Economia Aziendale

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Categoria:Economia Aziendale

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Testo

L’Attività economica
L’economia aziendale è una disciplina che studia l’azienda.
In particolare l’economia aziendale studia i meccanismi di rilevazione, organizzazione e gestione dell’azienda.
Il primo studioso che pose la sua attenzione su questa materia fù Gino Zappa, che nel 192 definì l’azienda come un centro di operazioni economiche istituita per il soddisfacimento dei bisogni umani e destinata a durare.
In generale dunque l’economia aziendale studia:
1. l’attività economica delle aziende;
2. i tipi di aziende;
3. le aree di gestione, organizzazione e rilevazione;
4. le varie combinazioni economiche produttive.
I bisogni e le loro classificazioni
I bisogni sono un disagio fisico-psichico, individuale o collettivo, che induce un soggetto ad agire al fine di rimuoverlo.
Essi possono essere classificati secondo l’importanza e secondo il numero dei soggetti che lo avvertono.
Secondo l’importanza:
• bisogni primari: essenziali per la sopravvivenza (es. fame, sete);
• bisogni secondari di confronto: se soddisfatti rendono più confortevole la vita;
• bisogni secondari voluttuari: sono tipici di uno stile lussuoso di vita.
Secondo i soggetti:
• bisogni individuali: interessano le singole persone;
• bisogni collettivi: interessano un pluralità di persone.
Le caratteristiche dei bisogni sono:
• quantitativamente illimitati;
• variabili;
• temporaneamente saziabili;
• complementari.
I beni, i servizi e la loro utilità
Un bene è un oggetto utile che può formare oggetto di diritti.
I beni si classificano in vario modo:
1. rispetto all’utilizzo:
• beni di consumo: soddisfano direttamente un bisogno;
• beni strumentali: si utilizzano per produrre altri beni;
2. rispetto alla durata:
• beni durevoli:possono essere utilizzati più volte;
• beni non durevoli: possono essere utilizzati una sola volta;
3. rispetto al rapporto reciproco:
• beni complementari:vengono usati contemporaneamente per soddisfare un unico bisogno;
• beni succedanei: sono adatti a soddisfare lo stesso bisogno;
4.rispetto a chi acquista:
• beni individuali;
• beni collettivi;
5. rispetto alla frequenza di acquisto:
• acquisto corrente;
• acquisto ponderato;
• acquisto speciale.
I servizi sono prestazioni offerte da soggetti singoli o da imprese che sono erogate al consumatore nel momento stesso in cui sono prodotte.
Le fasi dell’attività economica
L’attività economica è l’attività pratica svolta dall’uomo per ottenere i mezzi necessari (beni e servizi) a soddisfare i suoi innumerevoli bisogni.
Nell’attività economica possiamo distinguere quattro fasi:
1. la produzione;
2. lo scambio;
3. il consumo;
4. il risparmio .
L’attività di produzione si concreta nell’accrescimento di utilità delle risorse disponibili in un dato momento.
Nel concetto di produzione in senso economico possiamo pertanto comprendere:
• la produzione fisica di beni e la prestazione di servizi;
• il trasferimento di beni nello spazio;
• il trasferimento di beni nel tempo.
La produzione e la distribuzione
I processi di produzione hanno lo scopo di creare beni e servizi.
La produzione consiste nell’acquisizione di materie prime e nella loro trasformazione in prodotti finiti.
Può essere svolta in vario modo:
1. produzione di beni:
• produzione artigianale: la trasformazione delle materia prime in prodotti finiti avviene attraverso il lavoro manuale dell’artigiano;
• produzione industriale: si impiegano le macchine e si suddivide il processo produttivo in operazioni semplici;
2.produzione di servizi: il processo di creazione di valore economico implica l’erogazione di un servizio, sia questo associato ad un bene fisico, sia esso l’oggetto principale della produzione.
La distribuzione commerciale permette di realizzare un flusso di scambi tra azienda e mercato di riferimento.
La distribuzione di un prodotto può svolgersi a monte o a valle.
Tra le funzioni a valle ricordiamo:
• La localizzazione dei punti vendita;
• Le azioni di attrazione della clientela finale (vetrinistica, esposizione);
• Le condizioni di vendita;
• La gestione delle negoziazioni commerciali e l’assistenza di vendita;
• I servizi post-vendita (consegna, assistenza, manutenzione);
• Le attività promozionali nel punto vendita.
Queste funzioni possono essere svolte direttamente dai dettaglianti, dislocati sul territorio, ma in alcuni casi anche dall’impresa produttrice che magari organizza e gestisce dei propri punti di vendita al dettaglio.
Le funzioni di distribuzione a monte riguardano:
• Adattamento fisico della scala di vendita dell’impresa produttrice con quela più limitata del dettagliante;
• Diffusione territoriale;
• Interventi sui prodotti per facilitarne la commercializzazione;
• Velocizzazione dei flussi finanziari/rapporti di coordinamento con le funzioni a valle.
Queste funzioni possono essere scolte dall’impresa produttrice o da quella dettagliante (è necessario però che dispongano di elevate risorse finanziarie e un know how specialistico) ma generalmente, sono svolte dai grossisti, e da agenti, concessionari, ecc… che in varia misura si fanno carico delle funzioni suddette.
I fattori produttivi: risorse naturali, umane e finanziarie
I fattori produttivi sono tutti quegli elementi che sono necessari alla sopravvivenza e gestione dell’azienda.
Essi sono il mix di elementi che fanno parte dell’azienda.
