ECONOMIA

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Testo

L’ECONOMIA
Tutti noi facciamo parte di una società, all’interno della quale ognuno lavora o studia, spende i soldi o li risparmia, viaggia in auto o con i mezzi pubblici ecc….
La qualità della vita e il benessere della società sono il risultato di una serie infinita d’attività come queste, tra loro coordinate e interdipendenti, in altre parole svolte dentro un sistema formato da una molteplicità di persone in relazione circa strette tra loro.
Possiamo quindi affermare che:
-IL SISTEMA ECONOMICO: è l’insieme dei soggetti che interagiscono nella vita economica per la soddisfazione dei bisogni economici individuali e collettivi.
-SOGGETTO ECONOMICO: qualsiasi persona singola (organismo, associazioni, società, enti) che prendono decisioni o scelte di tipo economico.
-ATTIVITA ECONOMICA: è l’insieme degli atti compiuti dai soggetti economici che decidono cosa produrre e per quali usi.
Il termine economia deriva dal greco OIKOS (CASA) e MOMOS (GOVERNO) e indicava ai tempi d’Aristotele la tecnica della saggia conduzione dell’unità domestica.
I BISOGNI ECONOMICI
Consiste nel desiderio o nella necessità di disporre di qualcosa di qui sentiamo la mancanza (di mangiare, bere, vestirsi, possedere una casa, andare al cinema, andare in vacanza, usare un mezzo di trasporto).
CARATTERI DEI BISOGNI
I bisogni sono ILLIMITATI: nel senso che generalmente aumenta al migliorare del livello di vita della società.
SAZIABILE: perché diminuiscono d’intensità a mano a mano che si somministra il bene atto a soddisfare (bisogni:dissetarsi-bere acqua).
RISORGENTI: perché il bisogno una volta soddisfatto si ripresenta dopo un tempo circa breve (sete, fame, ecc….)
SOGGETTIVI: perché variano da una a persona a persona e per la stessa persona variano di tanto in tanto.
COMPLEMENTARI: perché variamente collegati tra loro il soddisfacimento di un bisogno può farne sorgere un altro (per esempio c’è il d’acquistare la miscela per far funzionare un ciclomotore).
I BENI ECONOMICI
L’attività economica dell’uomo è rivolta a procurarsi i beni economici per soddisfare i bisogni economici.
Bene economico è qualsiasi mezzo materiale ritenuto capace di soddisfare un bisogno accessibile e disporlo per tale scopo.
Elenco:
SCARSITA: vale ad affermare che per un bene per il quale bisogna pagare un prezzo (non è, infatti, un bene economico ad esempio, l’aria, perché la possiamo respirare senza pagarne un prezzo, essa, infatti, e considerato un bene libero).
UTILITA: in altre parole capaci di soddisfare un bisogno anche se talvolta l’uso di questo bene ha conseguenze negative.
(In economia si definisce un bene anche una sigaretta o una droga perché soddisfa un bisogno economico).
ACCESSIBILITA: che si può ottenere attraverso un atto di scambio (il minerale ferroso presente nelle rocce, ad esempio, non è accessibile e quindi e quindi non può essere un bene economico).
CLASSIFICAZIONE DEI BENI
DUREVOLI- NON DUREVOLI
BENI DI CONSUMO- BENI PRODUTTIVI O STRUMENTALI
BENI FINALI- BENI INTERMEDI
BENI INDIVIDUALI- BENI COLLETTIVI
COMPLEMENTARI- SUCCEDANEI
ELEMENTO DEL
SISTEMA
ECONOMIA DI
MERCATO
(LIBERISMO)
ECONOMIA
COLLETTIVISTA
CHI DEVE PRODURRE
L’iniziativa economica che appartiene ai privati.
L’iniziativa economica che appartiene allo stato.
COSA PRODURRE
Sono prodotti i beni richiesti sul mercato dai consumatori.
Sono prodotti i beni indicati dallo stato.
