Il sistema bancario: appunti di diritto

Materie:Altro
Categoria:Diritto

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Testo

IL SISTEMA BANCARIO ITALIANO:
EVOLUZIONE, ORGANIZZAZIONE E GESTIONE
L’EVOLUZIONE DELLA BANCA DA ISTITUZIONE A IMPRESA
BANCHE hanno una notevole influenza all’interno del sistema economico e finanziario.
Ogni impresa ha notevoli rapporti con le banche, infatti esse sono in grado di soddisfare tutte le esigenze delle imprese (es.: reperiscono finanziamenti, danno consulenze sugli investimenti).
PRIMA: SPECIALIZZAZIONE TEMPORALE DEL CREDITO
le banche concedevano solo crediti a b/termine
ADESSO: BANCHE DESPECIALIZZATE
Prestiti a b/termine; credito ipotecario a m/l termine; servizi parabancari; assistenza all’emissione ed al collocamento di titoli;…
QUINDI: maggior volume d’affari e più autonomia
LE BANCHE E LO STATO, LA LEGGE DEL 1936
ANNI ‘80/’90: Le banche italiane erano di PROPRIETÀ PUBBLICA a causa della valenza strategica dell’attività bancaria e della debolezza sorta nell’ultimo decennio dell’’800. Inoltre esse erano sottoposte a dei PRINCIPI LIBERISTICI (non c’è l’intervento dello Stato e tutto è in mano e Enti privati).
DOPO: Dopo la guerra mondiale ci fu una crisi economica e si alzò il tasso d’inflazione. Infatti le industrie belliche avevano bisogno di capitali/prestiti per riconvertirsi ma le banche ebbero notevoli difficoltà in quanto avevano già finanziato le imprese durante la guerra.
QUINDI: Si attuò la RIFORMA DEL 1926 con l’introduzione di autorizzazioni, obblighi e divieti; MA i controlli lasciavano ancora un margine troppo vasto e ci fu un’altra GRANDE DEPRESSIONE (1929-’30) e molte banche fallirono.
LO STATO DOVETTE INTERVENIRE (ruolo di controllo e di regolatore dello sviluppo)
1. Attraverso la creazione di:
IMI (1931)
Istituto Mobiliare Italiano
La banca più importante per la concessione di mutui alle imprese.
IRI (1933)
Istituto per la Ricostruzione Industriale
Lo Stato rilevò tutti i pacchetti azionari delle banche.
2. Attraverso la LEGGE BANCARIA DEL 1936:
La raccolta del risparmio e l’esercizio del credito sotto qualsiasi forma erano funzioni di interesse pubblico, inoltre l’esercizio del credito a b/termine doveva essere riservato alle banche commerciali e separato da quello a m/l termine, da affidare principalmente agli istituti di credito speciale.
(SPECIALIZZAZIONE DEL CREDITO)
Altri principi qualificanti:
• L’alta vigilanza e la direzione politica erano attribuite al CICR (Comitato Interministeriale per il Credito e il Risparmio), presieduto dal Ministro del Tesoro;
• BANCA D’ITALIA: unico istituto d’emissione del paese, istituto di diritto pubblico che svolgeva attività di controllo sull’attività bancaria;
• Veniva limitata la possibilità delle banche di assumere partecipazioni azionarie (principio di “separatezza tra banca e industria” al fine di dare autonomia agli istituti di credito);
• Venivano dichiarate “banche di interesse nazionale” gli istituti di credito controllati dell’IRI, e “istituti di diritto pubblico” sei grandi banche.

I CARATTERI DELLA BANCA ISTITUZIONE
PUBBLICA
Perché si voleva salvaguardare l’interesse pubblico attraverso la tutela dei depositi (TUTELA INDIRETTA).
SPECIALIZZATA
Perché si riteneva che la concordanza di scadenze fra operazioni di raccolta e di impiego fosse il rimedio necessario per superare gli ostacoli
(maggiore liquidità e solvibilità alla gestione bancaria)
QUINDI: BANCA ISTITUZIONE
SCOPO: Sostegno dello sviluppo economico del paese
Sintonia tra il sistema bancario e il sistema politico
CARATTERISTICHE:
• Scarsa concorrenza (accordi bancari e rigidità di gestione);
• Scarsa trasparenza (discrezione dei funzionari e scarso interesse dei clienti);
• Costi elevati di gestione (costo del personale e perdite sui crediti);
• Sottocapitalizzazione (mezzi propri scarsi, sistema polverizzato);
• Modalità operative standardizzate (concessioni di credito a b/termine).
