Organizzazione, gestione e sistema informativo

Materie:Appunti
Categoria:Economia Aziendale

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1.1 Organizzazione, gestione e sistema informativo
1 L’attività industriale
Le aziende industriali svolgono una attività di produzione diretta rivolta alla trasformazione materiale (o fisico tecnica) di determinati beni o servizi, detti fattori produttivi , in altri beni (prodotti finiti e servizi), il cui valore è maggiore rispetto a quello dei singoli fattori trasformati. Tali aziende acquisiscono i fattori produttivi e li combinano opportunamente, in modo da realizzare il massimo rendimento possibile.
Acquisizione materie prime > Trasformazione fisico tecnica > Prodotti Finiti
Il risultato dell’attività produttiva può essere costituito da: beni finali, destinati all’utilizzo di un consumatore finale, o beni intermedi, rappresentati da semilavorati che verranno usati per lavorazioni.
2 La classificazione delle aziende industriali
In relazione al ramo di attività in cui operano, le aziende possono distinguersi in: alimentari, tessili e dell’abbigliamento, delle pelli, del cuoio e delle calzature, dell’arredamento, meccaniche, metallurgiche, petrolchimiche e della carta e poligrafiche.
• In riferimento alle dimensioni si possono classificare in piccole, medie e grandi. I principali elementi a cui si fa riferimento per stabilirne la dimensione possono essere l’entità del capitale sociale o degli investimenti, il volume di produzione o al numero di dipendenti.
• Facendo riferimento agli aspetti tecnico organizzativi del processo produttivi possiamo distinguere imprese con produzione:
a) a flusso continuo: gli impianti producono senza soluzione di continuità un numero elevato di prodotti ma standardizzati
b) produzione discontinua (o su commessa o su progetto) : prevede la realizzazione di un numero specifico di prodotti, con caratteristiche fisico tecniche ben precise
c) produzione a lotti: realizzano un certo lotto di prodotto con caratteristiche uguali fra loro ma differenti da quelle che compongono altri lotti
• In base alla varietà dei prodotti che si ottengono dal processo produttivo le imprese sono:
a) mono prodotto, quando il processo produttivo è teso a realizzare un solo prodotto;
b) multi prodotto, quanto la produzione è diversificata
La produzione mono prodotto non è usuale; spesso avviene la produzione multipla, che può avvenire per cause di natura tecnica (produzioni congiunte) o economica (produzioni connesse).
a) Le produzioni congiunte sono quelle produzioni che hanno un processo produttivo unico il cui risultato finale è composto da più prodotti differerenti.
b) Le produzioni connesse nascono da scelte economiche per la produzione di più articoli per motivi di convenienza economica. I principali obiettivi che possono portare a programmi di produzioni connesse sono: l’incremento di utilizzo della produttività degli impianti; la possibilità di sfruttare il mercato acquisito; l’obiettivo di dare un andamento costante alla produzione o alla vendita; la diversificazione della produzione.
• In relazione al modo in cui si stabilisce la produzione, le aziende produttrici:
a) su previsione o per il mercato, cioè che dipende dalle previsioni di vendita;
b) su ordinazione o su commessa;
c) su commessa e per il mercato, un insieme delle 2 precedenti tipologie.
Ultimamente, la realtà economica produttiva si base su un decentramento produttivo, cioè vi sono un gran numero di imprese industriali che producono per conto terzi. Ad esse le grandi aziende ricorrono per la produzione di determinati componenti o di una determinata fase del processo produttivo. In questo modo le imprese si alleggeriscono di gran parte del lavoro determinando una flessibilità della gestione, in modo da adattarsi rapidamente alle richieste del mercato. Questo processo si chiama esternalizzazione o outsourcing e permette all’azienda di concentrarsi sul suo corebusiness, cioè sull’area di attività nella quale l’impresa opera tradizionalmente.
3 La localizzazione delle aziende industriali
La localizzazione di un’impresa industriale è molto complessa, perché deve conciliare esigenze di natura operativa, come la vicinanza a infrastrutture, a motivi di ordine economico, legati a contenimento dei costi. I principali fattori sono:
1) vicinanza dei mercati di vendita dei prodotti
2) presenza di determinate infrastrutture
3) vicinanza di imprese costruttrici di beni strumentali
4) la lontananza dai centri abitati
5) la possibilità di disporre di ampi spazi
6) la possibilità di reperire agevolmente i fattori produttivi
L’ubicazione ottimale, in sostanza, è quella che genera la massima differenza tra i ricavi e i costi che ne derivano. A volte l’ubicazione non è completamente libera, ma determinata da vari fattori. Esistono zone industriali dove vi è una presenza molto forte di infrastrutture, di distretti industriali dove varie aziende partecipano alla lavorazione di un determinato settore, per esempio il settore laniero. Infine le aziende minerarie sono limitate ai posti di estrazione.