COME PRODURRE
Il metodo è quello dei costi minimi in vista di un raggiungimento di un profitto.
Il metodo di produzione è stabilito dallo stato in vista del benessere sociale.
PER CHI PRODURRE
Si produce per il mercato.
La ripartizione dei beni è assicurata dalla pianificazione dell’autorità centrale (stato).
TECNICA DI PRODUZIONE
Non ci sono differenze notevoli lo sforzo nel lavorare è compensato con i salari.
Secondo il liberismo, i salari del lavoratore nei paesi socialisti sono più bassi di quelli di quelli nei paesi liberisti.
SINTESI DEL CAPITOLO RELATIVO AL SISTEMI ECONOMICI MODERNI
IL SISTEMA LIBERISTA
Il sistema liberista si basa sui seguenti principi:
-proprietà privata dei mezzi di produzione;
-libertà d’iniziativa privato;
-“non intervento”dello stato nell’economia.
Il libero mercato risponde alle tre domande fondamentali (quali e quanti beni o servizi produrre; e per chi produrre).
Il principale difetta di questo sistema consiste nel fatto che il “non intervento” dello stato, può portare a gravi crisi economiche, o allo sfruttamento dei più deboli.
IL SISTEMA COLLETTIVISTA
Il sistema collettivista si basa sui seguenti principi:
-abolizione della proprietà privata;
-obbiettivi dell’economia stabiliti dallo stato;
-società senza classi.
Lo stato risponde alle tre domande fondamentali:
Il suo principale difetto consiste nella privazione dei diritti di libero cittadino, inoltre la burocrazia soffoca lo sviluppo economico.
IL SISTEMA MISTO
Il sistema ad economia mista è caratterizzata dalla contemporanea presenza dell’iniziativa privata e dell’intervento pubblico.
In tal economia alle tre domande fondamentali risponde il mercato con gli interventi correttivi dello stato.

GLI OPERATORI ECONOMICI
I soggetti che operano in un sistema economico sono numerosi e molto differenti fra loro.Li possiamo però raggruppare in alcune grandi categorie d’OPERE ECONOMICHE classificandoli in base all’attività svolta, agli obiettivi perseguiti, alle risorse impiegate.
Definizione:
-per operatori economici s’intendono le grandi categorie nelle quali si classificano i soggetti che prendono decisioni economiche, i quali si distinguono in base al ruolo assunto nel funzionamento del sistema economico (imprese, famiglie, stato, e resto del mondo).
1 IMPRESE: l’operatore impresa comprende molti tipi d’operatori, diversi per dimensioni (grandi imprese, piccole imprese, medie imprese) e per tipo d’attività svolta (imprese agricole, industriali, di servizi) per forma giuridica (imprese individuale o di società).
Sono quindi imprese una grand’organizzazione come la F.I.A.T., ma anche l’idraulico, il panettiere, ecc…..
Definizione:
-le imprese sono centri di decisioni e di scelte finalizzate alla produzione, allo scambio di beni e ai servizi.
Alle imprese quindi, nel sistema economico, spesso decidono come, che cosa e quando produrre.
Per produrre e scambiare beni e servizi, l’impresa acquista o prende in affitto le risorse necessarie (materie prime, macchinari ecc…)
2 OPERATORI FAMIGLIA: in senso economico la famiglia comprende le persone che vivono nella stessa abitazione e sono organizzate in modo da contribuire in un’unità di reddito e di consumo.
Le risorse di cui si dispone, sono i redditi conseguiti dai suoi elementi (uno o più persone non necessariamente parenti) attraverso l’attività economica ed eventualmente RIDISTRIBUITI all’interno della famiglia stessa per sostenere anche i membri che lavorano o che svolgono un lavoro in cui sono pagate.
3 OPERATORI STATO: lo stato è centro di decisioni e di scelte politiche ed economiche che vincono e influenzano in varia misura l’attività di tutti gli altri operatori.
Gli obiettivi economici dello stato possono essere molto diversi secondo l’orientamento politico che ne guida l’azione.
