L'udito

Materie:Appunti
Categoria:Biologia

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Testo

L’organo dell’udito è costituito dall’orecchio, che raccoglie le sensazioni acustiche prodotte da vibrazioni dell’atmosfera. La capacità di analisi dei suoni da parte dell’orecchio è notevolissima e si esercita su di una gamma di vibrazioni assai estesa. In media un orecchio normale può “sentire” vibrazioni che vanno da 32 a 20.000 al secondo. La meravigliosa sensibilità dell’udito è strettamente legata alla perfezione dei meccanismi che presiedono alla percezione dei suoni.
L’orecchio, anatomicamente parlando, comprende tre parti distinte: l’orecchio esterno, l’orecchio medio e l’orecchio interno. I primi due sono destinati alla trasmissione, il terzo alla ricezione dei suoni e dei rumori.
L’orecchio esterno è composto dal padiglione dell’orecchio e dal condotto uditivo esterno.
La maggior parte degli animali possiede un organo mobile, a forma di conca più o meno allungata, che serve per captare i suoni e localizzarne esattamente la provenienza. Questo organo si chiama padiglione. Il padiglione è l’unico segno esterno dell’organo dell’udito ed ha un’importanza decisamente inferiore alle altre parti dell’orecchio. Si ammette, al massimo, che esso possa concentrare i suoni e convogliarli quindi verso il condotto uditivo.
Il condotto uditivo esterno è rappresentato da un canale che si apre nel mezzo del padiglione con un orifizio quasi circolare. Nell’adulto il condotto uditivo, di forma quasi cilindrica, misura da 7 a 8 millimetri di diametro e ha una lunghezza di 25 millimetri. La funzione del condotto uditivo esterno è essenzialmente quella di proteggere la membrana del timpano, che ne chiude l’estremità interna. Tale protezione è resa possibile dalla ristrettezza del condotto, dal cerume, una sostanza giallastra e densa, secreta dalle ghiandole ceruminose.

È una formazione arrotondata e con la sommità rivolta verso l’esterno, che chiude ermeticamente il fondo del canale uditivo esterno e isola completamente l’orecchio medio.
Il timpano ha una superficie di circa 85 millimetri quadrati. Le sue fibre hanno due caratteristiche fondamentali: sono sufficientemente rigide per vibrare quando vengono raggiunte dalle onde sonore, ma sono però anche abbastanza elastiche per deformarsi.
Al di là della membrana del timpano comincia l’orecchio medio, costituito principalmente dalla cassa del timpano, una piccola camera d’aria a forma di parallelepipedo scavata nell’osso temporale.
Nella cassa del timpano si trova la catena degli ossicini, composta dal martello, l’incudine e la staffa. Sono ossicini di dimensione estremamente ridotte, come si può semplicemente arguire dal loro peso: il martello, 22 milligrammi, l’incudine 27 mg.; la staffa 2,5 mg. Gli ossicini sono legati tra loro e alle pareti della cassa mediante legamenti che ne permettono però alcuni movimenti.
Il martello, il cui nome deriva dalla forma caratteristica, è l’osso più esterno della catena. Con il manico si inserisce intimamente nella membrana del timpano, ne riceve le vibrazioni, provocate dall’onda sonora che colpisce la faccia esterna della membrana, e le trasmette all’incudine. L’incudine, l’osso più grande della catena, funge da intermediario e trasmette le vibrazione alla staffa. Quest’ultimo ossicino è incastrato in un’apertura, la finestra ovale, attraverso la quale le vibrazioni giungono all’orecchio interno.
Nell’orecchio medio vi è una seconda apertura, la finestra rotonda, chiusa da una membrana e comunicante con la chiocciola.
La cassa timpanica comunica con l’esterno mediante la tromba di Eustachio, un canale che si apre con l’orifizio superiore nella cassa e con quello inferiore nella parte alta della faringe, posteriormente al velo palatino. Il compito della treomba di Eustachio è molto importante. Affinché l’orecchio media possa trasmettere perfettamente i suoni, occorre che la pressione dell’aria sia uguale sulle due faccie della membrana timpanica. Sulla faccia esterna del timpano, in contatto con l’aria esterna, vi è una pressione che è quella atmosferica. Sulla faccia interna invece, qualora non vi fosse comunicazione con la faringe, si eserciterebbe solo la pressione dell’aria contenuta nella cassa, che è inferiore a quella atmosferica. La tromba di Eustachio non è altro che una presa d’aria, che ha il compito di eguagliare le due pressioni esercitate sul timpano. Essa è chiusa da uno sfintere muscolare, che si apre ad ogni deglutizione. Quando il meccanismo non si svolge alla perfezione e si ha uno squilibrio di pressione sulle due facce del timpano, è facile avvertire disturbi all’udito, come avviene nel corso di ascensioni in montagna o durante un viaggio in aereo. Nella cassa del timpano esistono anche due piccoli muscoli: il muscolo del martello ed il muscolo della staffa. La contrazione dei due muscoli fa variare la tensione del timpano e il grado di penetrazione della staffa nella finestra ovale.

