Le aziende assicurative

Materie:Riassunto
Categoria:Economia Aziendale

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Testo

LE AZIENDE ASSICURATIVE
Rischio: possibilità che si verifichino perdite o danni in caso di un evento sfavorevole fortuito (non prevedibile. → uso del calcolo delle probabilità per rendere il rischio più o meno certo → rischio = danno calcolato con probabilità, quindi diventa un danno eventuale assicurabile.
Eventi sfavorevoli più temuti:
• danni a persone (morte, malattia, invalidità, separazione, divorzio, disoccupazione…)
• fatti non negativi che necessitano finanziamenti (nascite, matrimoni, acquisto casa…)
• danni a cose derivanti da incidenti dolosi, comportamenti imprudenti o cause naturali.
→ 1° esempio di previdenza: autoassicurazione
• risparmio di capitali (famiglie)
• accantonamenti in fondi rischi (imprese)
a Le aziende assicurative
requisiti fondamentali:
• autorizzazione del Ministero delle Attività Produttive
• personalità giuridica: istituto di diritto pubblico, società per azioni, mutua assicuratrice.
• Capitale minimo: 1.032.914 euro
→ direttive UE ammettono società di un paese dell’UE ad operare in altri paesi UE tramite filiali.
Tipi di assicurazione secondo il soggetto giuridico:
• pubbliche: istituti di diritto pubblico (Inps, Inail); vis i versano contributi obbligatori.
• private: vi si stabiliscono polizze personali e facoltative
Isvap (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private, dal 1982): ente con personalità giuridica pubblica. Si occupa di controllare le aziende assicurative tramite:
• approvazione dei regolamenti delle assicurazioni e delle condizioni di polizza
• controllo della gestione tecnica, patrimoniale e finanziaria
• esame dei bilanci
Le aziende assicurative devono inoltre seguire le direttive del Ministero delle Attività Produttive e del Cipe (Comitato interministeriale per la politica economica).
Il controllo si estende alle attività delle compagnie italiane su tutto il territorio UE, con controlli sull’Albo degli agenti, dei mediatori di assicurazione e ruolo dei periti.
Aziende assicurative
Sede centrale
Agenzie
Subagenzie
Produttori
Rappresentanze all’estero
Organi volitivi e di controllo.
Direzione generale
Direzioni per funzione.
Nel territorio su base provin-ciale o comunale.
Rete commerciale che racco-glie i premi.
A capo stanno gli agenti ge-nerali, iscritti ad un Albo, per-cepiscono provvigioni su affa-ri conclusi. Devono coprire le spese dell’agenzia → stimolo per concludere polizze.
Hanno potere di rappresen-tanza, cioè concludono affari in nome della compagnia.
Presenti nei quartieri delle città e nei centri minori.
A capo i subagenti, collaborano con agenzie per vendere prodotti e servizi assicurativi.
Procacciatori d’affari
Hanno personale della casa madre che cura affari in altri paesi.
La gestione e gli investimenti
Gestione
Finanziaria
Economica
Tecnica
Entrate = incasso premi
Uscite = liquidazioni per rimborso sinistri o riscatto polizze vita
Ricavi = incasso premi
Costi = esborsi sinistri (ramo danni), redditi investimenti (ramo vita), accantonamenti Riserve Tecniche.
Operazioni tipiche: stipula contratti, accoglimenti denunce sinistri, perizie, liquidazione sinistri…
La gestione ha una sincronia favorevole: infatti, le entrate (incasso premi) sono precedenti alle uscite (somme da liquidare agli assicurati) → liquidità per le compagnie, no problemi finanziari.
I mezzi da impiegare provengono dai premi riscossi → accantonati come riserve tecniche, che servono a far fronte ad obblighi futuri degli assicurati.
Le riserve tecniche (dette “riserve matematiche” nel ramo vita) non sono “riserve” in quanto parte del patrimonio, ma rappresentano degli “accantonamenti”, dei “fondi rischi”. Le riserve infatti sono premi accumulati che poi dovranno essere resi, non potranno essere distribuite fra i soci. Per questo nel bilancio figurano nello Stato Patrimoniale nel Passivo. Sono un costo, anche se ancora l’uscita di denaro non si è verificata. Per calcolarne l’entità si calcola la probabilità che certi eventi accadono e glie sborsi futuli eventuali che si dovranno pagare = riserve tecniche.