Li possiamo distinguere:
● fattori naturali: sono beni non prodotti dall’uomo, disponibili in natura. La proprietà dei fattori naturali possono essere pubblica o privata. Il loro insieme può essere definito come terra. Sono fattori naturali le attività estrattive, gli elementi climatici, le coltivazioni del fondo, le aree edificabili; tutti questi sono beni non riproducibili, cioè possono essere impiegati una sola volta;
● fattori umani: è l’insieme delle prestazioni fisiche o intellettuali che un soggetto svolge ad una attività produttiva. E’ un fattore produttivo particolare perché è l’unica fonte in grado di produrre ricchezza;
● fattori finanziari: qualsiasi bene materiale prodotto reimpiegato nella produzione (per i classici dell’800). Può essere sottoforma differenziata ( macchinari o attrezzi) o sottoforma indifferenziata (denaro). Per i neoclassici il capitale è qualcosa che viene conservato e accumulato nel tempo e in seguito, investito (teoria dell’astinenza).
I soggetti dell’attività economica
Il baratto e lo scambio
Mediante lo scambio si attuano i trasferimenti di beni a titolo oneroso.
Nell’antichità lo scambio veniva effettuato tra beni diversi dalla moneta (baratto), col tempo è stato sostituito con lo scambio basato sulla moneta; questo perché diventò più difficile stabilire un equo scambio di merci di diverso tipo.
Con il sistema monetario si stabilisce il rapporto di scambio (prezzo) che c’è tra il bene acquistato e la moneta.
Il prezzo dipende dalla qualità, dall’utilità e dalla rarità che a sua volta dipende da due fattori: lo spazio e il tempo della merce. Il prezzo perciò è definito come la quantità di moneta scambiata per una certa quantità di beni in un certo istante e luogo.
Il mercato
Il mercato è un luogo fisico o economico in cui avviene in cui avviene l’incontro tra domanda e offerta.
Alla base del mercato c’è lo scambio che può essere:
● in natura (baratto);
● con moneta (merce accettata da tutti come mezzo di pagamento);
● con credito di scambio monetario (differente nel tempo).
Il mercato può essere mondiale, locale, nazionale.
Sotto il punto di vista del bene trattato si distinguono due tipi di mercato:
● il mercato delle merci: ha per oggetto case, terreni, prodotti agricoli, moneta;
● il mercato del lavoro ha per oggetto il lavoro umano.
Possiamo avere vari regimi di mercato:
1. mercato in regime di libera concorrenza bilaterale: la domanda è esercitata da un grande numero di consumatori e l’offerta da un grande numero di produttori. In tal modo si ha competizione tra gli imprenditori: coloro che soddisferanno gran parte della domanda ottenendo profitti conquisteranno il mercato, gli altri saranno,
invece, esclusi. I consumatori a loro volta sono in competizione tra loro per accaparrarsi i beni di qualità a prezzo più favorevole. Da ciò si può affermare che in un sistema economico di libera concorrenza migliora l’efficienza delle imprese e il benessere sociale.
Dove c’è una concorrenza perfetta c’è un mercato perfetto nel quale vale la legge di Jevons: per uno stesso bene in un certo momento esiste un solo prezzo.
Perché si verifichi il mercato concorrenziale occorre che:
● sia aperto a tutti dove ci sono molti produttori e consumatori liberi di fare la propria domanda e offerta e nessuno di essi può influenzare il prezzo che si forma sul mercato;
● sia trasparente cioè quando sia produttori che consumatori sono a conoscenza di tutto ciò che si vende e a quali prezzi;
● non ci devono essere preferenze nel senso che i consumatori agiscono in base al principio edonistico (massimo utile col minimo mezzo) senza lasciarsi condizionare da fattori esterni;
● omogeneo nel senso che i beni trattati sono confrontabili per consentire al consumatore di valutare il rapporto qualità/prezzo.
2. monopolio: è una forma di mercato dove il potere economico è nelle mani di una sola persona;
3. oligopolio: il potere si concentra solo nelle mani di poche persone.
La famiglia
E’ l’istituto primario della società umana.
E’ caratterizzata da finalità di ordine sociale, etico e religioso.
La famiglia è anche un’unità economica , il fine economico immediato consiste nell’appagamento dei bisogni delle persone che la compongono.
L’impresa
L’impresa è una organizzazione di rapporti tra persone di natura economica.
Costituisce il risultato di due elementi:
● soggettivo che è dato dall’imprenditore e dai collaboratori dell’impresa;
● oggettivo che è dato dall’azienda, cioè l’insieme dei fattori produttivi;
L’impresa può essere pubblica o privata.
L’ impresa pubblica nasce per soddisfare i bisogni collettivi, e titolano l’interesse di tutti. Offre beni e servizi di interesse pubblico, assicurano la sopravvivenza di industrie di interesse strategico e impediscono la formazione di monopoli privati.
Può di vario tipo:
● imprese gestite direttamente dallo stato come amministrazioni;
● imprese che operano su concessione dello stato;
● imprese a partecipazione statale, formalmente identiche alle private;
Le principali aziende pubbliche sono le ferrovie dello stato, l’amministrazione poste e telecomunicazioni, l’ANAS….
Le imprese private hanno come scopo il massimo profitto.
Le imprese si classificano anche in base alla dimensione:
● piccole ;
● medio-grandi.
In base all’attività economica si dividono in:
● commerciali: svolgono professionalmente produzione di beni e intermediazione di merci, attività assicurative e bancarie, attività dei trasporti e di tipo ausiliario;
● agricole esercitano attività che mirano a coltivare il fondo, alla selvicoltura,allevamento del bestiame, attività casearia, alla trasformazione o all’alienazione dei prodotti agricoli.
Lo Stato
L’apparato statale è un entità unitaria, i funzionari dello Stato agiscono a suo nome e le loro azioni vengono imputate allo stato.
