Diritto

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Testo

DOMANDE DIRITTO:
1. Quali sono le principali caratteristiche del diritto internazionale che lo differenziano dal diritto interno degli stati?
a) la consuetudine come fonte del diritto internazionale;
b) i trattati e le convenzioni come fonte del diritto internazionale;
c) come sono regolati i rapporti internazionali dello stato italiano della costituzione?
Il diritto internazionale è costituito dall’insieme delle norme giuridiche che disciplinano la comunità internazionale. Le norme che disciplinano i rapporti fra gli stati si dividono in diritto internazionale pubblico e privato; quello pubblico disciplina i rapporti fra i vari stati, quello privato disciplina i rapporti fra cittadini e stranieri o fra stranieri. L’ordinamento giuridico internazionale è un ordinamento originario o non derivato perché non deriva la propria legittimazione o validità da un ordinamento giuridico superiore, e paritario poiché tutti gli stati sono considerati giuridicamente uguali. Inoltre il diritto internazionale è volontario perché si fonda sull’adesione spontanea da parte dei soggetti che ne vogliono fare parte.
a) le consuetudini internazionali consistono nella ripetizione costante ed uniforme di determinati comportamenti da parte della generalità degli stati, nei loro rapporti reciproci, con la convinzione di uniformarsi alle norme del diritto internazionale.
b) I trattati sono degli accordi accettati e sottoscritti liberamente da due o più stati. Le fasi del trattato sono: la negoziazione, la stipulazione, la ratifica e lo scambio delle ratifiche. Inoltre i trattati possono essere bilaterali, cioè che possono essere composti da due soli stati, e multilaterali, cioè che possono essere composti da più stati, questi si dividono in trattati chiusi o aperti, nei primi nessun altro stato può entrare a farne parte dopo la stipulazione, nei secondi possono entrare a farne parte più stati anche dopo la stipulazione.
c) I rapporti internazionali dello stato italiano sono disciplinati dagli articoli 10 e 11. L’articolo 10 dice che il nostro ordinamento e conforme alle norme del diritto internazionale, che è direttamente applicabile. L’articolo 11 afferma che l’Italia ripudia la guerra sia come offesa alla libertà di altri popoli sia come strumento per risolvere i contrasti fra i vari paesi.
2. Parlare dell’ONU.
a) quali sono i compiti e i doveri dell’assemblea generale?
b) Quali sono le ragioni della sua debolezza?
L’ONU è nato in seguito a una conferenza su iniziativa dei 5 paesi base (Gran Bretagna, Francia, USA, Cina e Unione Sovietica) dopo la seconda guerra mondiale. Questo è composto da 192 membri ed è un trattato multilaterale aperto e volontario. I fini dell’ONU sono: mantenere pace e sicurezza fra le nazioni, aumentare la cooperazione internazionale, sviluppare relazioni di amicizia fra gli stati, promozione dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.
a) l’assemblea generale è l’organo politico deliberativo dell’ONU. E’ costituita dai rappresentanti di tutti gli stati membri. Ogni stato ha diritto ad un voto, le deliberazioni vengono approvate a maggioranza, tranne per alcuni casi con i 2/3. I suoi compiti sono approvare il bilancio e adottare raccomandazioni non vincolanti.
b) Le ragioni di debolezza del consiglio di sicurezza sono la mancanza di un esercito e il diritto di veto di un paese sovrano tra i 5 che può bloccare qualsiasi iniziativa.
3. Sintetizza le funzioni delle istituzioni comunitarie.
a) regolamenti comunitari;
b) direttive.
Regolamenti comunitari sono fonti generali, in quanto di rivolgono a tutti gli stati membri e contengono delle norme giuridiche che sono subito vincolanti per tutti i soggetti all’interno dei singoli stati.
b)le direttive non sono fonti generali, perché possono rivolgersi anche verso singoli stati e contengono norme giuridiche che sono vincolanti solo per gli stati membri e non per le persone fisiche o giuridiche operanti al loro interno.
