Il tabagismo

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Categoria:Biologia

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Testo

Andrea Tramelli V B l.s.t.
TABAGISMO
INTRODUZIONE:

Il Tabagismo è il termine con cui si indica l’abitudine a fumare tabacco e la forma di intossicazione cronica derivante da tale pratica. Il tabagismo comporta molteplici effetti negativi sulla salute, che, nel loro complesso, superano quelli derivanti dagli inquinanti atmosferici. In Europa sono 500.000 all'anno i decessi per cause collegate al fumo e in Italia fra i 15 milioni di fumatori si contano ogni anno 60.000-80.000 morti a causa del fumo.
Benché la percentuale complessiva dei fumatori sia in calo, negli ultimi anni è aumentato il numero delle giovani donne fumatrici, in particolare nell'Europa occidentale. Si definisce fumo attivo quello che viene inalato da un fumatore e fumo passivo quello, altrettanto dannoso, che viene inalato da un non fumatore che si trova in prossimità di fumatori. Tra le diverse modalità con cui il tabacco può essere consumato, le sigarette sono certamente le più nocive, anche se il fumo prodotto dalla pipa o da un sigaro non è privo di rischi; i tabacchi da fiuto e quelli da masticare sono stati, di recente, riconosciuti come la causa di numerose malattie della bocca e del cancro della cavità orale.

COMPONENTI CHIMICI DEL FUMO:

La composizione del fumo di tabacco che viene inalato è stata oggetto di molti studi, dai quali risulta che neppure l'uso di filtri è sufficiente a proteggere il fumatore dagli effetti pericolosi di alcuni potenti cancerogeni, come gli idrocarburi policiclici, le betanaftilammine e le nitrosammine, che danno origine a tumori su diversi animali da laboratorio: il filtro, infatti, espone i fumatori che ne fanno uso a un rischio di sviluppo di tumori comunque elevato, che, tuttavia, sembra essere del 20-30% inferiore rispetto a quello che corrono i fumatori che non lo utilizzano. Il fumo contiene, inoltre, sostanze tossiche come ammoniaca, formaldeide, ossidi di azoto e monossido di carbonio; quest'ultimo è responsabile di un ridotto afflusso di ossigeno ai tessuti, che danneggia le cellule. Il principale componente del fumo di tabacco è, tuttavia, la nicotina, che provoca costrizione dei vasi sanguigni, con conseguente aumento della pressione del sangue e della frequenza cardiaca, e un incremento dell'attività dei nervi simpatici.

MALATTIE CORRELATE AL TABAGISMO:

All’abitudine al fumo vengono ricondotte malattie come il cancro dei polmoni, delle labbra, del cavo orale, della faringe, dell'esofago e del pancreas; malattie dell'apparato cardiovascolare, come le coronaropatie, l'ictus, le emorragie cerebrali e le vasculopatie periferiche; la pneumopatia cronica ostruttiva, che comprende la bronchite cronica e l'enfisema.
Le coronaropatie e, in particolare, l'infarto del miocardio rappresentano la causa principale di morte legata al fumo di sigaretta e sono dovute principalmente agli effetti della nicotina e del monossido di carbonio, che favoriscono la comparsa di arteriosclerosi.

La seconda causa di morte legata al fumo è il cancro ai polmoni, che presenta un legame diretto di causa-effetto con il fumo, come si evince confrontando la differenza d'incidenza di questa patologia tra gruppi di fumatori e di non fumatori; oltre ai polmoni, sono numerosi gli organi colpiti da tumori per i quali è dimostrato un rapporto causale con il fumo, come quelli del cavo orale, della faringe e del pancreas. Questi tumori, nel loro complesso, sono causa di morbilità e mortalità elevate nella popolazione generale e il loro rischio di insorgenza è direttamente proporzionale al numero totale di sigarette fumate.
La pneumopatia cronica ostruttiva è una causa importante di morbilità e mortalità nella popolazione generale e presenta, anch'essa, una relazione diretta di causa-effetto con il fumo.
Le vasculopatie periferiche, che colpiscono gli arti inferiori, sono più diffuse tra i fumatori e sono provocate dallo sviluppo di placche aterosclerotiche sulle pareti dei vasi sanguigni; nei casi più gravi, in cui si sviluppa una gangrena, può essere necessario ricorrere all'amputazione della parte interessata. Anche in questo caso, il rischio di comparsa della malattia è strettamente dipendente dalla quantità di sigarette fumate.
Qualunque intervento chirurgico comporta, per i fumatori, un rischio maggiore di complicazioni postoperatorie, come, ad esempio, la trombosi venosa profonda che può provocare embolia polmonare e, talvolta, morte.
Quasi tutti gli accidenti cerebrovascolari potenzialmente mortali, in particolare l'ictus e l'emorragia cerebrale, presentano correlazioni con il fumo.