Stato è entità astratta, impersonale e invisibile.
E’ un ente o persona giuridica ha la capacità giuridica ( può essere titolare di diritti e doveri verso i cittadini o altri stati) e la capacità di agire ( può compiere atti giuridici che hanno effetti giuridici nei confronti dei cittadini o altri stati).
Poiché è un’entità impersonale non può agire direttamente ma agisce attraverso organi, formati da persone fisiche che agiscono in nome e per conto dello stato; questi sono:
• organi monocratici: formati da una sola persona fisica che può agire da sola in nome dello stato (presidente della repubblica, presidente del consiglio, prefetto, pretore);
• organi collegiali: formati da più persone fisiche che esprimono congiuntamente la volontà dell’organo (camera dei deputati, consiglio dei ministri, corte costituzionale, tribunale);
• organi complessi: formati da più organi (governo ,presidente del consiglio, ministri ,consiglio dei ministri).
Il potere politico è esercitato anche da persone giuridiche pubbliche:
• territoriali: regioni, province, comuni
• enti pubblici non territoriali: Banca d’Italia, INPS.
I poteri dello Stato sono:
1. potere economico: esercitato da chi detiene le ricchezze e i mezzi di produzione;
2.potere spirituale: esercitato dalle chiese per controllare comportamenti morali;
2. potere ideologico: esercitato dagli intellettuali che influenzano gli altri attraverso la formulazione di idee;
3. potere politico: è diverso dagli altri perché può ricorrere all’uso della forza per ottenere il rispetto dei propri comandi.
Lo Stato detiene il monopolio della forza perché deve impedire ai cittadini di usare la forza nelle loro relazioni reciproche. Qualsiasi atto violento compiuto da un soggetto diverso dallo Stato è illegittimo, lo stato è l’unico ente che può usare legittimamente la forza.
Il resto del mondo
Il resto del mondo è rappresentato dalle istituzioni internazionali (es. ONU) ed altri Stati con i quali l’impresa intraprende rapporti economici.
La struttura e le funzioni del sistema economico
Il sistema economico liberista
E’ il primo tipo di sistema economico moderno; detto anche “capitalistico puro" o di mercato, si sviluppò nei Paesi europei e negli Stati Uniti nel quadro della Rivoluzione industriale e si affermò per tutto l'Ottocento e fino ai primi decenni del Novecento. Alla base di questo sistema vi è la piena libertà nei commerci e nell'industria per tutti i soggetti economici privati.
Le caratteristiche principali sono:
● i mezzi di produzione sono di proprietà dei privati che li possono usare senza dover temere controlli da parte dello Stato;
● nel mercato deve essere garantita la libera concorrenza;
● i prezzi dei prodotti sono determinati dalla domanda e dall'offerta espressa delle imprese e dalle famiglie;
● compito dello Stato è di garantire il rispetto delle leggi e la difesa; non deve invece occuparsi delle questioni economiche, che sono lasciate ai privati;
● il lavoro viene considerato una merce come le altre, il cui prezzo si chiama salario ed è deciso sul mercato della domanda e dell'offerta.
Il lavoro, a differenza degli altri fattori produttivi, non è separabile da chi lo presta (vale a dire dal lavoratore).
È dal suo prezzo che deriva la qualità della vita del lavoratore e della famiglia che spesso dipende da lui: è qui la radice del conflitto tra lavoratori e imprenditori che si sviluppò a partire dall’Ottocento.
Da questo conflitto derivò in alcuni Stati del mondo occidentale l'evoluzione di questo sistema in quello a economia mista. Nell'Europa orientale, invece, si instaurò un sistema economico completamente diverso, quello a economia collettivista, che andò a sostituire un'economia ancora di tipo feudale.
Il sistema economico collettivista
Il primo sistema collettivista (economia pianificata) è stato realizzato nella Ex Unione Sovietica, in conseguenza della rivoluzione avvenuta nel 1917 grazie alla quale la Russia si trasformò in uno Stato socialista.
Le caratteristiche più importanti di questo sistema sono le seguenti:
● viene abolita la proprietà privata dei mezzi di produzione, con la conseguenza che i privati (famiglie e imprenditori) non possono sviluppare nessun tipo di iniziativa economica;
● i mezzi di produzione appartengono solo allo Stato, che perciò deve organizzare tutta l'attività di produzione, consumo e distribuzione;
● per realizzare questo complesso risultato viene predisposto un piano economico da sviluppare in più anni in cui ogni decisione viene presa da un organismo apposito (nella ex Unione Sovietica si chiamava Comitato per la pianificazione).
La pianificazione centralizzata ha parecchi limiti; eccone alcuni:
● è difficile prevedere esattamente i livelli di produzione che otterranno i vari settori produttivi;
● i beni prodotti possono non corrispondere ai bisogni dei consumatori;
● poiché tutti lavorano per lo Stato e non per sé, gli individui sono poco incentivati a raggiungere risultati migliori.
Quasi tutti i sistemi collettivisti si sono dimostrati di difficilissima gestione: l'inefficienza e l'improduttività hanno generato sempre maggiore malcontento fra i cittadini e hanno contribuito a porre fine a questa esperienza in quasi tutti i Paesi europei verso la fine degli anni Ottanta.
Il sistema economico misto
Raggruppa sia il sistema collettivista che quello liberista.
Lo Stato italiano è un sistema economico misto.
I principi del prelievo fiscale e il sistema tributario italiano
Le entrate dello Stato: le entrate tributarie ed extra tributarie
L’attività dello Stato consta di un complesso di iniziative volte a procurare i mezzi per soddisfare i bisogni che un individuo ha in quanto appartenente ad una collettività.
