COS'E' IL MARKETING

Materie:Appunti
Categoria:Economia Aziendale

Voto:

2 (2)
Download:435
Data:09.11.2005
Numero di pagine:15
Formato di file:.doc (Microsoft Word)
Download   Anteprima
cos-marketing_1.zip (Dimensione: 15.46 Kb)
trucheck.it_cosr     73.5 Kb
readme.txt     59 Bytes



Testo

IL MARKETING
COS’E’ IL MARKETING
Il marketing è l’attività diretta a soddisfare i bisogni e le necessità della clientela attraverso processi di scambio e la coordinazione di risorse della produzione e della distribuzione di beni e servizi per raggiungere gli obiettivi dell’azienda.
- BISOGNI E DESIDERI
- PRODOTTI
- SCAMBI: MERCATO
- MARKETING.
FASI DI SVILUPPO DELLA FUNZIONE DEL MARKETING
1) Orientamento della produzione: ciò che conta in questa fase è produrre di più, la domanda aumenta rapidamente e i consumatori non manifestano bisogni particolarmente differenziati, ma acquistano tutto ciò che viene prodotto e offerto sul mercato.
2) Orientamento delle vendite: si sviluppano le tecniche di vendita aggressive e le manovre sui prezzi, nella convinzione che investendo molto nella promozione si possa ampliare la domanda di qualsiasi prodotto.
3) Orientamento del mercato: occorre studiare e comprendere il consumatore, partire dalla domanda potenziale per risalire a cosa produrre e cosa vendere, capire cosa vuole il mercato, promuovere l’acquisto. Con il moltiplicarsi dell’offerta aumenta la concorrenza e le imprese cominciano a introdurre metodi di marketing.
4) Orientamento del marketing: in questa fase il marketing diventa totale e assume la funzione di controllo di tutto il sistema aziendale. Il marketing diventa così un modo di pensare, uno stile di vita aziendale.
IL PIANO DI MARKETING
Il piano di marketing è un documento di lavoro che punta a realizzare degli obiettivi specifici e stabilisce come e quando si dovranno raggiungere nell’ambito di un ben identificato contesto di marketing.
E’ necessario porre in atto una serie di operazioni:
1) raccolta di informazioni: che forniscano dati sull’attuale situazione sia interna che esterna;
2) analisi SWOT (Strenght – Weakness – Opportunities – Threats): analisi dei pinti di forza, dei punti deboli, la valutazione delle opportunità offerte dal mercato, i rischi cui si dovrà far fronte nel breve e nel lungo periodo;
3) formulazione di obiettivi specifici;
4) indicazione di strategie per raggiungere i traguardi stabiliti;
5) definizione delle responsabilità e delle scadenze;
6) definizione del budget;
7) proiezione delle vendite e del profitto.
ANALISI DELLE INFORMAZIONI
ANALISI ESTERNA
E’ un’attività di ricerca e di raccolta di informazioni che ha per oggetto i vari aspetti dell’ambiente in cui l’azienda opera.
ANALISI INTERNA
E’ la raccolta di informazioni su tutti gli elementi – risorse umane e materiali – sui quali l’azienda è in grado di esercitare un ben determinato controllo.
Tali informazioni riguardano:
• valutazione obiettiva su qualità, affidabilità, prezzo e valore dei suoi prodotti
• posizionamento rispetto alla concorrenza
• efficienza degli impianti
• addestramento della forza vendita
• promozione e pubblicità.
GLI OBIETTIVI
Gli obiettivi sono i risultati desiderati che portano alle vendite e ai profitti. Gli obiettivi devono essere:
- dettagliati con l’indicazione temporale della loro realizzazione,
- misurabili, realistici e tra loro compatibili,
- quantificabili e in ordine gerarchico di importanza.
STRATEGIE
Le strategie sono il complesso di azioni coordinate che un’impresa ritiene più idonee e mette in atto per raggiungerli.
Elementi fondamentali della strategia:
1) target market: la strategia deve indicare i segmenti di mercato ai quali l’impresa farà riferimento,
2) marketing-mix: la strategia deve indicare le specifiche attività che l’impresa coordina per soddisfare le esigenze del target, quattro P (product – price – place – promotion),
3) budget di marketing: le indicazioni dei costi che saranno necessari.
IL SISTEMA INFORMATIVO DI MARKETING
INFORMAZIONI INTERNE
Vedi statistiche ottenute dalla automazione dati.