LA BANCA UNIVERSALE COME IMPRESA E LE DIRETTIVE EUROPEE
Anni ’70: STATO BANCHIERE
ingenti emissioni dei titoli di Stato che sottraevano alle banche una quota notevole di risparmio.
Le banche reclamavano una maggior operatività e cercavano di:
• Espandere gli impieghi oltre il breve termine (rinnovando più volte i prestiti a breve, creando sezioni autonome per concedere i mutui, assumendo partecipazioni in istituti di credito speciali);
• Allargare la gamma dei servizi (creare delle società parabancarie);
• Sviluppare servizi di consulenza (informatizzazione dell’attività di sportello);
• Sostenere la raccolta a medio termine con i certificati di deposito.
Le spinte maggiori al cambiamento vengono dai contenuti delle direttive europee sul coordinamento bancario che si applicarono agli enti creditizi e alle loro succursali:
1ª DIRETTIVA 77/780 definiva:
- il carattere d’impresa (l’ente creditizio è un’impresa la cui attività consiste nel ricevere fondi rimborsabili dal pubblico e nel concedere prestiti per conto proprio);
- autorizzazione unica per l’intero territorio europeo;
- mezzi propri adeguati, dirigenti esperti corretti (dettagliato piano di attività).
2ª DIRETTIVA (sul riordinamento bancario) 89/646 definiva:
- mercato unico comunitario integrato;
- licenza unica e mutuo riconoscimento (gli istituti che già operavano in un paese membro potevano prestare servizi in tutta la Comunità europea restando sotto la vigilanza del proprio Stato);
- banche universali e despecializzate (erano ammesse tutte le forme di raccolta ed impiego senza limiti di tempo).
L’ARMONIZZAZIONE COMMUNITARIA E I LIMTI DELLA LEGGE DEL 1936
Le direttive europee hanno portato il legislatore italiano a preparare il terreno per il loro recepimento attuando negli anni ’80 una revisione del vecchio quadro operativo e giuridico attraverso delle MISURE DI DEREGOLAMENTAZIONE per smantellare i vincoli più rigidi, sollecitare la libera iniziativa a la capacità competitiva attraverso l’introduzione dei seguenti provvedimenti:
• eliminazione del vincolo di portafoglio (una riserva di capitale che non veniva investita per il risparmiatore, ma veniva utilizzata per garantire il collocamento dei titoli di Stato e delle obbligazioni emesse dagli istituti di credito);
• riduzione della riserva di prima linea (l’importo obbligatorio da depositare alla Banca d’Italia a fronte dell’incremento della raccolta);
• eliminazione del plafond (importo massimo che la banca poteva prestare, limitava la concessione di prestiti);
• rilascio di autorizzazioni per l’apertura di nuovi sportelli (per favorire la diffusione delle banche sul territorio e non porre limiti alla concorrenza).
SCOPO: favorire l’armonizzazione del sistema bancario italiano alle direttive europee.
MA si evidenziarono due contraddizioni:
• la banca era vista come un soggetto giuridico privato ≠ “banca istituzione” (persegue il pubblico interesse);
• banca universale, mista e despecializzata ≠ banca specializzata in Italia.
LA LEGGE AMATO E LA PRIVATIZZAZIONE DELLE BANCHE PUBBLICHE
LEGGE AMATO (30/07/1990) provvedimento decisivo per l’ammodernamento e la ristrutturazione del sistema bancario italiano, ha permesso alle banche pubbliche di diventare S.p.A. attraverso due diverse modalità:
- trasformazione diretta dell’ente pubblico in S.p.A. (nel caso delle corporazioni):
- scorporo dell’azienda bancaria (nel caso della fondazioni, es. Casse di risparmio).
VANTAGGI: - favorire i processi di ricapitalizzazione (con l’ottenimento di capitale di rischio dai privati a fronte dell’emissione di nuove azioni);
- rendere più snella e trasparente la gestione (definire meglio i compiti e le responsabilità);
- rafforzare il carattere d’impresa (scopo della gestione è la redditività e la remunerazione del capitale di rischio);
- maggiore redditività.
