i rami assicurativi

Materie:Appunti
Categoria:Economia Aziendale

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Testo

IL RAMO DANNI
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Riguarda tutti i rischi che interessano il patrimonio dell’assicurato o quegli eventi che possono limitare la sua possibilità di guadagno. In questo ramo l’assicurazione quindi ha lo scopo di reintegrare l’entità del patrimonio del soggetto che ha subito il danno.
Il settore danni si divide in diversi rami, detti rami elementari:
- assicurazione contro danni alle cose
- a. contro danni a persone (infortunio, malattia)
- a. della responsabilità civile
- a. contro rischi commerciali e finanziari → sett. CREDITI: assicurazione globale; per essere
risarciti deve verificarsio la perdita definitiva del
credito o dell’investimento.
Diverse imprese assicurative tendono a specializzarsi in un determinato ramo per sfruttare i vantaggi che derivano da una profonda conoscenza del settore e dalla concentrazione dei rischi omogenei; altre, invece esercitano più rami assicurativi per aumentare il proprio volume d’affari e ridurre l’incidenza dei costi commerciali.
ASPETTO REDDITIVITA’: I premi nel ramo danni sono percentuali a un coefficiente di sinistralità.
IL RAMO VITA
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Le assicurazioni del ramo vita si basano sulla probabilità che l’assicurato ha di sopravvivere o di morire rispetto a una certa data. Esse rappresentano una particolare forma di risparmio finalizzata a preservare l’assicurato e i suoi familiari dall’incertezza della durata della vita umana.
Esistono 3 tipi fondamentali di contratti nel ramo vita:
➢ assicurazioni in caso di vita: verrà corrisposto un determinato capitale o una rendita se
l’assicurato sarà ancora in vita a una data prestabilita;
➢ assicurazioni in caso di morte: verrà corrisposto un determinato capitale al beneficiario
se l’assicurato muore;
➢ assicurazioni miste
➢ unit-linked: assicurazioni particolari, collegate a fondi comuni d’investimento.
I vantaggi delle polizze vita derivano dalla presenza di un tasso tecnico (percentuale di guadagno minima garantita), ma anche dal fatto che esse sono impignorabili e che i premi vengono investiti autonomamente in fondi comuni di investimento.
Di contro, gli svantaggi sono rappresentati dall’inflazione, che riduce il valore monetario dei capitali accantonati, dal coefficiente di retrocessione, dalla ritenuta fiscale, e dall’eliminazione dei benefici fiscali (dal 2000)
Negli anni recenti, le difficoltà del sistema previdenziale pubblico e le manovre per il contenimento della spesa pensionistica hanno stimolato il decollo del ramo delle polizze vita. Ultimamente però si è avvertita la necessità di prodotti più flessibili, che si identificano con i fondi pensione, e che dovrebbero permettere di integrare le prestazioni previdenziali pubbliche.
I fondi pensione sono degli strumenti di previdenza collettiva e dovrebbero quindi rappresentare il “terzo pilastro” del sistema pensionistico, affiancandosi alla copertura pubblica e alle polizze vita.
I fondi pensione si dividono in:
➢ f.p. chiusi: sono riservati a determinate categorie di lavoratori, detti anche “f. di categoria”;
➢ f.p. aperti: gestiti da banche e assicurazione, aperti alla generalità dei lavoratori.
Questi fondi potranno avere diverse linee di investimento (azionaria, obbligazionaria, mista) per permettere all’iscritto di scegliere il profilo rischio-rendimento più idoneo alle proprie finalità.

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