4 L’organizzazione
Un importante elemento per lo svolgimento dell’attività aziendale è l’organizzazione, che ha lo scopo di coordinare l’attività delle persone che operano in azienda, al fine di rendere possibile il raggiungimento dell’obiettivo comune prefissato. Affinché si svolga meglio la funzione aziendale, è importante creare una struttura organizzativa che riesca a stabilire in modo chiaro i compiti e le responsabilità dei gruppi di lavoro, permettendo così l’utilizzo razionale dei soggetti e dei mezzi impiegati nell’attività. Per le piccole imprese possono essere usate strutture organizzative semplici, mentre per le imprese importanti sono più efficaci strutture organizzative complesse. La struttura organizzativa si manifesta nell’individuazione degli organi e delle loro relative funzioni, attribuite agli stessi per mezzo di linee di influenza. Nelle aziende vi sono tre livelli di organi:
1) Organo volitivo: cioè l’insieme dei soggetti che da vita all’azienda, che ne fissano gli obiettivi da raggiungere e prendono le decisioni più importanti, e con esse le strategie più importanti da attuare;
2) Organo direttivo: cioè sono tutti quei soggetti che traducono in direttive esecutive gli ordini del sistema volitivo;
3) Organo esecutivo: organo che eseguono materialmente le operazioni aziendali.
Le aziende con molti organi e di conseguenza con molti rapporti complessi e interfunzionali portano alla formazione di gruppi industriali, dove vi è una holding e un certo numero di aziende controllate.
5 Le strutture organizzative
Graficamente, la struttura organizzativa si può rappresentare attraverso l’organigramma. Le strutture organizzative possono essere gerarchiche, funzionali o miste. La struttura gerarchica è una forma di organizzazione di tipo piramidale, in cui l’autorità discende dall’alto verso il basso della struttura; ogni membro dell’organizzazione riceve direttive da un solo superiore, nei confronti, al quale risponde del suo operato. Nella struttura funzionale, che si caratterizza per l’elevata specializzazione, i compiti di direzione vengono suddivisi fra più organi specializzati, aventi lo stesso grado e tutti dipendenti dall’organo volitivo. In questo tipo di struttura vi è una distinzione tra organi di line, che agiscono al fine di realizzare direttamente gli obiettivi aziendali e svolgono attività operative di direzione e di esecuzione ed organi di staff che, privi del potere decisionale, sono dotati di conoscenze specialistiche e forniscono attività di consulenza e assistenza agli organi di line. Il modello di struttura multi divisionale consiste nella ripartizione delle responsabilità di direzione tra un certo numero di divisioni, con il risultato di frazionare l’azienda in più parti, ciascuna delle quali potrebbe rappresentare un’impresa a sé stante, dotata di funzioni e responsabilità specifiche.
6 Le aree funzionali
L’insieme delle operazioni di gestioni può essere articolata in sottosistemi, che costituiscono le aree funzionali. Le aree funzionali dell’impresa industriale si possono suddividere in:
• aree caratteristiche (commerciale e marketing, produzione, approvvigionamenti, ricerca e sviluppo)
• integrative (organizzazione e gestione del personale, amministrazione e finanza)
• di informazione e controllo (sistema informativo, pianificazione, programmazione e controllo)
6.1 Le aree caratteristiche
Le aree caratteristiche svolgono l’attività che caratterizza e individua l’azienda. Comprendono:
a) La funzione commerciale e marketing
b) la funzione produzione
c) la funzione approvvigionamenti
d) la funzione ricerca e sviluppo
a)La funzione commerciale e marketing ha come obiettivo fondamentale l’incremento delle vendite attraverso l’individuazione e lo sviluppo dei mercati di sblocco e l’interpretazione dei bisogni dei consumatori. E’ diventata fondamentale per determinare in modo preventivo il tipo di produzione da realizzare e il volume delle vendite.
b)La funzione produzione ha il compito di trasformare i fattori produttivi acquisiti al fine di ottenere prodotti idonei a soddisfare le richieste provenienti dai consumatori finali o da altre unità produttive. L’attività di produzione si articola in due fasi:
• la predisposizione del sistema produttivo: è il risultato delle scelte inerenti la progettazione dei sistemi di trasformazione, in modo che sia compatibile con la strategia aziendale. Le scelte riguardano principalmente:
- la tecnologia produttiva da utilizzare nei processi di utilizzazione
- la tipologia dei processi produttivi, nel senso di standardizzazione o meno del prodotto
- il grado di flessibilità da attribuire all’apparato produttivo
- la determinazione della capacità produttiva
- il layout, cioè la predispozione di una planimetria per il collocamento delle risorse necessarie alla lavorazione.