4. Spiega la differenza tra “forme di stato” e “forme di governo” e illustra sinteticamente le diverse realtà in cui si esprimono le une e le altre.
a) in cosa consiste lo “stato regionale”?
b) in cosa consiste lo “stato federale”?
c) da cosa è caratterizzata la “repubblica parlamentare”?
d) da cosa è caratterizzata la “repubblica presidenziale”?
Il termine forme di stato in dica il modello di organizzazione politica su un territorio, cioè il modo in cui il potere statale è distribuito tra il centro e la periferia. Nell’espressione forme di governo il termine governo viene utilizzato in senso ampio, come insieme di organi posti al vertice dello stato e incaricati della sua direzione suprema, e non in senso stretto, come organo posto a capo del potere esecutivo. Le forme di governo possono essere pure o miste, in quelle pure gli organi costituzionali svolgono le loro funzioni in modo indipendente e autonomo, senza interferenze o condizionamenti reciproci, quelle miste sono caratterizzate da un coordinamento o “dialogo” tra gli organi costituzionali.
a) Lo stato regionale è uno stato che riconosce un’ampia autonomia, non solo amministrativa ma anche legislativa, agli enti locali nei quali è suddiviso il suo territorio.
b) Lo stato federale o composto è formato fa un insieme di stati federali, ciascuno con un proprio popolo, un proprio territorio e una propria sovranità.
c) La repubblica parlamentare si basa sul rapporto di fiducia che “lega” il governo al parlamento o, per meglio dire, alla maggioranza parlamentare.
d) Nella repubblica presidenziale il presidente è anche a capo del governo, in quanto unisce in sé la carica di capo dello stato e di titolare del potere esecutivo.
5. Illustra in modo generale e sintetico le funzioni del parlamento italiano, soffermandoti sulla sua composizione e sulle ragioni storiche ed attuali del “bicameralismo perfetto”.
a) cosa sono i “gruppi parlamentari” e quale ruolo rivestono?
b) Cosa sono le “commissioni” e quale ruolo rivestono?
c) Con quali modalità e maggioranze avviene l’approvazione delle leggi ordinarie?
Il modello parlamentare usato in Italia è un sistema bicamerale perfetto, in quanto il parlamento è un organo complesso formato da 2 camere (camera dei deputati e senato della repubblica. Le 2 camere hanno uguali funzioni e struttura, si differenziano solo in questi aspetti:
• il numero dei componenti: la camera dei deputati è formata da 630 deputati mentre il senato da 315 senatori più alcuni senatori a vita;
• l’età minima per l’elettorato attivo e passivo: per la camera dei deputati è necessario aver compiuto 18 anni per votare e 25 per essere eletto; per il senato 25 per votare e 40 per essere eletti;
• il sistema elettorale che in entrambe le camere è un sistema maggioritario ma si differenzia per l’assegnazione dei seggi.
a) I gruppi parlamentari sono dei raggruppamenti di parlamentari che rappresentano i partiti politici all’interno di ciascuna camera;
b) Le commissioni parlamentari sono formate da un numero ridotto di deputati o di senatori e sono competenti in alcune materie indicate dalla legge o dai regolamenti;
c)
6. Qual è lo status dei membri del parlamento?
a) in cosa consiste l’insindacabilità?
b) In cosa consiste l’inviolabilità?
Per poter essere eletti parlamentari non sono richiesti requisiti particolari ma soltanto la capacità di votare, cioè il possesso della cittadinanza italiana e il godimento dei diritti civili e politici, e l’età minima (25 anni per la camera dei deputati e 40 anni per il senato).
a) L’insindacabilità consiste nel fatto che i parlamentari non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni;
b) L’inviolabilità consiste nel fatto che i deputati e i senatori non possono essere arrestati dalla pubblica autorità o sottoposti ad altre misure restrittive della loro libertà personale senza una autorizzazione preventiva della camera.
7. Illustra la funzione legislativa ordinaria.
a) evidenzia il ruolo delle commissioni nel procedimento di approvazione della legge ordinaria.
