La pelle: caratteristiche

Materie:Riassunto
Categoria:Biologia
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Testo

Le scimmie sono i nostri parenti più stretti. Le caratteristiche comuni vennero evidenziate gia da Linneo nel ‘700; poi un secolo dopo Darwin sostenne che l’uomo e le scimmie hanno un’origine evolutiva comune.Però quando parliamo di scimmie ci si riferisce alle scimmie antropomorfe, che sono: scimpanzé, gorilla, gibbone e orango. Queste scimmie hanno una vera e propria faccia che ricorda molto quella umana così come la costituzione fisica e la capacità di ruotare la spalla. L’uomo però ha delle caratteristiche esclusive per la nostra specie: l’andatura bipede, il cervello molto sviluppato, il corpo poco peloso. Queste caratteristiche sono nate grazie a milioni di anni di evoluzioni.
L’andatura bipede è dovuta grazie alle particolari caratteristiche del nostro apparato scheletrico e muscolare. Innanzitutto la nostra colonna vertebrale ha un profilo a S, per un’adeguata distribuzione del peso.Il faramen magnum o foro vertebrale situato posteriormente nelle scimmie, è spostato in avanti e si apre alla base del cranio.Il bacino è più largo e robusto e offre un adeguato punto di attacco per i potenti muscoli locomotori degli arti inferiori. I piedi sono specializzati per il mantenimento della posizione eretta e, a differenza dalle scimmie, l’alluce è allineato alle altre dita.
Lo sviluppo del cervello e del volto. Tra il cervello dell’uomo e quello della scimmia c’è una differenza quantitativa, il nostro è tre volte più grande, ma anche qualitativa infatti si è sviluppata molto la corteccia celebrale che si è arricchita di lobi e circonvoluzioni.
La scarsa pelosità A confronto con le scimmie, il nostro corpo appare glabro. In realtà noi abbiamo lo stesso numero di follicolo piliferi di uno scimpanzé, sono sottili e poco evidenti.
L’uomo è un organismo pluricellulare ( 10^14 ).Nell’uomo le cellule si differenziano e si specializzano per compiere determinate funzioni. L’insieme di cellule simili con la stessa funzione prende il nome di tessuto.Ci sono vari tipi di tessuti classificati però in quattro gruppi principali.
Tessuto epiteliale. Caratterizzato da cellule poste sempre molto vicine tra loro, ha funzione di rivestimento e protezione, forma la pelle e le mucose.
Tessuto connettivo costituito da cellule che sono disperse in una sostanza fondamentale Di natura proteica ( Collagene e elastina ); ha una funzione di sostegno. A questo gruppo appartengono: Il tessuto connettivo vero e proprio, il tessuto osseo e il tessuto cartilagineo. E anche il sangue.
Tessuto muscolare Le cellule hanno una forma allungata e sono dette fibre; è capace di contrarsi e di rilasciarsi, quindi di variare la propria lunghezza consentendo i movimenti. Esistono il tessuto muscolare liscio, striato e cardiaco.
Tessuto nervoso formato da cellule con prolungamenti lunghi anche un metro. Trasmette a distanza impulsi nervosi elettrochimici e coordina le funzioni dell’organismo.
Quindi, le cellule sono organizzate in tessuti, i quali a loro volta funzionano insieme in strutture chiamate organi. Gli organi a loro volta fanno parte degli apparati che sono deputati alle funzioni tipiche dell’uomo. Tutti gli apparati sono collegati tra loro e insieme formano l’organismo.
L’organo più esteso e complesso e la pelle. La pelle protegge il nostro corpo dagli agenti infettivi, dai raggi solari e dagli stress ambientali; impedisce la disidratazione. È un organo anche di senso in quanto ha recettori capaci di captare stimoli provenienti dall’ambiente esterno. La pelle assieme agli annessi cutanei forma l’apparato tegumentario. La sua struttura è molto complessa e può essere divisa in tre strati principali.
Esternamente c’è l’epidermide costituita da un tessuto formato da vari strati di cellule piatte . superficialmente l’epitelio forma un rivestimento di cellule morte, lo strato corneo, che si oppone ai batteri e limita le perdite d’acqua, perché impregnato di una sostanza resistente e impermeabile, la cheratina. Questo strato non ha vasi sanguini per il nutrimento delle cellule, le quali devono venire continuamente rinnovate. Lo strato più profondo, detto germinativo, è costituito da cellule vive che proliferano attivamente spingendo le cellule più vecchie verso l’esterno. In questo strato dell’epidermide ci sono le cellule responsabili della melanina, il pigmento che conferisce colore alla pelle e la protegge dagli ultravioletti.
