Appunti di diritto

Materie:Appunti
Categoria:Diritto

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Testo

Eccezioni sulle irretroattività:
-norme interpretative
-norme di ordine pubblico ed eccezionali ( XIV trans.cost.)
-norme penali più favorevoli al reo
La XIV è eccezionale perché è stata fatta dopo la costituzione. Queste sono le uniche tre eccezioni nelle quali si può applicare la legge a cose passate.
Cessazione di efficacia delle norme
La scadenza del termine è quando la norma si mette da sola la scadenza.
L’annullamento si basa sulla gerarchia delle fonti. Significa che quando una norma di grado inferiore contrasta con una norma di grado superiore viene abolita la norma di grado inferiore.
L’abrogazione si basa sul principio cronologico.
Le leggi non sono abrogate che da leggi posteriori per dichiarazione del legislatore.
Si dice tacita quando l’abrogazione non è espressa.
Si dice espressa quando l’abrogazione è espressa.
La legge nello spazio, inteso come luogo dove agisce la legge sul territorio italiano e nel mare territoriale.
Non vige in ambasciati e consolati stranieri, ma vige in ambasciate italiane all’ estero; consolati e ambasciati si chiamano legazioni.
Vige in aerei e navi italiane civili nello spazio aereo o sul mare internazionale. Vige su aerei e navi militari italiane dovunque si trovino.
Es. una nave italiana che attracca in un porto americano, se è civile vige la legge americana, se è militare vige la legge italiana.
Questo era detto nelle preleggi da 17 a 31 vi erano le leggi che evitavano i conflitti, ma ora sono state abrogate. Ora vige la legge sul diritto internazionale privato italiano L218/95. Tenta di risolvere i conflitti ma non ce la fa sempre. Quando risolve un problema si ha un trattato internazionale che può essere bilaterale o plurilaterale. Tutte le volte che nasce un conflitto tra le norme italiane e le norme di un altro stato entra in vigore la legge 218/95.
Bisogna fare l’interpretazione del linguaggio delle parole, l’interpretazione è letterale, l’articolo 12 delle preleggi.
Finchè la norma ha un solo significato è facile interpretala letteralmente. Il problema nasce quando una parola ha più significati. Per esempio: la famiglia ha diverse interpretazioni, quindi non si può dare un’interpretazione letterale (art.230 Bis C.C.). Una persona che lavora in un’impresa familiare deve avere una normale retribuzione. A questa parola diamo molti significati e può essere interpretata come tanti componenti della famiglia che lavorano insieme, quindi diamo un senso estensivo.
303 cost.: la legge consente la stessa tutela ai figli legittimi e a quelli naturali nella famiglia. In questo caso si intende soltanto genitori e figli, si da un senso restrittivo. E’ necessario interpretare bene la legge anche per avere i nostri diritti.
L’interpretazione logica e dalle intenzioni del legislatore e cioè cosa voleva dire il parlamento.
Le intenzioni del legislatore possono essere su due piani, un piano soggettivo in cui si cerca di capire le intenzioni di quel soggetto, elemento psicologico.
Le sue intenzioni si trovano in alcuni atti; i lavori preparatori che sarebbero le relazioni, le ricerche, le indagini, le interviste.
Una legge ha tutti i propri lavori preparatori che si possono trovare nelle biblioteche.
In senso soggettivo si cerca di capire cosa voleva dire il legislatore.
In senso oggettivo vi è il senso teleologico e cioè si cerca di capire lo scopo della norma; perché è stata fatta quella determinata legge. Teleologico deriva dal greco telòs = scopo.
Può succedere che nonostante questa interpretazione logica la parola possa avere altri significati; quindi andiamo oltre con un altro criterio.
Il criterio sistematico: una parola va letta nel contesto in cui si trova, la norma va interpretata confrontandola con il contesto nel quale si trova.
Andiamo avanti con il criterio storico e cioè se quella parola è già stata scritta in leggi precedenti e se significava una certa cosa, anche ora deve avere un significato coerente con quello attribuitole in passato.
I principi generali del diritto: anche il nostro diritto si ispira a questi principi generali che non sono scritti da nessuna parte. Il giudice li può utilizzare per interpretare una legge.
Si può essere di fronte anche ad un caso in cui non ci sia nessuna norma. In questi casi si ricorre all’analogia e cioè un caso sconosciuto simile a quello conosciuto previsto dalla legge.
