Insetti - relazione

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Categoria:Biologia

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Testo

Classe del phylum degli artropodi, sono provvisti di esoscheletro chitinoso.
Il nome (dal latino insectus = tagliato) si riferisce alla divisione del corpo in tre parti nettamente distinte: capo, torace, addome, ciascuna delle quali è, a sua volta, suddivisa in un certo numero di segmenti.
CAPO
Consta di sei metameri fusi assieme a formare una sorta di capsula.
Occhi
Gli occhi composti, disposti di solito lateralmente, sono formati da migliaia (fino a 4.600 nella mosca e quasi 10 mila nella libellula) di occhi elementari (ommatidi), ognuno dei quali è costituito, partendo dall’esterno, da una lente chitinosa trasparente esagonale (cornea), dal cristallino, con la base rivolta verso l’esterno e, più indentro, da alcune cellule sensitive (rètina).
Gli ommatidi, fissi, danno ognuno un’immagine parziale dell’oggetto veduto; tutti gli ommatidi insieme danno l’immagine intera. Negli occhi semplici (quando esistono), posti solitamente fra quelli composti, c’è la cornea, una lente rifrangente e cellule nervose.
Antenne
Sul capo ci sono due antenne pluriarticolate: clavate, frangiate, sottili, allungate, filamentose, pettinate, ecc. (variabili secondo il sesso), con funzione tattile e olfattiva.
Apparato boccale
Ha struttura complessa e assai varia, secondo il modo di alimentarsi dell’insetto. Può essere atto a:
• Masticare (es. Magiolino, Cavalletta); si compone dei seguenti pezzi: labbro superiore, un paio di mandibole dentate, un paio di mascelle prime, un paio di mascelle seconde parzialmente fuse a formare il labbro inferiore. Le mascelle prime e il labbro inferiore portano due appendici di senso tattile, i palpi mascellari e labiali.
• Lambire (es. Farfalle); le due mascelle, allungate e fuse insieme, formano una sorta di proboscide avvolgibile a spirale, con cui l’insetto lambisce gli organi fiorali per succhiarne il nettare; nelle Api, entro la proboscide scorre la lingua a guisa di stantuffo.
• Succhiare; quello succhiatore fatto a spirale è di origine mascellare (spirotromba)
• Pungere; le mascelle e le mandibole sono trasformate in stiletti destinati a pungere l’epidermide delle piante e degli animali e i due labbri formano una specie di tubo o rostro.
TORACE
Il torace è formato da tre segmenti, su ognuno dei quali, ventralmente, è inserito un paio di zampe, ordinariamente provviste di unghie e di ventose. Questi segmenti sono chiamati, procedendo in senso antero-posteriore, protorace, mesotorace e metatorace. Negli insetti le zampe sono sempre in numero di sei (da cui il nome di Esapodi).
Ali
Il meso e metatorace portano ciascuno un paio di ali, sostenute da filamenti chitinosi e percorse da trachee e canali sanguigni. Le ali possono essere uguali o disuguali, tutte e quattro atte al volo, oppure un paio vere e l’altro trasformato in astucci coriacei di protezione (elitre) o in organi di equilibrio. Atteri (dal greco a: senza e pteron: ala).
Le ali sono formate da due membrane, superiore e inferiore, al cui interno si trova una rete di tubi rigidi, chiamati nervature, che danno sostegno all'ala. Il disegno delle nervature alari è caratteristico di moltissime specie di insetti ed è molto usato dagli entomologi come base per la classificazione.
Zampe
La zampa consta tipicamente di sei pezzi articolati: anca, trocantère, femore, tibia, tarso e pretarso. Il tarso si compone generalmente di cinque articoli, l’ultimo dei quali, il pretarso, termina con un paio di unghiette ricurve, oppure con speciali cuscinetti adesivi detti pulvilli o con appendici di varia forma aventi sempre funzione prensile o adesiva.
ADDOME
Si compone di 6-12 segmenti che sono privi di arti. Talora però esistono rudimenti di zampe (zampe spurie) oppure speciali appendici aventi funzioni varie, come l’ovopositore (organo tubuloso, sottile, duro, appuntito che serve alla deposizione delle uova), i cosiddetti organi del salto, le tracheobranchie.
APPARATO DIGERENTE
Comprende bocca, ghiandole salivari, esofago, stomaco, intestino, che e’ composto da intestino anteriore (o stomodeo), intestino medio e intestino posteriore. Nell'intestino anteriore l'esofago è seguito dall'ingluvie e dal proventricolo. L'ingluvie serve come sito per immagazzinare il cibo. Le ghiandole salivari si aprono nell'esofago e durante la masticazione le loro secrezioni si mescolano con le sostanze alimentari. La digestione ha luogo principalmente nell'intestino medio e in quello posteriore, mentre le scorie attraversano tutto l'intestino per essere eliminate. Collegati alla prima parte dell'intestino posteriore ci sono numerosissimi piccoli tubi, chiamati tubuli di Malpighi (o tuboli renali), che galleggiano nel sangue contenuto nella cavità corporea.
APPARATO CIRCOLATORIO
Nell’apparato circolatorio esiste dorsalmente un organo propulsore, cuore, che spinge il sangue (colorato in rosso o giallo o verde, leggermente) in un’arteria (aorta) dalla quale il liquido passa in vasi che terminano in lacune del corpo, distribuite fra gli organi stessi, anche nelle ali. Dalla periferia del corpo il sangue attraverso altri canali ritorna al cuore; di solito, dalla parte posteriore del corpo a quella anteriore.
APPARATO RESPIRATORIO
Consiste in una rete di tubi, detti trachee, che trasportano l'aria all'interno del corpo, convogliandola in tracheole via via più sottili, in modo da rifornire di ossigeno tutti gli organi. L'ossigeno contenuto nell'aria portata dalle tracheole si diffonde nel sangue, mentre l'anidride carbonica disciolta in quest'ultimo si diffonde nell'aria. Le aperture esterne delle trachee sono chiamate stigmi. Gli stigmi sono in genere presenti in venti paia (4 sul torace e 16 sull'addome), situati sui fianchi dell'insetto. Alcuni insetti che respirano nell'acqua sono dotati di strutture branchiali.