• la gestione operativa operativa del sistema produttivo: dopo avere individuato i bisogni dei consumatori e le strategie produttive, bisogna gestire il sistema operativo in modo da massimizzarne l’efficienza.
c)La funzione approvvigionamenti deve consentire la tempestiva acquisizione di materie prime e sussidiarie, di parti componenti e di materiali di consumo, necessari allo svolgimento dell’attività produttiva.
d)L’attività della funzione ricerca e sviluppo risulta finalizzata alla produzione di nuovo conoscenze tecnologiche che consentano di fronteggiare adeguatamente l’evoluzione ambientale e di ottenere vantaggi competitivi. In particolare, mira a:
- realizzare nuovi prodotti o nuovi processi
- trovare nuove possibilità di utilizzazione di prodotti già esistenti
- realizzare possibili miglioramenti da apportare alle tecnologie produttive
6.2 Le aree integrative e di informazione e controllo
Le aree integrative sono un sopporto delle aree operative, rendendo possibile l’operatività delle altre funzioni; comprendono:
• Le aree integrative, che comprendono la funzione organizzazione e gestione del personale e la funzione amministrativa e finanza.
• Le aree di informazione e controllo; le aree di informazione sono preposte alla raccolta, selezione ed elaborazione dei dati, mentre l’area di programmazione e controllo si occupa di misurare il grado di raggiungimento degli obiettivi prefissati e di analizzare le differenze tra dati programmati ed effettivi, come il controllo di gestione.
7 La gestione delle aziende industriali
La gestione è il sistema delle operazioni compiute durante l’intera vita dell’impresa per il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Il sistema operativo dell’impresa è articolato nei seguenti sottosistemi:
- il sistema delle fonti di finanziamento, che comprende tutte le risorse di cui l’azienda può disporre;
- il sistema della produzione caratteristica, che comprende tutte le operazioni, dalla’acquisizione dei fattori produttivi al recupero dei mezzi monetari investiti;
- il sistema degli investimenti patrimoniali accessori e dei finanziamenti concessi, cioè investimenti in fattori non indispensabili per il processo produttivo.
7.1 Il sistema della produzione caratteristica
Il sistema della produzione caratteristica si sviluppa con le sottoscritte fasi molto importanti:
- acquisizione dei fattori produttivi
- combinazione dei fattori produttivi e loro trasformazione
- trasformazione economica, nel tempo e nello spazio
- vendita dei prodotti ottenuti con questo processo
I fattori produttivi sono costituiti nell’impresa industriale da beni destinati alla trasformazione fisico tecnica, da servizi dati da altre aziende e da prestazioni da lavoro dipendente. I beni strumentali sono fattori produttivi a utilità pluriennale, materiale o immateriale; la loro dotazione nelle aziende industriali è molto elevata, superiore a quella delle aziende mercantili. I beni destinati alla trasformazione fisico tecnica sono fattori produttivi materiali a breve ciclo di utilizzo. I servizi forniti da altre aziende o da collaboratori autonomi sono fattori produttivi a breve ciclo di utilizzo, che possono creare costi d’esercizio o costi pluriennali (costi di pubblicità da ammortizzare per esempio). Le prestazioni di lavoro dipendenti sono fattori produttivi immateriali a breve ciclo di utilizzo; i costi generati sono la selezione, il reclutamento, la formazione e l’aggiornamento dei lavoratori subordinati, insieme con la remunerazione delle prestazioni lavorative.
Questi fattori devono essere organizzati e combinati al fine di ottenere il massimo del rendimento possibile. Questi prodotti possono essere creati attraverso in particolare:
• differenti combinazioni dei medesimi fattori produttivi
• combinazione di differenti fattori produttivi
• applicazione di differenti processi tecnici di fabbricazione
Per essere apprezzati dai consumatori devono suscitare interesse ed avere un prezzo di mercato appetibile e disponibili. La disponibilità dei prodotti sul mercato è assicurata dalla funzione distributiva, che fa giungere i prodotti ai consumatori. Le principali attività della distribuzione sono:
- il trasferimento di prodotti nel tempo e nello spazio
- il loro adattamento qualitativo e quantitativo, come per esempio il frazionamento
- il finanziamento del consumatore
- l’orientamento della funzione di produzione
- l’informazione (leggi: pubblicità) per i consumatori.
Per la commercializzazione dei prodotti, le aziende possono privilegiare un canale lungo, corto, oppure diretto con il cliente.
8 I cicli dell’attività industriale
Le gestione è caratterizzata da un insieme di molteplici processi produttivi, che si intrecciano e si susseguono, nei quali possiamo individuare tre cicli di durata variabile, tra loro interconnessi:
• Il ciclo tecnico coincide con l’attività di produzione attuata dall’azienda; inizia con l’impiego delle materie prime nel ciclo produttivo e termina con l’ottenimento dei beni o dei servizi ai quali è diretta l’attività dell’impresa. L’ampiezza del ciclo tecnico dipende dalle caratteristiche tecniche del tipo di produzione e del grado di automazione del processo produttivo:
• Il ciclo economico inizia con il sostenimento dei costi per l’acquisizione dei fattori produttivi e termina con il conseguimento dei ricavi derivanti alla vendita dei prodotti. La sua ampiezza dipende dalla durata del ciclo tecnico e dalle modalità e dai tempi di acquisizione e stoccaggio delle risorse impiegate e nei prodotti finiti.
