Il mondo dell'informazione

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Data:30.08.2007
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Testo

Ognuno di noi ha il diritto di essere informato e oggi i più importanti mezzi di informazione (mass media) sono le agenzie di stampa, la stampa (quotidiani,settimanali, periodici), la radio e la televisione.
Il giornale è il mezzo di comunicazione di massa più antico. I primi “fogli di notizie” risalgono al XVI secolo;si trattava per lo più di manoscritti che riportavano i “fatti” più disparati, di cui spesso non si conosceva nemmeno l’autenticità della fonte. Non esisteva la libertà di informazione e non si poteva parlare di etica professionale, perché spesso chi scriveva era al servizio del più potente o di chi retribuiva meglio.
Il primo vero quotidiano fu il Daily Courant, pubblicato a Londra nel 1702, in conseguenza del riconoscimento della libertà di stampa avvenuto nel 1695.A questo ne seguirono presto altri, sia in Inghilterra, sia in altri paesi d’Europa avanzati, e assunsero le caratteristiche di veri e propri giornali d’opinione e di informazione. Il primo periodico italiano risale al 1645, ma soltanto con l’inizio del Risorgimento comparvero i primi giornali in senso proprio .Il quotidiano come lo intendiamo oggi noi, in grado cioè di offrire ai lettori un’informazione pressoché immediata anche dai Paesi più lontani, è nato soltanto alla fine dell’Ottocento ed è diventato sempre più un mezzo di informazione di massa.
In Italia, attualmente,circolano quasi trecento giornali che “fanno informazione generale” e circa ottanta testate di quotidiani. Gli italiani tuttavia leggono poco:la maggior richiesta riguarda i quotidiani e tra questi i più venduti sono i giornali sportivi (es: La Gazzetta dello Sport) e quelli a tiratura nazionale(es :Il Corriere della Sera,La Repubblica…)
Il giornale ha vissuto il suo periodo di massimo splendore dalla seconda metà dell’Ottocento ai primi vent’anni del Novecento:a partire dal 1924 si è trovato infatti a dover reggere la concorrenza della radio e , dal 1954, quella ancor più invadente della televisione, che è attualmente il principale mezzo di informazione a livello mondiale.
Fino agli anni Settanta nel nostro paese il servizio radiotelevisivo è stato gestito in regime di monopolio dalla Rai. Nel 1976, in seguito alla riforma della Rai, la Corte costituzionale per consentire il pluralismo dell’ informazione ha permesso alle emittenti private di operare a livello locale e ha sollecitato il Parlamento a regolamentare l’emittenza privata in modo da garantire un’ informazione democratica e pluralista. Il sistema radiotelevisivo pubblico e privato è stato regolamentato dalla legge Mammì nel ’90:questa normativa,che tra l’altro ha fissato limiti per la pubblicità e ha introdotto precise disposizioni antimonopolio,era nata con l’intento di garantire il pluralismo e di tutelarlo contro le disposizioni dominanti di pochi gruppi, ma ha mostrato di avere grossi limiti, in quanto ha consentito a un gruppo privato (Mediaset) di mantenere il ruolo di leadership. Per questo motivo, nel 1995 il popolo italiano è stato chiamato a esprimere la sua volontà in tre referendum che miravano a disciplinare la raccolta della pubblicità e i messaggi pubblicitari, nonché la possibilità per un unico titolare di essere proprietario di più di una concessione televisiva nazionale. L’esito dei referendum non è stato però favorevole e quindi, a partire dal 1998, ha preso avvio la riforma del sistema radiotelevisivo,con la spartizione delle telecomunicazioni tra soggetti pubblici e privati e l’istituzione di un’autorità garante con funzioni di controllo.
Alla radio e alla televisione si è affiancato di recente un nuovo mezzo di comunicazione e di informazione a livello mondiale:Internet.

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