SISTEMA NERVOSO
Il sistema nervoso è ben sviluppato ed è formato da due gangli sopraesofagei (cervello rudimentale), collegati con tutti gli organi del capo, e da altri due sottoesofagei (costituendo così il cingolo periesofageo), dai quali, ventralmente si dirama una doppia catena di gangli ventrali (sistema nervoso gangliare), congiunti fra di loro trasversalmente e longitudinalmente, da nervi, i quali si uniscono ai vari organi di senso del corpo. Il senso del tatto ha sede nelle antenne, sui palpi e sulle zampe; forse quello olfattivo ha sede nelle antenne. Il senso dell’udito pare sia pure presente perché sulle zampe di questi animali sono state osservate speciali membrane, ritenute rudimentali timpani. Alcuni insetti emettono suoni particolari servendosi delle elitre, o dei femori o di membrane.
RIPRODUZIONE
I sessi sono distinti. La riproduzione avviene per uova, deposte nei luoghi più vari. C’è la riproduzione per partenogenesi (l’uovo si sviluppa senza essere stato fecondato). Il periodo larvale è sempre più lungo di quello dell’insetto perfetto; diversissimo tra larva e adulto è il modo di vita. Negli insetti è frequente il dimorfismo sessuale, cioè diversità di caratteri morfologici secondari tra maschio e femmina. Ci sono esempi di polimorfismo (pluralità di forme), cioè presenza nell’ambito della stessa specie di vari individui (maschio, femmina, operaia, soldato) con caratteri morfologici diversi, a seconda delle funzioni a cui essi sono destinati nell’associazione, nella quale vivono tutti assieme.

Si parla di 800.000 specie e se ne scoprono continuamente di nuove!
Gli insetti sono comparsi nell’Era Paleozoica e fin d’allora i rapporti tra essi e le piante (anche se queste non erano provviste di fiori con polline e nettare) sono stati intensi (gli insetti infatti sono preferibilmente fitofagi): resti fossili di insetti si trovano inclusi in una resina fossile (ambra). In quel tempo le condizioni vitali di questi animali dovettero essere ottime: si trovano libellule fossili con 70 cm di apertura d’ali!

Gli insetti sono stati i primi animali che hanno imparato a volare e sono gli unici invertebrati volatori, conquistando lo spazio terrestre e quello aereo fin dalle ere più antiche.
Essi sono certamente gli animali più variabilmente e più adattabilmente conformati per tutti gli ambienti e per ogni latitudine, avendo abitudini diversissime e nutrendosi con le sostanze più diverse. Si trovano sui vegetali, sugli animali, nel terriccio, nell’acqua degli stagni, dei ruscelli, nelle nostre case e perfino sui ghiacciai. Pochissime sono le specie utili (Ape, Baco da seta e quelli endofagi); numerosissime sono purtroppo quelle dannose, che possono arrecare danni irreparabili all’agricoltura, alle derrate alimentari, ai boschi, alle piante coltivate e trasmettere germi patogeni. Contro di essi è difficile lottare, perché a loro non mancano di certo tutti gli adattamenti possibili, tutte le astuzie e gli accorgimenti necessari per riuscire vittoriosi nella lotta per l’esistenza.
Gli insetti si classificano in base alle caratteristiche dell’apparato boccale, delle ali e della metamorfosi.
SOTTOCLASSE DEGLI AMETABOLI
Insetti senza metamorfosi perché dall’uovo nascono individui morfologicamente identici agli adulti. Hanno caratteri primitivi, sono privi d’ali e d’occhi composti.
Ordine degli Atterigoti
Pesciolino d’argento (Lepisma saccarina); si rinviene fra i libri e la biancheria. Provvisto di apparato boccale masticatore, si nutre di carta, stoffa e zucchero.
SOTTOCLASSE DEGLI EMIMETABOLI
Hanno metamorfosi incompleta, mancando lo stadio di crisalide.
Ordine degli Emitteri o Rincoti
Sono insetti provvisti di rostro (dal greco, rincos: becco), formato dal labbro inferiore foggiato a doccia o a tubo, con quattro stiletti pungenti (che sono le due mandibole e le due mascelle trasformate). Il rostro è atto a pungere e a succhiare; in posizione di riposo si adagia sotto il capo. Le ali sono in numero di 0-2-4. Sono quasi tutti parassiti di piante e di animali, da cui succhiano rispettivamente la linfa o il sangue.
Cicala (Cicada plebeja); ha quattro grandi ali, antenne brevi. Vive per quattro anni sotto terra come larva, succhiando gli umori delle radici e poi da adulta sale sugli alberi che punge per succhiarne la linfa. Il suo caratteristico frinito (canto), esclusivo dei maschi, che si ode nelle ore più calde delle giornate estive, è dovuto al rapido tendersi e rilassarsi di una membrana, disposta entro un organo cavo, tondeggiante, situato nell’addome.
Fillossera (Phylloxera vastatrix); succhia la linfa alla vite, danneggiandola fino a farla morire. Dall’uovo di fillossera che ha passato l’inverno, nasce una larva che si sviluppa in femmina, lunga 0,5 mm, priva d’ali. Dalle uova che essa produce partenogeneticamente, si producono fillossere le quali vanno a vivere sia sulle radici che sulle foglie della vite, producendo su queste ultime delle piccole escrescenze (galle). Per tutta l’estate la pianta viene depauperata dalla linfa, mentre le fillossere continuano a riprodursi senza fecondazione, dando origine solo a femmine. In autunno compaiono individui alati che depongono uova, da alcune delle quali nascono maschi, da altre femmine. Dal loro accoppiamento ha origine l’uovo che passerà l’inverno. Per estirpare questo flagello si piantano viti selvatiche, ricavate da foreste americane e resistenti al parassita, e su di esse si innestano le nostre qualità pregiate.
Cimice delle piante (Palomena viridissima); ha corpo pentagonale, succhia la linfa alle crucifere (cavoli, rape); è comunissima nelle siepi, nei giardini e sugli alberi da frutto. Toccata emette un odore nauseabondo.