Secondo l’impostazione è compito dello stato solo creare e far funzionare l’ordinamento giuridico mantenendo la propria sovranità.
Nell’impostazione sociale è compito dello stato anche assistere i cittadini in difficoltà e fornire loro alcuni servizi fondamentali per il loro benessere (istruzione, sanità, ecc.).
Per farlo lo stato, ha bisogno di risorse che lo ottengono imponendo ai cittadini di pagare tributi, imposte dirette e indirette, contributi.
Inoltre lo stato fissa le regole dell’attività economica e impone controlli nell’attività produttiva.
L’EUROPA DELL’UNIONE ECONOMICA E MONETARIA
La comunità economica europea (CEE) nata con uno dei due trattati firmati a Roma nel 1957,si propone originariamente di integrare i mercati dei singoli paesi per costruire un mercato comune europeo (MAC) con la formazione di un libero scambio.Questo comporta la progressiva abolizione delle dogane tra i paesi della comunità e l’adozione di una tariffa doganale comune per le merci di provenienza extracomunitaria sotto il profilo strettamente economico,inoltre i paesi membri s’impegnano a formare un mercato unico europeo senza frontiere nel qual è assicurata la libera circolazione delle merci,delle persone,dei servizi e dei capitali.
LA MONETA E L’INTEGRAZIONE ECONOMICA EUROPEA
L’idea di sostituire le monete dei singoli stati con una moneta europea unica comincia a farsi strada tra i paesi della CEE diversi anni dopo la sua nascita:il trattato di Roma non prendeva in considerazione quest’ipotesi,poiché le relazioni monetarie fra gli stati continuano ad essere fondate sul modello creato con gli accordi di BRETTON WOODS.
La fine del sistema di Bretton Woods,decretata ufficialmente nel 15 agosto del 1971 con la dichiarazione di convertibilità del dollaro,spinge i paesi europei a costituire un sistema nel 1972,denominato serpente monetario europeo,basato sostanzialmente su un sistema di cambi semifissi tra le valute europee.Tuttavia la Sterlina Inglese e Irlandese,la Lira Italiana,la Corona Danese e il Franco Francese ben presto sono state costrette ad uscire dal serpente monetario a causa delle turbolenze dei mercati valutari e nel 1974 il sistema è abbandonato definitivamente.
Dopo un periodo di cinque anni in cui l’Europa era caratterizzata sa una grande instabilità monetaria nel 1979 viene istituito un sistema monetario Europeo:vi aderiscono Francia,Irlanda,Belgio,Lussemburgo,Olanda,Germania,Danimarca.Altri paesi si aggregano successivamente:nel 1990 il Regno Unito,nel 1992 Spagna e Portogallo,nel 1995 l’Austria e nel 1996 la Finlandia.Il sistema monetario europeo si fonde essenzialmente sui seguenti elementi:
• Viene istituita un’unità monetaria (l’ECU),che in Italiano significa unità di conto Europea;il nome non è casuale: ECU non è una vera e propria moneta,essa cioè non viene effettivamente usata negli scambi ma è una semplice moneta di conto,impiegata dai bilanci comunitari o per misurare l’ammontare dei progetti finanziati dalla comunità;
• Viene fissato un meccanismo di cambio tra le monete Europee.Ogni moneta ha il suo valore rispetto all’ECU che non può essere modificato dal singolo paese.Quando il cambio di una moneta estera a causa dell’eccesso di domande,la banca centrale vende la valuta estera che ha a disposizione nelle sue riserve, in questo modo il cambio tenderà presumibilmente a tornare sui valori iniziali.Se però le autorità ,monetarie di un determinato paese non riescono a riequilibrare il tasso di cambio diventa necessario svalutare la moneta nazionale cioè modificare il suo rapporto di cambio rispetto alle altre monete.Questo fenomeno si è verificato nel 1992 quando a causa delle difficoltà economiche del nostro paese,la lira ha subito un forte deprezzamento nei confronti di tutte le altre valute ed è stata costretta addirittura ad uscire dallo S.M.E. Il risanamento economico iniziato in quegli anni ha poi consentito il rientro della lira nello S.M.E. nel novembre del 1996,primo e fondamentale passo per la successiva adesione dell’Italia all’U.E.M. avvenuta il 1°gennaio del 1999 e per l’adozione della moneta unica Europea
UNIONE ECONOMICA E MONETARIA
Dieci anni dopo la creazione del sistema monetario Europeo,nel 1989,il comitato “Delors”presenta un rapporto sulla necessità di arrivare in tempi brevi ad una moneta unica Europea.Con il trattato di Mastricht nel 1992 inizia la vera e propria marcia verso la moneta unica e vengono introdotti nuovi principi per regolare l’attività economica dei paesi dell’Unione.