Le entrate pubbliche servono a coprire il costo dei servizi resi dall’Ente pubblico. Si possono distinguere in:
• entrate patrimoniali: derivano dall’alienazione dei beni dello Stato;
• entrate tributarie: riscosse a titolo di controprestazioni di servizi (imposte tasse contributi.);
• entrate extra-tributarie: derivano da: proventi dei beni dello Stato (affitti);
● attività di tipo imprenditoriale svolte per la produzione di beni e servizi(FFSS - PT);
Per soddisfare i bisogni pubblici ci sono perciò i servizi pubblici:
SERVIZI PUBBLICI GENERALI
• sono prestati all’intera collettività es. difesa e sicurezza;
• per coprire il costo di questi servizi lo Stato preleva le IMPOSTE.
SERVIZI PUBBLICI SPECIALI
• sono prestati ai singoli individui es. istruzione;
• sono parzialmente divisibili perché interessano servizi generali e particolari insieme.
• Al costo di questi servizi si provvede per la parte corrispondente all’interesse del singolo con la Tassa e per quella attinente l’interesse collettivo con l’IMPOSTA.
Il sistema tributario italiano
Il sistema tributario di un paese è strettamente legato a tutto il sistema politico-economico del paese stesso.
Esso si fonda su determinati principi:
• semplice: sono aboliti circa quaranta tributi rendendo più facile il controllo;
• coordinato: è dato all’intero sistema un carattere spiccatamente unitario eliminando quasi tutte le imposte locali e accentrando tutta l’imposizione fiscale nelle mani dello stato che, a sua volta provvedeva a finanziare adeguatamente gli enti locali (Comuni, Province e Regioni);
• equo: il sistema dove basarsi sui criteri di progressività per adeguarsi alle reali capacità contributive di ogni cittadino. Nacque l’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche) e l’IRPEG (Imposta sul Reddito delle Persone Giuridiche) e furono eliminate molte imposte indirette;
• flessibile: al fine di potere agevolmente manovrare le entrate fiscali secondo le necessità della collettività e secondo le scelte di politica economica. (Divenne concreata la possibilità di intervenire su alcune aliquote o scaglioni di reddito al fine di diminuire le imposte e quindi rilanciare l’economia o aumentare l’imposizione fiscale e quindi frenare l’eccessiva produzione di uno o più beni).
Si distinguono due tipi di imposizione fiscale:
1. imposte dirette:
• IRPEF: sulle persone fisiche;
• IRPEG: sulle persone giuridiche (società, imprese ed enti);
• ILOR (abolita nel 1997):fu sostituita dalle due sotto indicate imposte:
• ICI: imposta comunale sugli immobili;
• IRAP :Imposta regionale sulle attività produttive;
• Imposta sostitutiva e Ritenuta alla fonte a titolo d’imposta: per alcune categorie di reddito è previsto un sistema di tassazione diverso che esclude IRPEF e IRPEG.
2.imposte indirette:
• IVA : imposta sul valore aggiunto. Imposta plurifase (cioè viene ripartita tra tutti coloro che acquistano o cedono un certo bene). Colpisce tutti gli scambi di beni e servizi e si calcola solo sul valore aggiunto che riceve un bene ad ogni passaggio. Incide sul consumatore finale;
• Imposte sui consumi: imposta monofase (pagata solo una volta);
● Imposta di fabbricazione, dazi,imposte doganali;
• Imposta di successione: colpisce il bene che viene ceduto da un soggetto all’altro a causa di donazione o morte del proprietario;
• Imposta di registro: per tutti gli atti pubblici che devono essere registrati;
• Imposta di bollo: per un gran numero di atti e documenti;
• INVIM: imposta sull’incremento di valore degli immobili (soppressa nel 1992 cesserà di essere applicata nel 2003);
• Altri tributi statali: imposte ipotecarie, catastali, tasse di concessioni governative e tante altre collegate ad alcuni particolari servizi che lo stato fornisce ad alcune categorie di cittadini.
3. tributi regionali e locali:
Quasi completamente soppressi con la riforma del 1971, solo da qualche anno si è ripreso a riconoscere maggiore autonomia agli enti locali. Le maggiori imposte locali sono:
• l’IRAP:assoggetta a tassazione il valore della produzione netta realizzata nell’esercizio di imprese, arti, professioni o enti commerciali e non commerciali;
• le tasse autobilistiche;
• l’ICI: provvede a tassare in maniera diretta e reale tutti i terreni e fabbricati situati in ciascun comune.
L’IRPEF
È un’imposta personale e progressiva che colpisce il reddito complessivo ovunque prodotto dalle persone fisiche residenti in Italia ed il reddito prodotto in Italia da parte delle persone fisiche non residenti.
Si determina in base ad aliquote progressive: si tratta di progressività a scaglioni; il reddito complessivo viene frazionato ed assoggettato alle aliquote corrispondenti agli scaglioni in cui il reddito stesso rientra. Il periodo d’imposta coincide con l’anno d’imposta. A partire dai redditi del ’98, viene introdotta l’addizionale regionale all’IRPEF, con tassi dello 0,50% su ogni scaglione.
Sono soggetti passivi IRPEF le persone fisiche residenti e non residenti in Italia in possesso di redditi.
Per i soggetti residenti, l’imponibile è costituito dal reddito complessivo ovunque prodotto. Per i non residenti sono imponibili i soli redditi prodotti in Italia. Si considera residente chi è iscritto all’anagrafe e chi pur non essendo iscritto, ha domicilio o residenza in Italia per la maggior parte dell’anno.