Il procedimento legislativo relativo ad una legge prevede le seguenti fasi:
• iniziativa: consiste nella presentazione a una camera di una proposta di legge da parte di uno o più parlamentari, del governo o di altri soggetti o organi indicati dalla legge;
• discussione e votazione: comprende la discussione e votazione dei singoli articoli, la dichiarazione di voto dei gruppi parlamentari e la votazione finale dell’intero progetto di legge;
• approvazione: richiede il voto favorevole della maggioranza dei presenti, che devono rappresentare la maggioranza dei componenti della camera. Dopo essere stata approvata dalla prima camera, viene inviata alla seconda che deve approvarla nello stesso identico testo, altrimenti, deve essere inviata di nuovo alla prima camera;
• promulgazione: è l’atto con il quale il presidente dichiara che la legge è stata approvata dal parlamento;
• pubblicazione ed entrata in vigore: la pubblicazione di una legge viene effettuata mediante la sua inserzione nella raccolta ufficiale degli atti della repubblica e la riproduzione nella gazzetta ufficiale, mentre l’entrata in vigore si verifica dopo 15 gg dalla pubblicazione.
a) La commissione in sede referente esamina il progetto di legge, propone eventuali emendamenti e lo trasmette all’assemblea con una o più relazioni; invece la commissione in sede deliberante o legislativa discute e vota il progetto di legge articolo per articolo. Una commissione può operare anche in sede redigente, quando discute e vota il progetto di legge articolo per articolo e lo trasmette all’assemblea per la votazione finale.
8. Illustra la funzione legislativa costituzionale.
a) sintetizza il procedimento di approvazione della legge costituzionale;
b) quando e come si può svolgere un “referendum costituzionale”?
la funzione legislativa costituzionale serve modificare o introdurre nuove norme dello stesso grado.
a) Una legge costituzionale deve essere approvata: due volte da ciascuna camera con un intervallo di almeno 3 mesi tra la prima e la seconda votazione; a maggioranza assoluta dai componenti di ciascuna camera nella seconda votazione.
b) Se nella seconda votazione è stata approvata da meno di 2/3 dei componenti di una camera entro 3 mesi è possibile chiedere un referendum costituzionale. Che è valido qualunque sia il numero dei votanti con risultato favorevole (si maggiori dei no) o sfavorevole (no maggiori dei si).
9. Illustra le caratteristiche fondamentali dei sistemi elettorali maggioritari e proporzionali con particolare riferimento alle conseguenze della scelta dell’uno e dell’altro, sulla governabilità dello stato e sulla rappresentatività della volontà popolare.
a) Cosa si intende per democrazia diretta ed indiretta?
b) Quali sono i principi costituzionali che si possono desumere dall’articolo 48 della cost. relative all’esercizio di voto?
l maggioritario favorisce la governabilità, il proporzionale favorisce la rappresentatività: col primo il parlamento è egemonizzato da pochi partiti, col secondo il parlamento ha una composizione abbastanza fedele all'orientamento degli elettori, ma più instabile. Spetta al legislatore decidere quale dei due utilizzare.
a) L’esecuzione della democrazia può essere diretta o indiretta(o rappresentativa). Nel primo caso i cittadini partecipano personalmente e direttamente al governo del paese, per le questioni di interesse collettivo. Nel secondo caso i cittadini eleggono i propri rappresentanti, incaricati di prendere decisioni di interesse collettivo.
b) L’universalità
• La personalità
• L’uguaglianza La libertà
• La segretezza
• L’obbligatorietà
10. Illustra le caratteristiche del sistema attualmente in vigore in Italia per le elezioni dei rappresentanti alla camera dei deputati e del senato.
a) Quali sono gli elementi di forza e di debolezza dell’attuale legge elettorale.
Dopo l’elezione, che si tiene domenica dalle 8 alle 22 e il lunedì dalle 7 alle 15, si procede con lo spoglio, dopodiché si invia la documentazione all’Ufficio elettorale circoscrizionale, che a sua volta controlla i risultati e li trasmette all’Ufficio elettorale nazionale.
La prima fase è quella di individuare quali coalizioni e liste non collegate hanno diritto di partecipare all’assegnazione del seggio in quanto hanno superato a livello nazionale le soglie di sbarramento, le quali hanno lo scopo di cercare di ridurre il numero di partiti.