In particolare un primo principio contenuto nel trattato di Mastricht si riferisce all’Unione economica: tutti gli stati membri devono istaurare una politica economica che si prefigga obiettivi comuni , basata sullo sviluppo di forme di mercato di libera concorrenza.Un secondo principio riguarda l’attuazione di una politica monetaria e valutaria comune,che mira la stabilità dei prezzi.
Il trattato di Mastricht definisce anche le tre fasi per l’attuazione dell’unione economica monetaria:
• 1° fase:inizia nel luglio 1990 e si conclude nel 1993:con essa si realizza la completa libertà di circolazione dei capitali , delle merci , delle persone e vengono introdotte misure di sorveglianza per verificare la situazione economica dei paesi membri in base ai parametri di convergenza economica fissati dal trattato.Per arrivare all’EURO,infatti i paesi partecipanti devono adottare una rigorosa politica monetaria e di bilancio inspirata ai parametri di Mastricht.Essi stabiliscono che ogni paese deve raggiungere:
-Un tasso d’interesse a lungo termine che non superi più del 2% la media dei tassi d’interesse dei tre paesi dell’Unione con quelli più bassi;
-Un tasso d’inflazione interno che non superi più dell’1,5% quello risultante dalla media dei tre paesi dell’unione Europea con inflazione più bassa.
-Un rapporto fra debito complessivo dello stato e il prodotto interno lordo (PIL) non superiore al 60%.
-Un rapporto fra il deficit annuale dello stato e il prodotto interno lordo non superiore al 3%.
-La stabilità del rapporto di cambio con le monete degli altri paesi dell’unione nei due anni precedenti l’inizio dalla 3° fase.
• 2° fase:la seconda fase inizia il 1°Gennaio 1994 e si conclude alla fine del 1998.Vengono ulteriormente intensificati gli sforzi per unificare le politiche economiche nazionali sempre sulla base dei parametri di convergenza fissati da Mastricht.Nel Maggio 1998 avviene la verifica del processo di convergenza delle diverse economie nazionali e il consiglio Europeo indica ufficialmente 11 paesi che soddisfano le condizioni previste dal trattato e che quindi adotteranno l’EURO.I paesi che rimangono fuori dall’U.R.M. sono quattro:Danimarca,Regno Unito e Svezia che decidono per propria volontà di non partecipare,la Grecia invece è stata esclusa perché non è stata in grado di rispettare alcuno dei criteri del trattato di Mastricht.
• 3° fase: la terza fase inizia il 1°Gennaio 1999.La Banca Centrale Europea fissa i tassi di cambio tra le valute degli 11 paesi partecipanti (Lira Italiana) quotato 1936,27 £ al termine di una fase transitoria della durata dei tre anni.Il 1° Gennaio 2002 l’EURO entrerà effettivamente in circolazione, per un ulteriore periodo di due mesi necessario a consentire la sostituzione materiale della moneta circolante,potremo ancora usare le lire.Il passaggio definitivo all’EURO avverrà il 1° Marzo 2002 quando le attuali monete nazionali non avranno più corso legale e dovranno essere ritirate dal mercato.

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