Per esempio: il matrimonio previsto dalla legge, la convivenza non prevista dalla legge, quindi adotta le leggi del matrimonio; Copyright non prevista dalla legge, diritti d’autore previsti dalla legge.
L’analogia è un modo di applicare le norme a un caso non previsto dall’ordinamento giuridico. Ci sono situazioni che non sono state considerate perché la tecnologia è andata avanti rispetto all’evoluzione del diritto.
Art. 12 prel. analogia (cose simili materie analoghe). Nell’analogia non sono presenti tutte le situazioni giuridiche. Ci sono casi che fanno eccezione e non possono essere giudicati per analogia.
Non si può applicare quando sono norme eccezionali, una norma eccezionale può essere quella della libertà personale che può essere vietata in casi eccezionali; un altro esempio potrebbe essere lo scoppio di un’epidemia. Le norme eccezionali si applicano solo in casi particolari.
Le norme in materia di lavoro non possono essere interpretate per analogia (non si possono applicare) è stata abrogata.
Le norme penali puniscono dei reati. L’analogia nelle norme penali è consentita se si applica una pena inferiore, in tutti gli altri casi non si possono applicare. Tutto questo è contenuto nell’art. 13 e 14 prel.
Interpretazione dal punto di vista dei soggetti. Le norme le interpretano tutti i soggetti, ma ci sono anche soggetti che hanno un’interpretazione maggiore.
L’interpretazione autentica significa fatta dallo stesso organo che ha emanato la norma (Autòs = sistema), è vincolante (obbligatoria) per tutti coloro che erano destinatari della prima norma.
L’interpretazione fatta dai giudici, interpretazione giudiziale sfocia in una sentenza che è obbligatoria per le parti che partecipano alla sentenza. E’ importante e non vincolante per tutti i cittadini solo per le parti del processo per il quale è stata pronunciata.
L’interpretazione amministrativa è l’interpretazione fatta da qualsiasi ogano di pubblica amministrazione, cioè sindaco, amministratori o qualunque dipendente della pubblica amministrazione. E’ vincolante solo per quel caso.
L’interpretazione dottrinale quindi l’opinione fatta dai giuristi; l’interpretazione dei giuristi, non è vincolante per nessuno perché è soltanto il parere di un giurista, il giudice non è vincolato a seguire l’opinione del giurista.
Es. recinzione dell’oliveto………

Il rapporto che si instaura tra un soggetto e un bene si chiama situazione giuridica in relazione ad una norma. Es. una situazione giuridica è espressa da noi a questa stanza, il rapporto di uso è stabilito da una norma giuridica.
Queste situazioni giuridiche possono attribuire un potere su un cosa e un dovere oppure tutti e due insieme.
La situazione giuridica attiva significa avere diritti del soggetto, questo è un potere di far tutto quello che si vuole, è anche un potere di pretendere e deve essere tenuto anche un determinato comportamento nei confronti del bene.
Il diritto soggettivo può essere di vari tipi: Privato il diritto di proprietà, Pubblico è il diritto di poter influire nella sfera pubblica, ad esempio il diritto di voto attivo, votare; voto passivo, essere votati.
Patrimoniale è il diritto soggettivo valutabile immediatamente in denaro. Il diritto non patrimoniale non valutabile immediatamente in denaro, cioè di natura morale o sociale.
Può essere assoluto, valido nei confronti di tutti, relativo valido verso soggetti ben determinati.
Disponibili, sono quelli che sono oggetto di contrattazione. Il diritto di proprietà è un oggetto disponibile.
Indisponibile non sono oggetto di contrattazione, la cittadinanza, il nome per es. non si possono né cedere né acquistare.
I diritti parzialmente disponibili, non si possono vendere parti del proprio corpo, ma donarle.
Il diritto soggettivo è una sintesi di facoltà un insieme di poteri a seconda del tipo di diritto che ha e si può inserire nello schema, l’eredità per esempio.
La situazione passiva quando un soggetto ha un dovere o un obbligo nei riguardi di qualcuno.
Dovere è assoluto vale nei confronti di tutti. L’obbligo è passivo relativo e vale solo nei confronti di soggetti determinati. Obbligo (latino ob-ligatum) è un legame. Ogni situazione attiva e l’altra faccia passiva a seconda da dove viene guardata, il rapporto giuridico è questo.