• Il ciclo monetario inizia con l’impiego di mezzi monetari nell’acquisizione di fattori produttivi (investimento) e si conclude con la trasformazione dei prodotti in quantità monetarie (disinvestimento) attraverso la riscossione del prezzo di vendita. La sua ampiezza dipende: dalla durata del ciclo tecnico; dalle modalità di pagamento dei fattori produttivi e delle condizioni di pagamento per i clienti e dalle politiche di approvvigionamento dei prodotti finiti e delle materie prime.
9 La struttura del patrimonio nelle aziende industriali
Il patrimonio di un’azienda industriale è costituito dal complesso dei beni e delle fonti di finanziamento che rendono possibile lo svolgimento dell’attività produttiva. E’ costituito perciò da beni che derivano dagli investimenti effettuati e dalle fonti di finanziamento destinate alla copertura del fabbisogno finanziario originato dai suddetti investimenti. Il patrimonio comprende:
9.1 L’attivo
La voce attivo comprende:
- La voce Crediti verso soci per versamenti ancora dovuti comprende i crediti verso i soci derivati dalle sottoscrizioni di Capitale sociale e dagli eventuali reintegri dovuti dai soci
- Le immobilizzazioni sono costituite da elementi patrimoniali a utilità pluriennale e da impieghi finanziari estranei all’attività produttiva, destinati a ritornare in forma liquida in tempi medio lunghi.
- L’attivo circolante comprende i beni destinati a trasformarsi a breve termine in denaro, le disponibilità finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni e le disponibilità liquide.
- I ratei attivi sono crediti presunti che misurano ricavi di competenza futura che si riferiscono a operazioni a cavallo dei due esercizi (in quest’area deve essere indicato anche il disaggio sui prestiti).
9.2 Il passivo
Nel passivo possiamo trovare il patrimonio netto e le passività così articolate:
- Il patrimonio netto è costituito dal capitale di proprietà, aumentato degli utili da destinare e diminuito dalle perdite da coprire. E’ suddiviso in capitale sociale (pari al valore nominale delle azioni o delle quote), riserve,utili e perdite.
- I fondi per rischi e oneri accolgono gli accantonamenti destinati a coprire perdite o debiti che hanno natura determinata, esistenza certa o probabile e data di manifestazione non determinabile alla chiusura dell’esercizio.
- Il trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato rappresenta il debito nei confronti dei dipendenti da estinguere al momento della cessazione del rapporto di lavoro.
- I debiti rappresentano gli impegni dell’azienda verso i portatori di capitale di credito e si distinguono in debiti di funzionamento (debiti v/fornitori) e di finanziamento (debiti per obbligazioni).
- I ratei passivi sono debiti presunti che misurano costi di competenza dell’esercizio non ancora liquidati, che maturano in proporzione al tempo normalmente a cavallo dei due esercizi.
10 La struttura del reddito nelle aziende industriali
I costi e i ricavi attribuiti nell’esercizio secondo la competenza economica, concorrono alla determinazione del risultato economico d’esercizio. Nel conto economico, sono classificati per natura, in relazione all’oggetto per cui sono stati sostenuti. Al fine di analizzare il processo di formazione del reddito e di svolgere un azione di controllo dell’efficienza dei singoli apparati gestionali, è importante classificare i costi e i ricavi in relazione all’area gestionale alla quale si riferiscono.
• Gestione operativa: tipica (costi e ricavi tipici) o atipica (costi e ricavi atipici)
• Gestione finanziaria: oneri finanziari e proventi finanziari
• Gestione straordinaria: costi straordinari e ricavi straordinari
• Area fiscale: imposte sul reddito dell’esercizio
La gestione operativa comprende cioè i costi e i ricavi sia la gestione tipica sia la gestione accessoria. La gestione tipica comprende: i costi sostenuti per la fabbricazione dei prodotti, i corrispettivi ricavi, i costi della funzione commerciale e amministrativa. I principali costi atipici sono i fitti attivi e l’ammortamento dei fabbricati civili. La gestione finanziaria comprende i costi per l’acquisto dei mezzi monetari e i ricavi che scaturiscono dalle movimentazione di mezzi monetari temporaneamente non impiegati nel processo produttivo. La gestione straordinaria comprende tutte quelle operazioni estranee alla linea di produzione aziendale ed eccezionali, come per esempio “altri oneri straordinari”. L’area fiscale riguarda i costi relativi alle imposte sul reddito dell’esercizio
11 La rilevazione e il sistema informativo
una struttura efficace come deve essere quella aziendale ha bisogno di un supporto che faccia leve su un flusso di informazioni tempestive, chiare, efficaci e precise. L’informazione rappresenta un vero e proprio fattore produttivo. Il sistema informativo aziendale è l’insieme degli strumenti, degli uomini e delle procedure che, oltre a consentire la raccolta dei dati e la loro trasformazione in informazioni, sono preposti anche alla loro elaborazione. Le informazioni prendono origine dai dati, che possono essere di origine interna all’azienda oppure esterni ad essa. Essi vengono poi rielaborati su misura di coloro che lo richiedono. Per questo il dato ha il requisito dell’oggettività mentre l’informazione quello della soggettività. Gli scopi del sistema informativo sono:
- fornire informazioni utili agli organi aziendali
- rendere possibile l’obbligatoria informazione all’esterno di informazioni sufficienti per l’andamento dell’attività
- documentare le operazioni di gestione
- fornire il supporto necessario per la pianificazione e il controllo di gestione
Un sistema informativo efficiente deve avere i seguenti requisiti:
- garantire la trasmissione di informazioni a tutte le aree funzionali dell’impresa
- fornire informazioni complete, sintetiche e chiare
- assicurare la tempestività delle informazioni
- essere flessibile, cioè adeguabili alle variabili funzionali.