Cimice dei letti (Cimex lectularius); lunga 5-6 mm, depressa rosso-bruna, è attera; fa vita notturna, succhiando il sangue all’uomo e producendo dolorose irritazioni. Emette odore sgradevole e può essere veicolo di gravi malattie infettive (peste).
Pidocchi delle piante o Afidi (ad es. Aphis rosae e Aphis laniger); infestano rosai, cavoli, cardi, meli, ecc. fino a disseccarli.
Pericolosi parassiti di piante sono anche le Cocciniglie (Coccus), che si combattono con insetti endofagi (es. la Prospaltella, imenottero), i quali depongono le uova nel corpo della cocciniglia. Dalle uova nascono larve che divorano tutti i tessuti interni della cocciniglia, uccidendola! L’entomologo A. Berlese (1863-1927) importando dal Giappone la Prospaltella, ha trovato così un modo indiretto, ma geniale ed efficace, per proteggere i vegetali utili, contro i terribili parassiti.
Ordine degli Anopluri
Pidocchi (Pediculus capitis e Pediculus vestimenti); molto piccoli, dal colore biancastro, àtteri, forniti di rostro pungente e succhiante, retrattile, privo di setole pungenti. Essi si attaccano ai capelli, ai vestiti, aggrappandosi con le loro forti unghie. Si nutrono di sangue umano e possono trasmettere il tifo petecchiale. Siccome vivono ove c’è sporcizia, la frequente pulizia e la vita condotta continuamente al sole e all’aria aperta può servire a eliminare questi pericolosi parassiti, comprese le cimici.
Ordine degli Odonati o Anfibiotici
Sono insetti provvisti di apparato boccale masticatore, costituito da mandibole dure, robuste e dentate. Le ali sono in numero di quattro, ricche di nervature e tutte uguali. L’addome è lungo e stretto. Le larve conducono vita acquatica.
Libellúlidi
Dal corpo snello ma robusto, hanno quattro ali trasparenti, di cui le posteriori un po’ più larghe delle anteriori.
Libellula comune (Libellula depressa); dai vivaci colori sul verde e azzurro lungo il corpo. Le ali sono lunghe, le zampe corte, il capo mobile, provvisto di grandi occhi composti in ciascuno dei quali si contano fino a 8-10.000 ommatidi. Le antenne sono piccole filiformi. La libellula è carnivora sia allo stato larvale che da adulta. È rapidissima nel volo, durante il quale caccia soprattutto mosche e zanzare e quindi si può considerare animale utile. La si rinviene spesso in vicinanza dell’acqua, soprattutto stagnante.
Ordine degli Isotteri
Sono detti, impropriamente, formiche bianche, vivendo come queste, in società molto numerose, in nidi di terra, da essi stessi fabbricati (termitai). Hanno apparato boccale masticatore, due paia di ali eguali (da cui il nome isos: uguale) e membranose.
Termiti (Termes fatalis e Termes bellicosus); bianchi, lunghi 1 cm, vivono in paesi caldi, in termitai alti anche 7 metri (in Sicilia, ce ne sono tre specie: ad es. Termes lucifugus e Calotermes flavicollis). Nel termitaio, vero capolavoro di architettura, vivono un re (maschio), una regina (femmina), un numero sterminato di operaie (femmine infeconde) e di soldati (maschi infencodi). La regina, dopo la fecondazione, perde le ali e si rifugia nel termitaio. Il suo addome, rigonfio di uova, diventa enorme, fino a 14 cm di lunghezza! Essa è capace di deporre allora fino a 30.000 uova al giorno, per 10 anni di seguito! Le operaie hanno il compito di costruire il nido, di pulirlo, di provvedere all’alimento per nutrire la coppia reale e le larve, di trasportare in celle adatte le uova. I soldati dal capo grosso, armato di robuste tenaglie (mandibole), sono addetti alla difesa della comunità. Le ali sono possedute solo dalla coppia reale prima della fecondazione. Appena compiuto l’atto riproduttivo, la coppia fonda altrove una nuova società e perde le ali. Le Termiti sono straordinariamente voraci: mangiano tutte le sostanze organiche, preferibilmente il legno, che, benché di difficile digestione, è intaccato dall’azione di bacteri, viventi nell’intestino delle Termiti. Esse arrecano danni alle case, ai mobili, alle costruzioni, alle travi dei soffitti, incominciando dall’interno senza che appaia alcun segno dall’esterno e così la rovina avviene improvvisamente e irreparabilmente.
Ordine degli Ortotteri
Hanno apparato boccale masticatore, ali anteriori (elitre) dure, coriacee che spesso non servono al volo, e che coprono quelle del 2° paio, quando sono in riposo. Le ali adatte al volo sono membranose e più larghe. Molte specie sono saltatrici per lo sviluppo particolare del 3° paio di zampe. Emettono spesso suoni, o meglio rumori striduli, per lo sfregamento delle elitre fra loro o contro i femori (particolare esclusivo dei maschi). Esistono rudimentali organi acustici, costituiti da una membrana mobile, situata nelle zampe anteriori o nell’addome. Dietro la membrana si troverebbero particolari cellule sensitive.
Locústidi
Locusta verde (Locusta viridissima); dal capo grosso, con grandi occhi composti e tre occhi semplici, con antenne lunghe e sottili, con i femori del 3° paio di zampe molto sviluppati per il salto. L’addome nelle femmine termina con un lungo ovopositore, a forma di sciabola.
Gríllidi
Grilli (Gryllus campestris e Gryllus domestica); hanno capo rotondo, antenne lunghe, corpo tozzo; sono saltatori ed emettono nelle notti estive il loro cri-cri, sfregando le lai anteriori l’una sull’altra.
Grillotalpa (Gryllotalpa vulgaris); ha le zampe del 1° paio, piatte, trasformate in robuste scavatrici. È nocivo perché rompe e rode le radici degli ortaggi e delle giovani piantine.
Acridoidei
Cavalletta (Acridium peregrinum); ha antenne e ovopositore brevi, zampe posteriori robuste; è buona volatrice. Talora si associa alle proprie simili volando a stormi interminabili in cerca di cibo. Allora diventa dannosissima, distruggendo, in breve, dove si posa, ogni forma vegetale.
