Memoria esplicita e implicita

Materie:Riassunto
Categoria:Biologia

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Testo

MEMORIA EPLICITA E MEMORIA IMPLICITA

Lo studio dei deficit che si riscontrano in alcuni pazienti con lesioni cerebrali ha permesso di localizzare alcune aree del cervello implicate nei meccanismi della memoria.
Un caso molto interessante è stato quello di un paziente che, in seguito alla rimozione di una parte del cervello, non fu più in grado di registrare alcuna nuova informazione nella memoria a lungo termine, pur ricordando perfettamente le cose che erano avvenute prima dell’operazione e avendo una normale memoria a breve termine (quando ad esempio incontrava qualcuno per la prima volta, era in grado di salutarlo e di ricordare il suo nome fintanto che gli parlava, senza alcuna difficoltà).
Egli era per molto aspetti ancora perfettamente in grado di apprendere, ma non riusciva a registrare nuove informazioni che riguardavano persone, luoghi e oggetti: ogni volta che la psicologa che lo seguiva andava da lui non era capace né di riconoscerla né di ricordare come si chiamasse.
Si trattava di un difetto della cosiddetta memoria esplicita che richiede un recupero cosciente dell’immagine di un volto, del nome di una persona, di un oggetto o di un luogo particolare. Altre conoscenze, come le abilità percettive e motorie, sono invece completamente inconsce e fanno parte della memoria implicita. Ad esempio, quando una persona impara a guidare una macchina all’inizio sta molto attenta a ciò che fa, ma dopo un po’ guidare diventa una cosa quasi automatica e non pensa più a ciò che sta facendo.
Questi due sistemi di memorizzazione implicano non solo due sistemi logici, ma anche due sistemi cerebrali differenti.
La memoria esplicita utilizza il sistema medio-temporale al centro del quale si trova l’ippocampo, una componente del sistema limbico, e consente di apprendere velocemente e di acquisire i contenuti di una particolare esperienza proprio mentre la stiamo sperimentando.
Il sistema implicito utilizza il cervelletto e i diversi sistemi moto-sensoriali che sono reclutati di volta in volta per compiti specifici e apprendere molto gradualmente.
Nel caso del nostro paziente era stato rimosso proprio l’ippocampo mentre era rimasto intatto il sistema implicito.
Pare che le conoscenze vengano acquisite inizialmente a livello dell’ippocampo e da questo, ogni volta che si presenta l’occasione per riattivarle, presentate al sistema neocorticale comprendente un insieme di aree della corteccia cerebrale implicate nell’elaborazione e registrazione definitiva. Quest’ultimo apprende solo qualche elemento a ogni successiva esposizione finché, dopo una serie di riattivazioni, le conoscenze vengono trasferite integralmente ad esso.
A quel punto, anche escludendo l’ippocampo, la conoscenza resterà registrata e quindi ricordata poiché è stata stabilmente fissata all’interno del sistema neocorticale.

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