RICERCHE DI MERCATO
Sono la raccolta, l’analisi e l’elaborazione dei dati destinati a fornire informazioni che il management aziendale ritiene rilevanti per uno specifico scopo che l’impresa vuole raggiungere.
La ricerca si indirizza verso settori diversi:
• domanda
• concorrenza
• prodotto
• previsioni di vendita
• diversi settori del marketing-mix.
SCELTA DEL METODO PER LA RACCOLTA DEI DATI
Le indagini di cui parliamo vengono attuate con il metodo del campione.
RICERCHE SALTUARIE
1) i sondaggi d’opinione: interviste. Le interviste possono assumere forme diverse:
• interviste telefoniche: costo piuttosto basso e immediatezza del contatto, poco flessibili e le risposte possono essere influenzate dall’intervistatore;
• questionari: inviati attraverso il mailing. Le risposte non sono influenzate, raccolta dei dati dispersiva in quanto non si sa chi li compila veramente, percentuali dei questionari restituiti basse.
• Interviste personali dirette: l’intervistatore può modificare le domande in funzione delle risposte ottenute, costi elevati, tempi molto lunghi.
2) l’osservazione diretta: osservare il consumatore per descriverne il comportamento in maniera obiettiva.
RICERCHE CONTINUATIVE
1) sperimentazione: consiste nel rilevare e valutare, con test di mercato o simulazioni, le reazioni della domanda rispetto a variazioni di elementi del marketing mix.
2) Il panel di consumatori: consiste in un campione permanente, formato da un gruppo di famiglie opportunamente scelte sulle quali viene effettuata una rilevazione periodica dei dati risultanti da un diario su cui annotano quotidianamente il tipo di acquisti fatti.
Costi piuttosto elevati, difficoltà di mantenere nel tempo le caratteristiche iniziali del campione.
3) i negozi pilota: sono punti di vendita che le imprese produttrici dislocano in zone strategiche, mantenendo segreta la propria identità.
4) Barometro delle marche: consiste in rilevazioni effettuate da istituti specializzati che utilizzando alcune delle tecniche già esposte, sono in grado di individuare le quote di mercato detenute dalle varie marche e l’andamento dei consumi.
RICERCHE MOTIVAZIONALI
Sono indagini di tipo qualitativo che mirano a cogliere le reazioni emotive, ossia le vere ragioni che inducono il consumatore a privilegiare o a rifiutare un determinato prodotto.
ELABORAZIONE E ANALISI DEI DATI
La banca di modelli è un insieme di modelli matematici che sono in grado di aiutare la direzione di marketing a prendere le decisioni più adeguate in merito a specifiche situazioni.
Ciascun modello è costituito da un complesso sistema di equazioni o funzioni matematiche che collegano una pluralità di variabili implicate nella soluzione di particolari problemi.
LA SEGMENTAZIONE DI MERCATO
Un segmento di mercato rappresenta un gruppo di potenziali consumatori con caratteristiche simili, che costituisce per l’azienda un unico mercato obiettivo.
La segmentazione:
• consente di adeguare i prodotti attualmente offerti o di crearne dei nuovi
• facilita la comunicazione con i potenziali compratori attraverso canali di distribuzione sempre più adeguati e vicini alle loro richieste
• accresce l’efficacia dei messaggi delle campagne pubblicitarie.
C’è il marketing di massa, la segmentazione multipla e la concentrazione su un solo segmento.
CRITERI DI SEGMENTAZIONE
1) Criterio geografico: il mercato viene diviso in grandi aree (regioni, provincie…) e l’impresa decide di operare in una o più aree;
2) Criterio demografico sociale: consiste nel dividere il mercato in base a determinati caratteri (età, sesso, reddito, occupazione, origine etnica, religione…);
3) Criterio psicografico: tiene conto delle classi sociali di appartenenza, dello stile di vita e della personalità;
4) Criterio comportamentale: divide i potenziali compratori in gruppi sulla base delle loro attitudini, conoscenze, consumi, stimolo/risposta al prodotto.
IL MARKET TARGETING
L’operazione successiva dell’impresa sarà la scelta del segmento o dei segmenti su cui concentrare le proprie forze dopo aver valutato le caratteristiche di ognuno di essi in relazione al tipo di prodotto da immettere sul mercato e alle risorse a disposizione.