La seconda fase è determinare il numero dei seggi spettanti alle forze politiche che hanno superato lo sbarramento, e si svolge calcolando il quoziente elettorale nazionale(somma dei voti totali / N° seggi), poi si stabilisce il quoziente intero e il resto per ogni coalizione o lista, divedendo la cifra elettorale nazionale(voti della coalizione a livello nazionale) per il quoziente elettorale. Il numero di seggi ottenuti è uguale al suo quoziente intero e i seggi non assegnati sono attribuiti alle forze politiche con i resti più alti.
In base ai seggi assegnati alle diverse coalizioni si dovrà poi procedere alla ripartizione dei seggi nazionali tra le singole liste, in proporzione ai voti di ciascuna: alla ripartizione partecipano le liste che hanno superato il limite della legge e anche la lista che, pur non avendo raggiunto il limite, ha ottenuto più voti.
Alla terza fase si ricorre solamente se alla coalizione o alla lista che ha ottenuto il maggior numero di voti sono assegnati meno di 340 deputati (55%). In questo caso si ha l’attribuzione del premio di maggioranza che ha la funzione di garantire maggiore stabilità politica, aggiungendo in numero di seggi necessari per arrivare a 340 e distribuendo gli altri 277 con modalità analoghe a quelle già viste, tra le coalizioni di minoranza.
La quarta fase consiste nella distribuzione nelle singole circoscrizioni dei seggi, e viene effettuata in modo proporzionale. Per i seggi assegnati alle coalizioni di liste, si deve procedere all’attribuzione dei seggi circoscrizionali alle singole liste, sempre in modo proporzionale ai voti ottenuti ed escludendo le liste che non hanno superato lo sbarramento.
a) per quanto riguarda punti di forza e di debolezza:
• punti di forza: la maggioranza domina con il 55% dei seggi (premio di maggioranza), più stabilità
• punti di debolezza: il voto rappresenta meno la realtà elettorale, e può capitare che la maggioranza delle camere non sia la stessa, causando instabilità.
11. Quale ruolo occupa il Presidente della repubblica nell’ordinamento costituzionale dello stato italiano?
a) Quali sono le modalità della votazione le maggioranze delle elezioni e quali requisiti deve possedere per essere eletto?
E’ il capo dello stato e rappresenta la unità nazionale. La nostra costituzione configura il presidente come un organo indipendente e imparziale, incaricato di garantire l’osservanza della costituzione e il rispetto dell’equilibrio tra i poteri dello stato.
a) Può essere eletto presidente qualsiasi cittadino italiano basta che abbia compiuto almeno 50 anni di età e abbia il godimento dei diritti politici e civili.
L’elezione viene effettuata del parlamento in seduta comune, integrato dai 3 rappresentanti per ogni regione tranne la Valle D’Aosta che ne ha solo 1, e convocato dal presidente della camera prima di 30 giorni della fine del mandato. Avviene in scrutinio segreto ed è eletto colui che ha il voto di almeno 2/3 dei componenti dell’assemblea in uno dei primi 3 scrutini, se non avviene questo nel quarto scrutinio deve avere la maggioranza assoluta.
12. Quali sono le prerogative riconosciute dal presidente della repubblica nel nostro ordinamento e per quali motivi?
a) Le ragioni della controfirma ministreriale;
b) In cosa consistono i reati presidenziali.
A garanzia della sua persona al presidente vengono riconosciute 3 prerogative:
• Irresponsabilità: non è responsabile giuridicamente per gli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni, in quanto la responsabilità di tali atti è assunta dal governo con la controfirma;
• Tutela penale: il presidente è tutelato in sede penale, con specifici reati che riguardano la lesione fisica o morale della sua persona;
• Prerogative economiche: gli sono riconosciuti un assegno personale, come indennità di carica, e una dotazione, che comprende alcune proprietà immobiliari e uno stanziamento annuale in denaro per l’esercizio delle sue funzioni.
a) La irresponsabilità del presidente è integrata dalla controfirma ministeriale con la quale i singoli ministri o il governo si assumono personalmente la responsabilità degli atti presidenziali.
b) Il presidente è responsabile giuridicamente per gli atti privati, cioè gli atti che compie da privato cittadino; due gravi reati che il presidente può compiere sono:
• Alto tradimento: violazione dell’obbligo di fedeltà alla repubblica italiana;
• Attentato alla costituzione: attività diretta a modificare in modo illegale il regime o a violare i principi fondamentali della costituzione.
