La clonazione

Materie:Appunti
Categoria:Biologia

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La Clonazione
Il termine "clonazione"deriva dal greco Klon=germoglio. In biologia indica la possibilità di "duplicare" il patrimonio genetico di qualsiasi essere vivente. Si possono duplicare virus, batteri, molecole, microrganismi e perfino piante, animali e uomini. Anche se non tutti lo sanno, una buona parte della verdura che consumiamo è clonata, i coltivatori comprano delle piantine prodotte per clonazione; ottenuta una piantina il cui gusto, colore e forma è soddisfacente essa viene duplicata tante volte quanto si vuole. Allo stesso modo possono essere clonati gli animali. La prima clonazione di animali ottenuta con successo è stata quella delle rane (1951), per la relativa facilità di monitoraggio di tutto il processo riproduttivo.
La rana, in una singola ovulazione produce circa 2000 ovuli, che, fecondati, danno origini ad embrioni fuori dal loro corpo, più precisamente in stagni e pozzanghere. Ciò ha permesso allo sperimentatore di osservare con più facilità le tappe evolutive dell'embrione, che oltretutto matura in forme non troppo dissimili da quelle umane, e cioè con cervello, occhi, fegato ed altri organi.
Nel 1979 è stata realizzata la clonazione di mammiferi attraverso la formazione multipla di embrioni da uno solo. L'embrione che si forma quando ovulo e spermatozoo si incontrano, all'inizio è monocellulare, ma subito dopo si moltiplica spezzandosi in due cellule, poi quattro, otto, sedici, trentadue, ecc. Queste cellule che sono chiamate blastomeri, sono tutte geneticamente identiche e quindi hanno le medesime caratteristiche. Se una di queste cellule viene separata dalle altre, essa darà origine ad un nuovo embrione che sarà identico a quello da cui si è staccato. Questo è ciò che avviene spontaneamente in natura nel caso dei gemelli identici.
La tecnica di clonazione per separazione dei blastomeri, è stata applicata sull'uomo.
Nel 1993, Jerry Hall e Robert Stillman, due ricercatori del dipartimento di ostetrica e ginecologia della George Washington University annunciarono la clonazione di diciassette embrioni umani.
Nel 1997, attraverso una metodica che riesce a duplicare non semplicemente cellule embrionali, ma cellule adulte e senza alcun intervento di spermatozoi è stata clonata la pecora scozzese Dolly.
La clonazione animale viene effettuata per varie ragioni:
1. Produzione in serie di animali transgenici;
2. Produzione di animali fatti nascere già affetti da determinate malattie;
3. Sperimentazione clinica di farmaci;
4. Produzione di animali per l'alimentazione, da compagnia, da pelliccia, di specie in via d'estinzione.

Personalmente non avevo più sentito parlare della clonazione dai tempi della pecora Dolly, ma è di qualche mese fa una notizia destinata a far discutere: il governo britannico, presieduto dal laburista Tony Blair, sarebbe pronto a dare il via libera alla clonazione umana, per fini terapeutici.
La sperimentazione, avrebbe l'obbiettivo di sviluppare tessuti "di ricambio" per malati. Resterebbe proibito, invece, sfruttare la clonazione umana per avere un figlio.
Nelle altre nazioni non esistono, allo stato attuale, normative che sanciscano precise sanzioni al divieto di clonazione.
In Italia è allo studio del Ministero della Sanità, la definizione ci una disciplina legislativa del settore. Il ministro della sanità, ha emanato un'Ordinanza che prevede l'assoluto divieto di pratiche di clonazione animale e umana.
La Pontificia Accademia per la Vita, ritiene che la clonazione umana sia:
1. Immorale per l'arbitraria finalizzazione del corpo umano (ormai considerato come una macchina costituita da pezzi) a puro strumento di ricerca.
2. Sbagliata, perchè anche nel caso dell'essere clonato, siamo pur sempre in presenza di un "uomo" sebbene allo stato embrionale.
Nella prospettiva cattolica, la clonazione rappresenta un'offesa all'ordine della natura. Il desiderio di chi richiede la clonazione e l'intervento tecnico, si sostituirebbero infatti, alla volontà del Creatore.
L'Organizzazione Mondiale della Sanità ritiene che la clonazione umana non sia accettato dal punto di vista etico perchè in contrasto con il rispetto della dignità della persona.
Il Parlamento Europeo ha espresso la sua ferma condanna, ritenendo che la clonazione degli esseri umani rappresenta una grande violazione del principio di parità degli esseri umani permettendo una selezione razzista della specie umana. Infatti, chi stabilirebbe gli standars (altezza, colore, pese, etc.) per definire quale tipo di uomo è migliore?
Io, sono fermamente contraria alla clonazione per vari motivi.
Anzitutto, manipolare un essere umano nei suoi primi stadi vitali, per ricavarne il materiale biologico necessario alla sperimentazione, determinando così la sua uccisione, contraddice palesemente l'obiettivo di salvare la vita (o di curare malattie) di altri esseri umani.
Inoltre sarebbe contraddetta la legge italiana: "Tutto ciò che concerne il porre fine alla vita di un essere umano è vietato", questo indipendentemente dallo stadio di crescita raggiunto.
Infine, la clonazione umana, stravolge la figura stessa del "genitore" ridotto al rango di "prestatore" di materiale biologico con il quale generare un figlio destinato ad essere usato come fornitore di organi e tessuti di ricambio.
Concludo dicendo che, la civiltà occidentale, che ha saputo emanciparsi dalle discriminazioni razziali ed ha sancito il diritto di ogni essere umano ad essere trattato come un membro della famiglia umana, indipendentemente dalle sue condizioni di salute, età, stato sociale, rischia ora di permettere l'avvento di nuove barbarie.
In ogni caso, penso che l'uomo non può e non deve in alcun modo sostituirsi al Creatore: l'episodio biblico della Torre di Babele, deve essere esemplificativo dei rischi che l'uomo corre quando persegue il suo delirio di onnipotenza: di mostruosità ne ha già compiute troppe nel corso dei secoli.

Giulia Scerrato 3’I Scuola Fracco

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