L’orecchio interno è composto da una parte uditiva, la coclea o chiocciola, e dal labirinto. Quest’ultima formazione comprende :il sacculo, l’utricolo, i canali semicircolari. La coclea è lunga circa 35 millimetri. È costituita da un tubo, il modiolo, che inizialmente è rettilineo, poi si avvolge su se stesso a spirale. Complessivamente la coclea ha la forma di un cono. Nell’asse del cono si raccolgono le fibre del nervo uditivo, che escono dalla base del cono e si riuniscono con le fibre della branca vestibolare a formare il nervo acustico vero e proprio.
Dalla parete più interna del modiolo si stacca una lamina ossea che si porta fino a 2\3 del diametro, la lamina spirale. Essa suddivide il tubo cocleare nella sua lunghezza in due parti :la rampa timpanica inferiore e la rampa vestibolare superiore. A sua volta la rampa vestibolare è divisa in due dalla membrana vestibolare che separa la rampa vestibolare vera e propria dalla rampa media.
La rampa media è ripiena di un liquido, l’endolinfa nel quale si trova immerso lo organo udito, l’organo del Corti.
La rampa vestibolare è separata dalla cassa timpanica dalla finestra ovale, la rampa timpanica dalla finestra rotonda.
Le formazioni labirintiche sono invece scavate dell’osso temporale (labirinto osseo). Nel labirinto osseo si trova un labirinto membranoso che ne riproduce la forma.
Il compito più importante di queste formazione consiste nell’informare i centri del cervello sulla postazione del capo e su i suoi spostamenti :esse presiedono cioè all’equilibrio del corpo.
L’organo del Corti è il vero organo sensoriale, che trasforma le onde sonore in stimolazione nervosa. È composto da cellule sensoriali, sostenute da un gruppo di cellule di sostegno e da due pilastri, i pilastri del Corti. Le cellule sensoriali sono disposte verticalmente e presentano alla loro sommità delle ciglia. Al di sopra delle ciglia si estende una membrana, chiamata membrana tectoria. Ciglia e membrana tectoria entrano a contatto ogniqualvolta un’onda sonora raggiunge l’orecchio interno, trasmessavi dall’endolinfa :si origina così la stimolazione nervosa uditiva che, dalle terminazioni del nervo cocleare (che si ramificano sulle cellule sensoriali dell’organo del Corti), viene condotta al cervello.
L’onda sonora si inoltra lungo il condotto uditivo esterno fino a raggiungere la membrana del timpano.
La membrana timpanica vibra e trasmette questa sua vibrazione alla catena degli ossicini . è probabile che questo avvenga solo per i suoni bassi, mentre quelli acuti vengono trasmessi dalle vibrazioni dell’aria all’orecchio (l’orecchio medio è una camera d’aria). La supposizione è confermata dal fatto che nell’otite media, quando la trasmissione delle vibrazione attraverso la catena degli ossicini non è più possibile, perché sono distrutte o anchilosate le articolazioni, la deficienza di udito riguarda soprattutto i suoni di tono basso.
La staffa, ultima della catena degli ossicini, trasmette le vibrazioni alla finestra ovale, la quale segue fedelmente tutte le oscillazioni della membrana timpanica e le trasmette ai liquidi che si trovano nell’orecchio medio.
Secondo i suoni che riceve, la staffa si comporta in modo diverso, aumentando o diminuendo la pressione verso la finestra ovale. In tal modo è possibile proteggere la coclea da rumori troppo violenti o aumentare l’acutezza uditiva per suoni debolissimi.
La vibrazione sonora provoca uno spostamento dei liquidi contenuti nelle rampe cocleari. La vibrazione si propaga alla membrana basilare e alle cellule del Corti che, oscillando in senso perpendicolare alla membrana basilare, vanno ad urtare con le ciglia contro la membrana tectoria. Si crea così un’eccitazione nervosa che, tramite il nervo cocleare, viene trasmessa alla corteccia cerebrale, dove è trasformate in sensazione acustica.