Il reddito complessivo si ottiene dalla somma dei singoli redditi appartenenti ad una delle seguenti categorie: fondiari, capitale, lavoro dipendente, autonomo, l’impresa, diversi.
L’IVA
L’IVA colpisce il valore aggiunto acquisito in ogni transazione commerciale.
E’ un’imposta indiretta sul consumo, e grava interamente sul consumo finale.
L’IVA è andata a sostituire un’altra imposta l’IGE (imposta generale economica), a differenza dell’IVA che colpisce esclusivamente il consumatore finale l’IGE colpiva tutte le transazioni economiche ed era anche cumulativa.
Per l’applicazione dell’IVA (art.1 del D.P.R. 633/72) che definisce i tre presupposti tali che rendono la transazione imponibile IVA.
Solo se ricorrono i tre presupposti quella è una transazione imponibile:
1. presupposto oggettivo:
● cessione di beni;
● prestazione di servizi;
● importazioni da chiunque effettuate;
2. presupposto soggettivo:
● esercizio di imprese;
● esercizio di arti e professioni;
3. presupposto della territorialità:
● operazioni effettuate nel territorio italiano.
Il concetto di azienda e le relative tipologie
L' azienda è definita come un istituto economico destinato a durare nel tempo.
Gli elementi costitutivi dell’azienda sono:
● un' organizzazione stabile;
● un insieme di persone;
●un complesso di beni economici;
● un fine da raggiungere;
● un insieme ordinato e sistematico di operazioni poste in essere per realizzare il fine aziendale.
L’azienda può essere considerata come un sistema
Il sistema-azienda presenta le seguenti caratteristiche:
● è un sistema aperto: in quanto per vivere deve intrattenere continue relazioni di scambio con l’ambiente in cui opera;
● è un sistema di tipo socio-tecnico: perché è formato da persone (elemento sociale) e da una organizzazione tecnica costituita da impianti, attrezzature e tecnologie produttive (mezzi tecnici):;
● è un sistema finalizzato: perché tende ad un obiettivo generale: il soddisfacimento di bisogni umani;
● è un sistema dinamico: muta continuamente le proprie condizioni di equilibrio nel corso del tempo;
● è un sistema autoregolato: i risultati ottenuti con le decisioni prese nel passato forniscono utili indicazioni per correggere l’attività futura;
● è un sistema economico.
La classificazione delle aziende
Le aziende si classificano in base:
● al fine che intendono raggiungere;
● al luogo in cui operano;
● alla natura giuridica del soggetto;
● alle dimensioni.
Secondo il fine che intendono raggiungere le aziende si dividono in:
● aziende di produzione;
● aziende di erogazione;
● aziende composte;
Le aziende di produzione sono definite come imprese e si dividono in:
● imprese mercantili: svolgono un' attività commerciale;
● imprese industriali: acquistano materie prime le trasformano e vendono il prodotto finito (case automobilistiche);
● imprese agrarie: svolgono processi di produzione per i beni alimentari;
● imprese bancarie: accumulano investimenti e erogano prestiti;
● imprese di assicurazione;
● imprese di trasporto.
Le aziende di erogazione attuano processi di consumo della ricchezza per provvedere direttamente al soddisfacimento di bisogni umani (tipico esempio di azienda di erogazione è la famiglia) .
Le aziende composte accanto ad una attività di consumo, si riscontra un’attività di produzione (bar, ristoranti, negozi).
In base alla natura del soggetto giuridico distinguiamo:
● aziende private: cui soggetto giuridico è sottoposto alle norme di diritto privato;
● aziende pubbliche: il cui soggetto giuridico è sottoposto alle norme di diritto pubblico (es. Stato, Regioni, aziende gestite da enti pubblici ecc.).
Le aziende private, a loro volta, possono essere:
●individuali: hanno per soggetto giuridico una singola persona fisica;
● collettive: hanno per soggetto giuridico una pluralità di persone fisiche o una persona giuridica.
Il flusso generale dell’attività aziendale
La gestione è costituita da un insieme di attività direttamente rivolte alla produzione e al consumo.
Rientrano nella gestione: le operazioni di acquisto e vendita, la negoziazione di prestiti, ecc…
Alle operazioni di gestione si collega in via immediata il formarsi di gran parte delle quantità economiche che compongono il reddito di esercizio ed il capitale di funzionamento dell’impresa.
La gestione dell’azienda può essere studiata sotto diversi aspetti:
1. aspetto caratteristico: comprende l’insieme delle operazioni che identificano la funzione economico-tecnica tipica di ciascuna azienda;
2. aspetto patrimoniale: si configura come una combinazione economica parziale finalizzata alla produzione di redditi addizionali rispetto a quelli della gestione caratteristica;
3. aspetto finanziario: è un insieme di operazioni relative all’acquisizione, al rimborso e alla remunerazione dei debiti di finanziamento negoziati per coprire il fabbisogno finanziario aziendale;
4. aspetto tributario.
I flussi aziendali, i finanziamenti con capitale proprio e capitale di terzi
Il finanziamento è l’operazione mediante la quale un’impresa ottiene i mezzi necessari allo svolgimento della sua attività.
Con i finanziamenti l’impresa ottiene i mezzi monetari per alimentare gli investimenti.
Alla sua accensione un finanziamento dà luogo ad una entrata di denaro, ma può anche comportare un’entrata di beni.
Alla sua estinzione il finanziamento dà luogo generalmente ad una uscita di denaro(disinvestimento).
Ogni impresa ha necessità di finanziamenti, sia nella fase della sua costituzione, sia successivamente durante la normale attività di gestione.
Il fabbisogno finanziario dell’impresa è strettamente connesso agli investimenti programmati e alle caratteristiche del ciclo monetario(uscite ed entrate).