IL MARKET POSITIONING
Una volta scelto il segmento o i segmenti in cui concentrare la propria azione, l’impresa dovrà stabilire il posizionamento dei suoi prodotti, vale a dire a quale livello intende collocarsi rispetto ai consumatori e ai concorrenti.
IL MARKETING MIX
Il marketing mix è la combinazione integrata delle quattro leve fondamentali che costituiscono il centro del sistema di marketing dell’impresa.
PRODOTTO Modelli, linee, qualità, garanzia fornita alla clientela, ecc..
PROMOZIONE Pubblicità, pubbliche relazioni, vendite promozionali.
PREZZO Prezzi di lancio, prezzi stagionali, prezzi al
consumatore..
DISTRIBUZIONE Vendite dirette, vendite tramite intermediari…
IL PRODOTTO
Il prodotto è tutto ciò che viene offerto in un mercato e che è in grado di soddisfare i bisogni dei consumatori.
Il marketing manager non considera il prodotto solo come un bene materiale con determinate caratteristiche fisiche in grado di produrre utilità concrete e di tipo razionale, ma consiste in un insieme di vantaggi, di benefici e di attese capace di soddisfare anche considerazioni di tipo emotivo, non tangibili, legate ad esempio alla qualità, allo stile, all’estetica, alla confezione, all’immagine e alla garanzia.
CLASSIFICAZIONE DEI PRODOTTI
1) Beni di consumo:
• beni durevoli: sono prodotti acquistati dal consumatore per ottenere una prestazione che dura nel tempo;
• beni non durevoli: sono quei prodotti la cui utilità si esaurisce immediatamente con una sola prestazione, come i prodotti alimentari;
• beni di largo consumo: sono prodotti acquistati spesso e con regolarità, quali i giornali e i generi alimentari;
• beni di qualità e di prezzo elevato: sono beni durevoli per il cui acquisto il consumatore opera confronti e dedica maggiori attenzioni e tempo (elettrodomestici, scarpe, abiti…);
• specialità: sono i prodotti alla cui ricerca il consumatore dedica più tempo e per i quali è disposto a spendere anche prezzi elevati perché difficilmente intende sostituirli con altri (orologio di marca, auto prestigiosa…).
2) Beni industriali: sono prodotti acquistati da imprese e utilizzati per produrre altri beni o servizi oppure per essere rivenduti (materie prime e attrezzature.
3) Servizi: sono attività o benefici di tipo intangibile offerti sul mercato; spesso non sono separabili da chi li produce e di solito sono di breve durata e non necessariamente legati a un prodotto di tipo fisico (prestazione di un avvocato, consulenze di un professionista…).
GAMMA DI PRODOTTI E LINEE DI PRODOTTI
La gamma o l’assortimento è l’insieme di tutti i prodotti offerti in vendita da una determinata impresa.
All’interno dell’assortimento esistono più linee di prodotti, vale a dire gruppi omogenei di beni che soddisfano lo stesso bisogno o che hanno la stessa tecnologia o che appartengono allo stesso intervallo di prezzi.
Ogni linea comprende uno o più modelli.
Sono esempi di gamma di prodotti tutti i tipi di autoveicoli FIAT, costituiscono esempi di linea i vari modelli di FIAT Punto, costituisce un esempio di modello la FIAT Punto ELX 5 porte.
L’assortimento ha un’ampiezza e una profondità: l’ampiezza è data dal numero delle linee che la compongono, la profondità dal numero medio dei modelli che compongono le linee.
L’ampiezza e la profondità della gamma possono variare in relazione agli obiettivi che l’impresa si pone. Infatti:
• ampliare la gamma significa che si vogliono raggiungere nuovi segmenti di mercato;
• avere una profondità corta (concentrata su pochi modelli) significa che l’obiettivo dell’azienda sarà l’aumento della redditività;
• avere invece una profondità lunga (con molti modelli o articoli) significa che l’azienda ha come obiettivo il raggiungimento di un’alta quota di mercato.
CICLO DI VITA DEL PRODOTTO
FASI PRELIMINARI ALL’INTRODUZIONE
1) Ogni prodotto nasce da nuove idee che possono provenire:
• dall’interno dell’azienda, ad esempio dagli Uffici ricerche;
• dai consumatori stessi;
• dalla concorrenza;
• dai rivenditori e dai fornitori;
• da altre fonti.
2) La seconda fase è quella della selezione (o screening) nella quale tutte le idee raccolte saranno esaminate da specialisti per individuare quelle in linea con gli obiettivi dell’azienda.
