L'apparato riproduttore

Materie:Appunti
Categoria:Biologia

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Testo

Fecondazione
Fusione di due gameti e del loro patrimonio genetico, con formazione di uno zigote dal quale si sviluppa un nuovo individuo. Essa si verifica nel corso della riproduzione sessuale. Tale processo permette di ripristinare, in quella che rappresenta la prima cellula del nuovo individuo, il numero di cromosomi tipico della specie, che nei gameti risulta dimezzato.
Sterilità
Incapacità di procreare. È fisiologica nella donna, prima della pubertà e dopo la menopausa. La sterilità va distinta dall'infertilità, che per la donna è l'incapacità di portare avanti la gravidanza fino al momento in cui il feto è in grado di sopravvivere fuori dall'utero, mentre per l'uomo indica l'insufficienza del liquido seminale. In circa il 90% dei casi i medici riescono a determinare perché una coppia non riesce a procreare e in circa la metà di questi l'infertilità può essere corretta. Ogni 100 casi, circa 40 sono dovuti a problemi della donna, da 30 a 50 a problemi dell'uomo, e i restanti a condizioni presenti in entrambi i partner, le quali interagiscono causando sterilità.
Cause
Durante il rapporto sessuale, gli spermatozoi vengono depositati in fondo alla vagina, vicino al collo dell'utero. Gli spermatozoi, passando attraverso il muco cervicale, entrano nell'utero e risalgono le tube di Falloppio, dove può avere luogo la fecondazione. Se questa avviene e tutte le condizioni sono favorevoli, l'ovulo fecondato si impianta nel rivestimento interno dell'utero, dando così inizio alla gravidanza. Una disfunzione o un ostacolo in qualunque punto di questo processo possono impedire che avvenga la gravidanza.
La sterilità può avere molte cause, che vanno da anomalie ormonali o strutturali, a malattie, all'abuso di alcol e droghe, fino all'uso di alcuni metodi di contraccezione. Il problema può verificarsi in qualunque punto del processo riproduttivo. Spesso le condizioni che contribuiscono all'infertilità sono temporanee o reversibili, come la malnutrizione, la febbre alta associata a malattia o l'affaticamento cronico.
Nelle donne la causa più frequente di sterilità è la mancata ovulazione, seguita dal blocco delle tube di Falloppio. La sterilità maschile è meno conosciuta, poiché fino a tempi recenti si riteneva che gli uomini fossero comunque fertili se erano in grado di avere un rapporto sessuale e per questo la ricerca sulla fertilità ha a lungo privilegiato i problemi femminili. Comunque, la maggiore causa di sterilità fra gli uomini è la produzione di un numero insufficiente di spermatozoi.
I dati indicano che l'incidenza della sterilità è in aumento. Questo può essere parzialmente spiegato dal fatto che vi è un maggior numero di coppie che chiede assistenza medica, essendo oggi noto che la sterilità è spesso curabile. I medici (in genere, ginecologi per le donne e urologi e andrologi per gli uomini) citano inoltre le seguenti possibili cause dell'aumento: la recente crescita dell'incidenza delle malattie a trasmissione sessuale che, se non trattate, possono danneggiare gravemente l'apparato riproduttivo maschile e femminile e la diffusione delle pillole anticoncezionali e della spirale (dispositivo intrauterino), che dopo il loro uso possono determinare sterilità sia temporanea che permanente.
Altri medici collegano l'aumento dei casi di sterilità alla tendenza a ritardare la gravidanza, spesso finché la donna ha superato i 30 anni. La massima fertilità della donna viene, infatti, raggiunta fra i 18 e i 25 anni circa; al termine di questo periodo si verifica un lento declino fino ai 35 anni, poi un declino più deciso fino ai 49 e infine una rapida caduta fino alla menopausa. Il declino della fertilità maschile non è rapido e non ha un termine preciso, ma un uomo di 50 anni è probabilmente meno fertile di uno di 25 o 30.
Apparato riproduttore
Gli organi riproduttivi maschili comprendono il pene e lo scroto, i testicoli, i dotti spermatici con le ghiandole annesse.
Apparato riproduttore maschile
Il pene e lo scroto costituiscono le parti esterne e visibili dell’apparato riproduttore maschile. Il pene, organo di forma cilindrica, è attraversato dall’uretra, un condotto in cui fluisce sia l’urina sia lo sperma, fluido in cui si trovano gli spermatozoi. Il pene, normalmente flaccido, può inturgidirsi (tumescenza) in condizione di eccitazione sessuale, per effetto di un accumulo di sangue arterioso entro tre strutture tubulari (i due corpi cavernosi e il corpo spongioso) in esso presenti. Ciò permette lo svolgimento della funzione copulatrice del pene, e la deposizione dello sperma all’interno delle vie genitali femminili. Alla base del pene si trova la borsa dello scroto, una sorta di tasca cutanea all’interno della quale si trovano le due gonadi maschili, i testicoli. Lo scroto pende dalla superficie corporea, in modo che i testicoli si trovino a una temperatura di circa 35 °C, più bassa di quella corporea, il che è necessario per la loro fisiologia. La temperatura più bassa, infatti, permette una maturazione ottimale delle cellule riproduttive maschili (spermatozoi) che vengono prodotte nei tubuli seminiferi dei testicoli.