La quantificazione del fabbisogno finanziario è effettuata dalla funzione finanza che si occupa anche di valutare la disponibilità delle diverse fonti di finanziamento.
Per quanto riguarda quest’ultime possono essere a titolo di capitale proprio o di terzi.
I finanziamenti a titolo di capitale proprio sono effettuati dall’imprenditore individuale o dai soci.
Questi finanziamenti corrispondono:
● ai conferimenti apportati al momento della costituzione dell’impresa oppure in sede d’aumento di capitale;
● agli utili conseguiti che l’imprenditore individuale o i soci decidono di non prelevare ma di reinvestirli nell’attività senza ricorrere ad altre fonti di finanziamento(autofinanziamento).
I finanziamenti a titolo di capitale proprio presentano queste caratteristiche:
1. non hanno una scadenza perché l’imprenditore individuale o i soci potranno tornare in possesso dei conferimenti effettuati, solo in caso di liquidazione o di cessione dell’impresa;
2. non comportano un obbligo di remunerazione poiché il capitale proprio sarà remunerato con l’utile solo se si otterrà un risultato economico positivo; in caso negativo l’imprenditore individuale o i soci non saranno corrisposti d’alcuna somma;
3. sono completamente soggetti al rischio d’impresa e quindi al rischio di perdite.
I finanziamenti a titolo di capitale di terzi sono concessi all’impresa da terzi finanziatori. Questo tipo di finanziamento rappresenta per l’impresa un debito.
Secondo la natura dell’operazione, i finanziamenti di capitale di terzi si distinguono in:
● debiti di finanziamento: veri e propri prestiti, attraverso i quali l’impresa si procura i mezzi monetari necessari alla sua attività. Rappresentano sempre un’entrata monetaria e sono gravati da un interesse esplicito regolato all’estinzione del prestito se a breve termine; mentre se a medio-lungo termine pagato periodicamente a scadenze prefissate (es. ogni 3, 6, 9, 12 mesi);
● debiti di regolamento: sorgono quando l’impresa acquista beni o servizi con dilazioni di pagamento più o meno brevi. L’acquisto di
beni con regolamento differito da luogo a un investimento in beni o servizi accompagnato dal sorgere di un debito; l’estinzione del debito provoca un’uscita di denaro. I debiti di regolamento
rappresentano un’entrata di beni o servizi e sono sempre dei debiti a breve termine gravati da interessi sia impliciti sia espliciti.
Anche il capitale di terzi presenta delle caratteristiche:
1. ha una scadenza prefissata e deve essere obbligatoriamente rimborsato alla scadenza prevista. I debiti possono avere diverse scadenze: breve (fino a un anno), media (da 1 a 5 anni), lunga (oltre 5 anni);
2. sull’impresa gravano degli interessi da pagare indipendentemente dal risultato economico a fine esercizio. L’interesse può essere esplicito se le parti hanno concordato un tasso percentuale indicato nel contratto; oppure implicito quando è già compreso nell’importo da pagare alla scadenza;
3. è soggetto limitatamente al rischio d’impresa poiché i creditori non otterranno il rimborso dovuto solo in caso di perdite molto elevate.
Le relazioni tra investimento e finanziamento
Per operare, un’impresa ha bisogno di una varietà di attività reali. Molte di queste sono tangibili (ad esempio gli impianti, gli stabilimenti e gli uffici) , altre sono intangibili ( la tecnologia, i marchi e i brevetti. Sfortunatamente), tutte devono essere pagate.
Per ottenere il denaro necessario un’impresa vende “dei pezzi di carta” chiamati attività finanziarie o titoli di credito: questi hanno valore perché conferiscono dei diritti sulle attività reali dell’impresa. Le attività finanziarie non comprendono solo le quote del capitale azionario (azioni), ma anche le obbligazioni, i prestiti bancari, etc.
Un manager finanziario deve risolvere due problemi fondamentali:
1. quanto e in quali attività specifiche dovrebbe investire l’impresa ?
2. come raccogliere le necessarie risorse per gli investimenti ?
La risposta alla prima domanda costituisce una decisione di investimento, quella relativa alla seconda una decisione di finanziamento. Un manager cerca di trovare le specifiche risposte in grado di far sì che gli azionisti dell’impresa vengano a trovarsi nelle migliori condizioni possibili.
Di solito il successo è misurato in funzione del valore: gli azionisti beneficiano di qualsiasi decisione in grado di aumentare il valore del loro investimento nell’impresa.
Pertanto, si potrebbe dire che una buona decisione di investimento è una decisione che si traduce nell’acquisto di un’attività reale che vale più del suo costo, un’attività cioè che sia in grado di creare valore.
Il termine manager finanziario (direttore finanziario, responsabile finanziario) viene utilizzato per indicare chiunque sia responsabile di una significativa parte delle decisioni di investimento o finanziamento di un’impresa.
Solo nelle piccole imprese una singola persona è responsabile di tutte le decisioni di questo tipo.
La responsabilità è negli altri casi diffusa all’interno dell’azienda. Anche l’ingegnere che progetta un nuovo impianto è coinvolto in tali decisioni: il progetto determina il tipo di attività reale in cui l’impresa investirà. Anche il responsabile della pubblicità può prendere importanti decisioni d’investimento nel corso del suo lavoro. In effetti, un’importante campagna pubblicitaria è realmente un investimento in un’attività intangibile. Se i potenziali clienti conoscono il vostro prodotto e sono disposti ad acquistarlo, disponete di un’attività che originerà vendite e profitti futuri.
Il manager finanziario deve confrontarsi con due complesse variabili: il tempo e il rischio.
