Margine di contribuzione

Materie:Appunti
Categoria:Economia Aziendale

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Testo

MARGINE DI CONTRIBUZIONE
Il margine di contribuzione di un prodotto realizzato dall’impresa è pari alla differenza fra i ricavi di vendita ed il costo variabile delle quantità vendute di tale prodotto ed evidenzia il contributo che il prodotto in esame fornisce all’impresa per realizzare la copertura dei costi fissi.
I costi fissi che rimangono a carico degli altri prodotti realizzati dalla stessa impresa sono pari alla differenza fra l’ammontare globale dei costi fissi ed il margine di contribuzione del prodotto preso in considerazione.
Pertanto un prodotto che realizza un margine di contribuzione positivo alleggerisce gli altri prodotti dall’onere di dover coprire i costi fissi, perché questi ultimi ne devono coprire una minore quantità.
Al contrario la sua eliminazione grava sugli altri prodotti , che si trovano a dover coprire una quota maggiore di costi fissi , di importo pari al margine di contribuzione del prodotto eliminato.
In tal caso il reddito netto dell’impresa , calcolato dopo l’eliminazione, diminuisce di un importo pari al margine di contribuzione positivo in precedenza realizzato dal prodotto eliminato.
Analogamente il reddito netto dell’impresa aumenta ogni volta che quest’ultima accetta di realizzare nuovi prodotti, purchè il loro margine di contribuzione sia positivo : il reddito netto aumenta di un importo pari al margine di contribuzione dei nuovi prodotti.
Se , invece, il margine di contribuzione di un prodotto è nullo o negativo,l’impresa ha convenienza ad eliminarlo, perchè:
- se il margine di contribuzione è pari a zero , il prodotto in esame non fornendo alcun contributo alla copertura dei costi fissi e, quindi, alla redditività dell’impresa, è inutile.
In tal caso i ricavi di vendita di quel prodotto consentono la sola copertura dei suoi costi variabili ;
- se il margine di contribuzione è negativo, il prodotto in esame consuma il margine di contribuzione degli altri prodotti realizzati dall’impresa di un importo pari al suo margine di contribuzione negativo, con un equivalente abbattimento del reddito netto dell’impresa stessa.
In tal caso , infatti,i ricavi di vendita del prodotto da eliminare non sono sufficienti neppure a coprire i suoi costi variabili ed il valore negativo del suo margine di contribuzione rappresenta l’ammontare dei costi variabili di quel prodotto da quest’ultimo non coperti e,che, quindi, gravano sugli altri prodotti , che li devono coprire con i loro ricavi di vendita.
In tal caso il prodotto è dannoso e la sua eliminazione provoca un aumento del reddito netto dell’impresa di un importo pari al valore negativo del suo margine di contribuzione.
La cosiddetta vendita di beni “sottocosto” , cioè ad un prezzo inferiore al costo pieno di produzione, può alzare il reddito netto dell’impresa , se il prezzo di vendita supera il solo costo variabile.
L’eliminazione di prodotti “in perdita” , perché il risultato parziale calcolato con il full costing è negativo ,può causare un abbassamento del reddito netto dell’impresa , se il margine di contribuzione di quel prodotto è positivo.
In tal caso un ammontare di costi fissi pari al margine di contribuzione del prodotto eliminato vengono scaricati sugli altri prodotti.
Esempio
Un’impresa realizza tre prodotti A,B,C , per i quali valgono i seguenti dati:
Descrizione
Prodotto A
Prodotto B
Prodotto C
Prezzo vendita
100
150
300
Costo variabile unit.
90
110
240
Quota costi fissi
15.000
30.000
25.000
Quantità prodotta e venduta
N°1000
N°1000
N°1000
Calcolo i risultati parziali di ciascun prodotto sia con il metodo full costing che con quello direct costing:
FULL COSTING
DIRECT COSTING
Prodotto A
Prodotto B
Prodotto C
Ricavi
100.000
150.000
300.000
Costo pieno del venduto
105.000
140.000
265.000
Risultato netto di prodotto
- 5.000
10.000
35.000
Costo fisso unitario
15.000
1000
30.000
1000
25.000
1000
Costo pieno unitario
(90+15)
(110+30)
(240+25)
Poiché il prodotto A realizza una perdita di 5.000, il reddito netto dell’impresa , calcolato facendo la somma algebrica dei risultati parziali dei vari prodotti, e, quindi, diminuito di tale perdita, è di 40.000.
Ad un primo sguardo superficiale potrebbe sembrare che la mancata produzione di A ,
possa migliorare il risultato netto dell’impresa , per farlo diventare di 45.000
Prodotto A
Prodotto B
Prodotto
C
Ricavi
100.000
150.000
300.000
Costo variabile del venduto
90.000
110.000
240.000
Margine di contribuz.
10.000
40.000
60.000
COSTI
FISSI DI PERIODO
- 70.000
Reddito netto dell’impresa
40.000
IL prodotto A realizza un margine di contribuzione positivo di 10.000.
La sua eliminazione priva l’impresa del suo contributo alla copertura dei costi fissi.
Per effetto della sua eliminazione, costi fissi per 10.000 rimangono a carico dei rimanenti prodotti B e C. Il risultato netto dell’impresa diventa , quindi, (40.000+60.000)-70.000=
=30.000, cioè diminuisce di 10.000.
Verifica degli effetti dell’eliminazione del prodotto A
I costi fissi rimangono di 70.000 e vanno ridistribuiti fra i prodotti rimanenti B e C.
Ipotizziamo che la quota di costi fissi di B sia di 40.000 e 30.000 quella di C.
FULL COSTING
DIRECT COSTING
Prodotto B
Prodotto C
Prodotto B
Prodotto C
Ricavi di vendita
150.000
300.000
Costo variabile venduto
110.000
240.000
MARGINE CONTRIBUZIONE
40.000
60.000
Costi fissi del periodo