Blatta o Scarafaggio (Blatta orientalis); insetto antichissimo, abbandona di notte il proprio nascondiglio, invade le dispense, mangiando ogni sorta di cibo e imbrattandolo con i suoi rifiuti e con la sua saliva.
Mantide (Mantis religiosa); feroce predatrice di insetti, con le zampe anteriori trasformate in organo d’assalto (spesso queste zampe sono tenute in modo da imitare persona che prega: mimetismo offensivo).
Forbicine (Forficula auricularia); frequenti sui frutti (uva).
Stecchi (Bacillus Rossii); per la forma del corpo imitano rami secchi (mimetismo difensivo).
SOTTOCLASSE DEGLI OLOMETABOLI
Insetti con metamorfosi completa. Dall’uovo schiude una larva, vermiforme, senza occhi composti, senza ali, la quale, voracissima, cresce talora enormemente, andando soggetta a diverse mute. Poi, solitamente racchiusa in un bozzolo, subisce una profonda trasformazione, cambiando parecchi organi (stato di pupa o di crisalide). In questo stato che è di immobilità e di assoluto digiuno, alcuni tessuti si distruggono, e se ne formano di nuovi, come ad es. il rivestimento esterno; quello tracheale e intestinale vengono internamente sostituiti da altri; i muscoli vengono divorati in parte dai globuli bianchi del sangue Infine dal bozzolo esce l’insetto perfetto, cioè l’animale adulto.
Ordine dei Coleotteri
Sono gli insetti più numerosi: l’ordine comprende oltre 250.000 specie, distribuite ovunque. Sono dotati di uno spesso dermascheletro chitinoso, hanno quattro ali di cui le anteriori, èlitre, servono da astuccio (da cui il nome; dal greco coleòs: guaina e pteron: ala) a quelle posteriori. L’apparato boccale è masticatore. Le antenne possono essere filiformi, pettinate, lamellari, clavate. Il protorace, alquanto sviluppato, si chiama corsaletto; il meso e il metatorace rimangono nascosti sotto le elitre, lasciando scoperto un breve spazio triangolare che si dice scudetto. Sono quasi tutti nocivi alle piante; pochi sono utili, nel senso che si cibano di insetti dannosi e di loro larve.
Caràbidi
Sono vistosi, dalle forme slanciate e dai colori molto spesso vivi e brillanti. Predatori voraci, si rendono utili all’uomo perché distruggono grandi quantità di insetti, larve, bruchi, nocivi alle piante.
Càrabo violaceo (Carabus violaceus); frequente nei giardini e nei boschi, è di colore nero con bei riflessi metallici verdi e il bordo delle elitre violetto.
Càrabo splendente (Carabus splendens); le elitre sono levigate di un magnifico color d’oro.
Calosòma (Calosòma sycophanta); il nome significa “dal bel corpo” (dal greco calos: bello e soma: corpo), azzurra sul protorace e verde-dorato sulle elitre.
Bombardiere (Brachinus bombarda); detto così perché si difende spruzzando dall’addome contro l’aggressore un umore acre, bruciante, producendo un certo rumore. Sono lunghi 6-8 mm, rossicci, con elitre nero-azzurre.
Cicindélidi
Cicindéla (Cicindela campestris); di colore verde maculato di giallo e con le zampe rosso-rame.
Idrofílidi
Grossi Coleotteri adattati alla vita acquatica, come si riconosce dal corpo ovale e liscio, dall’addome carenato e dalle zampe compresse, che l’animale adopera a guisa di remi.
Idròfilo piceo (Hydrophilus piceus); lungo fino a 7 cm, di colore nero-pece, con toni verdastri, vive negli stagni nutrendosi di piante acquatiche, ed è agile nuotatore. Quando è immerso nell’acqua, la regione ventrale appare argentea perché la finissima peluria di cui è rivestita trattiene uno straterello d’aria, che l’insetto raccoglie mediante le antenne allorché affiora alla superficie, e che gli permette di respirare sottacqua.
Coccinéllidi
Coccinella dai sette punti (Coccinella septempunctata); dal corpo quasi emisferico, di un rosso vivo, con sette puntini neri. Sono tra gli insetti più utili all’agricoltura perché distruggono enormi quantità di parassiti delle piante, sono cioè entomofagi, e a tale benemerenza si riferiscono i nomi loro dati dai contadini di Gallinella del Signore, Pecorelle di Dio. Sia come larve che come adulte fanno strage dei pidocchi delle piante (afidi) e altri insetti nocivi.
Novio Cardinale (Novius cardinalis); originario dell’Australia e di là introdotto dapprima in America, poi in tutti i paesi del mondo, da quando le ricerche degli entomologi scoprirono che esso è il nemico naturale di un insetto parassita degli agrumi e delle piante da frutto, la terribile Cocciniglia chiamata Icerya purchasi. È bastato favorire l’acclimatazione e quindi lo sviluppo del prezioso endofago della California perché, nel giro di pochi anni, gli immensi agrumeti di quella regione fossero salvi.
Scarabèidi
Sono grossi coleotteri di aspetto talora strano e mostruoso per le enormi e robuste appendici foggiate a tenaglia o ricurve e puntute a guisa di corni oppure irte di denti come seghe, che portano sul capo o sul torace, ma che rappresentano ornamenti del tutto inoffensivi del maschio.
Scarabeo stercorario (Geòtrupes stercorarius); di colore nero con riflessi verdi e azzurrognoli sul dorso e verde dorato sull’addome. Scava nel terreno, sotto gli escrementi dei bovini, delle gallerie verticali che riempie di questo materiale, per lui prezioso, in quanto rappresenta la sua provvista alimentare e un soffice nido di incubazione per le uova.
Scarabeo sacro (Atéuchus sacer); venerato dagli antichi Egizi come simbolo dell’eternità e del dio Sole, foggia abilmente lo sterco bovino ed equino in grosse pallottole, poi, aiutandosi con la testa e con le zampe posteriori le rotola lungo i sentieri campestri fino a metterle al sicuro entro buche scavate nel terreno. Le pallottole costituiscono una riserva alimentare, oppure vengono lavorate a forma di pera dalla femmina, che vi depone un uovo perché la futura larva possa trovare abbondante nutrimento fino al suo completo sviluppo.
