Immunità

Materie:Appunti
Categoria:Biologia

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Testo

Immunità aspecifica: Possono essere: 1)cellulati. 2)umorali.
1) Fattori cellulari: Particolari linfociti agiscono senza che ci sia stata una una loro precedente sensibilizzazione e sono stati denominati
2) Fattori umorali: i principali fattori di questa immunità aspecifica sono , il complemento, il lisozima e l’interferone.
a) il Complemento: il complemento è un sistema enzimatico che si trova nel siero fresco in forma attiva , questo sistema enzimatico è costituito da un gruppo di proteine (circa 20). Affinchè il complemento svolga la sua funzione, per il quale si formino “frammenti attivi” , il complemento deve essere attivato, tutto il resto avviene a “cascata” secondo un preciso ordine. L’attivazione del complemento può avvenire attraverso due vie, la prima è quella “classica” , mentre l’altra è quella “alternativa” e prevede la partecipazione della properdina e di altre sostanze. La via classica dell’attivazione si ha con l’attivazione antigene-anticorpo (purchè l’anticorpo sia IgG o IgM), sulla porzione anticorporale Fc dell’immunocomplesso si fissa C1, che viene così attivata, dando così inizio all’effetto “cascata”. La via alternativa dell’attivazione del cmplemento consiste nell’ativazione diretta del C3 (saltando il C1,C4,C2), questa via risulta importante pechè può mettere in moto il meccanismo del complemento anche in presenza di stimoli lesivi non immunologici. L’attivazione del C3 può essere stabilizzata ad esempio della properdina, una proteina che conferisce al siero fresco potere battericida, in presenza di endotossine batteriche. Riepilogando il complemento svolge importanti azioni della batteriolisi, nella fagocitosi, nella reazione infiammatoria e nei processi come l’immunoaderenza e la conglutinazione.
b) Il lisozima: è un enzima scoperto per la prima volta nel muco nasale, nell’uomo il lisozima è presente anche nelle lacrime, nel latte, nel plasma. L’azione principale del lisozima si svolge a livello della paete dei Gram-Positivi che una volta aggrdita dall’enzima, si rigonfia e si rompe.
c) L’interferone: è una proteina che è in grado di inibire la sintesi del materiale genetico virale o dare altri effetti. Sono chitochine che hanno attività antivirale ed immunoregolatrice.
Immunità acquisita specifica
-Anticorpo: è un immunoglobulina prodotta dall’organismo in seguito alla partecipazione di un antigene, è in grado di reagire specificamente con questo.
-Antigene: è una sostanza che è in grado, una volta penetrata nell’organismo, di stimolarlo alla produzione di un anticorpo specifico capace di reagire con l’antigene stesso, o di sensibilizzare le cellule alla sua presenza, (ciaoè capace di interagire con il sistema immunitario). La risposta immunitaria cellulo-mediata , quella risposta che i Linfociti T danno direttamente all’antigene distruggendolo. In generale si può affermare che quando le sostanze riconosciute come estranee, sono di origene esogena tendono a stimolare la produzione di anticorpi, mentre quando esse sono originate dall’interno di cellule dell’organismo, stimolano la risposta cellulo-mediata, che porta alla distruzione delle stesse riconosciute come animali ad opere dei Linfociti T. . L’immunita acquisita , presenta due caratteristiche fondamentali: a) la specificità e b) la memoria.
a) Specificità: la specificità della risposta immunitaria umorale può essere illustrata dicendo che ogni anticorpo corrisponde ad un solo antigene, che è quello che ne ha provocato la produzione.
b) Memoria: la memoria della risposta immunitaria consiste nel fatto che l’organismo è in grado di ricordare un precedente contatto con l’antigene e di reagire ad un secondo contatto con esso, più prontamentoe con maggior intensità. La memoria può essere Naturale (Pass o Att) artificiale (Pass o Att).
Immunità acquisita specifica Naturale Attiva: si dice naturale attiva quando gli anticorpi e i lifociti T attivati , sono stai formati dall’organismo in seguito alla penetrazione di germi.
Immunità acquisita specifica Naturale Passiva: si ha con il passaggio degli anticorpi della madre al feto per via transplacetare.
Immunità acquisita specifica Acquisita Attiva: è quella che vinene definita “vaccinazione”, ovvero l’introduzione nell’organismo, in modo artificiale, di un antigene che non è in grado di dare la malattia.
Immunità acquisita specifica Acquisita Passiva: si ottiene con l’introduzione nell’organismo, di anticorpi prodotti da un altro organismo gia immune, utilizzando il siero di quest’ultimo.
Antigeni: Caratteristiche:
- Estraneità: l’organismo deve essere in grado di distinguere le sostanze che lo compongono da quelle che provengono dall’esterno, è un requisito fondamentale per la sua antigenicità. Gli Isoantigeni sono quegli antigeni che sono presenti in alcuni individui di una stessa specie e assenti in altri (Es. il caso delle sostanze presenti sui globuli rossi che caratterizzano i gruppi sanguigni), queste sostanze sono in grado di reagire con gli Isoanticorpi presenti in altri individui che fanno agglutinare i globuli rossi.
- Dimensione e complessità della molecola: le sostanze che possiedono l’attivtà antigen hanno tutte elevato peso molecolare (proteine, nucleoproteine, lipoproteine, polisaccaridi, polipeptidi sintetici). Le molecole relativamente piccole che da sole non avrebbero caratteristiche da antigene associate a proteine formano composti con attività antigenica, vengono chiamate queste sostanze “antigeni parziali o Apteni”
