Le scritture di chiusura

Materie:Riassunto
Categoria:Economia Aziendale

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Testo

LE SCRITTURE DI CHIUSURA (cap. 1.3)
Le scritture di chiusura comprendono: scritture di assestamento, scritture di riclassificazione dei conti, scritture di riepilogo al conto economico, scritture di chiusure generale dei conti.
Le scritture di assestamento hanno la finalità di trasformare i valori contabili in valori idonei alla determinazione del reddito d’esercizio e del correlato patrimonio di funzionamento. Esse permettono di: contabilizzare costi e ricavi di competenza che, per differenti ragioni, non erano stati registrati nelle scritture di esercizio; rinviare al futuro i costi e i ricavi che, pur essendo stati contabilizzati, non risultano di competenza dell’esercizio. Le scritture di assestamento comprendono: scritture di completamento e scritture di rettifica. Le scritture di completamento hanno la finalità di completare la contabilità esistente attraverso l’inserimento di valori che, pur essendo di competenza dell’esercizio, per ragioni di differente natura non erano stati in precedenza contabilizzati. Riguardano la rilevazione: di interessi attivi e passivi, del trattamento di fine rapporto, di fatture da ricevere e da emettere e di debiti e crediti da liquidare, di ratei attivi e passivi, delle imposte sul reddito.
Gli interessi attivi e passivi sui c/c bancari
Nel caso in cui i movimenti del c/c bancario abbiano generato interessi attivi per l’azienda, questi sono accreditati sul conto corrente stesso al netto della ritenuta fiscale del 27%. Nelle società di capitali tale ritenuta opera come ritenuta d’acconto.
Il trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato
Il TFR è una parte della retribuzione dei dipendenti che matura durante il periodo in cui è in essere il rapporto di lavoro e che viene corrisposta nel momento della cessazione del rapporto medesimo. Di conseguenza il costo aziendale per il TFR deve essere suddiviso tra tutti i periodi amministrativi durante i quali il dipendente presta la propria attività, in modo da attribuire correttamente tale costo a ciascun esercizio secondo il principio della competenza economica
Le fatture da ricevere e da emettere
Al termine dell’esercizio possono esistere operazioni che si sono concluse, ma per le quali non si è ancora in possesso della relativa documentazione. È possibile che l’azienda abbia acquistato beni e servizi per i quali è in attesa di ricevere la fattura.
La rilevazione dei ratei attivi e passivi
Esistono operazioni a cavallo di due o più esercizi da cui derivano componenti positivi e negativi di reddito che hanno la caratteristica di maturare in funzione esatta del tempo e che sono misurati da crediti e debiti che scadono nel periodo successivo.
La rilevazione della fiscalità d’impresa
L’impresa, dopo aver proceduto alle valutazioni necessarie alla determinazione della competenza economica dei costi e dei ricavi, è in grado di calcolare il reddito lordo prodotto dalla gestione120, le imposte di competenza e quelle dovute, anticipate e differite, nonché il reddito netto di esercizio.
Le società di capitali sono soggette sia a IRAP sia a IRES in capo alla società. Facciamo però notare che in base alla recente riforma fiscale la società di capitali può optare, a determinate condizioni, per il regime di trasparenza fiscale; esso si concretizza nella tassazione del reddito in capo ai soci in proporzione alle rispettive quote di partecipazione al capitale.
Le scritture di rettifica hanno la finalità di rettificare valori già contabilizzati in relazione alla parte che non è di competenza dell’esercizio (risconti, ammortamenti, ecc.) e di immettere costi e perdite presunti relativi a rischi e oneri esistenti a fine periodo.
Esse consentono di:
• Rinviare costi e ricavi già contabilizzati ma di competenza futura (rimanenze di magazzino, risconti attivi e passivi);
• Imputare all’esercizio quote di costi pluriennali di competenza (quote d’ammortamento);
• Immettere costi e perdite presunti relativi a rischi e oneri già esistenti alla fine dell’esercizio in corso.
Le scritture di rettifica riguardano la rilevazione: delle rimanenze di merci, di risconti attivi e passivi, delle quote di ammortamento, di costi presunti relativi a rischi e oneri esistenti a fine esercizio, la svalutazione di elementi patrimoniali attivi per perdite presunte.
Le scritture di riclassificazione dei conti non sono obbligatorie, ma favoriscono l’armonizzazione delle risultanze contabili con la normativa prevista per la redazione del bilancio d’esercizio.
La situazione contabile finale (post – assestamento)
I dati necessari per procedere al riepilogo e alla chiusura generale dei conti sono forniti da una situazione contabile che l’azienda redige al termine delle scritture di assestamento dei conti. Tale situazione contabile può presentarsi in diverse forme:
• Unica, nel senso che accoglie tutte le eccedenze Dare e Avere di tutti i conti utilizzati nella CO.GE. in un prospetto unico, che può essere a sezioni divise o accostate;
• Sdoppiata, nel senso che realizza la separazione tra conti che vengono riepilogati nel conto economico e conti che affluiscono nello stato patrimoniale. Essa è redatta nella forma a sezioni divise e si compone di due parti:
- la situazione contabile - patrimoniale o situazione patrimoniale ;
- la situazione contabile - economica o situazione economica.
Le scritture di riepilogo hanno la funzione di far affluire nel conto economico i costi e i ricavi di competenza dell’esercizio, al fine di rendere agevole la determinazione del risultato economico del periodo. Nelle scritture di riepilogo al conto economico non devono essere prese in considerazione i conti finanziari, i conti economici di capitale e i conti economici di reddito accesi a costi e ricavi che non sono di competenza dell’esercizio, e cioè costi e ricavi pluriennali e costi e ricavi sospesi. Il riepilogo dei costi e dei ricavi di competenza consente di determinare il risultato economico dell’esercizio, confrontando il totale della sezione Dare con il totale della sezione Avere del Conto economico. La destinazione del risultato economico dell’esercizio varia in funzione della forma giuridica assunta dall’azienda. Nelle società la destinazione dell’utile o la copertura della perdita viene deliberata dai soci.
Le scritture di chiusura generale dei conti accesi alle attività, passività e al patrimonio netto hanno lo scopo di far affluire tali conti nello stato patrimoniale finale, consentendo la determinazione del patrimonio di funzionamento.
Dopo aver riepilogato i conti economici di reddito accesi a costi e ricavi di competenza e rilevato il risultato economico, si procede alla chiusura generale dei conti che risultano ancora aperti. Si tratta di tutti i conti finanziari, dei conti economici di capitale e dei conti economici di reddito accesi a costi e ricavi che non sono di competenza dell’esercizio (costi e ricavi pluriennali). Si tratta di tutti i conti che hanno per oggetto elementi patrimoniali. La chiusura generale dei conti può essere effettuata in due modi:
• con due registrazioni contabili, di cui la prima riguarda la chiusura dei conti accesi alle attività che presentano eccedenza Dare e la seconda riguarda quella dei conti accesi alle Passività e al Netto che hanno eccedenza avere; in ambedue le registrazioni i saldi dei conti affluiscono nel conto riepilogativo Stato patrimoniale finale;
• con una sola registrazione, iscrivendo nella sezione Dare il saldo dei conti accesi alle passività e al netto e nella sezione Avere i saldi dei conti accesi alle attività, ed evitando l’utilizzo del conto riepilogativo.
Qualunque sia la soluzione contabile, dovrà sempre e comunque realizzarsi la nota uguaglianza:
Attività = Passività + N

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