Scarabeo rinoceronte (Oryctes nasicornis); di colore castano lucido, è così chiamato per il corno ricurvo che il maschio porta sul capo.
Scarabeo elefante (Megasoma elephas); lungo fino a 10 cm.
Scarabeo ercole (Dynastes hercules) ; di nero brillante, il maschio porta due enormi appendici dirette all’innanzi a guisa di mandibole dentellate e arriva a superare complessivamente i 15 cm.
Maggiolino (Melolontha vulgaris); gli adulti compaiono in primavera (onde il nome) e si riconoscono per le elitre di colore castano-rossiccio, il capo e il corsaletto neri, le antenne corte e con le estremità foggiate a flabello (nei maschi). Misurano 2,5-3 cm e sono tremendamente prolifici.
Cetonia dorata o Moscone d’oro (Cetonia aurata); di colore verde dorato brillante, divora i fiori.
Lucànidi
Cervo volante (Lucanus cervus); lungo fino a 9 cm, è nero, bruno-castano sul dorso; ha testa grande e robuste mandibole, ramificate nel maschio. Si nutre della linfa dei giovani rami di quercia.
Cerambícidi
Sono caratterizzati dal corpo alquanto allungato e dalle lunghissime antenne filiformi, nodose, ripiegate all’indietro.
Grande capricorno o Bucapere (Cerambyx heros); di colore bruno-nero lucente, con le elitre rugose, lungo 5 cm, ha antenne articolate, più lunghe del corpo. Scava gallerie nel legno per deporvi le uova. Le larve vivono nelle gallerie dei tronchi.
Acantocíno (Acanthocinus aedilis).
Saperda del pioppo (Saperda carcharias); le larve rodono la corteccia e il legno dei pioppi e, quando sono numerose, provocano la morte delle piante.
Curculiónidi
Sono tutti nocivi all’agricoltura. Si distinguono per il capo prolungato in un rostro a forma di becco o di proboscide con il quale perforano i semi, la corteccia, il legno.
Bruco dei piselli (Bruchus pisi) e Bruco delle lenticchie (Bruchus pallidicornis); le larve penetrano nell’interno dei semi dove si trasformano in insetto perfetto, distruggendo tutta la sostanza farinacea.
Rinchíte della betulla (Rhynchites betulae); detto “sigaraio” perché la femmina, dopo aver praticato nella foglia due tagli fino alla nervatura mediana, l’avvolge a guisa di cartoccio e ne fa un nido per deporvi le uova. Le larve si lasciano cadere a terra dove si affondano per compiervi la metamorfosi.
Sigaraio della vite e del pioppo.
Calandra o Punteruolo del grano (Calandra granaria) e quello del riso (Calandra oryzae); la femmina perfora il chicco e vi depone un uovo, dal quale nasce una larva che distrugge interamente la sostanza farinosa lasciando intatta soltanto la buccia. Si combatte collocando nei granai dei recipienti con solfuro di carbonio, i cui vapori uccidono le larve e gli insetti adulti.
Bóstrici
Danneggiano gravemente gli alberi.
Bóstrico tipografo (Bostricus typographus); attacca i pini, gli abeti, scavando tra il legno e la corteccia una galleria quasi rettilinea nella quale la femmina, man mano che avanza, depone le uova. Le larve scavano a loro volta numerose gallerie secondarie che si diramano da quella materna formando nell’insieme un curioso ed elegante disegno. Ciascuna galleria termina con una camera in cui la larva compie il suo sviluppo.
Anòbio (Anobium pertinax); rovina i mobili scavandovi delle lunghe gallerie a sezione circolare. Questo insetto, nel rodere il legno, produce con la testa dei piccoli colpi cadenzati che risuonano nel silenzio della notte come il ticchettío di un orologio.
Lampíridi
Lucciola comune (Luciola italica); ha forma allungata, torace giallastro e il resto del corpo bruno. L’organo fosforescente risiede negli ultimi segmenti dell’addome ed è più sviluppato nel maschio.
Lampíride (Lampyris noctiluca); anche le larve sono fosforescenti.
Ordine dei Neurotteri
Sono insetti con due paia di ali membranose, finemente reticolate (il nome dal greco neurà = nervo, fibra e pterón = ala), simili fra di loro. Esiste l’apparato boccale masticatore tanto nella larva che nell’insetto perfetto.
Formicaleone (Myrmeleon formicarius); ha corpo esile, allungato, antenne corte, ingrossate all’apice, ali, a riposo, tenute a spiovente, a tetto. La larva scava nel terreno mobile degli imbuti, in fondo ai quali sta nascosta in attesa che vi cada un insetto, per divorarselo.
Ordine degli Afanitteri
Questi piccoli insetti hanno corpo compresso lateralmente e peloso, apparato boccale atto a pungere e a succhiare, occhi semplici; non ci sono ali (da cui il nome; afanès: nascosto scomparso). Le zampe sono robuste; quelle dell’ultimo paio sono atte al salto, supplendo con ciò alla mancanza di ali.
La Pulce (Pulex irritans) è parassita dei Vertebrati superiori (uomo, cane, gatto) cui succhia il sangue. Può trasmettere anche malattie infettive (peste bubbonica).
Ordine dei Ditteri
Sono insetti forniti di un solo paio d’ali (dal greco, dio: due e pteròn: ala, cioè due ali) quelle del 1° paio; il 2° è atrofico, trasformato in due organi a forma di clava, ritenuti organi di senso statico o di equilibrio (bilancieri). L’apparato boccale è una proboscide succhiatrice, atta anche a pungere, formata dal labbro inferiore foggiato a tubo, percorso (nelle Zanzare) o no (nelle Mosche) da quattro setole pungenti; queste sono le mandibole e le mascelle trasformate.
Sottordine dei Nematòceri
(dal greco nema = filo e kéras = corno) con antenne lunghe e piumose.