Ultimamente l’evoluzione delle tecnologie ha portato a organizzare un sistema informatico, che consente la predisposizione di un sottosistema contabile e uno non contabile.
• Il sottosistema contabile raccoglie e coordina le informazioni espresse in quantità monetaria riguardanti tutte le operazioni di gestione ed è costituito da:
- gli inventari, che consentono di conoscere in un determinato momento, la composizione del patrimonio aziendale sia da un punto di vista qualitativo che quantitativo
- le scritture elementari permettono di analizzare specifici oggetti o elementi della gestione (es. libro cassa)
- le contabilità sezionali offrono informazioni dettagliate e coordinati su aree dell’attività aziendale
- la contabilità generale (CO.GE.) fornisce i dati necessari per la determinazione del risultato d’esercizio e del patrimonio di funzionamento
- la contabilità analitico gestionale (COA) attraverso operazioni interne di gestione, permette lo studio dei costi, dei ricavi e dei risultati economici di una parte o di tutta l’azienda
- il budget consente di controllare il graduale livello di raggiungimento degli obiettivi stabiliti
• Il sottosistema non contabile ha per oggetto l’elaborazione e la gestione di informazioni riguardanti l’azienda e il mercato, indispensabili per gli organi direttivi aziendali e comprende statistiche, report, grafici, analisi di mercato e scenari futuri.
1.2 Le scritture d’esercizio
1 La Co.Ge. e il sistema informativo
La contabilità generale (CO.GE.) ha per oggetto la registrazione di tutte le operazioni di gestione esterna e come scopo la determinazione del risultato economico d’esercizio e del patrimonio di funzionamento. Rende possibile la trasformazione dei dati delle operazioni esterne di gestione finalizzate sia al controllo interno sia alla comunità esterna, rappresentando l’indispensabile supporto al Bilancio d’Esercizio. Tuttavia presentano la duplice mancanza di analiticità e di storicità; da sole non consentono di supportare le decisioni, ma bisogna affiancare ad essa sistemi di rilevazioni più analitiche, come la COA e il budget. La COA consente di disaggregare i risultati globali in risultati analitici mentre la fissazione preventiva degli obiettivi aziendali consentono di individuare eventuali inefficienze gestionali. La CO.GE. è tenuta normalmente con il metodo della partita doppia applicato al sistema del patrimonio e del risultato economico. La CO.GE. si avvale di:
- Il libro giornale, dove le operazioni relative all’esercizio sono annotate in ordine cronologico
- il libro mastro, dove i dati relativi alle operazioni vengono riportati in ordine sistematico
- il piano dei conti, che elenca i conti da utilizzare per la rilevazione delle operazioni di gestione
Il piano dei conti è formato dal quadro dei conti e dalle note illustrative. Il quadro dei conti contiene la classificazione dei conti che si prevede saranno utilizzati per le rilevazioni in partita doppia. A ciascun conto viene attribuito un codice di riferimento che ha lo scopo di agevolare l’individuazione dei conti. Il funzionamento dei conti è regolato da note illustrative che chiariscono il contenuto dei conti. Il piano dei conti industriale si differenzia da quello mercantile in alcune voci
a) i conti accessi alle rimanenze e alle loro variazioni
b) i conti accesi agli acquisti e alle vendite
Inoltre, vi sono conti specificatamente utilizzati da imprese industriali:
a) particolari elementi attivi o passivi del patrimonio (Brevetti, Impianti, Attrezzature, relativi ammortamenti e accantonamenti vari)
b) costi capitalizzati (Costruzioni Interne, Immobilizzazioni in corso o Costi di ricerca o sviluppo)
c) riguardando lo svolgimento e l’organizzazione dell’attività tipica (Lavorazioni presso terzi)
2 L’acquisizione e l’utilizzazione dei fattori produttivi
Lo svolgimento dell’attività aziendale è possibile grazie all’acquisto e alla successiva utilizzazione dei fattori produttivi. Le scritture possono essere relative all’acquisizione di:
- Beni strumentali
- Beni destinati alla trasformazione fisico-tecnica o al consumo nell’attività produttiva
- Servizi forniti da altre azienda o da collaboratori autonomi
- Prestazioni da lavoro dipendente
3 Operazioni di gestione relative ai beni strumentali
Chiariamo la differenza di concetto tra immobilizzazioni e beni strumentali
Le immobilizzazioni sono costituite da elementi patrimoniali materiali e immateriali a utilità pluriennale, nonché da impieghi finanziari destinati a ritornare in forma liquida in tempi medio lunghi, non essendo conveniente la conversione in denaro nel breve periodo. Possono essere immateriali, materiali e finanziarie.