Nell’orecchio interno, posteriormente alla chiocciola, hanno sede le strutture anatomiche costituenti l’apparato vestibolare, formato da canali semicircolari, dall’utricolo e dal sacculo. I canali semicircolari, sono scavati nell’osso e comunicano, ciascuno mediante due orifizi, con la cavità ellittica irregolare detta vestibolo al di sotto della parte interna del timpano. Si distinguono: il canale semicircolare superiore, disposto su un piano frontale; il canale semicircolare laterale, disposto su un piano orizzontale; il canale semicircolare posteriore, disposto su un piano sagittale. Nell’interno di ciascun canale osseo è posto il canale membranoso, che si continua ai due estremi con la cavità utricolare, che assume una posizione eccentrica sulla superficie convessa del canale osseo e che possiede ad una estremità una dilatazione detta ampolla. Nell’ampolla si trova la cresta ampollare con le cellule neurosensoriali. La cresta ha la forma di una sella ed è orientata perpendicolarmente al decorso del canale semicircolare. Alla cresta è sovrapposta la cupola, spessa circa 1 mm, che raggiunge il tetto dell’ampolla. Nel complesso la cresta e la cupola costituiscono un diaframma incernierato sul pavimento della cavità ampollare, che separa in due parti il lume del canale e oscilla e si deforma ad opera dei moti del liquido contenuto nell’interno dei canali membranosi. Il lume di questi canali è un terzo di quelli ossei che hanno un diametro di circa 1.2 mm.
L’utricolo è un sacchetto della lunghezza di circa 6 mm posto all’interno del vestibolo osseo e comunicante con i canali semicircolari membranosi. Il sacculo è una formazione appiattita e rotondeggiante, collegata con il dotto cocleare mediante il canale reuniente e con l’utricolo per mezzo del canale utricolosacculare. Dalla parete posteriore del sacculo si diparte un sottile canalino, il dotto endolinfatico, che passando attraverso l’acquedotto del vestibolo raggiunge la superficie posteriore della piramide dell’osso temporale.
Nel sacculo e nell’utricolo vi sono le rispettive macule, costituite da cellule di sostegno, da due tipi di cellule sensoriali su cui poggia la membrana otolitica e gli otoliti formati da un gran numero di cristalli di carbonato di calcio.
La funzione dell’apparato vestibolare è quella di garantire l’orientamento nello spazio nel quale l’uomo vive normalmente e cioè nel campo della gravità terrestre. Tale funzione si realizza mediante la possibilità dei componenti l’apparato vestibolare di reagire a tutti i tipi di accelerazione. Perché si abbia un’accelerazione il corpo è necessario che il corpo umano sia sottoposto a una variazione di velocità o a una variazione di direzione di moto: nel primo caso si avrà l’applicazione di un’accelerazione lineare, nel secondo caso l’applicazione di un’accelerazione angolare o rotatoria. L’accelerazione lineare come quella di gravità agisce elettivamente sulle strutture utricolo – sacculari. Le accelerazioni agenti in linea retta dall’avanti all’indietro o viceversa, da destra verso sinistra o viceversa,dall’alto in basso o viceversa agiscono sugli otoliti provocando spostamenti che generano stimoli meccanici sulle cellule dell’epitelio sensoriale. Gli otoliti sono sollecitati a muoversi anche per azione di forze lineari che agiscono obliquamente ai tre piani fondamentali dello spazio (orizzontale, verticale, sagittale). Le accelerazioni angolari agiscono elettivamente sui canali semicircolari, ponendo in movimento i liquidi endolabirintici i quali, attraverso lo spostamento delle cupole ampollari, stimolano le cellule sensoriali contenute nelle creste ampollari. Tutte le forze accelerative agenti sull’apparato vestibolare, siano angolari o lineari, provocano effetti meccanici al livello dell’epitelio sensoriale in entrambi i lati dell’orecchio interno. È quindi necessario che le informazioni che gli epiteli sensoriali inviano al sistema nervoso centrale vengano raccolte ed elaborate a livello dei nuclei vetibolari e della sostanza reticolare, al fine ultimo di fornire tutti quegli stimoli necessari al mantenimento dell’equilibrio corporeo. Tali stimoli, infatti, in condizioni fisiologiche modificano il tono muscolare e inducono sensazioni idonee alla regolazione dell’equilibrio ed alla costituzione della sensibilità spaziale.

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