Le Zanzare hanno corpo, zampe, ali e antenne assai più esili. Sono fornite di apparato boccale pungente e succhiante. Le femmine succhiano il sangue all’uomo: i maschi vivono di succhi vegetali e di nettare. Le uova vengono deposte solo nell’acqua, solitamente ferma; vi vivono le larve e le ninfe. Per liberarsi perciò di questi animali, è necessario prosciugare le zone acquitrinose. L’Anofele (Anopheles claviger e Anopheles maculipennis), trasmettitore del Plasmodio della malaria, si riconosce dalla Zanzara comune (Culex pipiens), quando si posa su superfici verticali: la zanzara tiene il corpo parallelo alla superficie e le zampe del 3° paio rivolte all’insù; l’Anofele tiene il corpo inclinato rispetto alla superficie verticale e le ultime zampe distese; inoltre sulle ali dell’Anofele si riscontrano dei puntini neri.
Sottordine dei Brachíceri
(dal greco brachýs = corto) con antenne brevi.
Múscidi
La Mosca (Musca domestica) ha corpo tozzo e nel capo due grandi occhi composti e tre occhi semplici, antenne corte con tre articoli, labbro inferiore (proboscide) protrattile, atto a succhiare e talora, con la ventosa terminale di cui è provvisto, anche a mordere. La mosca succhia pure sostanze che siano solubili nella sua saliva. Le zampe sono corte, fornite, all’estremità, di corpi adesivi; le ali sono robuste. La mosca domestica depone le uova nel letame, nelle immondizie, nei rifiuti e dopo poche ore nascono larve apode che, passati 4-5 giorni, si trasformano in pupa; dopo 14 giorni si ha l’insetto perfetto. Straordinariamente prolifica, la mosca si sviluppa rapidissimamente: compie durante l’estate (vive in media 2-3 mesi) 10-13 deposizioni di 120-150 uova ciascuna, per cui si calcola che alla terza generazione si supera il miliardo di individui. La mosca riesce dannosissima perché, posandosi sui rifiuti più vari ed avendo corpo peloso, si carica di germi con cui può facilmente trasmettere terribili malattie, quali il colera, il carbonchio, il tifo, la tubercolosi. Sono nocive anche le mosche della frutta, le cui larve vivono nelle pere, nelle mele, nelle pesche, nelle albicocche, ecc.
Mosca estiva (Homalomya canicularis); volteggia intorno ai lampadari o ad altri oggetti pendenti, con volo silenzioso e rapidissimo;
Moscone azzurro della carne (Calliphora vomitoria); depone le uova sulle carni in putrefazione, sui cadaveri e talora nelle fosse nasali delle persone dormienti.
Mosca olearia (Dacus oleae) depone le uova nelle olive, compromettendo gravemente il raccolto.
Moscone grigio (Sarcòphoaga carnaria); depone le larve vive sulle carni macellate, sulle carogne, sulle piaghe infette, sulle ferite dell’uomo e degli animali.
Moscone verde (Lucilia caesar); verde brillante con riflessi metallici.
Tafànidi
Tafani (Tabanus bovinus); molestano d’estate il bestiame, succhiandone il sangue.
Éstridi
Estro del cavallo (Gastrophilus equi); depone le uova sui peli dell’animale e questo, leccandosi, le introduce nello stomaco, dove schiudono le larve che si attaccano alle pareti dell’apparato digerente, finché vengono espulse con le feci.
Ordine dei Lepidotteri
Sono detti anche Farfalle. Si riconoscono facilmente per la presenza di quattro ali grandi, sottili, con poche nervature, poco robuste, ricoperte di squame (peli trasformati), spesso variamente e vivacemente colorate, in modo da dare a questi organi delle tinte meravigliose e smaglianti; a volte la colorazione è uniforme, grigio-bruna. Il nome deriva dal greco: lepìs: squama e pteròn: ala. Le squame sono disposte sull’ala come le tegole d’un tetto. L’apparato boccale, allo stato larvale, è masticatore, allo stato adulto è lambente, poiché le mascelle si sono trasformate in un organo tubolare, spirotromba, che allo stato di riposo è avvolto a spirale sotto il capo. Si estende quando l’animale vuole succhiare il nettare dei fiori. Esistono grandi occhi composti ed ocelli; le zampe sono esili. Nelle femmine c’è l’organo ovopositore. La larva, detta bruco, è vermiforme ed è caratterizzata da una straordinaria voracità e insaziabilità, potendo aumentare il proprio peso, dalla nascita allo stato di pupa, di centinaia di volte. Infatti si nutre di vegetali, preferendo una determinata pianta, quindi un unico tipo di alimento. Riesce perciò dannosissimo in agricoltura, nei campi, nei prati, nei giardini, nei boschi, divorando fiori, frutti, foglie, semi, mangiando anche legno, fibre, lana, seta, vestiti, tende, ecc. Allo stato di pupa, l’insetto si racchiude nel bozzolo, costituito da una sostanza (prodotta da ghiandole) che all’aria si rapprende in sottili filamenti (seta, presso a poco come la ragnatela del Ragno).
Sottordine dei Ropalóceri
Hanno antenne clavate all’apice (dal greco rópalon = clava e chéros = cima), bocca con proboscide avvolta a spirale (spirotromba); durante il riposo tengono le ali alzate verticalmente rispetto al corpo e con le superfici dorsali a contatto. Sono diurni.
Piéridi
Sono nocive perché i loro bruchi, voracissimi, rodono le foglie degli ortaggi.
Cavolaia (Pieris brassicae); ha ali bianche, di cui quelle anteriori hanno gli angoli apicali macchiati di nero e, nelle femmine, presentano altre due macchie tondeggianti dello stesso colore nel mezzo. I bruchi, verdastri, divorano le foglie dei cavoli e delle rape.
Rapaiola (Pieris rapae); il bruco scava delle gallerie attraverso le foglie, danneggiandole gravemente.
Còlia citrina (Gonopteryx rhamni); ha le ali di un bel giallo-zolfo.
Cleopatra (Gonopteryx Cleopatra); il maschio ha le ali giallo-arancione.