3) Occorre in seguito trasformare l’idea di prodotto in qualcosa (concept) che possa suscitare interesse e attrattiva nel consumatore.
4) Le fasi successive riguarderanno la definizione delle scelte operative economiche. Verranno valutati il segmento di mercato, il posizionamento del prodotto, i profitti che si intende raggiungere, i prezzi che saranno fissati, le strategie di distribuzione, e, da ultimo, si dovrà valutare se tutte queste variabili risultino compatibili con gli obiettivi dell’azienda.
5) Se il concetto di prodotto supera anche questa fase, verrà trasformato nel prodotto fisico da introdurre sul mercato.
6) Il market testing è lo stadio nel quale il prodotto e il relativo Piano di marketing verranno introdotti in un’area campione per rilevare sia le reazioni dei consumatori sia l’andamento delle vendite. Tutto questo per raccogliere informazioni prima di iniziare la produzione.
LE FASI DEL CICLO DI VITA
1) Fase di introduzione.
Inizia quando il prodotto comincia a essere distribuito sul mercato ed è pronto per essere acquistato. In questa fase:
• non ci sono profitti
• l’immagine del prodotto non è ancora ben nota
• la pubblicità è volta a far conoscere il prodotto attraverso informazioni
2) Fase di crescita.
Inizia quando il nuovo prodotto soddisfa il mercato, per cui ai primi consumatori (pionieri), che continuano ad acquistare il prodotto, se ne affiancano via via altri (adottanti), con la conseguenza di un aumento sensibile delle vendite. In questa fase:
• insieme ai nuovi consumatori cominciano ad affacciarsi sul mercato i primi concorrenti con prodotti simili e ciò contribuisce a un allargamento del mercato
• l’immagine del prodotto è in rapida affermazione
• la pubblicità comincia a diventare più specifica
• le promozioni tendono a favorire l’affermazione del prodotto
• i prezzi sono ancora alti, ma cominciano a diminuire lievemente per attrarre nuovi clienti.
3) Fase della maturità.
Inizia quando il prodotto raggiunge una certa quota di mercato e le vendite tendono a stabilizzarsi. In questa fase:
• la concorrenza tende a stabilizzarsi;
• i prezzi tendono a scendere;
• sul mercato compare ancora un elevato numero di modelli.
4) Fase di declino.
Inizia quando si comincia a registrare una costante e progressiva flessione dei volumi delle vendite e con essa il calo dei profitti, significa che si è entrati nella fase di declino.
Con il riciclo del prodotto l’azienda compie un tentativo di prolungare la vita. Ciò avviene quando è possibile apportare al prodotto sostanziali modifiche funzionali e formali anche di tipo estetico che aggiungano nuove caratteristiche in grado di riattivare l’interesse dei consumatori.
LA COMUNICAZIONE
Può essere definita come un insieme di attività coordinate volte a raggiungere un pubblico eterogeneo al fine di informarlo e di persuaderlo ad accettare nuove idee o ad acquistare prodotti nuovi o diversi.
Nel caso del marketing:
• la fonte è l’azienda, che vuole far conoscere un certo messaggio;
• il ricevente è il segmento di mercato al quale il messaggio è diretto;
• il canale o mezzo di comunicazione può essere un manifesto, un’etichetta, una pubblicità, la radio, la tv…
Affinché la comunicazione possa avvenire, occorre che il messaggio sia efficace e che il ricevente (consumatore) sappia decodificarlo, dando un significato ai segni o simboli o parole trasmessi dal canale.
Infine, attraverso il feed-back (retroazione) l’azienda sarà in grado di stabilire se l’intero processo di comunicazione è avvenuto ed è stato efficace.
L’IMMAGINE
Le aziende comunicano con i potenziali compratori con la propria immagine, cioè con l’idea che di essa il pubblico si forma.
Ogni azienda si presenta a un pubblico composito e la sua immagine si fonda essenzialmente su due elementi:
• la conoscenza;
• le sensazioni.
1) L’immagine dell’azienda si costruisce su alcuni elementi:
• la qualità dei suoi prodotti;
• il servizio e l’assistenza alla clientela;
• la puntualità nelle consegne;
• l’impegno nel campo della ricerca;
• la modernità degli impianti;
• l’atteggiamento verso il personale (evitare i licenziamenti di massa…).