Sotto all’epidermide c’è il derma costituito da tessuto connettivo ed è ricco di fibre elastiche, di capillari sanguini e di recettori sensoriali. Oltre ai follicoli piliferi esso contiene le ghiandole che producono il sudore e quelle del sebo una sostanza oleosa che lubrifica la pelle. Al confine dell’epidermide e del derma c’è uno strato ondulato formato da piccoli avvallamenti e sporgenze. Queste strutture appaiono in superficie sulle mani e sui piedi e costituiscono le cosiddette impronte digitali; che sono un mezzo di identificazione in quanto non esisto due persone con le stesse impronte digitali.
Al di sotto del derma c’è l’ipoderma formato da tessuto connettivo dove ci sono cellule adipose ricche di grasso, con funzione di isolamento termico e di riserva di energetica.
La pelle è molto elastica, essa presenta varie colorazioni dovuta sia alla quantità di melanina, sia alla dilatazione o costrizione dei capillari sanguini: quando si dilatano il colore diventa più intenso, mentre se si contraggono la pelle diventa più pallida.
Attraverso il monitoraggio continuo della temperatura esterna e di quella interna, il nostro organismo è in grado quegli aggiustamenti che servono a mantenere la temperatura corporea stabile intorno ai 37°C. Questa è la temperatura ottimale per l’attività degli enzimi. A temperatura inferiore gli enzimi lavorano ugualmente ma più lentamente, mentre se è più alta, in specifico oltre i 41°C. gli enzimi vengono distrutti dal calore, smettono di funzionare e arriva la morte.
La pelle grazie ai suoi recettori, ai capillari sanguini e alle ghiandole sudoripare da un contributo importante per la regolazione della temperatura corporea. I recettori sensoriali della pelle collaborano con un centro di controllo situato nel cervello, nell’ipotalamo, che registra la temperatura del sangue e invia impulsi nervosi agli organi coinvolti nel meccanismo di regolazione coordinando così la risposta dell’organismo.
Se il corpo si surriscalda, si ha la vasodilatazione dei capillari sanguini della pelle in modo che una maggior parte di sangue affluisca in superficie e le ghiandole producono più sudore che evaporando sottrae calore al corpo. Aumenta anche il ritmo respiratorio. Tutto questo avviene finche il corpo non torna alla temperatura stabilita, e a questo punto il centro ipotalamico smette di inviare impulsi.
Se il corpo si raffredda si ha la vasocostrizione dei capillari sanguini in superficie in modo che il sangue venga deviato verso i tessuti più interni. Cessa la sudorazione. I muscoli scheletrici si contraggono aritmicamente per produrre una maggiore quantità di calore. Questa regolazione è un esempio di omeostasi.
Lo scheletro è una struttura solida che sostiene il corpo, nell’uomo pesa circa 8Kg ed è formato da numerosa ossa in base alla loro forma e grandezza sono divise in: ossa lunghe( degli arti ), ossa piatte ( del cranio ), ossa corte ( della mano, piede ).
Lo scheletro si divide in scheletro assile e scheletro appendicolare. Quello assile è formato dal:
Cranio che è formato dalla scatola cranica che contiene l’encefalo, e dalle ossa della faccia che sono tutte fisse tranne la mandibola.
La colonna vertebrale formata da 33 – 34 7 cervicali, 12 toraciche, 5 lombari, 5 sacrali e 3 – 4 coccigee. Le ultime vertebre sacrali e quelle coccigee si sono fuse in unico osso il coccige. Le vertebre hanno un foro al centro e si sovrappongono incastrandosi perfettamente l’una sull’altra formando un canale che contiene il midollo spinale. Anche se singolarmente i movimenti delle vertebre sono limitati sommati assieme permettono una notevole mobilità del tronco.
Le costole 12 paia di ossa piatte con un estremità che si attacca alle vertebre dorsali e l’altra, solo per le prime 10, allo sterno, mentre le ultime paia sono libere. Costole, sterno e colonna vertebrale formano la gabbia toracica.
Lo scheletro appendicolare è formato dagli arti e dai cinti.
Il cinto scapolare a cui si attaccano le braccia è una struttura mobile formata da due ossa non fissate tra loro. La scapola situata posteriormente, e la clavicola anteriormente.