70.
000
Risultato netto della impresa
30.
000
Ricavi di vendita
150.000
300.000
Costo pieno del venduto
150.000
270.000
Risultato netto di prodotto
0
30.000
Costo unitario fisso
40.000/1000=40
30.000/1000=
30
Costo unitario pieno
110+40=150
240+30=270
Poiché il margine di contribuzione di B coincide con la nuova quota di costi fissi attribuiti a B , il reddito netto parziale di B è pari a zero, mentre il prodotto C , da solo, realizza un utile di 30.000, pari alla differenza fra il suo margine di contribuzione di 60.000 e la quota di costi fissi ora attribuita a C di 30.000.
Il minor importo del reddito realizzato dopo l’eliminazione del prodotto A si può ottenere anche togliendo dal reddito precedente il margine di contribuzione di A.
I costi fissi , infatti, non diminuiscono in occasione della eliminazione del prodotto venduto sottocosto, ma rimangono inalterati , poiché comuni o relativi a tutta l’impresa e rimangono a carico delle produzioni rimaste.
L’eliminazione del prodotto in perdita secondo il full costing provoca le descritte conseguenze solo se si verificano contemporaneamente le seguenti condizioni:
a) il margine di contribuzione del prodotto eliminato è positivo
b) le quantità prodotte e vendute dei rimanenti prodotti B e C rimangono invariate
c) Il prodotto eliminato non viene sostituito con un altro avente un margine di contribuzione maggiore o uguale.
Quando, al contrario , l’eliminazione del prodotto con un margine di contribuzione positivo è seguita dall’aumento della produzione e vendita dei prodotti rimanenti , che presentano un margine di contribuzione maggiore o uguale e/o un indice di redditività più elevato (Margine di contribuzione/ricavi),oppure il prodotto eliminato è sostituito da un nuovo prodotto con un più elevato indice di redditività e/o un margine di contribuzione maggiore o uguale, il reddito netto dell’impresa realizzato successivamente alle descritte manovre aumenta.
PRODOTTI
A
B
C
Margine di contribuzione
10.000
40.000
60.000
Ricavi di vendita
100.000
150.000
300.000
Indice di redditività
10%
26,67%
20%
Affinché sia economicamente conveniente eliminare il prodotto A , è necessario che le quantità non prodotte e vendute di tale prodotto , che presenta il minor margine di contribuzione e l’indice di redditività inferiore,siano sostituite dalla vendita di una maggiore quantità dei rimanenti prodotti ,più redditizi, oppure di un nuovo prodotto sostititutivo, purchè il suo margine di contribuzione e/o l’indice di redditività risulti più elevato rispetto a quello del prodotto eliminato.
Esempio
Ipotizziamo che l’eliminazione del prodotto si accompagni alternativamente:
a) ad una maggiore quantità di vendite del prodotto B
b) ad una maggiore quantità di vendite del prodotto C
c) alla vendita di un nuovo prodotto D , più redditizio
Ipotesi a)
Vengono vedute n° 1000 unità in più del prodotto B : n° 2000 unità tot.del prodotto B
Prodotti
B
C
Ricavi di vendita
300.000
300.000
Costo variabile del venduto
220.000
240.000
Margine di contribuzione
80.000
60.000
Costi fissi del periodo
70.
000
Reddito netto
70.
000
Il reddito netto è aumentato di 30.000, pari alla differenza positiva fra il margine di contribuzione del prodotto B e quello del prodotto eliminato:
margine di contribuzione di B su n° 1000 unità in più di prodotti = 40.000 -
margine di contribuzione di A su n° 1000 unità in più di prodotti = 10.000 =
---------
oppure : Maggior reddito 30.000
Margine unitario di contribuzione di B 40 -
Margine unitario di contribuzione di A 10 = 30 * n°1000 unità in più = 30.000
Ipotesi b)
Vengono vendute n° 1000 unità in più del prodotto C: n°2000 unità tot.del prodotto C
Prodotti
B
C
Ricavi di vendita
150.000
600.000
Costo variabile del venduto
110.000
480.000
Margine di contribuzione
40.000
120.000
Costi fissi del periodo
70.
000
Reddito netto
90.
000
margine unitario di contribuzione di C 60 -
margine unitario di contribuzione di A 10
------ maggior reddito
maggior margine di C rispetto ad A 50 * n°1000 unità in più = 50.000
Ipotesi c)
Vengono vendute n° 1000 unità in più di un nuovo prodotto C ,sostitutivo di A, al prezzo di 130.000 e con un costo variabile unitario di 115.000
Prodotti
B
C
D
Ricavi vendita
150.000
300.000
130.000
Costo variabile del venduto
110.000
240.000
115.000
Margine di contribuzione
40.000
60.000
15.000
Costi fissi del periodo
70.000
Reddito netto
45.000
Margine unitario contribuzione di D 15 -
Margine unitario contribuzione di A 10 =
--------
Maggior margine di contribuzione 5 * n°1000 unità del prodotto sostitutivo=5000
Maggior reddito
MARGINE DI CONTRIBUZIONE DI SECONDO LIVELLO
Nelle aziende multiprodotto è possibile suddividere i costi fissi in due categorie :
a) costi fissi speciali, che, riferendosi specificamente ad ogni singolo prodotto , vengono sostenuti solo se l’impresa lo produce e cessano di essere sostenuti in occasione della sua eliminazione
b) costi fissi comuni,che , riferendosi all’impresa nel suo complesso, non si possono eliminare o ridurre in caso di eliminazione di un prodotto.
Quando esistono costi fissi speciali, vengono calcolati due distinti margini di contribuzione :
1) MARGINE DI CONTRIBUZIONE DI PRIMO LIVELLO, pari alla differenza fra i ricavi di vendita ed il costo variabile della produzione venduta
2) MARGINE DI CONTRIBUZIONE DI SECONDO LIVELLO, pari alla differenza fra il margine di contribuzione di primo livello ed i costi fissi speciali.
Ciascun prodotto contribuisce alla copertura dei costi fissi comuni per un importo pari al margine di contribuzione di secondo livello .
Tanto maggiore è il margine di contribuzione di secondo livello , tanto più elevato è il contributo del prodotto considerato alla copertura dei costi fissi comuni dell’impresa considerata.
Pertanto, quando esistono costi fissi speciali , si adotta una procedura intermedia fra full costing e direct costing :
a) i costi fissi speciali vengono riferiti ad ogni singolo prodotto , come nel full costing, in quanto costi di prodotto;
b) i costi fissi comuni vengono riferiti all’impresa nel suo complesso, come nel direct costing, in quanto costi di periodo.
Procedura intermedia fra full costing e direct costing
I costi fissi speciali sono in totale di 32.000, di cui 10.000 riferibili al prodotto A , 15.000 al prodotto B e 7.000 al prodotto C.
Sono comuni i restanti costi fissi di 38.000.
Prodotti
A
B
C
Ricavi di vendita
100.000
150.000
300.000
Costo variabile del venduto
90.000
110.000
240.000
Margine di contribuzione 1° livello
10.000
40.000
60.000
Costi fissi speciali
10.000
13.000
7.000
Margine di contribuzione 2° livello

