Dante e la Divina Commedia

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Testo

Italiano schema generale fino al 1300 d.C. e Divina Commedia
La Divina Commedia: La Divina commedia ha in anzi tutto due chiavi di lettura una Letteraria e una Allegorica Infatti. Prendendo in esame tutta l’opera possiamo vedere che è formata principalmente su di una grande Allegoria, Dante parla di un viaggio nel mondo dell’aldilà, ma il viaggio non è nel senso stretto della parola infatti il viaggio è spirituale cioè della mente non del corpo. Poi l’opera è formata da altre Allegorie ma sono tutte allegorie specifiche, come le tre fiere, che in senso materiale sono la Lupa, Leone e Lonza, ma in senso allegorico sono i tre peccati universali cioè Lussuria, Superbia e Avidità.
i Canto
La Divina Commedia inizia con l’ingresso di Dante nell’Inferno, infatti, inizia affermando che verso la metà della nostra vita, Dante si allontana dalla via del bene, e inizia un periodo di smarrimento della ragione, in altre parole è nel peccato che è rappresentato nella divina commedia con la selva oscura, dopo aver oltrepassato la selva cioè il peccato Dante si trova ai piedi di un colle ( il colle rappresenta la speranza, la speranza di ritrovare la ragione) ma il colle non è facile da salire perché lungo i suoi pendii vi sono degli ostacoli, in pratica le tre fiere (questo spiega com’è difficile liberarsi dai peccati universali che ormai sono in tutta l’umanità) Dante timoroso verso di loro perde le proprie speranze di uscire dal peccato. Ha salvarlo dall’irreparabile rovina spirituale, giunge il poeta Virgilio, Maestro di retorica e modello di poesia ( la rovina spirituale in senso letterario è di Dante ma in senso allegorico è di tutta l’umanità ). Virgilio mette in guardia Dante dall’avidità, vizio che dilaga in tutta l’umanità, unico capace a opporsi a questa sarà il veltro, un restauratore morale e civile che, bramoso soltanto di sapienza, amore e virtù, riuscirà a cacciarla. Virgilio si offre come guida a Dante che dovrà attraversare i tre regni dell’aldilà per liberarsi dal peccato e raggiungere la grazia divina.
I PARTICOLARI IMPORTANTI DELLA DIVINA COMMEDIA
• La Divina Commedia è in anzi tutto stata scritta da Dante dopo il suo viaggio spirituale nell’oltretomba, questo si vede subito al secondo verso “mi ritrovai in una selva oscura” infatti, Dante usa un passato, questo vuol dire che l’opera è stata fatta dopo il viaggio.
• Il veltro: si riferisce alla persona che dovrà restaurare l’umanità, chi è costui non si sa, ma ci sono diverse ipotesi basate sul verso 105 della Divina Commedia che afferma che il veltro sarà tra feltro e feltro e sono:1) Essendo il feltro una stoffa di scarso valore con cui si facevano gli abiti dei monaci si credeva che fosse una persona religiosa.2)Il feltro era usato per foderare l’interno dell’urna per le elezioni imperiali si credeva che esso fosse l’imperatore vale a dire Arrigo Settimo.3) con il termine feltro si faceva riferimento ad un determinato luogo cioè Montefeltro questo era nelle vicinanze di Urbino e quindi si doveva credere che il veltro sia un potente proprietario terriero (Uccio della Cagiola).
• La differenza tra le anime dell’inferno e quelle del purgatorio, le anime del purgatorio a differenza di quelle dell’inferno si sono pentite dei peccati commessi, mentre quelle dell’inferno no.
• La Divina Commedia è articolata su due piani di lettura, uno soggettivo, cioè la descrizione del viaggio, e uno universale, cioè il significato che vuol trasmettere a tutti, ed è per questo che fino ad oggi studiamo e traduciamo l’opera, per trarre il significato universale importantissimo cioè che il mondo è dominato dalla perdita della ragione e dai peccati cioè dall’avidità.
• Non solo Dante fa uso di allegorie ma è il medioevale, la sua mentalità, che lo porta ad usare delle allegorie dei simboli, questo perché per il medioevale il mondo terreno non è altro che un’immagine imperfetta che anticipa il mondo dell’oltretomba che è l’immagine perfetta del mondo terreno. Questo vale anche nei personaggi dell’opera, ad esempio Beatrice che già nella sua vita terrena preraffigurava quella sua immagine compiuta che noi troveremo nel paradiso.
• Virgilio autore classico scrittore latino che visse alla fine dell’età Cesariana e durante l’età Agustea Autore dell’Eneide (poema che a per protagonista Enea, che era un troiano che scappo all’incendio di Troia che fu espugnata dai greci dopo 10 anni di assedio. Enea parti da Troia e giunse dopo varie pellegrinazioni sulle coste del Lazio conobbe Evandro che gli dette una mano ma si fece anche dei nemici come Turno, con cui poi si batte e vince. Dopo di che si forme Albalonga e Roma in seguito. Per Dante l’Eneide è importante perché lega Roma ai greci). Virgilio è simbolo della ragione (per Dante) guida preziosa per Dante nei due regni, ma quando arrivano al paradiso lo deve abbandonare perché Virgilio aveva si la ragione ma non la fede, perché non credeva in cristo a causa della sua precoce nascita.
I LEGAMI TRA LA DIVINA COMMEDIA E LA STORIA
La Morte di Beatrice aveva Posto Dante in uno stato di smarrimento della ragione, ma non solo Dante era in uno stato di smarrimento della ragione, tutta l’umanità era come lui ,questo era dovuto a delle ragioni politico/spirituali. Dante infatti diceva che per aver una felicità terrena ed una salvezza ultra terrena ci dovevano essere dei presupposti che DIO sia al di sopra di tutto e che ci siano a disposizione dell’umanità due supreme istituzioni l’Imperatore e La Chiesa la prima che abbia il compito di governare l’umanità nella vita terrena e la seconda che prepari l’umanità spiritualmente per la vita ultraterrena, In questo periodo però l’Impero si stava estraniando dalle cose che succedevano in Italia(vuoto di potere politico) mentre la chiesa si stava interessando di questioni politiche che non la riguardavano(nasce la TEOCRAZIA) quindi si apre un conflitto tra chiesa e impero che sfocia nella guerra delle investiture (questo porta alla creazione di nuove istituzioni).
LA SITUAZIONE POLITICA IN ITALIA ALLA FINE DEL 1300 d.C.
Le terre che prima erano del Sacro Romano impero d’oriente cioè la Francia e la Spagna sono diventate monarchie. La situazione in Italia era ben diversa, Infatti l’Italia era divisa in tre parti, il Meridione in cui fino al 1302 governavano Normanni e Angioini ma con il trattato di cartabellata la Sicilia era governata dagli Aragonesi mentre il resto dagli Angioini, il centro in cui governava la chiesa, il settentrione faceva parte dell’impero ma con lo scarso controllo dell’imperatore sorsero altre istituzioni, come i comuni che presero in poco tempo molto potere.
Schema Sintetico
Questo schema rappresenta il pensiero di Dante ( cioè come Dante veda la pace terrena ed ultraterrena)
Situazione nel 1300 d.C.

Esempio



  



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