Il cinto pelvico a cui si attaccano le gambe è una struttura molto robusta formato da tre ossa: ileo, ischio e pube; saldate tra loro e collegate con le vertebre sacrali.
Gli arti superiori e inferiori hanno la stessa struttura di base: un osso lungo che si attacca al cinto( l’omero nel braccio, il femore nella gamba ), due ossa parallele nella parte mediana ( il radio e l’ulna nel braccio, tibia e perone nella gamba ) una serie di numerose ossa nella parte distale ( carpo metacarpo e falangi nel polso e nella mano; tarso metatarso e falangi nel calcagno e nel piede).
La zona in cui due ossa vengono a contatto prende il nome di articolazione. Secondo il movimento che le due ossa riescono a svolgere si hanno: articolazioni mobili come quelle degli arti, semimobili come quelle della colonna vertebrale e fisse come quelle del cranio.
Nelle articolazioni mobili e semimobili sono tenute insieme da fasce robuste di tessuto connettivo dette legamenti.
Le ossa sono formate per la maggior parte da un tessuto connettivo, il tessuto osseo, formato da cellule dette osteociti immerse in una sostanza fondamentale prodotta dalle cellule stesse. Questa è composta da fibre di collagene e da sali minerali; in particolare carbonato e fosfato che impregnano la proteina e danno robustezza l’osso.
Nel complesso le ossa sono strutture robuste ma piuttosto leggere a causa degli spazi vuoti. È stato calcolato che se le ossa fossero piene noi peseremo quattro volte il nostro peso. Un’altra caratteristica delle ossa è che la loro struttura viene continuamente distrutta e ricostruita. Questo processo avviene per l’utilizzo delle ossa come banca del calcio.il calcio è un elemento molto importante che interviene in numerosi processi. ; nelle ossa è immagazzinata una grande quantità di calcio a cui gli altri tessuti e organi del corpo possono attingere in caso di necessità.
Esaminando la struttura di un osso lungo, il femore, ci accorgiamo che la struttura è tale da conferire il massimo della resistenza con il minimo peso. Il femore è formato da una parte centrale allungata, diafisi, formata da tessuto osseo compatto e da un epifisi ad ogni estremità. Le epifisi sono formate all’esterno da tessuto osseo compatto e all’interno da tessuto osseo spugnoso sempre resistente ma più leggere, perché poroso. La diafisi, che all’interno è cava, contiene il midollo osseo giallo; un tessuto ricco di grasso nel tessuto spugnoso vi è invece il midollo osseo rosso, specializzato nella formazione delle cellule del sangue. L’osso è attraversato da una fitta rete di canali di Havers percorsi dai vasi sanguini e dai nervi, che collegano fra loro e porta nutrimento a tutte le cellule che lo formano. Esternamente è rivestito dal periostio una membrana con un reticolo di vasi sanguini e nervi. Le estremità sono rivestite dalla cartilagine che protegge l’osso dallo sfregamento durante i movimenti.
Le ossa inoltre servono come punto di attacco per i muscoli scheletrici.
Gli oltre 600 muscoli scheletrici dell’uomo contraendosi permettono lo spostamento dei segmenti ossei su cui sono inseriti. Sono dei muscoli volontari perché regolati volontariamente dall’attività del sistema nervoso centrale. La loro massa costituisce il 40% del nostro corpo. Questi muscoli sono ancorati alle ossa grazie ai tendini, strisce di tessuto connettivo molto resistente, ma non elastico. Quando le estremità di un muscolo sono ancorate su due ossa diverse, la contrazione muscolare provoca il movimento di una delle due. I muscoli lavorano in coppia nelle quali è detto agonista il muscolo che concorre ad una determinata azione ed è detto antagonista quello che ha azione contraria. Il movimento compiuto da un muscolo può essere flessore, quando avvicina due segmenti ossei, o estensore quando allontana due segmenti ossei. I muscoli scheletrici non sono mai completamente rilassati, ma sempre in uno stato di leggera tensione, detto tono muscolare, dovuto ad una costante stimolazione dei muscoli da parte del sistema nervoso. Poi esistono muscoli che non interagiscono con lo scheletro. Ad esempio sotto la pelle della faccia ci sono un numero limitato di muscoli striati che non hanno rapporti con le ossa: sono muscoli mimici che con le loro contrazioni fanno assumere al viso diverse espressioni. Altri muscoli senza rapporti con lo scheletro sono i muscoli lisci quelli privi della striatura presente nei muscoli scheletrici, e il muscolo cardiaco. I muscoli lisci sono anche detti involontari perché agiscono al di fuori del nostro controllo cosciente e si trovano negli organi interni. Questi muscoli si contraggono e si rilasciano lentamente. Il muscolo cardiaco che si trova solo nel cuore ha caratteristiche intermedie: è un muscolo striato come quelli scheletrici, ma è involontario.
