Ozono

Materie:Appunti
Categoria:Biologia

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UNA NUOVA MINACCIA: IL “ BUCO “ NELLA FASCIA DELL’OZONO.

Da alcuni anni gli scienziati rilevano una diminuzione della concentrazione d’ozono, gas costituito da molecole d’ossigeno triatomico che, presente negli strati più alti dell’atmosfera, avvolge il pianeta in un sottile involucro intercettando la maggior parte delle RADIAZIONI ULTRAVIOLETTE dannose agli organismi. Fu proprio la formazione dello “ strato dell’ozono “, avvenuta in seguito all’attività dei primi organismi fotosintetici, a consentire che gli esseri viventi abbandonassero le acque marine profonde colonizzando prima le acque di superficie, poi le terre emerse.
Il mantello d’ozono non riveste il pianeta in maniera uniforme, e non è uniforme il suo assottigliamento. Sulle cause di tale assottigliamento si propongono due ipotesi principali: che a provocarlo siano i gas di scarico degli aerei, e che siano i clorofluorocarburi (o CFC), utilizzati come propellenti per spray, nei sistemi refrigeranti (per esempio nei frigoriferi) ecc.; entrambe le ipotesi potrebbero rispondere al vero. Poiché il sistema vivente ha trovato nel mantello d’ozono una protezione contro le frequenze letali dell’ultravioletto solare, e proprio per questo ha potuto occupare gli strati superficiali del mare e le terre emerse, una grave diminuzione dell’ozono provocherebbe danni a gran parte del sistema vivente (nell’uomo sarebbe responsabile, per esempio, di un aumento dei cancri della pelle), tranne a quegli organismi che vivono nei mari, sotto i 10m di profondità.
La prospettiva è così preoccupante che non si possono attendere le conferme sicure delle ipotesi riassunte sin qui, circa le cause dei “ buchi “ nel mantello d’ozono, e circa i loro effetti: esse giungerebbero troppo tardi, dato che i CFC si decompongono molto lentamente, e alcuni di essi in non meno di un secolo.

LA DISPUTA SUL “ BUCO “ DELL’OZONO

L’attenzione degli scienziati al problema della progressive riduzione dello strato dell’ozono nell’atmosfera si è manifestata negli anni 60/70, e si è acuita nel decennio successivo: considerando la fondamentale azione di protezione rispetto ai raggi ultravioletti, dannosi alle cellule, svolta dall’ozonosfera, si è previsto un preoccupante aumento della percentuale di tumori della pelle. Per questo motivo, da qualche anno, medicina e cosmetologia insistono sulla necessità di proteggere la pelle dagli ultravioletti con creme che li filtrano: ma questi provvedimenti non possono venir presi per gli organismi animali e vegetali dai quali dipende l’esistenza della nostra specie.
Negli anni 60, quando ci si accorse del problema e s’identifico nei clorofluorocarburi (CFC) una delle più probabili cause del fenomeno, i CFC venivano impiegati come propellenti nelle bombolette spray, uso nel quale sono facilmente sostituibili.
Alcuni paesi li vietarono, e la loro sostituzione fu intrapresa anche dall’industria d’altri paesi produttrice di bombolette spray, in previsione di un divieto generalizzato a livello internazionale. Eppure l’impiego dei CFC ha continuato ad aumentare, e si è arrivati ad immetterne in atmosfera un milione di tonnellate l’anno. Tale aumento si spiega con il fatto che i CFC hanno trovato anche altri impieghi, tra i quali la pulizia dei componenti elettronici. Solo con la Convenzione di Vienna del 1985 e con il successivo protocollo di Montrèal (1987) si è giunti a stabilire un programma di graduale riduzione dei livelli di produzione di CFC.
Il tentativo di imporre severe restrizioni a livello internazionale nell’uso di CFC si è scontrato con i contrastanti interessi economici e sociali dei vari paesi. Per esempio, nella posizione decisamente favorevole alla messa al bando dei CFC assunta dagli Stati Uniti molti hanno visto, oltre ad una lodevole attenzione verso i problemi ambientali, l’intenzione di creare difficoltà all’industria elettronica giapponese da parte di un concorrente che avrebbe già pronti i sostituti dei CFC.
I Cinesi dal canto loro hanno sollevato un’obiezione d’altro tipo. I CFC vengono usati anche negli impianti di refrigerazione dei frigoriferi: ebbene, il loro paese ha intenzione di aumentare la produzione di frigoriferi per motivi sanitari, cioè per la conservazione di molti farmaci indispensabili e d’alimenti che, soprattutto nelle regioni più calde, si deteriorano in fretta producendo sostanze cancerogene: il numero dei cancri provocati dal deterioramento dei cibi e molto basso nelle regioni temperate e fredde, dove prevalgono i cancri originati dagli inquinamenti industriali, ma è molto elevato nelle regioni temperato/calde, subtropicali, tropicali. Dunque non basta stabilire, come fanno gli scienziati statunitensi, che alla diminuzione dell’1% della concentrazione d’ozono negli strati alti dell’atmosfera corrisponde un incremento del 5% dei cancri della pelle: occorre anche sapere quanti cancri provocano gli ultravioletti non filtrati dall’ozono, e quanti ne provoca il deterioramento dei cibi che sarebbe evitabile con i frigoriferi. La scienza chimica, che ha inventato i prodotti sostitutivi dei CFC adatti alla produzione elettronica, dovrà inventare nuove modalità per il funzionamento dei frigoriferi. Che però siano anche economicamente convenienti, dato che i paesi tropicali e subtropicali sono, per lo più, paesi del terzo mondo, fortemente indebitati con i paesi ricchi e le loro banche.

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