Analisi dello zinco nei cosmetici

Materie:Appunti
Categoria:Chimica

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Testo

ANALISI DELLO ZINCO NEI COSMETICI
NOTIZIE STORICHE
Lo zinco è noto fin dai tempi molto remoti. Il nome sembra risalga a paracelso. E’ anche presente in molti tessuti degli organismi animali e vegetali. La quantità totale dell’uomo adulto si aggira attorno ai due grammi e le sedi di maggiore accumulo sono il fegato, il timo, il cervello, il pancreas, i muscoli e il sangue, sia nella parte corpuscolata che plasmatica. Il fabbisogno quotidiano è di 10-15 mg.
Occorre sottolineare la particolare importanza dello zinco come metallo enzima, catalizzatore di numerosi meccanismi enzimatici, tra cui ricorderemo la fosfatasi, la catalasi, l’anidrasi carbonica degli eritrociti, la carbossipeptidasi, ecc.
CARATTERISTICHE CHIMICHE E FISICHE
Lo zinco (simbolo chimico Zn e peso atomico: 65,38) appartiene al gruppo II b del sistema periodico degli elementi. E’ un metallo bianco con riflessi azzurri, la cui lucentezza scompare nell’aria, per formazione di uno strato di carbonato basico di zinco. Notevole la sua duttilità e malleabilità. Il punto di fusione è a 433àC e il punto di ebollizione a 950 CC. la densità è di 7,13 g/cm3 . E’ un metallo fortemente elettropositivo, buon conduttore del calore e dell’elettricità. Si scioglie facilmente negli acidi, dando luogo a ioni Zn+ ;mentre in soluzione negli alcali, forma ioni negativi di tetraidrossizincato.
ASSORBIMENTO, METABOLISMO, ELIMINAZIONE
La via di introduzione può essere può essere o quella inalatoria, sotto forma di fumi o di vapori, o quella ingestiva. L’assorbimento per via enterica avviene attraverso la parete del tenue. Sperimentalmente si è così accertato che la quantità così assorbita è di circa 3 – 5%. Il trasporto del metallo nel plasma è possibili in seguito a legami che il metallo contrae con alcune proteine.
L’eliminazione si compie con la bile e quindi con le feci e in piccola quantità, attraverso le urine. Il metabolismo dello zinco è stato studiato mediante l’isotopo radioattivo 65 Zn . una volta introdotto per via venosa esso compare nelle emazie, nel pancreas nel fegato nel rene e nell’ipofisi e viene fissato soprattutto negli eritrociti, nel cervello, nei muscoli e nella cute.
TOSSICOLOGIA
Lo zinco, specie se inalato, è in grado di provocare accessi di . In caso di ingestione, l’azione tossica è a carico della mucosa gastro-enterica, a livello della quale il metallo provoca precipitazioni proteiche.
Lo zinco è ritenuto anche capace di provocare forme carcimatose. Dal punto di vista della tossicologia sperimentale, si debbono ricordare i fenomeni di eritrofagia leucocitaria, determinanti dallo zinco sia nel sangue umano in vitro, che negli animali da esperimento.
La dose media letale (LD50 ) negli animali si aggira intorno ai 200 – 300 mg/Kg.

SINTOMATOLOGIA
I sintomi a tipo accessuale sono quelli caratteristici della “metal fume fever” .Si hanno mialgie,artralgie, brividi diffusi, nausea, vomito, tosse e senso di costrizione alla gola.Si osserva talvolta iperglicemia e in alcuni casi leucocitosi, seguita da leucopenia. La temperatura corporea sale bruscamente a 39 – 40 °C e la febbre dura in genere breve tempo, accompagnata da senso notevole di prostrazione e si risolve con profusa sudorazione e poliuria. Spesso tutto si svolge nello spazio di 24 ore e non si hanno complicazioni di rilievo. L’esistenza di una forma di intossicazione a carattere cronico non è ancora ben definita nel suo quadro nosologico. Nelle forme di intossicazione extraprofessionale, prevale la sintomatologia gastroenterica con nausea, vomito, diarrea, crampi, ecc. le alterazioni cutanee dovute allo zinco e ai suoi sali, specie il cloruro, sono, per l’azione lesiva locale, delle dermatiti da contatto. Si osservano talvolta anche papule e pustole ().
DIAGNOSI
L’anamnesi è determinante per la diagnosi. La ricerca dello zinco nel sangue e nelle urine riesce utile per confermare lo stato di intossicazione. Va ricordato a tal proposito che nell’adulato l’escrezione pro die di zinco si aggira normalmente sui 10 mg con le feci e sui 400 gamma con le urine. Per quanto riguarda gli avvelenamenti non si può parlare dello zinco nei visceri, se la quantità totale non supera almeno il grammo.
Valori di riferimento ematico: Vg/1 0,65-1,22.
PROGNOSI
La prognosi in generale è buona, specie se il soggetto viene allontanato dal rischio. Anche nelle forme acute ( ), benché non esista ancora un trattamento specifico, la prognosi è favorevole.
TRATTAMENTO TERAPEUTICO
La terapia è esclusivamente sintomatica. Nell’intossicazione acuta da ingestione, si pratica gastrolusi con acqua albuminata e si somministrano soluzioni glucosate per ipodermo – fleboclisi. Risultati molto incerti si hanno con i chelanti.

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