Cambia il quadro giuridico della legge del ’36 e si adegua alle Direttive europee, infatti:
• le banche pubbliche assumono la ragione giuridica delle S.p.A. (requisito necessario per la privatizzazione);
• incentivi fiscali per la fusione tra banche che hanno favorito la concentrazione del settore bancario;
• formazione di gruppi bancari plurifunzionali.
?
Come permettere alle banche italiane di svolgere tute le operazioni ammesse al mutuo riconoscimento per tutelarsi dalla concorrenza degli altri istituti europei?
Svolgere indirettamente le nuove operazioni attraverso gruppi bancari plurifunzionali.
Assumere la forma della Banca Universale (praticare direttamente le diverse operazioni).
VANTAGGIO
Concedere alle banche italiane le stesse possibilità delle banche estere, salvaguardando la tradizione a l’esperienza acquisita. INFATTI:
• l’ente creditizio (banca-madre) continuava a svolgere le operazioni che erano consentite alle banche specializzate nel credito a b/termine;
• le nuove operazioni venivano svolte da succursali (ma controllate dalla holding creata dalla banca-madre che ha responsabilità giuridica indiretta per l’operato delle succursali).
IL RIORDINO DELLA LEGISLAZIONE BANCARIA NEL TESTO UNICO
Altri provvedimenti:
• LEGGE 17/02/1992 n. 154: affermare un’effettiva pubblicità e trasparenza delle condizioni applicate ai contratti.
• D. lgs. n. 481:
- despecializzazione del credito (le banche possono svolgere tutte le operazioni riconosciute senza distinzione di scadenza);
- adozione della forma giuridica delle S.p.A. (eliminata la presenza dello Stato).
TESTO UNICO DELLE LEGGI IN MATERIA BANCARIA E CREDITIZIA
(dal 1° Gennaio 1994)
recepisce in modo completo la despecializzazione del sistema bancario italiano, sotto tre aspetti:
- ISTITUZIONALE (perché vengono eliminate le vecchie strutture giuridiche riconducendole alla ragione giuridica di S.p.A.)
- TEMPORALE (perché non vengono più fatte distinzioni di scadenze)
- OPERATIVO (perché possono utilizzare una notevole gamma di strumenti finanziari come l’emissione di obbligazioni per sostenere la raccolta a breve termine).
• D. lgs. 23/06/1993: separatezza banca/industria = viene consentito alle banche di assumere partecipazioni non finanziarie entro determinati limiti in quanto si riteneva che la banca potesse sostenere lo sviluppo economico, diversificare la propria attività e monitorare meglio i rischi connessi alla concessione di credito.
• DECRETO EUROSIM: ridefinisce l’attività di intermediazione mobiliare, parificando le banche alle Sim nella possibilità di effettuare operazioni di intermediazione in valori mobiliari.
L’ESERCIZIO DELL’ATTIVITA’ BANCARIA
La banca opera nel mercato dei capitali, precisamente all’interno del canale medio in quanto si pone da intermediario tra il risparmiatore e le imprese.
RUOLO di intermediazione creditizia e attua il CREDITO INDIRETTO.
Il credito finanzia le attività produttive (economia creditizia) e distinguiamo:
• CREDITO ALLA PRODUZIONE: viene concesso alle imprese per espandere gli investimenti e sopperire alla scarsità di capitale proprio;
• CREDITO AL CONSUMO: viene concesso alle famiglie e ai consumatori sotto forma di prestiti personali da restituire attraverso rate mensili addebitate sul c/c.
INTERMEDIAZIONE CREDITIZIA E DISINTERMEDIAZIONE
Banca: ruolo di INTERMEDIAZIONE CREDITIZIA che trasforma qualitativamente e quantitativamente il risparmio in credito.
Soggetti interessati:
• Le IMPRESE: hanno la possibilità di accedere direttamente al mercato dei capitali tramite l’emissione di titoli, inoltre possono sfruttare capitali propri e complementari per finanziare gli investimenti soprattutto a b/termine;
• I RISPARMIATORI: prima tendevano ad affidare alla banca la totalità dei loro capitali eccedenti.