I beni strumentali costituiscono una sottocategoria delle immobilizzazioni, in quanto comprendono soltanto quelle immobilizzazioni materiali e immateriali che vanno utilizzate nel processo produttivo. Sono inclusi quindi le immobilizzazioni materiali (tranne i beni accessori, come i fabbricati civili) e le immobilizzazioni immateriali (tranne oneri pluriennali, come oneri pluriennali e avviamento) Sono esclusi le immobilizzazioni finanziarie, che rappresentano investimenti finanziari.
Immobilizzazioni materiali – Impieghi pluriennali non strumentali
Oneri pluriennali
1) Costi d’impianto e d’ampliamento
2) Costi di ricerca, sviluppo e pubblicità
3) Oneri finanziari di natura pluriennale
4) Spese per interventi migliorativi su beni in affitto
Avviamento
Beni strumentali
Beni immateriali e diritti pluriennali
1) Brevetti
2) Opere dell’ingegno
3) Diritti di concessione
4) Licenze
5) Marchi
6) Know How (di acquisto)
7) Software
Beni Materiali – Immobilizzazioni strumentali
1) Terreni
2) Fabbricati (industriali e commerciali)
3) Impianti
4) Macchinari
5) Attrezzature (industriali e commerciali)
6) Automezzi
7) Arredamento
Beni Materiali – Investimenti accessori
1) Fabbricati civili
Immobilizzazioni – Investimenti finanziari
1) Partecipazioni in controllate e collegate
2) Finanziamenti concessi
3.1 Le immobilizzazioni materiali
• I terreni sono quelli pertinenti agli stabilimenti e comprendono strade, piazzali e appezzamenti su cui sorgono edifici industriali e commerciali. Il loro valore non deve essere ammortizzato, in quanto non soggetto a deperimento.
• Gli impianti e i macchinari si differenziano in relazione al diverso grado di mobilità, sia in senso fisico che patrimoniale; gli impianti sono strutture produttive fisse, come le catene di montaggio che non possono essere spostati da un locale a un altro dell’azienda; i macchinari sono beni facilmente trasportabili da un locale all’altro (per esempio le presse). Gli impianti si possono distinguere in impianti generici, normalmente non usati per l’attività produttiva in modo diretto, come gli ascensori, e in impianti specifici, che sono direttamente impiegati nel processo di produzione (come la catena di montaggio).
• Le attrezzature industriali sono strumenti ausiliari dell’attività di produzione il cui utilizzo è complementare agli impianti di produzione, per esempio gli attrezzi di officina e da laboratorio, mentre quelle di vendita comprendono strumenti come bilance, attrezzature per il confezionamento e l’imballo.
3.1.1 Le forme di acquisizione delle immobilizzazioni materiali
Le immobilizzazioni possono essere acquisite tramite acquisto sul mercato, costruzione in economia, apporto del proprietario e dei soci, e contratto di leasing. Gli eventuali costi di acquisto, devono essere capitalizzati, cioè portati in aumento del cespite dell’immobilizzazione alla quale si riferiscono. Il presso di costo, aumentato delle spese accessorie di diretta imputazione capitalizzate, rappresenta il valore di bilancio del bene acquistato sul mercato. Lo stesso discorso vale anche per l’IVA indetraibile, per l’acquisto di automezzi da parte di imprese che non commerciano tali beni. L’acquisizione di immobilizzazioni mediante costruzione in economia si ha quando l’impresa stessa provvede alla loro realizzazione, servendosi di attrezzature, di materiali, di mano d’opera e di altri fattori produttivi in precedenza acquisiti per lo svolgimento dell’attività tipica. Il costo del bene prodotto in economia è determinato extra contabilmente, utilizzando la COA e intestando alla produzione una scheda di lavorazione. Il valore del bene disponibile non può eccedere il suo valore di mercato e, se esso non fosse disponibile, il valore del potenziale recupero dei mezzi tramite la vendita. Il valore da attribuire al bene prodotto in economia è dato dalla somma dei fattori produttivi impiegati in maniera diretta (materie prime, manodopera diretta) o in maniera indiretta (materie sussidiarie, servizi, quote di ammortamento, manodopera diretta e oneri finanziari finché il bene entra in funzione. Le immobilizzazioni possono essere conferite dal proprietario o dai soci al momento della costituzione dell’azienda, in occasione di successivi aumenti di capitale sociale o in caso di cessioni, scorporazioni o fusioni di aziende. Le formalità di apporto sono molto diverse. Se il conferimento avviene in una società di capitali, la valutazione è effettuata di comune accordo tra i soci. Nelle società di capitali la valutazione dell’immobilizzazione viene redatta da: nelle spa da un esperto designato dal Tribunale circondariale; nelle srl da un esperto iscritto nei registri dei Revisori contabili o da una società di revisione iscritta all’apposito albo. Viene fatto questo per evitare una sottovalutazione e, all’opposto, un annacquamento di capitale. Nel termine di 180 giorni, gli amministratori devono procedere a una revisione della stima. Il leasing rappresenta una valida alternativa all’acquisto, conveniente soprattutto quando l’azienda deve affidarsi in gran parte al capitale terzo o deve acquisire beni a rapido superamento tecnologico. Il leasing consente all’impresa di pagare un canone periodico stabilito e ,alla scadenza del contratto, ha la possibilità di diventare proprietari del bene pagandone un riscatto.