Possono essere investite, ma all’attivo dello stato patrimoniale delle imprese assicuratrici, per un importo non inferiore a quello delle riserve tecniche, devono figurare:
• depositi presso Banca d’Italia, Poste Italiane.. e prestiti presso istituti di credito
• titoli di stato, buoni fruttiferi postali, altri titoli fruttiferi emessi da enti pubblici o istituti di credito
• obbligazioni di determinati istituti
• azioni o quote di capitale di società di capitale delle quali l’az. Ass. detiene almeno il 50% e che si occupino della costruzione di immobili.
• Azioni di società con sede legale nella UE quotate da almeno 3 anni
• Quote di fondi comuni di investimento
• Beni immobili situati nello stato e non ipotecati
• Mutui garantiti accordati a enti pubblici, mutui ipotecari su beni immobili
• Crediti verso riassicuratori
→ investimenti devono essere: sicuri, redditizi, rivalutati e liquidi. Isvap controlla che i soldi dei clienti siano ben investiti.
→ compagnie assicuratrici = operatori istituzionali del mercato finanziario perché trattano molti valori mobiliari.
Totale dell’Attivo (Stato Patrimoniale) – Riserve Tecniche = differenza che può essere investita in qualsiasi cosa.
e Il contratto di assicurazione
assicurazione: “contratto col quale l’assicuratore, verso il pagamento di un premio, si obbliga a rivalere l’assicurato, entro il limiti convenuti, del danno a esso prodotto da un sinistro, ovvero a pagare un capitale o una rendita al verificarsi di un evento attinente alla vita umana.”
Caratteristiche:
• Va provato per iscritto, tramite una polizza di assicurazione, contentente:
- estremi del contratto (generalità contraenti, oggetto dell’assicurazione, somma assicurata e importo premio, data e luogo di emissione, durata assicurazione)
- condizioni generali e particolari (rischi coperti, diritti ed obblighi delle parti, durata contratto).
• Soggetti interessati:
- assicuratore: compagnia che si impegna a coprire i rischi indicati nella polizza
- contraente: corrisponde il premio, firma il contratto
- assicurato: soggetto verso il quale la compagnia è impegnata
- beneficiario: riscuote la prestazione assicurativa
- talvolta il contraente può corrispondere anche ad altri soggetti:
• contraente + assicurato + beneficiario, in generale nel ramo danni o nel ramo vita quando riscuoterà prestazione se sarà ancora vivo entro una certa data
• contraente + assicurato, quando rimborsa i danni a terzi (RCA) o nelle polizze vita quando si rimborsa agli eredi in caso di morte.
• Contraente: sottoscrive assicurazione in nome e per conto altrui.
• Gli obblighi dei soggetti:
- contraente: da esatta definizione del rischio prima della stipula; corrisponde il premio anticipatamente; denuncia all’ass. circostanze che comportino un aggravamento del rischio (es. malattie per ramo vita) → se la compagnia non lo sa, può non pagare in caso di sinistro. Le compagnie non lo chiedono, perché non interessa loro: vendono solo per avere provvigioni, se poi hanno la scusa per non pagare è meglio.
- Assicurato: avere comportamento prudente ed evitare il danno; avvisare tempestivamente (entro 3gg) del danno avvenuto, pena la perdita del diritto ad essere risarcito.
- Assicuratore: risarcire l’assicurato secondo condizioni della polizza; rimborsare le spese dell’assicurato per aver evitato il danno; rispondere dei danni materiali.
• prevede prestazioni reciproche dei contraenti:
- l’assicuratore in futuro dovrà risarcire il danno/corrispondere una rendita
- ’assicurato deve pagare il premio immediatamente.
Premio = premio puro + caricamento + imposte
Premio puro: calcolato attraverso calcolo delle probabilità
Caricamento: guadagno della compagnia (per coprire costi ed avere un minimo utile)
• aleatorietà: assicurato paga per un danno che ha una verificabilità probabile ma non certa.
a Omogeneità dei contratti
compagnia ass: assumono rischi di terzi e si impegnano ad erogare rimborsi danni o altre prestazioni future dietro riscossione di un premio a carico dell’assicurato. → attività aleatoria, i rimborsi possono risultare maggiori dei premi riscossi. Però:
• entità del premio è proporzionale alla probabilità che rischio si verifichi
• assunzione di molti rischi omogenei che eguagliano la probabilità teorica del loro verificarsi (secondo Legge dei grandi numeri) omogeneità:
- qualitativa: i contratti sono suddivisi per rami, con contratti di adesione a schema uniforme per ogni categoria
- quantitativa: riguarda il valore dei singoli rischi. Non si possono rifiutare contratti con rischi superiori a determinati standard (altrimenti si perdono clienti o si diminuiscono i premi) → compagnie limitano il rischio con coassicurazione o lo trasferiscono con riassicurazione.
