redazione e revisione del bilancio

Materie:Riassunto
Categoria:Economia Aziendale

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Testo

LA REDAZIONE E LA REVISIONE DEL BILANCIO D’ESERCIZIO

Il bilancio di esercizio è il documento, redatto dagli amministratori al termine del periodo amministrativo, con cui si rappresenta la situazione patrimoniale e finanziaria dell’azienda e il risultato economico d’esercizio.
Il bilancio d’esercizio ha due importanti funzioni:
• funzione conoscitiva: in quanto offre informazioni sull’andamento economico della gestione;
• funzione di controllo: in quanto è lo strumento che hanno gli amministratori di sottoporre il proprio operato all’esame e all’approvazione di chi ha assegnato loro l’incarico di governare l’azienda.
La funzione conoscitiva a cui si faceva prima riferimento, è particolarmente importante per gli stakeholder, vale a dire coloro i quali utilizzano il bilancio. Essi possono essere soggetti interni all’impresa portatori di interessi diretti, o soggetti esterni all’impresa come finanziatori, clienti e fornitori.
Il bilancio di esercizio è composto da:
• STATO PATRIMONIALE
• CONTO ECONOMICO
• NOTA INTEGRATIVA
Lo SP ha la funzione di esplicitare la situazione finanziaria e patrimoniale nella quale si trova la società.
In esso i diversi elementi sono classificati:
- nell’attivo: secondo la destinazione economica degli impieghi;
- nel passivo: secondo la provenienza delle fonti di finanziamento.
Il CE, invece espone i componenti positivi e negativi del risultato economico d’esercizio.
Il CE è redatto in forma scalare, ed è strutturato per aree di gestione (produzione, finanziaria, straordinaria).
Sia lo SP, che il CE, obbligatoriamente devono essere redatti a stati comparati, ossia devono indicare i valori relativi all’anno nel quale si redige il bilancio, e a quelli dell’anno precedente.
La NI come dice la parola stessa, integra e fornisce ulteriori informazioni riguardanti i dati di SP e CE.
Il bilancio di esercizio deve essere necessariamente approvato dall’Assemblea dei soci, dopo 30 giorni dall’approvazione una copia del bilancio deve essere depositata presso l’Ufficio del registro delle imprese, affinché i soggetti interessati possano prenderne visione.
Il bilancio è accompagnato da altri documenti, come la relazione sulla gestione, la relazione dei sindaci, e quando necessario dalla relazione della società di revisione.
In virtù del fatto che il bilancio costituisce la principale fonte informativa, occorre che i dati siano corretti, veritieri e attendibili.
Affinché ciò avvenga il c.c. ha stabilito alcune norme che lasciano poco spazio ad apprezzamenti soggettivi e a equivoche interpretazioni.
I principi contabili sono appunto:
l’obbligo per gli amministratori ad essere neutrali, ad applicare i criteri di valutazione in maniera omogenea, e a rispettare il principio della prudenza.
Uno dei postulati più importanti a cui si devono attenere gli amministratori è quello della competenza economica.
La legge sottolinea che la competenza economica in sede di redazione del bilancio, prevale su quella finanziaria.
Particolare importanza ha anche il principio della costanza di applicazione dei criteri di valutazione.
Tali principi e postulati hanno il compito essenziale di preservare i creditori da eventuali irregolarità, e per impedire alle imprese fenomeni di evasione o di elusione delle imposizioni fiscali.
Le società quotate in borsa, hanno l’obbligo anche di far revisionare (auditing) il proprio bilancio oltre che dal collegio sindacale (3 o 5 membri + 2 supplenti) anche da società di revisione, che devono essere regolarmente iscritte alla Consob.
La revisione tuttavia, può essere volontaria o legale.
La revisione è volontaria quando non deriva da norme che la impongono, viceversa è legale quando ci sono provvedimenti normativi che la impongono.
La revisione contabile del bilancio è la verifica di attendibilità del bilancio, quindi della sua redazione in maniera corretta, veritiera e chiara.
La revisione ha senza dubbio una sua utilità, e viene considerata dalle imprese un investimento, in quanto permette loro di riscuotere elevata credibilità da parte dei terzi.

Il bilancio permette agli stakeholder di esprimere un apprezzamento in merito:
• alla situazione economica, intesa come capacità dell’azienda di conseguire una redditività
• alla situazione finanziaria, intesa come attitudine a mantenere un equilibrio tra entrate e uscite di denaro, e tra risorse e impieghi.
• alla situazione patrimoniale, intesa come capacità di conservare e migliorare il patrimonio aziendale.
Per giungere a conclusioni su queste tre situazioni occorre che il bilancio venga rielaborato.
Viene quindi prima interpretato letteralmente, quindi capito, successivamente viene revisionato, e infine viene rielaborato secondo criteri che lo rendano poi più facile da analizzare.
Lo SP viene riclassificato, facendo una classificazione negli impieghi tra attivo immobilizzato e attivo corrente, e poi facendo un’altra classificazione, questa volta dei finanziamenti, tra patrimonio netto, debiti a breve scadenza e debito a m/l scadenza.
Sullo SP riclassificato si possono calcolare margini che permettono di giudicare se la struttura patrimoniale è armonica ed equilibrata.
Tali margini sono:
• il patrimonio circolante netto (attivo corrente – debiti breve)
• margine di tesoreria (dispon.liquide + dispon.finanziarie – debiti breve)
• margine di struttura (capitale permanente – attivo immobilizzato)
Il CE invece, può essere rielaborato secondo due metodi, ottenendo poi il CE a valore aggiunto, o il CE a costo del venduto.
In senso economico il Valore aggiunto, è l’incremento del valore che un’azienda aggrega al valore dei beni e dei servizi che acquista da altre aziende.
Valore Aggiunto = (valore della produzione – costi per materie e servizi)
Il costo del venduto invece, si ottiene sommando alle esistenze iniziali gli acquisti di materie prime e i costi industriali e sottraendo le rimanenze finali e i costi patrimonializzati.
In questo modo si mette in luce il risultato strettamente collegato all’attività di produzione e di vendita dei beni, senza tener conto dei costi commerciali e di quelli amministrativi.
Dopo la riclassificazione di SP e CE si può procedere facendo diverse analisi per indici: quella della redditività (capacità dell’azienda di produrre reddito), della produttività (verifica della produttività del capitale investito e del lavoro), patrimoniale (verifica dell’equilibrio tra fonti e impieghi) e finanziaria (esame dell’attitudine dell’azienda di fronteggiare i fabbisogni finanziari senza compromettere l’equilibrio economico della gestione).
L’analisi per flussi viene fatta per calcolare il flusso di risorse finanziarie generato dalla gestione reddituale.
Per far ciò basta sommare al RE i costi non monetari e sottrarre i ricavi non monetari.
– Alessandra Annoscia –
V A mercurio

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