fattori interni dell’economia (teoria del ciclo degli investimenti); 3 spiegazioni endogene-esogene fanno riferimento sia a fattori esterni che interni all’economia. Sono le spiegazioni oggi più diffuse. Teoria di schumpeter: schumpeter individuò nell’introduzione delle innovazioni tecnologiche nel processo produttivo la causa principale delle fluttuazioni di lungo periodo.
Innovazioni a grappoli: le innovazioni non si distribuiscono in modo uniforme nel tempo ma sono introdotte a “grappoli” , dato che tendono a concentrarsi in determinati periodi. La loro introduzione nel processo produttivo ha ricadute che durano nel tempo, fino a quando i nuovi beni, prodotti grazie alle innovazioni, saturano il mercato; a questo punto le imprese diminuiscono gli investimenti perché sono diminuite le prospettive di profitto. Inizia allora la fase recessiva del ciclo, che avrà termine solo con l’introduzione di altre innovazioni. Schumpeter ha individuato 4 onde lunghe, la cui espansione è legata rispettivamente all’introduzione della macchina a vapore (I ciclo), allo sviluppo delle ferrovie (II ciclo), all’elettricità e dell’industria chimica (III ciclo) ed infine l’introduzione dell’automobile (IV ciclo). Teorie monetarie: secondo queste teorie il ciclo dipende da errori di politica monetaria. È la spiegazione oggi sostenuta dalla scuola monetarista. Sostiene infatti M. Friedman che responsabile della grande crisi del 1929, fu la politica restrittiva della banca centrale americana che riducendo la quantità di moneta provocò fallimenti a catena. Teorie del sottoconsumo: il ciclo dipendente dell’insufficienza della domanda, causata dall’ineguale distribuzione del reddito. Poiché i lavoratori percepiscono salari che aumentano meno del reddito globale, la domanda è insufficiente ad assicurare uno sbocco della produzione industriale. Teorie della sovracapitalizzazione: secondo queste teorie il ciclo è originato dalle fluttuazioni degli investimenti; aumentano anche i consumi: si innesta un processo cumulativo che si trasmette a tutto il mercato, dando luogo all’espansione. Quando nel mercato i prodotti saranno sovrabbondanti, i prezzi scenderanno e diminuirà la produzione. Avrà così inizio la fase depressiva. Politica anticiclica: è costituita dall’insieme degli interventi pubblici allo scopo di attenuare le onde del ciclo economico. Si tratta di una politica a breve termine con l’obbiettivo di garantire la piena occupazione. Gli strumenti della politica anticiclica sono: 1 la politica della spesa pubblica; 2 politica monetaria e creditizia; 3 la politica fiscale.

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