Coassicurazione
Riassicurazione
Riguarda le grandi assicurazioni (es. esposizione d’arte).
Una compagnia fa univo grande contratto, poi riassicura piccole percentuali con altre compagnie.
→ si dividono sia danni che premi
→ ci si rimette/guadagna secondo le percentuali date
La compagnia1 stipula una polizza importante: può guadagnare molto se va bene, ma fallire se va male. Per tutelarsi, si assicura presso un’altra compagnia2 più grande. In caso di danno la c1 è rimborsata per un tot dalla c2; la c1 provvede poi a rimborsare il danno.
• Attiva: io (Ass) mi assicuro da altra Ass.
• Passiva: altra Ass. si assicura da me (Ass)
→ non si perdono clienti
→ si guadagna meno, ma non si va in bancarotta
I rami assicurativi
rami
Ramo vita
(probabilità che l’assicurato sia vivo/moto entro una data stabilita)
contratti
Vita pura: se il soggetto assicurato è sempre vivo ad una data stabilita la compagnia corrisponde capitale o rendita vitalizia.
redditività
Rapporto fra premi versati e capitale a scadenza dipende da fattori meglio controllabili (età assicurato, probabilità di vita).
Rendimento per gestione investimenti è 20-25% alla compagnia: costi coperti e redditività certa.
Rischio morte: compagnia corrisponde capitale al beneficia-rio/i se l’assicurato muore entro una data. La morte può causare dani affettivi ed economici alla famiglia e i soldi assicurano agli eredi un periodo per sistemarsi. Prima della stipula servono informazioni cliniche sul cliente.
Mista: compagnia corrisponde capitale o rendita vitalizia all’assicurato se questi è ancora vivo a data stabilita; capitale a beneficiario/i se l’assicurato è morto prima della data. Sono 2 polizze insieme, è la più venduta nel ramo vita.
Ramo danni
(rischi interessano, direttamente o indirettamente,
il patrimonio dell’assicurato, o possono limitare la sua possibilità di guadagno)
rami elementari
Danni a cose: per rischi connessi ad aventi che possono colpire il patrimonio dell’assicurato (incendio, guasti a macchine, furto…)
Premi proporzionali a coefficiente di sinistralità.
Danni da risarcire lievitano rapidamente, frequenti abusi.
Danni a persone: rischi che possono compromettere un guadagno futuro (infortunio, malattia…)
Responsabilità civile: per danni imputabili all’assicurato e reclamati da terzi (RC automezzi, aziendale…)
Rischi commerciali e finanziari: per rischi di mancata riscossione crediti, cauzioni…
Ramo vita:
• risparmio per cautelarsi contro le incognite della vita umana
• si è sviluppato nel 2005 per via della crisi del sistema pensionistico e per le detrazioni Irpef
• è similare ai fondi comuni d’investimento di tipo bancario
• rendimento finale dipende dalla gestione e da aspetti aleatori (vita/morte al termine del contratto)
• limiti:
- inflazione: erode il potere d’acquisto della moneta e riduce il valore dei capitali accantonati
- scarto: premi versati - somme investite = somme trattenute da Ass, provvigioni di agenti stipulatori
- ritenuta fiscale: secca del 12,5% su differenza = premi pagati – capitale assicurato alla scadenza.
- Bisogna stare attenti all’aliquota di partecipazione (parte del guadagno dei soldi investiti che viene data al cliente) e al caricamento, che non sono del tutto resi (spesso)
- Dal 31/12/2000 non ci sono agevolazioni fiscali per queste polizze.