Papiliònidi o Cavalieri
Macaone (Papilio machaon); ad ali aperte misura 9 cm circa. Il colore di fondo delle ali è giallo carico, con una larga fascia marginale nera contornata da otto macchie semilunari gialle nelle ali anteriori e sei macchie simili in quelle posteriori. Questo secondo paio ha il contorno dentellato e porta una caratteristica appendice caudata; presenta inoltre alcune macchie azzurre e, verso l’estremità, dalla parte interna, una macchia ocellate rossastra.
Ninfálidi
Vanessa maggiore o Vanessa pavone (Vanessa io); di colore rosso-fuoco, ha una bellissima macchia ocellata nera e azzurra a bordo dorato su ciascun’ala.
Vanessa ammiraglio (Vanessa atalanta); nero-vellutata, ha le ali anteriori macchiate di bianco e adorne, al pari di quelle posteriori, di una fascia vermiglia.
Vanessa antiopa; di colore rosso-scuro vellutato, ha una fascia gialla.
Licénidi
Sono le comuni farfalline azzurre che si vedono nelle campagne in primavera e in estate. Licaena bellargus di un purissimo azzurro cielo; Licaena arion, azzurro scura punteggiata di nero, ecc.
Sottordine degli Eteróceri
Hanno antenne filiformi o pettinate, ali posteriori provviste sul margine, di alcune setole rigide mediante le quali, durante il volo, si agganciano a quelle anteriori, bocca con spirotromba; durante il riposo tengono le ali disposte come gli spioventi di un tetto, oppure orizzontalmente. Sono in grande maggioranza notturni.
Sfíngidi
Àtropo o Sfinge testa di morto (Acherontia atropos); misura fino a 13 cm di apertura alare. Si riconosce per lo strano disegno giallo, somigliante a un teschio, che porta sul torace. Quando viene catturata fa udire un flebile lamento e questa sua abitudine, insieme al colore bruno-nero del corpo e al macabro emblema toracico, giustifica i nomi con cui viene designata dai naturalisti. Il tetro Acheronte, uno dei quattro fiumi dell’Averno, simboleggia il regno dell’oltretomba e Artropos era una delle tre Parche. Il grosso bruco, di colore giallo a strisce oblique verdi e col dorso punteggiato di azzurro e nero, rode voracemente le foglie delle patate, dei pomodori, della canapa e di altre piante utili. La farfalla ruba il miele negli alveari, incurante dei pungiglioni delle api.
Nocive agli alberi sono:
Sfinge del pino (Sphynx pinastri), del ligustro (Sphynx ligustri) e del tiglio (Mimas tiliae).
Macroglossa delle stellate (Macroglossa stellatarum); ha una lunghissima spirotromba (onde il nome dal greco macrós = grande e glóssa = lingua).
Bombícidi
Bombice del Gelso (Bombyx mori); viene allevata a scopo industriale per avere la seta. La sua larva si nutre della foglia di gelso ed essa, dopo avere subito 3-4 mute, si rinchiude in un bozzolo di seta. Questa è una sostanza vischiosa che, venuta a contatto dell’aria, solidifica. L’adulto non si nutre più, avendo l’intestino atrofizzato; provvede solo alla riproduzione.
Processionarie
I loro bruchi formano lunghe file che, guidate da un bruco comandante, avanzano sui rami a ranghi serrati e via via più numerosi. Le colonne escono dai loro nidi durante la notte, divorano il fogliame e, nello stesso ordine, rientrano all’alba. Un nido unico, formato da una tela sericea avvolta attorno ai rami, serve a tutta la comunità.
Processionaria della quercia (Thaumatopaea processionaea) e Processionaria del pino (Thaumatopaea pityocampa); I loro bruchi sono molto pericolosi per l’uomo perché i finissimi peli di cui sono ricoperti e che si distaccano facilmente, venendo a contatto con la pelle o respirati, possono causare infiammazioni assai gravi.
Satúrnidi
Pavonia maggiore (Saturnia pyri); ha quattro vistose macchie ocellari sulle ali, la cui apertura raggiunge, nella femmina, i 16 cm. Compare in primavera, ed è assai comune nei frutteti, nutrendosi il suo bruco delle foglie dei meli, peri, albicocchi.

Pavonia minore (Saturnia carpini); l’apertura alare è di 7 cm. I bruchi sono nocivi agli alberi da frutto.
Tignuole
Tignuola del grano (Tinea granella); saccheggia i granai.
Tignuola del melo (Yponomeuta malinella); divora le foglie del melo.
Carpocapsa pomonella; il bruco è chiamato verme delle mele e delle pere, e ne danneggia i frutto scavando numerose gallerie.
Tignuola dell’olivo (Tinea oleaella).
Tignuola della vite (Conchylis ambiguella).
Tarme; rovinano le tappezzerie (Tinea tappezziella), le pellicce (Tinea pellionella), i vestiti di lana (Tinea sarcitella).
Ordine degli Imenotteri
Comprende oltre 60 mila specie: vi appartengono quasi tutti quelli che vivono in società, dai costumi e dalle abitudini assai varie. Sono importanti per l’impollinazione delle piante. Sembrano essere questi gli insetti più elevati per qualità psichiche e c’è chi dice che se l’uomo scomparisse dalla Terra, il suo posto sarebbe occupato da questi animali.
Sono provvisti di quattro ali membranose (il nome deriva da ymèn = membrana, e pteròn = ala) robuste, con poche nervature, le anteriore più grandi, attaccate alle posteriori con uncini, onde rendere il volo più sicuro e potente. Esiste un apparato boccale masticatore, formato dalle mandibole e labbro superiore; il labbro inferiore, allungato in forma di lingua, assieme alle mascelle, è atto a lambire. Gli occhi composti sono grandi; sulla fronte esistono tre occhi semplici. Le femmine portano all’estremità dell’addome o un ovopositore o un pungiglione (se femmina infeconda).
Sottordine degli Aculeati
Posseggono addome peduncolato e fornito (eccetto che nelle specie parassite) di pungiglione velenifero. Le larve, bianchicce, ápode, vivono entro appositi nidi dove vengono nutrite con speciali sostanze elaborate dagli adulti, oppure sono parassite di altri insetti (entomòfagi).