Il leasing può essere operativo o finanziario. Il leasing finanziario è un’operazione nella quale interviene una società di leasing che assume la veste di locatore; ad essa si rivolge l’azienda utilizzatrice, chiedendo in locazione un bene mobile o immobile e indicando l’azienda che lo produce o lo commercializza. In questo senso, i soggetti che intervengono sono:
- l’azienda utilizzatrice (conduttore)
- l’azienda fornitrice-produttrice
- la società di leasing, che è il locatore
Il leasing finanziario è un contratto con durata medio lingua, tra i 3 e i 5 anni se ha per oggetto un bene mobile, e tra 8 e 15 anni se ha per oggetto un bene immobili. Vi è la possibilità del conduttore di diventare proprietario del bene, alla fine del contratto, dietro pagamento di un riscatto, oppure restituirlo, oppure rinnovare il contratto.
Il leasing offre numerosi vantaggi:
a) Il costo dell’operazione viene esattamente determinato all’atto della stipulazione del contratto
b) non comporta grossi immobilizzi di liquidità finanziare come nell’acquisto
c) i tempi per la stipulazione del contratto sono molto brevi, anche perché non occorrono garanzie
d) l’azienda può disporre di beni tecnologicamente avanzati
Il principale svantaggio è quello del costo, in quanto l’ammontare totale dei canoni è molto superiore rispetto a quello del prezzo normale del bene; inoltre tutte le spese di installazione, collaudo e manutenzione sono a carico del conduttore.
Il sale and lease back è un’operazione mediante la quale un’azienda industriale vende a una società di leasing determinati beni, generalmente immobili, riprendendoli allo stesso tempo in leasing.
Il leasing agevolato è una normale operazione di leasing finanziario su beni mobili e immobili, il cui costo è ridotto per effetto della concessione di agevolazioni pubbliche (contributi in conto canoni)
3.1.2 Costi incrementativi e costi di manutenzione e riparazione
Le immobilizzazioni, nel corso della loro esistenza, vengono sottoposti a interventi indispensabili per mantenere l’apparato in condizioni di efficienza e produttività. Alcuni costi che derivano da questo sono detti costi incrementativi, altri sono di manutenzione e riparazione. I costi incrementativi sono rappresentati da tutte le spese relative a interventi di ammodernamento, ampliamento, revisione, ristrutturazione e trasformazione attuati sulle immobilizzazioni materiali. Tali operazioni hanno lo scopo di:
1) Aumentare notevolmente e in modo tangibile la capacità produttiva
2) Prolungarne nel tempo la funzionalità, aumentandone la vita utile
3) Aumentare la rispondenza del bene agli scopi a cui è sottoposto
Questi costi, quando sono relativi a beni di cui l’impresa è proprietaria, vengono portati in incremento al cespite per cui sono stati sostenuti e ripartito con esso attraverso l’ammortamento. Quando i beni sono di terzi, devono essere ripartito per la durata del’uso del bene (attraverso il conto Oneri pluriennali da ammortizzare).
I costi di manutenzione e riparazione sono rappresentati da tutte le spese relative a lavori sostenuti per mantenere o ripristinare l’efficienza dei beni strumentali allo scopo di conservare la loro produttività originaria. In un’azienda con molte rilevazioni di questo tipo.