Ramo danni:
• danni diretti: diminuzioni patrimoniali che colpiscono beni assicurati in conseguenza del sinistro
• danni indiretti: connessi all’evento, ma non ne sono una diretta conseguenza
Molte compagnie si specializzano in un determinato settore, per avvalersi della conoscenza di quel settore; altre comprendono più rami per aumentare il volume d’affari e ridurre i costi; altre compagnie operano sul web o per telefono.
l Aspetti tecnici del ramo danni
• rapporto tra valore assicurato e valore effettivo (tre casi):
- VA = VE: assicurazione a valore intero → rimborso dell’intero valore
- VA < VE: sottoassicurazione → rimborso proporzionale del danno. (stipulata per pagare un premio minore.
- VA > VE: soprassicurazione → vietata. Ammessa solo se fatta in buona fede, si rimborsa max per VE.
• Polizza primo rischio (due tipi): stipulata da aziende che possiedono molti beni ma non credono che possano subire tutti un danno contemporaneamente. La polizza riguarda tutti i beni, prevede un premio ridotto poiché si assicura un danno massimo che si può subire e impegna la compagnia al rimborso integrale del sinistro per il limite della somma assicurata
- primo rischio assoluto: risarcito danno nei limiti del VA. Non si dichiara il VE.
- Primo rischio relativo: VE dichiarato alla stipula (altrimenti è sottoassicurazione e si applica la proporzionale). Il rimborso è:
• integrale, se VE = o < a VD
• proporzionale, se VE > VD
• Franchigia (due tipi): percentuale del VA che non è rimborsata dalla compagnia → fatta per ridurre pratiche di piccoli danni e costo del personale per sbrigarle.
- fissa/assoluta/all’italiana: importo detratto dal rimborso → rimborsato danno eccedente la franchigia
- relativa/eccedendo pagamento integrale/all’inglese:
• danno > franchigia → rimborso integrale per
• danno < franchigia → nessun rimborso per
• scoperto di sicurtà: percentuale calcolata sul danno, lasciata a carico dell’assicurato → non è rimborsata.
- Scoperto facoltativo: chiesto dall’assicurato per pagare meno premio
- Scoperto obbligatorio: imposto all’assicurato da compagnia per stimolarlo a comportamenti prudenti.
Es. recupero crediti: si calcola la somma dei crediti ammessi ad essere rimborsati (importo fatture insolute); si sottrae la percentuale dello scoperto di sicurtà calcolata sulla somma precedente → il risultato è l’indennizzo netto che sarà effettuato dalla compagnia.
a assicurazioni in serie
Fatte per ridurre l’incidenza della franchigia sul rimborso dell’eventuale sinistro. Conviene quando il bene assicurato è divisibile → usata nelle spedizioni di merci o nei negozi con più sedi, c. In caso di danno, il risarcimento sarà maggiore rispetto a quello che si otterrebbe con un’assicurazione unica.
a PIAM (Polizza Italiana di Assicurazione per Merci trasportate)
introdotta nel 1938 dall’Ania (Assicurazione nazionale fra le imprese assicuratrici) per razionalizzare la gestione assicurativa delle merci nei diversi tipi di trasporti, operando in due direzioni:
incentivare la prevenzione dei danni da parte degli assicurati, con sconti sulle tariffe dei premi
razionalizzare la normativa riguardante la copertura assicurativa dei rischi sulle merci trasportate
Il settore assicurativo dedicato al trasporto merci era infatti in crisi, perché ogni compagnia aveva norme diverse e gli assicurati (che non si informavano su tutte), per non rimanere fregati preferivano non assicurarsi per niente.
La PIAM tenne conto delle trasformazioni avvenute nel trasporto (intermodalità, containers) e si caratterizza per:
flessibilità, adatta a diverse situazioni assicurabili
unitarietà, ha uno schema contrattuale fisso / contratto tipico uniforme (ognuno può comunque calibrarlo secondo le sue esigenze)
art.6: definisce il valore massimo assicurabile “valore delle merci in stato sano nel tempo e nel luogo di destinazione previsto in polizza” → VMA da confrontare con VA per sapere entità del rimborso. Il problema era rappresentato dalla determinazione del rimborso, poiché quando la merce arrivava era un problema stabilirlo: il cliente dice che era meno, l’assicurato che era di più. Il valore all’andata ed all’arrivo cambiava.
- Calcolo Valore Massimo Assicurabile - Calcolo Premio
- Premio d’Assicurazione per Valore Massimo Assicurabile
Risultato
(100 – Aliquota)
+
VM senza Ass
+
VMA senza premio
Aliquota premio
=
Assicurazione
=
Premio
100
VMA
x

Il premio sarà sommato nel calcolo VMA.

Esempio