27.000
53.000
Costi fissi comuni
38.000
Reddito netto
42.000
Per valutare il prodotto da eliminare , perché incapace di coprire i costi fissi o, al contrario, per individuare il prodotto più redditizio , in termini di capacità di copertura dei costi fissi , è necessario prendere in considerazione solo il margine di contribuzione di secondo livello.
Infatti i costi fissi speciali ,in quanto costi di prodotto, non vengono più sostenuti in occasione della eliminazione del prodotto a cui si riferiscono e , pertanto, non rimangono più a carico delle produzioni rimanenti.
Al contrario la positività del margine di contribuzione di primo livello non è significativa , perché tale margine potrebbe essere inferiore o uguale ai costi fissi speciali del prodotto preso in esame. In tal caso il prodotto andrebbe eliminato , perché il margine di contribuzione di secondo livello non lascia alcun margine per la copertura dei costi fissi comuni , perché nullo o negativo.
In conclusione le informazioni derivanti dal calcolo del marine di contribuzione di ogni prodotto consentono di affermare che è sempre vantaggioso aumentare le quantità prodotte e vendute del prodotto preso in esame, se i ricavi di vendita coprono i costi speciali ( variabili e fissi) di tale prodotto.
Ciò porta ad un incremento dell’unico margine di contribuzione o di quello di secondo livello.

Esempio