2) L’azienda deve continuamente verificare la propria immagine usando tecniche che permettono di misurare la notorietà e il giudizio che il pubblico si è formato.
3) L’immagine si comunica attraverso:
• il nome, il marchio e i simboli dei prodotti;
• lo stile dell’azienda;
• la forma e l’aspetto dei messaggi diretti al pubblico;
• la pubblicità.
LA MARCA
Per marca si intende un nome, un simbolo, un disegno o una combinazione di tali elementi, con cui si identificano prodotti o servizi di uno o più venditori al fine di differenziarli da altri offerti dai concorrenti.
La fedeltà alla marca da parte del consumatore crea vantaggi all’azienda in quanto:
• il successo ottenuto da un’impresa con una marca può essere esteso anche ad altri suoi prodotti poiché il compratore tende a privilegiare l’acquisto di beni contrassegnati da quella marca (Parmalat…);
• aiuta a identificare e a differenziare il prodotto da altri simili presenti sul mercato, comunicando al consumatore che i prodotti con determinate caratteristiche fanno parte solo di quella marca;
• può consentire una riduzione delle spese per la comunicazione dell’immagine.
LA PUBBLICITA’
E’ una forma di comunicazione messa in atto dall’azienda con l’obiettivo di presentare e promuovere un prodotto, un servizio o un’idea cercando di influenzare l’atteggiamento del consumatore e di modificarne il comportamento.
Gli obiettivi principali della pubblicità sono:
1) informare,
2) persuadere,
3) ricordare e rinforzare.
Una strategia di comunicazione, che prende le sue mosse da un buon piano pubblicitario, deve tener conto della funzione e degli obiettivi che si intendono perseguire; in altre parole si deve:
• stabilire il perché fare la pubblicità:
• individuare il target,
• definire cosa comunicare e come farlo,
• scegliere i mezzi da impiegare e fissare i tempi,
• determinare un budget di spesa da investire nel progetto.
Un obiettivo pubblicitario dovrà possedere le seguenti caratteristiche fondamentali:
• essere coerente con gli obiettivi di marketing,
• essere mirato, cioè rivolto verso un preciso segmento di consumatori in un determinato periodo di tempo,
• essere misurabile,
• essere raggiungibile in modo esclusivo o prevalente tramite l’azione pubblicitaria.
CONTENUTO DEI MESSAGGI
Affinché il messaggio pubblicitario sia efficace e raggiunga l’obiettivo, è necessario che esso venga realizzato tenendo ben presenti i seguenti tre elementi essenziali:
• la promessa: perché il consumatore acquisti il prodotto è necessario che sappia quale beneficio potrà ricavare dal prodotto stesso o dal servizio;
• la prova: per rendere credibile la promessa occorrerà anche spiegare al potenziale compratore perché il prodotto o il servizio è in grado di soddisfare una certa esigenza (reason why);
• il tono: in relazione al target cui la pubblicità è indirizzata e all’immagine che si vuole conferire al prodotto, il tono sarà diverso, cioè più familiare se riferito a un prodotto destinato al consumo di massa, più sofisticato e di prestigio se rivolto a un target selezionato.

LE RELAZIONI PUBBLICHE E LA PROPAGANDA
Le relazioni pubbliche consistono in una serie di iniziative, svolte in modo continuativo e organizzato, attraverso le quali le aziende mirano a farsi meglio conoscere e apprezzare dal pubblico con cui avranno rapporti per creare o consolidare la propria immagine e quella dei propri prodotti.
Le attività di pubbliche relazioni assumono un rilievo tale da richiedere la creazione di un apposito Ufficio di Public Relation (P.R.) all’interno dell’organizzazione aziendale stessa o l’incarico della definizione di piani di pubbliche relazioni a specialisti esterni all’azienda.
1) Le relazioni esterne si concretizzano:
• nei rapporti con la stampa e con gli altri mezzi di comunicazione di massa e con enti e organizzazioni pubbliche;
• nella ricerca di valide forme di sponsorizzazioni culturali e sportive;
• nella partecipazione a esposizioni, fiere, rassegne;
• nell’organizzazione di visite aziendali;
• in omaggi da inviare a un certo tipo di clientela;
• in materiali pubblicitari da distribuire a coloro che entrano in contatto con l’azienda.
2) Mediante le relazioni interne, invece, l’azienda cura i rapporti col personale in modo da instaurare un clima di collaborazione tra proprietà e dipendenti.