CANCEROGENESI

Il lungo ed articolato processo che porta a trasformare una cellula normale, che rispetta le regole della convivenza e svolge le funzioni che gli vengono assegnate, in una cellula che si estranea dalle regole; costituisce la patogenesi del cancro.Nel complesso processo di sviluppo che parte dalla fertilizzazione dell’ovocita per arrivare alla costruzione di un individuo maturo, ciascuna cellula acquisisce un ruolo specifico nel contesto dell’organizzazione morfo-funzionale dei tessuti e degli organi specializzati. Ciascun gruppo di cellule prolifera fino ad un certo punto ed acquisisce una determinata posizione nel contesto di una ben organizzata comunità cellulare.
Nuove popolazioni cellulari emergono allorquando si crea un danno che porta alla morte un certo numero di cellule o quando esse abbiano raggiunto la fine del loro ciclo vitale. Il loro compito e quello di rimpiazzare il contingente cellulare perduto senza che ci sia mescolamento tra diversi tipi cellulari. Quest’operazione è facilitata dalle proprietà di superficie delle cellule che le porta ad interagire facilmente con le cellule simili. Inoltre, il contatto tra elementi cellulari innesca segnali che vanno a bloccare l’ulteriore proliferazione cellulare (inibizione da contatto).Tutte queste regole sono violate dalla cellula tumorale e la crescita cellulare può progredire senza controllo. Vengono violati i normali limiti territoriali interposti tra i vari tipi cellulari e la morte sopraggiunge allorquando si determina la distruzione delle aree vitali invase e sovvertite.
EFFETTI DEL FUMO IN GRAVIDANZA:
Anche i nascituri non sfuggono agli effetti nocivi del fumo: molti studi hanno, infatti, evidenziato l'esistenza di una relazione tra il numero di sigarette fumate dalla madre e l'insorgenza di gravi complicazioni durante la gravidanza, la nascita di bambini morti o scarsamente vitali e alcuni casi di morte neonatale improvvisa.
Questa sindrome corrisponde ad una morte del tutto inaspettata di un neonato precedentemente sano, nel quale l'autopsia non rivela alcuna causa apparente del decesso. Viene anche definita "morte in culla" poiché si verifica di solito mentre il neonato dorme. La sindrome si verifica più frequentemente nel terzo e quarto mese di vita, nei maschi, nei prematuri e nei neonati con basso peso alla nascita.Una delle ipotesi avanzate per spiegare l'origine di questa sindrome sostiene che il corpo dei neonati colpiti mostrerebbe segni di un insufficiente apporto di ossigeno, forse determinato dalla presenza di riflessi respiratori immaturi. Altre prove a sostegno di questa teoria derivano dagli studi sui neonati che sono stati rianimati dopo un arresto respiratorio: in questi bambini, considerati vittime mancate della sindrome, la frequenza respiratoria non aumenta quando nel loro sangue si accumula anidride carbonica. Inoltre alcuni neonati prematuri presentano apnea nel sonno, cioè cessazione del respiro per oltre 20 secondi. Altre ricerche hanno, invece, cercato di spiegare le cause della sindrome con anomalie del cervello, del sangue, dei muscoli respiratori e del cuore. La sindrome non può essere prevista né prevenuta, anche se secondo alcune ipotesi i fratellini di un neonato deceduto in culla sarebbero maggiormente a rischio rispetto agli altri bambini.