- Immunogenicità : la proprietà di un antigene di introdurre una risposta immunitara umorale e/o cellulare.
- Antigenicità: la capacità di un antigene di essere riconoaciuto dagli anticorpi specifici o dagli specifici recettori posti sulla superficie di cellule dell risposta immunitaria (Linfociti T e B)
- Lenta diffusione dell’antigene: l’organismo deve avere il tempo necessario alla stimolazione delle cellule immunocompetenti, perché una sostanza possa funzionare da antigene, perché possa accadere , la sostanza deve possedere una diffusibilità lenta per non essere eliminata troppo in fretta.
- Antigeni di istocompatibilità: sono marcatori che danno un’identità alla cellula, si chiamano LHA, e sono codificati da un gene il numero 6 sul braccio corto, e sono divisi in tre classi:
1) si trovano sulle cellule nucleate, esposti con l’antigene estraneo questo complesso fa in modo che i linfociti T Killer le riconosca e lo elimina.
2) Si trovano sui globuli bianchi, gli antigeni estranei rielaborati dai globuli binachi, vengono esposti sulla membrana e poi riconosciuta dai Linfociti T helper, che fanno riprodurre i Linfociti B.
3) Attivano il complemento.
Linfociti B : il differenziamento delle cellule B avviene nel midollo osseo (nel feto avviene nel fegato). Prima di essere immessi in circolo come Linfociti B matuti, subiscono molti passaggi. Ogni cellula pre-B, con il riarrangiamento genetico (300 geni circa) porterà alla fine ogni cellula matura ad esprimere in superficie un unico tipo di anticorpo in grado di riconoscere il proprio antigene. Negli ultimi stadi maturativi il lifocita B ancora immaturo presenta sulla superficie un anticorpo gia specifico di classe M (IgM). I linfociti B maturi, oltre che nel sangue circolante rappresentano circa il 10-15% dei linfociti, sono presenti in tutti gli organi linfoidi periferici come (linfonodi, milza, tessuto linfatico associato alle mucose).
Linfociti T: tre stadi fondamentali nella produzione dei linfociti B:
1) Stadio pre timatico: le cellule progenitrici dei linfociti T (precursori T) migrano dal midollo osseo nel timo embrionale.
2) Stadio intra-timico: i linfociti T in sviluppo (timociti), attraverso le fasi successive, acquistano particolari marcatori di membrana, esprimono i recettori per l’antigene che conferirà loro la capacità loro la capacità di riconoscelo in modo specifico. Durante questo processo vengono distrutte tutte le cellule T che non sono in grado di riconoscere l’assetto MHC dell’individuoo che potrebberlo riconocere in modo anomalo (il 5% di tutto il totale si salva dalla selezione).
3) Stadio post-timico: le cellule in grado di passare nel circolo e di andare a colonizzare gli organi linfatici periferici, appattengono essenzialmente a due sottopopolazioni che esprimono rispettivamente il marcatore sulla loro membrana (Th = Helper , Tk = killer - citotossici). I linfociti Th hanno la capacità di introdurre la sintesi di immunogobuline (anticorpi) da parte dei linfociti B e di aiutare la proliferazione dei linfociti Tk. La funzione Helper dei linfociti T viene svolta attraverso la secrezione di citochine, sostanze con attività ormonale in grado di influenzare altre cellule del sistema immunitario, dopo che essi hanno riconosciuto l’antigene presentato sulla superficie di particolari cellule, unitamente a mlecole MHC di seconda classe. I linfociti Tk svolgono la loro funzione provocando la distruzione di cellule che presentino sulla loro superficie antigeni di origene endogena associati a molecole MHC di prima classe. Una sottoclasse dei Killer detti T Soppressori hanno la capacità di moderare e di limitare la risposta immunitaria, agendo sui linfociti B –T, e quindi ha importante ruolo di tolleranza immunitaria verso il Self.
Cellule NK (Natural Killer): si differenza dalle T – B per la mancanza sulla membrana cellularedei marcatori che contraddistinguono sia le prime che le seconde. Si tratta di linfociti dotati di attività citotossica verso una vasta gamma di cellule bersaglio, in assenza di una precedentemente sensibilizzazione antigenica; cioè sono cellule che esplicano la citossicità non geneticamente mediata dalle molecole MHC di superficie. La presenza di particolari recettori di superficie permette alle cellule NK di legarsi a cellule bersaglio e quindi di lisare con l’emissione di sostanze attive sulla membrana cellulare.
Ricettori e Marcatori: in genere per marcatore di superficie si intende tutto ciò che può caratterizzare una cellula e che è possibile utilizzare per studiarne i vari stadi di sviluppo e di differenziamento, genrlamente sono strutture proteiche. Tra i marcatori possono essere compresi in generale i recettori. Per recettore si intende un componente molecolare naturale presente sulla superficie della cellula in grado di riconoscere uno specifico messaggio chimico biologicamente attivo. I recettori per l’antigene dei linfociti B sono ad esempio le immunoglobuline di superficie (sIg) dello stesso tipo di quelle che potranno essere secrete una volta trasfornati in plasmacellule. Sui linfociti T, invecie il recettore per l’antigene è glicoproteico e riconosce i filamenti di antigene soltanto se associati alle molecole MHC esposte sulla superficie cellulare.

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