LA PROMOZIONE
La serie di attività messe in atto dalle aziende per informare e convincere all’acquisto dei propri prodotti non si esaurisce con la pubblicità e le pubbliche relazioni, ma comprende anche un altro efficace strumento che interviene abbastanza “a valle” del processo di adozione del prodotto: le vendite promozionali.
La promozione è un insieme di attività di supporto e di integrazione di altre leve del mix di comunicazione, svolte in genere per un breve periodo di tempo, che attraverso tecniche proprie incentivano l’acquisto con l’offerta di un servizio o di un prodotto aggiuntivo che aumenta la convenienza del prodotto.
LE TECNICHE PROMOZIONALI
OFFERTA SPECIALE: consiste nella vendita a prezzo scontato o nell’offerta di quantità maggiori di prodotto a prezzo invariato (3x2);
OFFERTA PREMIO: è un’offerta combinata con la quale il consumatore può avere a prezzo ridotto o gratuitamente un altro prodotto;
BUONI SCONTO: sono attestati che danno diritto a riduzioni sul prezzo d’acquisto di un prodotto;
CAMPIONI GRATUITI O PROVE GRATUITE: consistono nell’offerta di prodotti campione in omaggio;
CONCORSI A PREMI: i concorsi a premi sono aleatori, in quanto la sola certezza è la partecipazione al concorso per un premio, che in compenso sarà di una certa importanza.
LA VENDITA MEDIANTE PERSONALE
E’ l’incontro diretto tra il venditore, delegato a rappresentare l’impresa, con i clienti-consumatori di una determinata zona allo scopo di informarli e persuaderli all’acquisto del prodotto o servizio.
Il venditore dovrà:
• preparare il lavoro di vendita;
• fornire al cliente un servizio di consulenza;
• assicurare una valida assistenza post-vendita;
• saper dare informazioni appropriate e tempestive alla propria azienda.
Il compenso ai venditori può consistere:
• in uno stipendio fisso più un rimborso spese forfettario e a piè di lista;
• in una provvigione sul venduto.
IL PREZZO
E’ l’unico dei quattro elementi essenziali del marketing mix che produce ricavi; tutti gli altri generano solo costi.
L’idea di fissare un unico prezzo per tutti gli acquirenti è abbastanza recente; arrivare a determinare questo livello significa per l’azienda tenere conto di una serie di elementi e di variabili e operare scelte ben precise fondate su specifici obiettivi.
LA FORMAZIONE DEL PREZZO
FATTORI ESTERNI
I principali fattori esterni che influiscono sulla determinazione del prezzo sono rappresentati:
• dal tipo di mercato;
• dalla domanda dei consumatori;
• dai prezzi della concorrenza;
• da fattori diversi;
• dalla percezione del valore che il consumatore attribuisce al bene.
In sintesi:
1) il prezzo non è soltanto un’indicazione monetaria, ma si identifica con il valore attribuito a un bene sul mercato in un determinato momento e rappresenta il punto d’incontro della valutazione espressa sia dall’azienda sia dal computer;
2) il prezzo è anche un indicatore di valore che viene percepito dal cliente.
POLITICA DI PREZZO
La politica dei prezzi si realizza attraverso una serie di scelte che dovranno puntare a:
• raggiungere un certo margine di profitto sugli investimenti effettuati;
• raggiungere una certa quota di mercato;
• far fronte alla concorrenza;
• mantenere stabili nel tempo i volumi di produzione.
1) Prezzi di scrematura: si applicano quando:
• i prodotti non hanno ancora concorrenti ma li aspettano;
• si vogliono ottenere profitti a breve termine;
• la domanda non è particolarmente sensibile al prezzo.
2) Prezzi di penetrazione: sono generalmente bassi in quanto:
• tendono a conquistare un’alta quota di mercato attraverso grandi vendite;
• stimolano la crescita del mercato.
3) Prezzi competitivi: sono praticati quando l’impresa vuole arrivare alla domanda principale di mercato con prezzi allineati alla concorrenza.
4) Prezzi bassi: vi sono quando l’azienda:
• vuole tenere fuori dal mercato potenziali nuovi concorrenti;
• vuole liberarsi dei concorrenti più deboli.
5) Prezzi al consumatore: sono prezzi imposti dal produttore al rivenditore tramite listini.
6) Prezzi stagionali: prezzi che variano in relazione al momento.
7) Prezzi multipli.

Esempio