Le teorie sull'origine della specie

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Testo

TEORIA DELL’EVOLUZIONE

Cominciò ad essere concepita dal naturalista Charles Darwin durante un lungo viaggio intorno al mondo (1831) che durò 5 anni, a bordo del brigantino Beagle, grazie al quale ebbe modo di osservare le varie specie animali e vegetali presenti in varie zone del pianeta e a riflettere sulla loro origine.
Importanti per lo sviluppo di questa teoria furono inoltre gli scritti di Charles Lyell che sostenevano che i cambiamenti sono prodotti da lenti e costanti forze naturali nel corso di molti anni.
Anche gli scritti di Malthus fecero la loro parte. Malthus prevedeva che se la popolazione avesse continuato a crescere non ci sarebbe stato più cibo per sfamare tutti.Darwin ne trasse quindi il concetto che il cibo e altri fattori controllano le popolazioni.
“Sull’origine della specie” è il saggio sulla teoria dell’evoluzione pubblicato nel 1859. Si può dire che esso è stato una rivoluzione per il pensiero scientifico.

CONCETTO CHIAVE della teoria dell’evoluzione è la SELEZIONE NATURALE
Secondo la quale è la natura a scegliere gli individui con le caratteristiche ereditarie più favorevoli.
E’ analoga alla selezione artificiale in cui l’uomo sceglie gli esemplari di piante e animali da far riprodurre, in base alle caratteristiche che gli sembrano più utili.
Le variazioni tra individui sono dovute al caso, ossia non sono prodotte dall’ambiente, né da un impulso inconscio, né da un dio. Possono essere più o meno utili a un organismo. La selezione naturale dà la direzione all’evoluzione. Una variazione dovuta al caso che dia a un organismo un vantaggio, per quanto lieve, lo rende più idoneo a lasciare una progenie in grado di sopravvivere più facilmente. Le variazioni fra individui sono alla base del processo evolutivo. Le specie si originano quando le differenze tra gli individui nell’ambito di un gruppo sono gradualmente convertite (nel corso di molte generazioni) in differenze di gruppi. Se questi gruppi si separano e sono sottoposti a pressioni ambientali diverse, si generano organismi così differenti da essere considerati appartenenti a specie distinte.

Prima di Darwin c’era l’idea tradizionale che ogni individuo era stato creato così com’è attualmente e nel luogo dove possiamo trovarlo ai giorni nostri.
Fra gli scienziati invece c’erano diverse teorie:
James Hutton, geologo, fautore della teoria dell’attualismo credeva che la Terra esistesse da moltissimi annie che s fosse modellata attraverso processi lenti (attraverso la forza di vento, acqua, clima).

William Smith fece degli studi sulla stratificazione delle rocce. Ognuno di questi strati conteneva tipi caratteristici di fossili:da qui l’idea che la superficie terrestre si è formata strato dopo strato nel corso del tempo.

Georges Cuvier, paleontologo, sosteneva la teoria delle catastrofi secondo la quale sulla Terra ci sarebbero periodiche catastrofi che elimina le specie preesistenti portandone di nuove. L’ultima catastrofe è quella del diluvio universale. E’ misteriosa però l’origine di queste nuove specie: Cuvier dice solo che esse provengono da luoghi lontani.

Jean Baptiste de Lamarck fece la prima teoria strutturata dell’evoluzione, basata su due principi:
- l’ereditarietà dei caratteri acquisiti (gli organi dei viventi diventano più sviluppati grazie al loro l’esercizio; questi cambiamenti vengono trasmessi ai figli. Esempio: il collo della giraffa);
- l’esistenza di un impulso inconscio degli esseri viventi a una maggiore complessità (fu portato a tale considerazione dallo studio degli organismi unicellulari e degli invertebrati;pensava che essi fossero sulla via dello sviluppo fino a raggiungere un alto grado di complessità).

Esempio



  



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