13. Come si distinguono tradizionalmente gli atti del presidente della repubblica?
a) Qual è il ruolo del presidente nella promulgazione delle leggi?
b) Qual è il suo ruolo nella formazione del governo?
c) Qual è il suo ruolo relativamente all’amministrazione della giustizia?
Gli atti presidenziali in senso sostanziale sono provvedimenti la cui competenza spetta in modo esclusivo e autonomo al presidente e che non richiedono l’iniziativa o il consenso del governo; gli atti presidenziali in senso soltanto formale sono provvedimenti che il presidente emana su iniziativa e con il consenso del governo o di un ministro.
a) tra le attività legislative relative al parlamento troviamo la promulgazione delle leggi: il presidente della repubblica ha il compito di promulgare le leggi cioè di dichiarare in modo solenne che una legge è stata approvata dal parlamento, per effetto della promulgazione una legge diviene giuridicamente vincolante
b) nella formazione del governo il presidente ha il ruolo di:
• nomina del presidente del consiglio dei ministri e dei singoli ministri
• rappresentanza dell’Italia nei rapporti esteri
• dichiarazione dello stato di guerra
c) nell’amministrazione della giustizia ha il ruolo di:
• Presidenza del consiglio superiore della magistratura
• Nomina di cinque giudici ordinari della Corte costituzionale
• Concessione della grazie e commutazione delle pene (ora non è più di competenza del capo di stato).
14. Qual è il ruolo del governo nell’ordinamento Costituzionale?
a) Da chi è composto e quali sono le competenze del “consiglio dei ministri”?
b) Qual’ è il ruolo (posizione politico-giuridica) del “ presidente del consiglio dei ministri”?
c) Qual è la posizione politico-giuridica dei ministri e come sono classificati?
Il governo è il titolare del potere esecutivo e svolge sia un’attività di governo sia un’attività amministrativa in senso stretto.
a) Il consiglio dei ministri è formato dal presidente del consiglio dei ministri, dal consiglio dei ministri e dai ministri, stabilisce l’indirizzo politico e garantisce l’unità d’azione del governo;
b) Il presidente del consiglio dei ministri dirige la politica generale del governo e promuove e coordina l’attività dei singoli ministri, ha superiorità politica ma non giudiziaria;
c) I ministri hanno l’obbligo di partecipare al consiglio e dirigono un ministero. I ministri possono essere:
• Ministri politici: parlamentari eletti dai cittadini;
• Ministri tecnici: collegati alle forze politiche della maggioranza;
• Ministri interim: membri del governo ai quali, in aggiunta ai loro compiti, viene affidato un altro ministero;
• Ministri senza portafoglio: partecipano al consiglio ma non sono a capo di un ministero o di un dicastero;
15. Illustra il procedimento di formazione del governo.
a) Cos’è e quali obbiettivi persegue la “questione di fiducia”?
b) Illustra la differenza tra crisi parlamentari ed extra parlamentari.
Il procedimento di formazione del governo è:
• Dimissioni del governo: il presidente del consiglio presenta le dimissioni del governo che resta in carica fino al giuramento del nuovo governo;
• Consultazioni: il presidente della repubblica riceve le più alte cariche dello stato e i rappresentanti dei gruppi parlamentari;
• Incarico: il capo dello stato dà l’incarico ad una persona di formare il nuovo governo, questo si riunisce con i rappresentanti dei partiti politici e decide se accettare o no l’incarico;
• Nomina: il capo dello stato nomina il nuovo presidente del consiglio e i ministri;
• Giuramento: il nuovo governo deve giurare davanti al presidente e da questo momento il governo entra in carica solo per gli atti d’urgenza o di ordinaria amministrazione;
• Voto di fiducia: il governo deve presentare entro 10 giorni il programma politico al parlamento e chiedere la fiducia. Se entrambe le camere accettano il governo entra in carica, se anche una sola lo rifiuta il presidente del consiglio deve dare le dimissioni.
a) Mozione di fiducia: atto parlamentare presentato dai partiti della maggioranza con il quale si esprime la volontà di concedere la fiducia al governo.
b) Una crisi è parlamentare quando è provocata anche solo da una camera dalla mancata approvazione della mozione di fiducia iniziale o dalla approvazione di una mozione di sfiducia successiva;
Una crisi è extraparlamentare quando è al di fuori del parlamento perché il governo può dimettersi prima che il parlamento ritiri la fiducia.
