La luce tra Caravaggio e Monet

Materie:Riassunto
Categoria:Disegno
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Testo

13/02/2006
LA LUCE FRA CARAVAGGIO E MONET.
Analizziamo alcuni quadri:
1. La chiamata di San Matteo Caravaggio
C’è una fonte di luce in alto a destra che proviene da una finestra e un’altra luce che colpisce il volto di San Matteo che proviene da una ipotetica porta (che non si vede) e un’altra che proviene dal basso e illumina verso l’alto. Questa è un’illuminazione misteriosa. Pare che ci sia un lampadario che dall’alto illumina le persone e le cose rappresentate nel quadro.
2. Il bacio di Giuda Caravaggio
C’è una lanterna che illumina il volto del soldato e una parte di Gesù e di Giuda eppure ci sono anche illuminazioni misteriose che illuminano completamente i personaggi rappresentati. Da ciò si deduce che c’è una fonte che parte da sinistra, da davanti e dal basso.
Caravaggio nei suoi quadri inserisce delle luci che non sappiamo da dove vengono. Per Caravaggio la luce è qualcosa di grande e misterioso. Per lui è infatti una luce che proviene da Dio, non è cioè una luce metereologica, fisica o naturale ma è una luce simbolica, è la grazia di Dio che irrompe nella vita, è una cosa soprannaturale. Lui sapeva il valore che aveva nella vita cristiana la luce, Dio dice “IO SONO LA LUCE”. Per lui era così anche perché viveva in una civiltà con fondamenta cristiane. Il centro unitario della cultura, della politica,…era il cristianesimo e nonostante tutte quelle sciocchezze che ha fatto nella sua vita era certo che Dio si è fatto uomo ed è venuto a salvarci.
Metà del 1800
Nel mezzo: -scismi
-rivoluzione industriale
-rivoluzione francese
-Napoleone
-congresso di Vienna
-regimi illuminati
Tutto ciò inserisce nell’uomo una mentalità diversa da quella di Caravaggio. L’uomo si rende conto che le grandi scoperte e la sua ragione avrebbero potuto governare la realtà.
Se per Caravaggio la luce era il modo per salvare l’uomo a poco a poco è l’uomo che con la sua ragione è in grado di farsi luce e di capire il senso della vita.
1b. La libertà che guida il popolo Delacroix
Rappresenta il popolo che si ribella al potere .
Il pittore lascia intendere che l’uomo che con la sua ragione può salvarsi. La libertà è rappresentata da una bella donna.
2b. Impressione. Levar del sole. Monet (1872)
Rappresenta un paesaggio.
o È buio
o È triste
o Non è molto reale
o È silenzioso
In questo caso la luce non è qualcosa di misterioso, è qualcosa di capibile e individuabile.
Lo scopo è di dipingere l’effetto atmosferico della luce del sole che si riverbera sul mare, sulle nuvole e sull’acqua.
La differenza è che in Monet lo devi dipingere dal vivo per mettere bene in evidenza la luce di tipo naturale e non di tipo spirituale. Questa è una rivoluzione nel campo dell’arte perché prima si disegnava in ambienti chiusi mentre adesso no. Da qui cambiano le dimensioni della tela perché deve essere trasportata, perciò non può essere eccessivamente grande.
Ogni giorno il pittore si reca nello stesso posto alla stessa ora e per 20 minuti dipinge la situazione che vuole rappresentare (non di più perché se no la situazione cambia). Caravaggio invece lavora nello studio, perciò ha tutto il tempo che vuole. Il primo avrà una pennellata frettolosa, mentre il secondo avrà una pennellata precisa e tranquilla. Monet non dipinge il paesaggio, ne fa l’impressione, infatti leva i particolari.
Se Caravaggio utilizza il chiaro-scuro Monet lo abolisce, ci mette solamente una serie di tonalità scure accostate.
L’IMPRESSIONISMO.
Monet ha dedicato la sua vita a dipingere la luce della realtà. Morì a 86 anni. Il suo scopo era quello di cogliere l’attimo fuggente. Egli aveva i colori a tubetto, quindi poteva permettersi di dipingere all’aperto dal vero. A un certo punto della sua vita va a vivere nel nord della Francia e a fianco della sua casa si fa costruire uno stagno e da lì comincia a disegnare i quadri di ninfee (sono più di 100). Andò a visitare la cattedrale di Rover e la dipinse. Sembra una cattedrale di burro ch si squaglia. Disegna alla “An plan air”.
Monet si ritrova con altre persone in un cafè e discutono di pittura e vanno a dipingere insieme. Nel 1874 vogliono fare una mostra, ma non in un luogo ufficiale. Lo fanno all’interno di una galleria in uno studio fotografico. Al vedere i quadri i nobili rimangono “schifati” perché vedono un quadro “di vita”.. Questo tipo di pittori sono chiamati “impressionisti”. Li chiamavano così in modo ironico ma era il modo migliore per fare capire quello che vogliono dipingere.
COME FA UN IMPRESSIONISTA.
1) Utilizza una pittura molto veloce
2) Non viene utilizzato il chiaro scuro
3) Colori puri
4) Non viene mai utilizzato il nero
5) Dipingono le ombre colorate
6) Usano molto spesso i colori complementari
7) Non dipingono in modo piatto ma fanno pennellate a forma di virgola

o PRENDENDO SPUNTO DA IMMAGINI SUL LIBRO DI TESTO VOL. A E B O UTILIZZANDO VOLUMI PROPRI REALIZZA UN’OPERA ISPIRATA ALLO STILE DI UN PITTORE A SCELTA FRA CHAGALL, PICASSO E MATISSE
o TITOLI: -MIA MAMMA DIPINTA DA PICASSO
-LA MIA STANZA DIPINTA DA MATISSE
-IL MIO PAESE DIPINTO DA CHAGALL
o CARATTERI STILISTICI GENERALI:

Ricasso
a) Ha geometrizzazione e forte presenza di linee spezzate
b) Scomposizione e libera ricostruzione della forma
c) Semplificazione e sintesi di deformazione e uso non naturalistico del colore.
Matisse
a) Semplificazione della forma e forte presenza di linee curve
b) Uso bidimensionale e non naturalistico del colore
c) Presenza di motivi ornamentali e decorativi
Chagall
a) Esaltazione cromatica
b) Deformazione
c) Presenza di un mondo immaginario e intimo
d) Assenza della forza di gravità

Esempio