EFFETTI DEL FUMO PASSIVO:
L'esposizione involontaria al fumo passivo è anch'essa molto pericolosa per la salute e, in base ad alcuni dati recenti, comporta un rischio di sviluppo del cancro ai polmoni superiore dell'1,5% rispetto a quello che corrono i non fumatori che vivono in ambienti non inquinati dal fumo; il rischio d'infarto e di malattie cerebrovascolari per fumo passivo non è stato quantificato altrettanto precisamente, ma è anch'esso più elevato che nei soggetti non esposti. Nel caso di sospensione dell’abitudine al tabacco, il rischio di mortalità legata al fumo cala lentamente, tanto che per tornare al valore di partenza possono essere necessari più di vent'anni.
LEGISLAZIONE EUROPEA RELATIVA AL FUMO:
L'Unione europea ha recentemente adottato due importanti direttive sul tabacco: una sugli ingredienti e l'etichettatura, l'altra sulla pubblicità e la sponsorizzazione. Il Parlamento europeo ha apportato una serie di modifiche alla direttiva sull'etichettatura, in particolare sulle dimensioni e sul tipo di avvertenze sanitarie stampate sui pacchetti di sigarette. Ha inoltre sostenuto il progetto di direttiva sulla pubblicità del tabacco. Entrambe le direttive sono state oggetto di forti azioni di lobby e nel caso della direttiva sulla pubblicità, la battaglia non è ancora terminata: la Corte di giustizia delle Comunità europee avrà l’ultima parola.
La direttiva sugli ingredienti e l’etichetta: Nel 1999, la Commissione europea ha presentato un progetto di direttiva per l'armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri in materia di valore massimo di catrame, nicotina e monossido di carbonio nelle sigarette, sulle avvertenze sanitarie da affiggere sui pacchetti, sull'uso di ingredienti diversi dal tabacco e sulla descrizione dei prodotti del tabacco. Le molte discrepanze fra le legislazioni nazionali sono state percepite come un modo per ostacolare il funzionamento del mercato interno dell'UE, per cui l'esigenza principale è stata semplicemente quella di definire norme minime comunitarie. Tuttavia, poiché la nuova legislazione doveva anche cercare di proteggere la salute dei cittadini, i limiti proposti a livello dell'UE per gli ingredienti nocivi erano rigorosi. Sono state anche proposte avvertenze e informazioni sui prodotti per consentire ai consumatori di essere adeguatamente informati sui rischi che comporta l'uso di prodotti del tabacco.
Tenori massimi di catrame e nicotina: Secondo la direttiva, la norma relativa al valore massimo di catrame (10 mg), nicotina (1mg) e monossido di carbonio (10 mg) doveva applicarsi entro il 1° gennaio 2004 per le sigarette prodotte e commercializzate nell'UE; la Grecia ha potuto godere di una proroga fino al 1° gennaio 2007 per applicare i livelli di catrame previsti. Le sigarette prodotte nell'UE e destinate all'esportazione verso paesi extracomunitari dovranno inoltre essere soggette alle stesse limitazioni, dopo un periodo transitorio (fino al 1° gennaio 2007) che consenta ai produttori dell'UE di modificare le specifiche di produzione.
Termini come "a basso tenore di catrame", "light", "ultra-light" e "mild", così come nuovi marchi e disegni che suggeriscono che un particolare prodotto del tabacco sia meno dannoso degli altri sono vietati dal 30 settembre 2003.

Avvertenze sanitarie…più sono grandi e meglio è:
Dal 30 settembre 2003, i pacchetti di sigarette devono anche riportare vistose avvertenze sui rischi per la salute. Grazie alla perseveranza dei deputati europei, tali avvertenze sono molto più grandi e incisive di quelle proposte originariamente dalla Commissione.
Il trenta per cento del lato anteriore di ciascun pacchetto posto in vendita nell'UE è infatti occupato da un'avvertenza generale obbligatoria, come "Il fumo uccide/Il fumo può uccidere" o ancora "Il fumo danneggia gravemente te e chi ti sta intorno". Quest'ultima menzione è stata inserita grazie al
Parlamento europeo, che voleva attirare l'attenzione sui pericoli del fumo passivo.
Il quaranta per cento del lato posteriore di ciascun pacchetto deve essere occupato da un'altra avvertenza obbligatoria, che gli Stati membri possono scegliere fra un elenco di 14 messaggi definiti dalla direttiva, come ad esempio: "Fumare in gravidanza fa male al bambino", "Il fumo crea un'elevata dipendenza, non iniziare" e "Il fumo può provocare una morte lenta e dolorosa".
Gli Stati membri con due o tre lingue ufficiali avranno una superficie totale occupata dalle avvertenze generiche e aggiuntive maggiore di quella prevista per gli altri.
Facendo seguito alle pressioni esercitate dal Parlamento europeo, gli Stati membri potranno inoltre, dal 1 ottobre 2004, introdurre fotografie a colori o altre illustrazioni che mostrino le conseguenze prodotte dal fumo sulla salute, a compendio delle avvertenze stampate sui pacchetti di sigarette. Il forte impatto di tali illustrazioni ha dato prova della sua estrema efficacia in paesi come Canada e Brasile. Queste avvertenze possono includere anche numeri di telefono e siti web o e-mail da cui i fumatori possono ottenere informazioni su come liberarsi dal vizio. Benché gli Stati membri non siano obbligati a introdurre le illustrazioni predette, essi non potranno nemmeno bloccare le importazioni delle sigarette dagli Stati membri dell'UE che ne fanno uso.