16. Quali forme di responsabilità sono attribuite al Presidente del consiglio e ai ministri per gli atti compiuti nell’esercizio delle loro funzioni.
a) In cosa consisteva “Responsabilità politica del Governo”?
b) In cosa consiste la responsabilità civile e amministrativa del governo?
c) Quali sono i reati presidenziali e com’è disciplinata la procedura per il loro sanzionamento?
I membri del governo hanno una responsabilità sia politica che giuridica.
a) Responsabilità politica: i membri del governo sono responsabili politicamente verso il parlamento e indirettamente verso gli elettori.
b) Responsabilità giuridica: i membri del governo sono responsabili giuridicamente per gli atti compiuti in violazione di norme giuridiche.
• Responsabilità civile: per i danni causati ingiustamente a terzi;
• Responsabilità amministrativa: per i danni causati alla pubblica amministrazione.
c) In materia penale un membro del governo può essere giudicato solo in seguito
alla richiesta di autorizzazione a procedere da parte del tribunale dei ministri
e della concessione della autorizzazione a procedere da parte della camera di
appartenenza o del senato.
17. Quando e perché la Costituzione consente al governo di derogare al “Principio della divisione dei poteri”?
a) Cosa sono i decreti legge?
b) Cosa sono i decreti legislativi?
c) Cosa sono i regolamenti amministrativi?
Principio della divisione dei poteri: è un principio fondamentale dello stato di diritto ma non viene applicato in modo rigido, in quanto sono previste alcune interferenze reciproche tra il potere esecutivo legislativo e giudiziario. In particolare al governo sono riconosciute anche alcune funzioni di tipo normativo, consistenti nel potere di emanare, nei casi previsti, atti normativi primari.
a) Decreti legge: possono essere emanati dal governo su sua iniziativa ma solo in casi straordinari di necessità o di urgenza. Devono essere presentati subito al parlamento per la conversione in legge.
b) Decreti legislativi: sono emanati dal governo in base e nei limiti di una legge di delegazione del parlamento.
c) Regolamenti amministrativi: sono atti normativi secondari con una forza o efficacia inferiore alla legge ordinaria.
18. Illustra il “principio di uguaglianza” sancito dall’articolo 3 della Costituzione
a) Distingui l’uguaglianza in senso “formale” dall’uguaglianza in senso “sostanziale”
b) Nell’articolo 3 della cost. distingui la parte “programmatica” da quella “precettiva”
e spiega il significato.
L’articolo 3 della costituzione dice che: tutti i cittadini sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
a) Il principio di uguaglianza può essere in senso:
• Formale: significa riconoscere che tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge;
• Sostanziale: consiste nel garantire pari opportunità o uguali condizioni di partenza a tutti i cittadini e, in particolare, a coloro che sono più svantaggiati sotto l’aspetto economico o sociale.
b) Il principio di uguaglianza ha carattere:
• Precettivo: in quanto è immediatamente efficace e vincolante;
• Programmatico: non è immediatamente efficace ma impegna lo stato a svolgere una determinata attività.
19. Illustra il significato dell’articolo 13 della Costituzione in materia di libertà personale
a) Quali sono i limiti della libertà personale e a quali condizioni sono ammessi dall’articolo
13 della costituzione?
La libertà personale consiste nella libertà di un individuo da qualsiasi forma di costrizione o imposizione fisica o psichica ed è inviolabile.
a) Le limitazioni della libertà personale sono ammesse solo in seguito a un atto motivato dell’autorità giudiziaria e nei casi previsti dalla legge.
20. Da quali articoli della Costituzione sono sancite la libertà di domicilio, comunicazione e
in quali termini?