Ápidi o Antófili
Vuol dire “amici dei fiori” (dal greco ánthos = fiore e phílos = amico), perché la maggior parte di essi si ciba di nettare; sono pochi gli insetti prónubi per eccellenza perché trasportano inconsciamente di fiore in fiore il polline (dal latino pronubus = che presiede alle nozze).
La sua società delle api è formata da una sola femmina, la regina (è l’individuo più grande della società; l’addome in lunghezza, sorpassa le ali), da alcune centinaia di maschi, i fuchi (grossi, tozzi, pelosi, dall’addome più corto delle ali), riscontrabili specialmente in primavera, e da alcune decine di migliaia di femmine sterili, le operaie, nelle quali le ali arrivano all’estremità dell’addome. Nelle operaie al posto dell’ovopositore, esiste il pungiglione, aculeo in collegamento con ghiandole velenifere. Esso è un’arma di offesa e di difesa. Quando l’ape punge non può più ritirarlo dalla ferita, perché esso termina con uncini ricurvi, rimanendo quindi conficcato nel corpo della vittima. L’ape è costretta a lasciarlo ivi, lacerando i propri visceri e morendo poco tempo dopo, non avendo la possibilità di rifarsi gli organi perduti. Nella regina il pungiglione è cavo e funziona da organo ovopositore; il maschio non ha pungiglione. Nell’addome delle operaie esistono ghiandole che secernono la cera, sostanza con la quale le api costruiscono i favi (insieme di piccole celle esagonali di cera che le api costruiscono per mettervi larve e miele). Le operaie sono adibite alla raccolta del polline, che mettono in un’apposita tasca situata dal lato esterno del 3° paio di zampe, e del nettare che ingeriscono.
Al ritorno all’alveare queste provviste vengono messe in apposite celle che funzionano da dispense, dove il nettare, misto a succhi digestivi rigurgitati dalle operaie, si trasforma in miele. La regina fecondata da un fuco, il più forte nel lungo e alto volo nuziale, ritorna al nido e vi rimane per deporvi le uova (da 1.500 a 3.000 al giorno). Le uova vengono deposte in celle, nelle quali le larve trovano il cibo pronto. Esse vi rimangono anche allo stato di pupa ed escono solo quando sono diventate insetto perfetto. Le celle sono di diversa grandezza e il cibo somministrato non è sempre lo stesso: le celle più grandi daranno regine, che vengono alimentate con la pappa reale; quelle di media grandezza servono all’allevamento dei fuchi; nelle altre, le più piccole, vengono allevate le future operaie. La regina vive 4-5 anni. I fuchi, dopo il volo nuziale sono inutili e o vengono uccisi dalle operaie o vengono lasciati morire di fame. Le operaie sono sottoposte ad un lavoro massacrante e vivono solo poche settimane. Durante l’inverno la società vive con le provviste accumulate durante l’estate.
Ápidi sociali
Ape (Apis mellifica, Apis linguistica e Apis italica).
Bombi o Ronzoni (Bombus hortorum e Bombus terrestris); dal grosso addome peloso, di colore grigio o nero, con una fascia gialla. Formano società poco numerose costruendo nidi di terra.
Ápidi solitarie
Ape legnaiuola (Xilócopa violacea); tutta nera con le ali dai riflessi violetti, che depone le uova dentro brevi gallerie scavate nelle travi.
Vèspidi
Calabrone (Vespa crabro); la puntura è dolorosa e produce tumefazione. I loro nidi sono fatti di legno masticato, simile a carta.
Vespa comune (Vespa vulgaris); dall’addome giallo a fasce brune. Vivono in società che sono solo annuali. Nel loro alveare possono stare più regine.
Formícidi
Presso le formiche esistono individui alati, maschi e femmine, che si strappano le ali dopo il volo nuziale per fondare la società (formicaio). Questa comprende numerose operaie (femmine sterili) che compiono nel formicaio tutti i lavori servili e i soldati (maschi sterili) armati di robuste mascelle, adibiti alla difesa della società. Anche nel formicaio possono coesistere più regine.
Le formiche si nutrono di semi, di sostanze zuccherine animali e vegetali, ricavate queste ultime spremendo dolcemente l’addome ai Pidocchi delle piante (afidi). Si inebriano anche dei relativi effluvi. Perciò le formiche li allevano spesso con cura. Alcune specie di formiche si danno ad attività sorprendenti: coltivano ad es. funghi e se ne nutrono, accumulano nel nido chicchi di grano, impedendone la germogliazione, altre assaltano piccoli animali (ragni, bruchi, cavallette), rendendo così un ottimo beneficio all’agricoltura.
Formica sanguigna (Formica sanguinea).
Formica amazzone (Polyergus rufescens).
Formica rossa (Formica rufa); nasconde i suoi nidi sotto grossi mucchi di aghi di pino o di residui vegetali.
Camponoto (Camponotus herculeanus); nero, con torace, zampe ed estremità dell’addome rosso-bruni, nocivo agli alberi di cui invade i tronchi e le radici.
Sottordine dei Terebranti
Hanno addome largo, privo di pungiglione, ma provvisto, nelle femmine, di tèrebra, ossia di un ovoposotire foggiato a sega con il quale perforano il corpo di altri insetti o i vegetali, per deporvi le uova. Le larve posseggono numerose zampe che le rendono simili ai bruchi delle farfalle e sono litofaghe o carnivore.
Cinípidi
Producono delle “galle”, escrescenze a forma di pallottola che si formano sulle foglie delle querce in seguito alla puntura dell’insetto. Nell’interno della galla si vede una piccola cavità nella quale l’insetto compie il suo sviluppo. Le galle della quercia hanno importanza nell’industria perché sono ricche di tannino, sostanza adoperata per la concia delle pelli.
Calcídidi
Prospaltella (Prospaltella Berlesei); depone le uova nel corpo delle larve di insetti nocivi. Dall’uovo di questo imenottero nasce una larva che si nutre dei visceri dell’insetto nocivo, uccidendolo.
Blastofaga (Blastophaga psenes); opera la fecondazione del fico trasportando il polline dai fiori maschili a quelli femminili.

Esempio



  


  1. mar

    relazione di sesso del grillo talpa


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