In ciascun testicolo, rivestito dalla membrana albuginea, vengono continuamente prodotti molti milioni di spermatozoi, questi si riversano all’interno di un canale detto epididimo. Da qui parte un canale deferente, la cui lunghezza può raggiungere i 40 cm, che sbocca in un dotto eiaculatore, il quale confluisce nell’uretra. A ciascun deferente è connessa una vescicola seminale, che ha la funzione di immagazzinare gli spermatozoi prima dell’emissione dello sperma (eiaculazione). Le vescicole seminali producono una secrezione in cui sono presenti fruttosio e prostaglandine. Ai canali deferenti si collega anche la prostata, ghiandola che secerne un liquido alcalino che serve a neutralizzare l’acidità dell’ambiente vaginale. Le due piccole ghiandole di Cowper, o ghiandole bulbo-uretrali, poste una per lato alla base dell’uretra, producono una secrezione mucosa trasparente che svolge un’azione lubrificante del pene al momento del rapporto sessuale e favorisce la progressione degli spermatozoi.
ìApparato Riproduttore Femminile
Gli organi riproduttivi femminili comprendono la vulva, la vagina, le ovaie, le tube di Falloppio e l’utero. Essi si trovano nella parte inferiore della cavità del bacino e sono disposti anteriormente rispetto agli organi dell’apparato digerente.
La vulva costituisce la parte esterna dell’apparato femminile, e protegge lo sbocco delle vie urinarie e genitali. Essa è formata da due grandi labbra, pliche cutanee tra loro parallele disposte in senso antero-posteriore, che dalla pubertà si ricoprono di peli; all’interno di queste, si trovano due piccole labbra, che anteriormente si congiungono e proteggono il clitoride. Questo è un organo di piccole dimensioni ricco di terminazioni nervose e pertanto molto sensibile; esso è dotato di capacità erettile. Nella vulva sboccano il meato urinario, ossia l’estremità dell’uretra e, posteriormente a questa, la vagina. L’apertura esterna della vagina è protetta da una sottile membrana perforata, detta imene, che, al momento del primo rapporto sessuale, è destinata a lacerarsi.
La vagina è un condotto dotato di pareti muscolari, appiattito e di lunghezza compresa tra 6 e 10 cm. Essa accoglie il pene durante il rapporto sessuale, permette il passaggio del sangue mestruale e, durante il parto, si dilata e forma con il collo dell’utero il cosiddetto canale del parto, attraverso il quale passa il neonato. La vagina è dotata di un ambiente interno acido, grazie alla presenza di una flora batterica che, mediante una reazione di fermentazione, produce acido lattico a partire da glicogeno presente nelle cellule vaginali. In tal modo, poiché molti microrganismi non riescono a sopravvivere in ambienti acidi, la vagina agisce da barriera e protezione degli organi riproduttori più interni. In prossimità dell’apertura vaginale sboccano due piccole ghiandole, dette ghiandole di Bartolini, che producono una secrezione densa che lubrifica le mucose, in particolare durante il rapporto sessuale. Verso l’estremità interna della vagina sporge il collo dell’utero. L’utero è un organo cavo, piriforme, rivolto in avanti; al suo interno, avvenuta la fecondazione, si verifica l’impianto dell’embrione (annidamento) e il suo sviluppo. All’utero si collegano le due tube di Falloppio, dotti di circa 12-13 cm di lunghezza. Ciascuna tuba possiede un’estremità aperta verso il lume dell’utero, una porzione (istmo) che decorre orizzontalmente, una estremità ampollare che decorre sulla superficie dell’ovaia e, infine, un infundibolo che avvolge l’ovaia ed è dotato di frange mobili (fimbrie). Le fimbrie hanno la funzione di aspirare l’ovulo al momento della fuoriuscita di questo dal follicolo (ovulazione). Le ovaie, collegate alle tube mediante un legamento tubo-ovarico, costituiscono le gonadi femminili, ossia gli organi deputati alla produzione delle cellule riproduttive (cellule uovo) e di diversi ormoni
Riproduzione assistita
Modalità di riproduzione operata dall’uomo per ottenere, in ambito zootecnico, individui con particolari caratteristiche e, in ambito medico, per superare ostacoli naturali che impediscono la fecondazione fisiologica in coppie che desiderano un figlio. La riproduzione assistita comprende diverse tecniche, ciascuna delle quali viene applicata per rispondere a specifiche esigenze.
INSEMINAZIONE ARTIFICIALE