Vantaggi:
- stimolo al risparmio anche per i ceti meno ricchi;
- la banca trasforma il risparmio in investimenti a sostegno dell’economia conciliando l’interesse collettivo con quello dei privati;
- sui depositi viene corrisposta una remunerazione.
INIZIO ANNI ’80: fenomeno di DISINTERMEDIAZIONE CREDITIZIA causato dai seguenti fattori:
- emissione di valori mobiliari che offrivano rendimenti più elevati rispetto ai depositi bancari;
- i risparmiatori disponevano di maggiori conoscenze ed informazioni;
- ricerca di investimenti più redditizi sia per le attività finanziarie che per i beni reali.
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DOPPIA DISINTERMEDIAZIONE:
- I risparmiatori investivano direttamente i loro capitali nel mercato mobiliare anziché depositarli i banca.
- Le imprese erano stimolate a reperire capitali emettendo azioni ed obbligazioni anziché ottenere finanziamenti dalle banche.
Aumenta la domanda per la CONSULENZA PER GLI INVESTIMENTI: i risparmiatori hanno problemi a investire autonomamente i capitali per le scarse conoscenze tecniche. L’attività di consulenza si è sviluppata notevolmente per la vivace concorrenza degli intermediari non bancari che propongono investimenti mobiliari o altri prodotti alternativi (es. assicurazioni).
LE DIVERSE FUNZIONI DELLA BANCA MODERNA
La banca cerca di tutelarsi ricorrendo all’innovazione, allo sviluppo di nuovi prodotti e alla diversificazione delle funzioni:
• FUNZIONE CREDITIZIA: la banca trasforma il risparmio in credito;
• FUNZIONE DI INVESTIMENTO: il credito corrisposto alle imprese e alle famiglie va a sostenere la domanda interna di beni, inoltre investono direttamente il capitale (soprattutto in titoli e valute estere);
• FUNZIONE DI POLITICA ECONOMICA: le banche applicano la politica del credito in modo indiretto in quanto i provvedimenti che regolano l’attività bancaria vengono presi dalle autorità creditizie;
• FUNZIONE SOCIALE: la banca ha una funzione educativa a sostegno del risparmio;
• FUNZIONE MONETARIA: la banca agevola il regolamento degli scambi e dei pagamenti. I pagamenti avvengono effettuati ricorrendo alla moneta bancaria (moneta cartacea, scritturale, di plastica, elettronica);
• FUNZIONE DI SERVIZI: per promuovere l’apertura di c/c, incentivare la richiesta di finanziamenti, sviluppare operazioni per sostenere la redditività e competere con la concorrenza, la banca si qualifica come venditrice di servizi. Per limitare il costo del personale si sono avviati dei servizi automatizzati:
- Sportelli automatici (tessera Bancomat);
- I Point of Sales;
- Home Banking e Corporate Banking (operazioni a domicilio).
GLI AGGRAGATI MONETARI E IL CONTROLLO DEL CREDITO
POLITICA MONETARIA (combattere l’inflazione e tutelare il valore della moneta).
POLITICA DEL CREDITO: viene attuata sotto la vigilanza del CICR e della Banca d’Italia per:
- Favorire la concorrenza tra le banche
- Attenuare la regolamentazione e i vincoli amministrativi e favorire l’autonomia gestionale
STRUMENTI:
1. TASSO UFFICIALE DI SCONTO: tasso al quale la Banca d’Italia effettua il risconto delle cambiali o concede anticipazioni alle banche.
+ tus - domanda di credito
- tus + domanda di finanziamenti
2. RISERVA OBBLIGATORIA: imposta che incide sul livello dei tassi applicati dalle banche
3. OPERAZIONI “PRONTI CONTRO TERMINE”: effettuate con gli intermediari che operano in attività a vista o in titoli di Stato, sono a brevissimo termine e hanno un impatto immediato:
- Aumenta la liquidità, se si acquistano a pronti titoli e si rivendono a termine;
- Diminuisce la liquidità, se si vendono a pronti titoli e attività in valuta per riacquistarli a termine.
4. OPERAZIONI SUL MERCATO APERTO: la banca attua interventi diretti sul mercato immobiliare (acquista e vende titoli).

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