Più informazioni sui prodotti per i consumatori:Centinaia di ingredienti diversi dal tabacco sono aggiunti al processo di produzione di molti prodotti del tabacco e possono indurre dipendenza. A partire dal 31 dicembre 2002, i produttori di tabacco devono presentare ogni anno ai loro governi l'elenco di tutti gli ingredienti presenti nei loro prodotti, insieme con le quantità e le ragioni dell'uso di tali sostanze. I deputati europei hanno insistito sul fatto che i governi debbano rendere pubbliche tali informazioni. La Commissione dovrà inoltre preparare, entro il 31 dicembre 2004, un elenco standard di ingredienti autorizzati per i prodotti del tabacco in tutta l'Unione europea.

La direttiva sulla pubblicità e la sponsorizzazione:La pubblicità del tabacco in televisione è già vietata dal 1991 in virtù della legislazione comunitaria. L'Unione ha adottato nel 1998 una direttiva sulla pubblicità del tabacco negli altri mezzi d'informazione e sulla sponsorizzazione da parte dell'industria del tabacco, ma è stata contestata dal governo tedesco, che si è rivolto alla Corte di giustizia delle Comunità europee, sostenendo che l'UE aveva esulato dall'ambito di sua competenza. La Corte ha accolto questa tesi e ha annullato la direttiva, affermando che alcuni dei divieti previsti - pubblicità su poster, ombrelloni, posacenere e cinema - non avrebbero prodotto effetti sul mercato unico europeo, in quanto il loro impatto sarebbe stato esclusivamente locale. Tuttavia, il giudice aggiungeva che non vi erano ragioni per cui la legislazione sul mercato unico in quanto tale non potesse essere utilizzata per vietare la pubblicità del tabacco.
La Commissione ha quindi presentato un nuovo progetto di direttiva nel 2001, attentamente studiato per evitare di imbattersi nei problemi incontrati dalla precedente, rivolgendosi unicamente alla pubblicità e alla sponsorizzazione con "effetti transfrontalieri".
La nuova direttiva vieta la pubblicità del tabacco sulla carta stampata, alla radio e su internet, per quanto vi siano delle deroghe relative alle pubblicazioni destinate ai professionisti del commercio di tabacco. La direttiva pone inoltre fuori legge la sponsorizzazione di prodotti del tabacco in programmi radio e per eventi che hanno un impatto transfrontaliero, come le gare di Formula uno, o la distribuzione gratuita di prodotti del tabacco durante tali eventi. La pubblicità indiretta, per esempio sui capi di abbigliamento, non viene proibita dalla direttiva. Tuttavia, gli Stati membri hanno la facoltà di introdurre disposizioni antifumo ancora più rigide, se lo ritengono opportuno.
Il Parlamento ha approvato la direttiva a larga maggioranza e la sua entrata in vigore è prevista per il luglio 2005. Tuttavia, il governo tedesco ha annunciato, nel settembre 2003, che intende rivolgersi nuovamente alla Corte di giustizia.

Altre misure antitabacco in vista:Altre misure sono all'esame della Commissione europea. Le sovvenzioni per i coltivatori di tabacco, che attualmente incidono sul bilancio comunitario per un totale di 1 miliardo di euro, potrebbero essere revocate e i fondi indirizzati verso misure di sostegno al reddito degli agricoltori e verso gli aiuti regionali. Il divieto di fumare nei luoghi pubblici, inclusi i bar, ha lo scopo di proteggere i dipendenti dai rischi del fumo passivo e quindi anche i datori di lavoro dalle eventuali cause per risarcimento danni. Infine, anche il personale della Commissione è stato informato del fatto che, a partire dal mese di maggio 2004, non è più consentito fumare nei locali della Commissione.

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