L’inseminazione artificiale rappresenta la prima tecnica di riproduzione assistita, messa a punto per effettuare la fecondazione in modo controllato, ed è stata applicata inizialmente nella zootecnia. Essa consiste nella raccolta dello sperma del maschio e nella sua successiva deposizione nelle vie genitali feminili. Negli allevamenti, tale pratica permette di controllare la paternità dei piccoli e, quindi, di garantire le caratteristiche dell’allevamento stesso; inoltre, lo sperma di maschi particolarmente pregiati (di solito, tori e stalloni) può essere conservato (mediante congelamento) e, trasportato anche in zone distanti dall’allevamento originario, permettere il miglioramento genetico di altri allevamenti.
Nel caso della specie umana, l’inseminazione artificiale permette di superare ostacoli alla fecondazione come l’impotenza, nel caso che l’uomo sia in grado di produrre spermatozoi fertili ma non riesca a portare a termine l’atto sessuale, o disturbi dell’apparato riproduttore femminile che, pur producendo normalmente le cellule uovo, impediscono la risalita degli spermatozoi fino alle tube di Falloppio, in cui avviene la fecondazione. Disturbi di questo tipo possono comprendere il vaginismo (malattia che comporta contrazioni spastiche della vagina e, quindi, contrasta la risalita dello sperma) e la mancanza di secrezione di muco cervicale (che permette il movimento del flusso di spermatozoi).
Gli spermatozoi impiegati per l’inseminazione artificiale possono eventualmente provenire da un donatore anonimo, cioè essere prelevati da una banca del seme: ciò si rende necessario nei casi in cui l’uomo sia sterile. L’inseminazione artificiale deve essere operata nei giorni dell’ovulazione, ossia nel momento in cui la cellula uovo matura viene rilasciata dalle ovaie e si localizza in una tuba di Falloppio. Con gli spermatozoi congelati si ottiene una gravidanza in circa il 60% dei casi, mentre lo sperma appena raccolto ha un tasso di successo molto più alto, di circa il 90%. Finora non risulta che questi metodi aumentino il rischio di anomalie congenite nel feto.
FECONDAZIONE IN VITRO (FIV)
La fecondazione in vitro, o FIV, è una tecnica di riproduzione assistita che consiste nella fecondazione di uno o più ovuli al di fuori del corpo femminile, e nel successivo impianto di un embrione nell’utero della donna. Tale tecnica è stata impiegata per decenni nelle ricerche sullo sviluppo animale; dal 1978 è stata applicata con successo alla riproduzione umana. Viene utilizzata quando le tube di Falloppio della donna sono occluse e, pertanto, gli spermatozoi non possono raggiungere l'ovulo.
Per l’esecuzione della riproduzione in vitro, è possibile impiegare un ovulo maturo aspirato dalle tube di Falloppio della donna, sotto controllo ecografico; si possono anche prelevare cellule uovo non completamente mature dalle ovaie e stimolarne la crescita in vitro, mediante iniezioni di ormoni. In tal caso, il prelievo si esegue con una laparoscopia, praticando una piccola incisione nell’addome.
Una volta recuperati gli ovuli, questi vengono posti in uno speciale liquido ricco di nutrienti; quindi, a essi viene unito per circa 18 ore dello sperma (proveniente dal partner o da un donatore anonimo) lavato e incubato. Gli ovuli vengono, quindi, posti in un apposito mezzo di coltura ed esaminati dopo circa 40 ore. Se gli ovuli sono stati fecondati, si verifica la formazione di embrioni che, allo stadio di 2-4 cellule, vengono trasferiti nell’utero della madre. Per aumentare le probabilità di gravidanza, in genere vengono trasferiti parecchi embrioni. Se gli embrioni vitali sono più di quattro, la donna può scegliere di conservare alcuni embrioni congelati, per utilizzarli eventualmente in seguito, qualora il primo tentativo in corso fallisse. In questo modo vengono ridotti i rischi di gravidanze multiple, che si possono verificare quando vengono contemporaneamente impiantati nell’utero più di quattro embrioni. Dopo il trasferimento degli embrioni, alla donna vengono in genere praticate iniezioni quotidiane di progesterone. La probabilità di gravidanza è di circa il 20% per ciclo di fecondazione in vitro.
ALTRE TECNICHE
Altre tecniche di riproduzione assistita sono: il trasferimento endotubarico di gameti (GIFT), in cui gli ovuli estratti dalle ovaie e gli spermatozoi vengono posti direttamente nelle tube di Falloppio, sede fisiologica della fecondazione, in modo che la formazione dell’embrione e il suo annidamento nella parete uterina avvengano in modo fisiologico (la fecondazione avviene all'interno del corpo della donna); il trasferimento endotubarico di zigoti (ZIFT), procedura simile alla precedente, in cui nelle tube di Falloppio vengono inseriti embrioni appena fecondati; l’iniezione intracitoplasmatica di uno spermatozoo (ICSI), in base alla quale un singolo spermatozoo viene prelevato da un campione di sperma: il patrimonio genetico di questo viene iniettato in una cellula uovo in vitro, in modo da ottenere un uovo fecondato che viene impiantato nell’utero femminile
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Esempio



  


  1. michi

    ciaoo io devo fare la tesina..ma nn so come collegarmi alle altre materie aiutoo

  2. michi

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