Tutti quelli che si trovano nel rapporto giuridico sono le parti, tutti coloro che hanno un rapporto giuridico fra loro.
Tutti quelli che sono di fuori sono i terzi estranei. Le parti si dicono anche dante causa, colui che cede il diritto, avente causa, colui che acquista il diritto, questo avviene nella compravendita.
Situazioni giuridiche cambiano a raffica e più una situazione giuridica cambia e più una società è evoluta. Cambiano in due modi e sono o fatti giuridici o atti giuridici questi sono i meccanismi che fanno cambiare le situazioni.
I fatti giuridici sono anche detti fatti naturali: alluvioni, terremoti, incendi, ecc…
Gli atti giuridici o atti umani possono essere di due tipi: meri atti (atti semplici) e negozi giuridici. Meri atti sono o indipendenti dalla volontà (avvengono per distrazione) per esempio colpire un vaso involontariamente e danneggiare una macchina al piano terra, è un atto semplice e si diventa debitori nei confronti del proprietario della macchina. In questo modo abbiamo cambiato la nostra situazione giuridica. Possono essere anche quelli che determinano solo la volontà iniziale, metto in moto un procedimento però non sono in grado di definirlo.
I negozi giuridici sono lo strumento principale per realizzare l’autonomia privata. Attraverso i negozi giuridici si mette in moto un atto e se ne determina anche le conseguenze, per es. una compravendita. I negozi giuridici sono presenti nel codice ma sono un’elaborazione della dottrina (opinione dei giuristi). Nel codice c’è il contratto 1321 C.C. che è un rapporto tra due o più parti ma eliminerebbe gli atti compiuti da una sola persona.
Dopo questi ci sono gli atti illeciti, tutti quelli contro la legge e possono essere di tre tipi a seconda delle norme che si violano: Illecito civile, si deve avere un risarcimento; Illecito penale, sono i reati che sono puniti attraverso una pena; Illecito amministrativo, se violo una norma amministrativa si può avere una sanzione pecuniaria.
Gli atti illeciti generano una responsabilità e sono rapporti privati. La responsabilità è la situazione di chi ha violato una norma.
Contratto patrimoniale quando ha un valore economico. La procura è quel negozio che ha un incarico tra un soggetto ed un altro. Questa è unilaterale quando c’è una sola volontà.
Il negozio giuridico è una manifestazione di volontà diretta a modificare, costituire o estinguere una situazione giuridicamente rilevante.
Questa è una grande categoria che comprende anche i contratti, mentre i contratti non comprendono gli altri.
Il negozio giuridico è lo strumento principale per realizzare l’autonomia privata.
Per vedere come si compone un negozio giuridico si deve vedere come si compone un contratto.
Gli elementi del negozio giuridico sono elementi essenziali che senza di questi il negozio non esiste e gli elementi accidentali che possono esserci ma possono anche non esserci.
Gli elementi essenziali si trovano all’ art. 1325.
Per essere presenti gli elementi essenziali devono essere presenti:
Volontà perché le parti possono essere anche una sola è la manifestazione delle intenzioni del soggetto. La volontà deve essere valida e manifestata. Manifestata cioè espressa e deve essere valida e cioè non deve essere affetta da vizi, cioè tutte quelle situazioni che rendono la volontà forzata.
I vizi sono quelle cose che rendono la volontà
I vizi sono 4 e sono: la simulazione che significa finzione simulare vuol dire fingere. Un negozio può essere annullato per vizio della volontà se io fingo di fare qualcosa ed in realtà io non faccio nulla. Questa si chiama simulazione assoluta. Quando io fingo di compiere un negozio ed in reatà non lo faccio per es. per sfuggire alle tasse per non far vedere che ho guadagnato troppo io faccio finta di comprare qualcosa cioè simulo una compravendita. Se figura che io ho guadagnato troppo ci pago troppe tasse allora io faccio finta di comprare qualcosa comprando questo qualcosa spendo dei soldi e quindi su quello che rimane ci pago le tasse però mi metto d’accordo con quell’altro e gli dico guarda io ho uno studio professionale ho un ufficio e mi serve un altro computer faccio finta di comprare un computer mi faccio fare la fattura pagandogli l’IVA naturalmente e così in questo modo io simulo un negozio ma in realtà non ne faccio nessuno una cosa di questo genere è naturalmente illegale quindi questa è una simulazione assoluta.