• Inviolabilità di domicilio: attribuisce ad ogni persona il diritto di escludere intromissioni da parte di soggetti privati o pubblici nella propria vita privata (art. 14);
• Libertà e segretezza delle comunicazioni: ogni persona ha il diritto di potere comunicare in modo libero e segreto con chi vuole, senza che altri soggetti pubblici o privati possano impedire la comunicazione o prendere conoscenza del suo contenuto (art. 15).
21. Da quali articoli della Costituzione sono sancite la libertà di riunione e associazione e in quali termini?
• Libertà di riunione: consiste nel diritto di riunirsi liberamente per qualsiasi motivo senza necessità di un’autorizzazione pubblica preventiva, purché la riunione avvenga in modo pacifico e senza armi (art. 17);
• Libertà di associazione: consiste ne l diritto di potersi associare liberamente per realizzare qualunque fine o scopo che non sia vietato ai singoli dalla legge penale (art. 18).
22. Quali sono gli articoli della Costituzione che tutelano la libertà religiosa e in quali termini?
a) Cosa sono i patti lateranensi e quali obiettivi hanno perseguito e perseguono?
Ci sono diversi articoli che tutelano la libertà di religione:
• L’articolo 19 dice che ognuno può professare la religione che vuole;
• L’articolo 8 proclama il principio generale in base al quale tutte le religioni sono libere davanti la legge;
• L’articolo 7 disciplina i rapporti tra stato e chiesa;
a) Patti Lateranensi è il nome con cui sono noti gli accordi di mutuo riconoscimento tra
il regno d’Italia e lo stato della città del Vaticano sottoscritti l’11 febbraio del 1929
23. Quale articolo della Costituzione tutela la “libertà di pensiero” e in quali termini?
a) Quali limiti sono posti dalla stessa Costituzione e dalla legge alla libertà di pensiero?
Libertà di pensiero: consiste nel diritto di una persona di potere manifestare liberamente il proprio pensiero (art. 21).
a) limite costituito dal buon costume e dalla tutela di altri valori costituzionalmente
garantiti (dignità e onore della persona, segreto di stato o di ufficio, ordine pubbl).
24. Quali sono i principali doveri costituzionali?
I doveri costituzionali sono:
• Difesa della patria: è il primo dovere imposto ai cittadini che è definito sacro per metterne in evidenza l’importanza;
• Concorso alle spese pubbliche: la costituzione impone il dovere di concorrere alle spese pubbliche, cioè di pagare i tributi per finanziare i servizi pubblici;
• Fedeltà alla repubblica e osservanza delle norme: tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla repubblica e di osservarne la costituzione e le leggi dello stato.
25. Cosa si intende per attività amministrativa e da chi viene posta in essere e in che modo si distingue dall’attività di governo?
a) Quali sono i principi a cui deve ispirarsi l’attività amministrativa per funzionare correttamente ed evitare abusi e ingiustizie?
b) Quali sono i tre tipi di attività amministrativa posti in essere dagli organi della Pubblica Amministrazione?
L’attività amministrativa è l’attività che svolge la pubblica amministrazione per realizzare i fini pubblici e per soddisfare concretamente i bisogni della collettività.
a) I principi sono:
• Principio di legalità: nel senso che la PA deve rispettare le norme giuridiche che regolano lo svolgimento della sua attività;
• Principio di buon andamento: nel senso che l’attività della PA deve essere efficace ed economica;
• Principio di imparzialità: in quanto nell’esercizio della sua attività la PA non deve fare favoritismi a vantaggio di alcuni soggetti, cioè deve trattare in modo uguale le situazioni private che vengono coinvolte nella sua azione.
b) Tipi di attività amministrativa:
• Amministrazione attiva: attività diretta a soddisfare concretamente i bisogni pubblici o di interesse collettivo;
• Amministrazione consultiva: attività diretta a esprimere dei pareri riguardanti l’esercizio dell’attività amministrativa;
• Amministrazione di controllo: attività diretta a effettuare dei controlli sullo svolgimento della attività amministrativa.
26. L’attività della Pubblica amministrazione si esprime attraverso fatti, atti e provvedimenti: puoi spiegare in cosa consistono e in cosa si differenziano?
a) In cosa consistono la “discrezionalità amministrativa e quella tecnica” e quali limiti sono posti a tutela della correttezza degli atti amministrativi?
b) Quali sono gli elementi essenziali dei provvedimenti amministrativi?
c) Quali sono i caratteri dei provvedimenti amministrativi?