3.1.3 La dismissione
Quando un bene non è più proficuamente utilizzabile nel processo produttivo, si deve procedere alla sua dismissione. Questo può avvenire per i fenomeni dell’obsolescenza, della senescenza, e dell’inadeguatezza. Alla dismissione possono seguire:
- Vendita (alienazione) a terzi
- Cessione a terzi a titolo gratuito
- Eliminazione o radiazione
Le plusvalenze o le minusvalenze da alienazione, a seconda del valore contabile residuo, possono essere di natura ordinaria o straordinaria. I Principi contabili nazionali, precisano che di natura straordinaria possono essere:
a) le operazioni o gli eventi che hanno effetto rilevante sulla struttura dell’azienda, come ad esempio fusioni
b) le cessioni di immobili civili e di altri beni non strumentali
c) le cessioni di beni strumentali che hanno una notevole rilevanza all’interno dell’impresa
3.1.4 Il rinnovo, le svalutazioni e le rivalutazioni
Il rinnovamento di immobilizzazioni richiede un impiego di mezzi finanziari rispetto all’ammontare recuperato con l’ammortamento. Questo perché da un lato l’inflazione erode il potere d’acquisto, e dall’altro il progresso tecnologico che rende i beni più costosi. In sede di assestamento dei conti, l’assemblea dei soci può decidere una Riserva di Rinnovamento per far fronte alle maggiorazioni di costi. L’art. 2426, nel rispetto dei principi della prudenza e della rappresentazione veritiera e corretta, impone di abbandonare il criterio del costo per la valutazione dei beni quando non rispecchia la diminuzione reale del valore del bene. La svalutazione consiste in una riduzione consiste in una durevole riduzione del valore del bene, per cause non riconducibili alla tipica attività dell’impresa. La contabilizzazione della svalutazione, può essere effettuata:
• Procedimento diretto, che consiste nella rettifica diretta del valore del bene
• Procedimento indiretto, il quale prevede che l’ammontare della svalutazione affluisca in un apposito fondo svalutazione (il più usato, soprattutto per i beni strumentali)
Le rivalutazioni dei beni a utilità pluriennale possono essere:
- per motivi economici. Derivano da incrementi di valore che il bene subisce per cause eccezionali, diverse da quelle monetarie, e dal ripristino del valore originario di un bene in precedenza svalutato.
- per motivi monetari, ossia dovuti a fenomeni inflazLionistici. Tuttavia l’inflazione non è considerata un motivo sufficiente per procedere alla deroga dal criterio del costo. La disciplina della rivalutazione è riservata al legislatore ordinario, con le leggi di rivalutazione monetaria.
3.2 Gli imballaggi durevoli
Gli imballaggi durevoli sono un normale bene a fecondità ripetuta, partecipa alla formazione del reddito d’esercizio e al suo ingresso nell’azienda ne viene predisposto un piano d’ammortamento. Tuttavia possono essere iscritti nello Stato Patrimoniale a un valore costante qualora essi vengano costantemente rinnovati. L’imballaggio durevole viene usato a rendere, cioè il compratore paga una cauzione che le verrà restituita al momento del ritorno dell’imballaggio in azienda.
3.3 Le immobilizzazioni immateriali
Le immobilizzazioni immateriali stanno avendo sempre più importanza tra le immobilizzazioni. Il legislatore le raggruppa in:
1) Beni immateriali e diritti pluriennali, detti anche immobilizzazioni immateriali in senso stretto; sono costituite da beni e diritti che, pur non avendo consistenza fisica, possono essere immessi sul mercato per ricavarne un profitto. Possono essere:
a) i diritti di brevetto e di utilizzazione delle opere dell’ingegno, che assicurano all’azienda lo sfruttamento di invenzioni industriali o di tipo creativo;
b) le concessioni sono diritti e potestà che la Pubblica Amministrazione, con appositi provvedimenti, assegna a una azienda. Ne sono esempi le concessioni di spiagge
c) le licenze sono atti mediante i quali la Pubblica amministrazione autorizza le aziende ad esercitare per un determinato periodo di tempo attività che altrimenti non sarebbero consentite
d) Il marchio rappresenta il segno distintivo dei beni o servizi prodotti dall’azienda. Può essere venduto o spostato insieme all’impresa o al ramo a cui si riferisce
e) Il software è costituito dai programmi applicativi che consentono agli elaborati elettronici di svolgere le funzioni richieste. Può essere prodotto internamente, senza tutela giuridica, oppure acquistato con le licenze d’uso
f) il know how è l’insieme delle conoscenze tecniche, dei segreti di fabbricazione e dei procedimenti di fabbricazione non brevettati che l’impresa possiede, per il raggiungimento degli obiettivi prefissati
2) Gli oneri pluriennali sono costituiti da spese che l’azienda vuole ripartire in più esercizi, che non sono beni immateriali, ne possono essere ceduti a terzi per ottenerne un corrispettivo. Possono essere:
a) i costi d’impianto, che comprendono le spese sostenute per la costituzione dell’azienda e per l’organizzazione iniziale;
b) i costi di ampliamento, che sono sostenuti durante la vita dell’azienda per: ampliamento della struttura tecnico organizzativa dell’azienda; aumento del capitale sociale; eventuali inglobamenti o fusioni di aziende
c) I costi di ricerca e sviluppo derivano dalle attività di:
ricerca, intrapresa nella prospettiva di acquisire nuove conoscenze di natura scientifica o tecnica;
sviluppo, consistenti nell’applicazione della ricerca a un piano o a un progetto nuovo o un sostanziale miglioramento;
d) i costi di pubblicità sono sostenuti per promuovere l’azienda stessa o i propri prodotti per commercializzarli. Per considerarli pluriennali, devono produrre un beneficio durevole per l’azienda.
per la loro iscrizione nel bilancio è necessario il consenso del Collegio sindacale, che il periodo di ammortamento non può superare i 5 anni e che l’utile può essere distribuito solo se vi sono riserve disponibili atte a coprire l’ammontare dei costi non ammortizzati.

Fausto Sivori – Economia Aziendale Pagina 2

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