COME SI COMTRAGGONO I MUSCOLI
La contrazione del muscolo, è dovuto allo scorrimento dei filamenti di actina che, nella contrazione, s’insinuano più profondamente tra i filamenti di miosina. Questo scorrimento provoca l’accorciamento del sacromero ( zona compresa tra due linee Z ). La contrazione è regolata dagli ioni calcio. In condizioni di riposo la concentrazione di questi ioni è bassa e miosina e actina non sono agganciate. La contrazione inizia quando un impulso nervoso arriva al muscolo dalla placca neuromuscolare; all’arrivo dell’impulso vi è il rilascio del calcio dal reticolo endoplasmatico. Il calcio altera la formazione delle proteine in modo da favorire le il loro aggancio. A stimolo cessato, gli ioni calcio sono catturati dal reticolo, la miosina si dissocia dall’actina e il sacromero torna alla lunghezza originale determinando il rilassamento del muscolo.
La contrazione muscolare richiede una grossa quantità di energia. Le cellule muscolari sono ricche di mitocondri e ricevono l’energia dalle molecole di ATP. Per la formazione di questo ATP le cellule necessitano di glucosio e ossigeno che arrivano al muscolo attraverso il sangue. Quando il rifornimento di ossigeno non è sufficiente ( si ha un debito di ossigeno ) dalla demolizione di glucosio in assenza di ossigeno si ha per fermentazione acido lattico che rende il muscolo dolorante.
Le reazioni chimiche che avvengono nella respirazione cellulare producono, oltre al lavoro dei muscoli, calore. Quindi un muscolo in attività diventa caldo e il calore viene portato via dal sangue e distribuite alle altre pareti del corpo.
La testa e il collo nella testa si trova gran parte del sistema nervoso centrale: cervello, cervelletto, e midollo allungato o bulbo. Ad esso sono collegati anche gli organi di senso della vista e dell’udito. Nella parte inferiore della testa troviamo la parte iniziale dell’apparato respiratorio e digerente; naso e bocca con altri due organi di senso olfatto e gusto.
Il primo tratto delle vie respiratorie è parzialmente comune con il primo tratto delle vie digerenti, con la faringe, nel collo le vie digerenti e quelle respiratorie decorrono parallele dietro di loro troviamo la colonna vertebrale a cui si saldano i muscoli che muovono la testa.
Il torace nel torace troviamo la cavità toracica, delimitata dalla colonna vertebrale e dalle costole che si saldano nel mezzo allo sterno. Nella cavità toracica troviamo i polmoni e il cuore: quest’ultimo è leggermente spostato verso sinistra. Posteriormente passano tre condotti: la trachea, in cui passa l’aria; l’esofago in cui passa il cibo; e l’arteria aorta in cui passa il sangue pompato dal ventricolo sinistro. Questa cavità è separata dalla cavità muscolare da un muscolo il diaframma.
L’addome nell’addome troviamo la cavità addominale delimitata posteriormente dalla colonna vertebrale e dalle ossa del bacino. La parte anteriore è fatta da vari strati di muscoli, i muscoli addominali. Nella cavità addominale è situato gran parte dell’apparato digerente. Lo stomaco si trova a sinistra sotto il diaframma, nascosto parzialmente dal fegato il quale si trova anche esso sotto il diaframma prevalentemente a destra. Trasversalmente troviamo il pancreas che alla fine è in contatto con la milza che si trova a sinistra.
Nella parte bassa di questa cavità troviamo gli organi genitali femminili: le ovaie e l’utero. Gli organi genitali maschili, a parte la prostata, invece sono esterni. Poi troviamo anche i reni disposti ai lati della colonna vertebrale posteriormente. La vescica si trova anteriormente in basso.

Esempio



  


  1. francesca

    anatomia e fisiologia della cute

  2. eleonora

    sto cercando anatomia e fisiologia della cute per tesi chirurgica

  3. Ziarre

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