Spesso gli investimenti di un’impresa non possono essere liquidati in breve tempo. Espongono inoltre l’impresa e i suoi azionisti a un determinato livello di rischio.
Il finanziamento di un investimento può comportare la nascita di debito a lungo termine, che vincola l’impresa per molti anni. Un’impresa non può evitare simili scelte, qualcuno deve decidere se l’opportunità vale più del suo costo e se il debito addizionale può essere ragionevolmente sopportato.
Spesso le decisioni finali, a causa dell’importanza di molte scelte finanziarie, spetta per legge o per prassi al consiglio d’amministrazione.
Gli equilibri aziendali: equilibrio finanziario ed economico
L’equilibrio economico è la condizione che si realizza quando le operazioni di gestione permettono con continuità di ottenere un
flusso di ricavi capace di coprire i costi e di avere un’ adeguata remunerazione del capitale di rischio.
L’equilibrio finanziario è la condizione che si realizza quando un’impresa è in grado di mantenere costantemente in equilibrio le entrate e le uscite monetarie.
Il contratto di vendita
La compravendita (nel codice civile è detta vendita) è il contratto che ha per oggetto il trasferimento della proprietà di una cosa o di un diritto verso il corrispettivo di un prezzo.
Le parti che redigono il contratto sono intese come centro d'interesse; e sono:
● la parte venditrice;
● la parte acquirente.
La consegna e il pagamento non sono requisiti necessari per la produzione degli effetti traslativi poiché la vendita è un contratto consensuale ad effetti reali.
E' un contratto istantaneo poiché la prestazione si esaurisce in un istante.
E' sinallagmatico (ad effetti reciproci), oneroso e commutativo.
Gli obblighi del venditore sono:
● consegnare la cosa al compratore(non necessaria per l’effetto traslativo);
● far acquistare al compratore la proprietà della cosa o il diritto di proprietà;
● garantire il compratore dall’evizione e dai vizi della cosa.
Gli obblighi del compratore sono:
● il pagamento del prezzo;
● al pagamento degli interessi al venditore per la mancanza momentanea del bene (solo se previsto nel contratto);
● al pagamento delle spese (se viene stabilito).
Le trattative
Nelle contrattazioni a distanza è possibile distinguere l’offerta e la sua accettazione.
L’offerta può essere sia di vendita che di acquisto.
L’accettazione deve essere conforme all’offerta. Se presenta differenze è considerata una controproposta.
Si giunge alla conclusione del contratto quando chi ha fatto la proposta o l’eventuale controproposta viene a conoscenza dell’accettazione dell’altra parte.
OFFERTA DEL VENDITORE
O
CONTROPROPOSTA DEL COMPRATORE
R
ACCETTAZIONE DEL VENDITORE
A
ACCORDO TRA I CONTRAENTI
La stipulazione del contratto
Il contratto può essere stipulato:
●verbalmente: i contraenti si trovano sulla stessa piazza, godono di fiducia reciproca e le merci contrattate sono di modesta entità. Solitamente avviene un’immediata consegna della merce e un immediato pagamento del prezzo. Può essere effettuato di persona o per telefono.
● scritto non formale: valido per gli scambi a distanza e risulta da documenti scritti (fax, telegrammi , lettere…) . Si svolge tramite una richiesta di un preventivo, un’offerta e un’accettazione ed in certi casi anche una controproposta e una conferma d’ordine;
●scritto formale: quando vi sono clausole predisposte e si richiede la presenza dei due contraenti che lo redigono e lo firmano almeno in due esemplari. Ogni esemplare deve contenere tutti gli elementi e tutte le clausole su cui si è raggiunto l’accordo.
Se poi si utilizza uno schema di contratto già predisposto da parte dell’azienda venditrice contenente già tutte le clausole si parla di contratto in serie; se invece il contratto è redatto in piena parità dai contraenti che ne stabiliscono liberamente il testo si parla di contratto isolato.
Gli elementi del contratto
Nel contratto di vendita sono elementi essenziali:
● la qualità;
● la quantità;
● il prezzo.
La quantità e la qualità influenzano i prezzo.
Gli elementi accessori sono:
● il tempo;
● il luogo di consegna della merce,;
● la ripartizione tra venditore e compratore delle spese e dei rischi del trasporto;
● le caratteristiche e il costo dell’imballaggio;
● il tempo, il luogo e le modalità di pagamento.
Il tempo di consegne della merce
La consegna della merce può essere:
• immediata;
• pronta: alcuni giorni dopo la stipula del contratto;
• differita: dopo un periodo di tempo determinato (30 giorni);
• alternativa: scelta fra due o più termini di consegna;
• ripartita: frazionata nel tempo.
La consegna può essere effettiva quando la merce viene trasferita dal venditore al compratore,
oppure può essere virtuale quando il venditore trasferisce al compratore dei documenti rappresentativi della merce che ne danno il diritto di proprietà.
Le clausole relative al tempo di pagamento
Il pagamento può essere:
● anticipato;
● immediato o per pronta cassa;
● per contanti;
● differito;
● misto.
I documenti di vendita
La bolla di accompagnamento
La bolla di accompagnamento è un documento che deve essere rilasciato al compratore o al vettore. Deve accompagnare il trasporto della merce.
E’ simile ad una fattura, ma si differenzia da essa per il calcolo dell’IVA.
La fattura
La fattura è il documento redatto dal venditore che attesta l’esecuzione del contratto di vendita ed il suo diritto a riscuoterne il prezzo.
Essa ha un duplice scopo:
• civilistico : perché attesta l’esecuzione del contratto;
• fiscale: perché documenta l’operazione ai fini del pagamento dell’IVA.