La simulazione può essere anche; fingo di fare un negozio e in realtà non ne faccio nessuno simulazione relativa significa che io fingo di fare un negozio in realtà ne faccio un altro diverso per es. se io devo affittare una stanza sull’affitto di questa stanza ci devo pagare le tasse poi perché io affitto una stanza in realtà per 100.000 al mese in fondo all’anno ho guadagnato 1200000 su questo io ci devo pagare le tasse allo stato perché figura che io ho incassato questi soldi in realtà io mi metto d’accordo con l’affittuario e gli dico non si fa un contratto di affitto si fa un contratto di comodato che è un prestito gratuito in pratica sarebbe come se io gli dessi la stanza gratuitamente in realtà poi te mi dai sottobanco 100.000 il mese e siamo tutti pari. Siccome il comodato è un contratto gratuito non figura che io guadagni qualcosa, non guadagno nulla perché il contratto è gratuito. Una cosa di questo genere fa si che il contratto sia annullabile per vizio questo vizio è la simulazione relativa. Si ha la simulazione relativa quando fingo di fare un contratto di comodato e ne faccio un altro in realtà faccio finta di fare un comodato ma in realtà faccio un contratto di affitto perché sottobanco questo mi paga l’affitto. Quando si verifica un vizio della volontà il negozio è annullabile si scopre che il contratto sarebbe annullabile.
Un altro vizio della volontà è l’errore, che è uno sbaglio. Viene definito dal diritto una falsa rappresentazione della realtà. In pratica io sbaglio a fare un contratto e in questo caso il contratto potrebbe essere annullato ma se così fosse sarebbe troppo facile tutti noi si direbbe che io ho sbagliato per cui il contratto si annulla. Magari ci ripenso e posso inventare la scusa che il contratto è sbagliato e il contratto si può annullare. In realtà perché l’errore possa dar luogo all’annullamento del contratto devo avere determinati requisiti l’errore per far annullare il contratto deve essere essenziale e riconoscibile. L’errore fa annullare il contratto solo quando si riesce a dimostrare che è stato l’unico motivo che mi ha spinto a fare il contratto, cioè se io non mi fossi sbagliato non avrei fatto il contratto. Errore essenziale significa che è l’unico motivo che mi ha spinto a fare il contratto. Se io non mi fossi sbagliato non avrei fatto questo contratto. Ma non basta perché il contratto si possa annullare per errore non solo deve essere essenziale ma deve essere anche riconoscibile. Riconoscibile anche da quell’altra parte cioè dall’altro soggetto cioè da quello che ha fatto il contratto con me si deve essere accorto che io mi sono sbagliato però nonostante si sia accorto che io ho sbagliato ha fatto il contratto lo stesso per guadagnare. Riconoscibile vuol dire che l’altro soggetto ha capito che io mi sono sbagliato però pur di far lo stesso il contratto per guadagnarci non mi ha detto nulla. Se io riesco a dimostrare ma non è facile, tutte e due queste cose il contratto si può annullare. Per esempio devo vendere un pezzetto di terreno e fo finta che sia edificativo, ma in realtà non lo è. Lo sapevo che era agricolo però al compratore non l’ ho detto per venderlo ugualmente. Se può dimostrare queste cose e cioè che non sapeva che era agricolo lui può annullare il contratto. Il contratto si può annullare per errore.
Per annullare un contratto per errore deve essere essenziale cioè se io avessi saputo che il terreno era agricolo io non avrei fatto il contratto e poi deve essere riconoscibile cioè quando l’altra persona si è accorta che io ho sbagliato. In qualche modo io lo devo dimostrare che il contratto è annullabile.
Un altro vizio della volontà è la violenza. Si ha tutte le volte in cui io vengo costretto a fare un contratto contro la mia volontà. Un contratto contro la mia volontà è annullabile. Anche la violenza può essere di due tipi. Può essere assoluta e relativa. Si ha violenza assoluta quando io non ci metto per nulla la volontà ma la volontà è quella di un’altra persona. Per esempio io sono a firmare un contratto e non voglio firmare l’altro mi prende la mano e mi fa firmare. Violenza assoluta si ha quando alla volontà del contraente se ne sostituisce un’altra. Quindi nel contratto non si ha la volontà della parte ma si ha la volontà di un terzo quindi un estraneo.