L’attività della pubblica amministrazione si esprime attraverso:
• Fatti: consistono in un’attività di natura materiale, tecnica o intellettuale compiuta da un organo della pubblica amministrazione;
• Atti: atti giuridici compiuti da organi della pubblica amministrazione nell’esercizio della funzione amministrativa;
• Provvedimenti: è la manifestazione della volontà da parte della pubblica amministrazione di produrre determinati effetti giuridici.
a) La discrezionalità può riguardare i casi, i modi e i tempi dell’attività amministrativa, cioè se adottare un determinato provvedimento amministrativo, con quale contenuto e quando.
• Discrezionalità amministrativa: nell’esercizio di un’attività discrezionale la PA deve compiere una valutazione comparativa dei diversi interessi in gioco e deve realizzare l’interesse pubblico nel modo migliore possibile;
• Discrezionalità tecnica: si basa sulla valutazione oggettiva di determinati fatti o circostanze.
b) Gli elementi essenziali sono:
• Il soggetto: organo della PA che esprime una volontà nell’esercizio di un potere riconosciuto dalla legge;
• Contenuto: volontà da parte di un organo amministrativo di produrre un determinato effetto giuridico;
• Forma: indica il mezzo che viene usato per manifestare all’esterno la volontà della pubblica amministrazione;
• Oggetto: individua la persona il bene o il rapporto giuridico nei cui confronti l’atto è destinato a produrre i suoi effetti;
• Causa: è lo scopo tipico di un provvedimento amministrativo.
c) I caratteri sono:
• Unilateralità: in quanto richiede una dichiarazione di volontà solo della PA;
• Imperatività o obbligatorietà: perché si impone anche contro la volontà dei destinatari;
• Inoppugnabilità: costituita dal fatto che contro il provvedimento amministrativo può essere presentato un ricorso solo entro termini rigorosi, decorsi i quali il provvedimento non può più essere impugnato;
• Revocabilità: dato che la PA può procedere in qualsiasi momento al ritiro del provvedimento.
27. Con riferimento agli effetti che producono sulle situazioni giuridiche private, i provvedimenti amministrativi si distinguono in “espansivi “ e “restrittivi”. Puoi spiegare la differenza tra gli uni e gli altri e individuare quelli più significativi appartenenti a ciascuna delle due categorie?
I principali provvedimenti espansivi, che sono diretti ad ampliare la situazione giuridica dei destinatari sono:
• Le autorizzazioni o permessi che consistono nella rimozione di un limite legale allo svolgimento di un’attività o dall’esercizio di un diritto di cui il soggetto è già titolare;
• Le concessioni, consistono nell’attribuzione di un nuovo diritto o di una nuova facoltà a un soggetto che in precedenza non era già titolare.
I provvedimenti restrittivi più importanti, che sono diretti a limitare la condizione giuridica dei destinatari comprendono:
• Gli ordini consistenti nel comando o divieto di fare qualcosa;
• Le punizioni consistenti in una sanzione amministrativa a carico del trasgressore di una norma o di un ordine amministrativo;
• Gli atti ablativi o privati consistenti nella privazione o limitazione coattiva della proprietà di un diritto.
28. Quali sono le fasi e gli scopi del “ procedimento amministrativo?
Di solito l’emanazione di un provvedimento amministrativo avviene al termine di un procedimento amministrativo, cioè di una serie di atti o di operazioni diretti a emanare un determinato provvedimento amministrativo.
Fasi del procedimento amministrativo
• Iniziativa: formata dagli atti diretti a iniziare il procedimento amministrativo;
• L’istruttoria, consistente nella raccolta delle prove e nella valutazione degli elementi di fatto e di diritto;
• La decisione: costituita dall’emanazione del provvedimento amministrativo;
• L’integrazione dell’efficacia: comprendente le attività di controllo e comunicazione del provvedimento amministrativo.

1

Esempio



  


  1. ELISABETTA

    RAPPORTO TRA NORMA COMUNITARIA E NORMA STATALE


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