Essa può essere redatta su moduli generici o su fogli intestati purchè contenga tutti gli elementi previsti dalla legge ovvero:
• data;
• numero progressivo;
●denominazione e sede della ditta venditrice;
• codice fiscale e partita IVA della stessa;
• codice fiscale e partita IVA della stessa;
• denominazione e sede della ditta compratrice;
• natura, quantità e quantità dei beni e dei servizi formanti oggetto dell’operazione;
• corrispettivi e/o prezzo unitario e totale;
• importi imponibili e imposta distinti secondo le aliquote;
• il numero dell’articolo di legge di esenzione qualora vi siano importi esenti, esclusi o non imponibili IVA;
• numero e data dei documenti a cui si riferisce (nel caso di fattura differita).
Oltre al prezzo della merce talvolta vengono esposte in fattura altre spese (costi per l’imballaggio, per il trasporto, per la spedizione ecc..) esse si possono suddividere in:
• spese documentate: per le quali esistono i documenti gistificativi, su di esse non si calcola l’IVA;
• spese non documentate: sostenute dal venditore in modo non esattamente determinabile e calcolate a suo giudizio, su di esse si calcola l’IVA.
Gli sconti riportati in fattura possono essere:
• sconto incondizionato: va iserito prima di calcolare l’imponibile;
• sconto condizionato: è sottoposto a una condizione e cioè quando all’acquirente viene posta una scelta tra alcune soluzioni alternative, una delle quali è accompagnata dalla concessione di uno sconto (es. sconto 3% per pagamento in contanti) ,non è soggetto ad IVA.
La fattura dovrà essere emessa in duplice esemplare, di cui uno trattenuto dal venditore ed uno consegnato al compratore al momento di effettuazione dell’operazione (art. 6 D.P.R. 633/72). Essa si considera emessa all’atto della sua consegna o spedizione all’altra parte.
*Per le cessioni risultanti da documento di trasporto, da scontrino parlante o da ricevuta fiscale integrata la fattura può essere emessa entro il giorno 15 del mese successivo a quello della effettuazione si parlerà in questo caso di “fattura differita “.
Sono esenti dall’imposta di bollo:
• le fatture di addebitamento o accreditamento di somme assoggettate ad IVA;
• le fatture relative ad esportazioni.
Sono soggette all’imposta di bollo (attualmente £ 2.500):
• le fatture contenenti somme non assoggettate ad IVA superiori a £ 150.000;
• le fatture che riportano sia somme assoggettate ad IVA sia importi non assoggettati quando questi ultimi sono superiori a £150.000.
Nell’ipotesi di cessioni o prestazioni effettuate da soggetti esteri senza rappresentanza in Italia, la fattura deve essere emessa in unico esemplare, dal soggetto che riceve la cessione o la prestazione.
Sono dispensati dall’obbligo di emettere la fattura, a meno che non venga richiesta dal cliente non oltre il momento di effettuazione dell’operazione:
• i commercianti al minuto;
• gli albergatori;
• i somministratori di alimenti e bevande;
• gli autotrasportatori;
• coloro che prestano servizi in locali aperti al pubblico.
La maggior parte di tali operatori è però soggetta all’obbligo di emettere altri documenti fiscali sostitutivi (ricevuta o scontrino fiscale).
La ricevuta fiscale
La ricevuta fiscale è un particolare tipo di ricevuta in cui il fornitore del servizio o del bene rilascia al cliente (tra questi ci sono i ristoranti, meccanici, alberghi e pensioni ecc.). Sulla ricevuta fiscale, il cui importo è comprensivo di IVA, non è indicato il nome del cliente che ha usufruito delle prestazioni.
Lo scontrino fiscale
Lo scontrino fiscale deve essere emesso e rilasciato al momento della consegna o della spedizione della merce al cliente. Ogni scontrino fiscale deve contenere:
● il Logotipo fiscale contrassegnato dalle lettere M e F (misuratore fiscale) dove vengono rappresentate il numero di matricola e il modello di apparecchio misuratore;
● il numero di partita IVA;
● il numero progressivo di emissione e la data;
● i prezzi e l’ammontare totale della vendita.
INDICE
1° Anno
L'attività economica 1
I bisogni e le loro classificazioni 1
I beni, i servizi e la loro utilità 2
Le fasi dell'attività economica 2
La produzione e la distribuzione 3
I fattori produttivi: Risorse naturali, umane e finanziarie 4
I soggetti dell'attività economica 4
Il baratto e lo scambio 4
Il mercato 5
La famiglia 6
L'impresa 6
Lo Stato 7
Il resto del mondo 8
La struttura e le funzioni del sistema economico 8
Il sistema economico liberista 8
Il sistema economico collettivista 9
Il sistema economico misto 10
I principi del prelievo fiscale e il sistema tributario italiano 10
Le entrate dello Stato: le entrate tributarie ed extra tributarie 10
Il sistema tributario italiano 11
L'IRPEF 13
L'IVA 13
Il concetto di azienda e le relative tipologie 14
La classificazione delle aziende 14
Il flusso generale dell'attività aziendale 15
I flussi aziendali, i finanziamenti con capitale proprio e capitale di terzi 16
INDICE
Le relazioni tra investimento e finanziamento 18
Gli equilibri aziendali: Equilibrio finanziario ed economico 19
Il contratto di vendita 19
Le trattative 20
La stipulazione del contratto 20
Gli elementi del contratto 21
Il tempo di consegna della merce 21
Le clausole relative al tempo di pagamento 22
I documenti di vendita 22
La bolla di accompagnamento 22
La fattura 22
La ricevuta fiscale 24
Lo scontrino Fiscale 24
ECONOMIA AZIENDALE
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