Violenza relativa è quando io mi trovo di fronte a due mali e fra i due mali io scelgo il male minore.
Il contratto può essere annullato se io riesco a provare che sono stato costretto contro una minaccia .
Quindi la violenza relativa è la minaccia di un male maggiore.
Quindi nel primo caso non c’è nessuna volontà mia nel secondo caso invece viene fatto il contratto sotto la minaccia di un male maggiore.
Il dolo viene definito ogni furbizia, mettere in fallo per sbagliare, ogni mossa inscena per raggirare qualcuno.
Il dolo in poche parole è tutta quell’attività che viene messa in scena per raggirare qualcuno ed indurlo a fare una cosa che altrimenti non avrebbe fatto.
Se il dolo è organizzato bene il contratto si può annullare perché io sono stato ingannato. Nei casi dove c’è l’imbroglio si può annullare il contratto.
Questo è il dolus malus che è il dolo cattivo che non va scambiato con il dolus bonus che quello della pubblicità dove si tende ad aumentare le prestazioni di un prodotto.
Perché la volontà sia valida deve essere manifestata entro una certa forma e non deve essere né simulata, né affetta da errore, né costretta dalla violenza, né indotta da un imbroglio. Perché la volontà sia valida non devono esserci nessuno di questi vizi altrimenti il contratto è annullabile.
La volontà deve essere manifestata e quindi far sapere a tutti quello che voglio.
La forma è libera e possono essere a voce, scritte, a gesti ecc…
Le eccezioni riguardano i negozi. Il testamento per es. non può essere fatto a voce ma deve essere scritto di pugno dal testatore (testamento olografo).
Ci sono dei negozi giuridici in cui bisogna ripetere una formula per es. il matrimonio.
Se i testimoni non sentono la formula il matrimonio non è valido.
Ci sono dei casi in cui si realizzano sufficientemente anche solo con un gesto per es. all’asta.
L’eccezione più forte è quella della forma scritta a pena di nullità. Vuol dire che i contratti possono essere fatti per iscritto almeno abbiamo una prova di quello che è stato detto. Ci sono anche dei contratti che devono essere fatti in forma scritta a pena di nullità e vuol dire che se non sono fatti per iscritto non sono validi. La forma scritta è atto pubblico o scrittura privata autenticata a pena di nullità significa che se il contratto non è fatto in questa forma è come se non esistesse.
Atto pubblico è il contratto fatto interamente dal notaio. Scrittura privata autenticata è quando la scrittura la preparo tutta da solo e poi vado ad autenticare la firma dal notaio. I contratti che devono essere fatti per iscritto sono tutti i contratti che hanno per oggetto diritti reali su beni immobili e le locazioni ultranovennali.
I diritti reali sono i diritti sulle cose che vanno autenticati dal notaio.
Le locazioni ultranovennali sono i contratti che durano per 9 anni, anche in questi casi il contratto va fatto per atto pubblico.
La forma è un elemento essenziale del negozio giuridico. Elemento essenziale significa che anche se ne manca uno solo il negozio è invalido.
L’altro elemento essenziale del negozio giuridico è la causa che viene definita la giustificazione economica giuridica del negozio.
Significa che tutte le volte che si verifica un negozio avviene uno spostamento di ricchezza. Nella vendita lo spostamento di ricchezza va dal venditore all’acquirente.
Lo spostamento di ricchezza deve essere giustificato da una causa che deve essere una realtà tutelabile cioè non contraria alla legge. Se il negozio è conforme alla legge il negozio viene tutelato dall’ordinamento giuridico altrimenti in caso contrario quando non è conforme alla legge, viene annullato.
Tutti i negozi dello stesso tipo hanno la stessa causa anche se cambia l’oggetto.
La causa di una vendita è lo scambio dell’oggetto con il proprio prezzo.
Tutte le vendite hanno la stessa causa. La causa è il perché si fa un negozio giuridico.
Il motivo è una cosa personale mia, di cui all’ordinamento giuridico non interessa, purchè non compia atti illeciti. La causa invece deve essere lecita altrimenti il negozio è nullo.
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Esempio



  


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