Il mistero di Gaia

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Testo

IPOTESI GAIA
Lovelock ipotizza gaia nel 1965 partendo dal principio di equilibrio ,intendendo con quest’ultimo uno stato di stabilitа in cui non si puт estrarre energia, lo stato di equilibrio da un punto di vista chimico и la vicinanza alla morte in quanto viene raggiunta quando si и consumata tutta l’energia.
La vita di un pianeta sarebbe quindi dimostrata da un forte stato di disequilibrio chimico nei gas atmosferici, la dove prevale l’anidride carbonica (marte e venere) gas poco reattivo ci sono poche probabilitа di vita organica,la terra presenta invece una improbabile miscellanea di gas instabili e pronti a reagire ta di loro:ossigeno 21%, metano 1,7ppm, anidride carbonica, e azoto . Nasce da qui l’idea che la terra abbia una capacitа di autoregolazione :l’ipotesi gaia. L’ipotesi gaia prende il nome dalla divinitа che gli antichi greci davano alla dea terra , dea dolce, femminile , fertile , ricettiva e nutritiva , generosa ma spietatamente crudele con chi non viveva in armonia con il pianeta.

L’ipotesi gaia prevede che l’evoluzione degli organismi sia strettamente legata all’evoluzione del relativo ambiente fisico-chimico, insieme essi costituiscono un unico processo evolutivo autoregolatore, pertanto il clima , la composizione delle rocce , l’aria e gli oceani non sono determinati solo dalla geologia, ma sono anche conseguenza della presenza di vita. E’ grazie alla incessante attivitа degli organismi viventi che le condizioni si sono mantenute favorevoli alla vita sul pianeta per 3,6 miliardi di anni!! Qualsiasi specie che condiziona negativamente l’ambiente viene alla fine eliminata !

Nasce una nuova scienza olistica la geofisiologia che si occupa delle modalitа di funzionamento della terra concepita come un organismo vivente , da un punto di vista epistemologico la geofisiologia ignora la tradizionale distinzione tra scienze della terra (chimica-mineralogia ecc) e scienze della vita (biologia-medicina ecc) che considera l’evoluzione delle rocce e l’evoluzione della vita come discipline separate. La geofisiologia considera invece i due processi come un’unica scienza evolutiva atta a descrivere la storia del pianeta.
Oggi alla scienza manca questa visione unitaria in quanto essa predilige un orientamento riduzionistico ,se prendiamo ad esempio come viene trattato il concetto di vita e di organismo vivente da una serie di scienziati di discipline differenti, vedreno che ognuno risponderа partendo dal punto di vista limitato della disciplina di appartenenza : il fisico/chimico dirа che la vita и uno stato particolare della materia, il biologo darwinista dirа che la vita corrisponde ad un organismo vivente capace di correggere errori riproduttivi grazie alla selezione naturale, per il biochimico la vita corrisponde all’organismo vivente che assorbe energia libera (solare o trasformata) per crescere secondo le indicazioni fornite dal codice genetico, per il geofisiologo invece la vita и la proprietа di un sistema circoscritto aperto ad un flusso di energia e di materia , in grado di mantenere costanti le proprie condizioni interne malgrado il mutare delle condizioni esterne attraverso processi di omeostasi ( inteso come uno stato di persistenza dinamico ).
Per comprendere Gaia occorre comprendere le leggi della termodinamica che regolano il funzionamento dell’universo, pensando a Gaia si puт ipotizzare un universo che si autoorganizza per contrastare l’entropia che porta all’equilibrio chimico (stato 0) e che и alimentato dall’energia della propria degradazione, quindi disordine e caos sono indispensabili per mantenere il flusso di energia libera che rende possibile la vita. Essere vivo nell’ipotesi gaia и quindi tutto ciт che metabolizza e si autoregola, pertanto la vita и qualcosa che condividono gli uomini, i gatti , le piante gli alveari , le foreste, le barriere coralline.......la terra.
GAIA : UNA VISIONE OLISTICA
Vista dallo spazio la Terra appare completamente diversa da Venere o da Marte. L’abbondanza di acqua e di ossigeno conferisce alla Terra il caratteristico colore azzurro e bianco e blu, nella profonditа oscura dello spazio la terra sembra estremamente viva. Nell’esame dell’ultravioletto si rivela la presenza dell’ossigeno e del metano gas altamente instabili e l’emissione totale della radiazione infrarossa (dispersione termica) и molto inferiore a quella che ci si potrebbe aspettare soprattutto se la si confronta con un pianeta collocato alla stessa distanza del sole come la luna che non avendo atmosfera ha una dispersione termica molto piщ elevata.
L’atmosfera della terra и in grado di trattenere l’esatta quantitа di di calore necessaria ad assicurare un clima adatto agli organismi viventi.
La terra dimostra quindi di avere una elevata capacitа di autoregolazione (feed-back) e di essere viva non nel senso in cui lo и un animale , in grado di riprodursi, ma di essere un organismo vivo come i grandi ecosistemi ,cioи con una forma di vita intermedia tra la materia inanimata e gli organismi sensibili , e tuttavia una forma di vita piщ grande e piщ antica della maggior parte degli organismi.

GLI ELEMENTI DI GAIA
Il biota nell’ipotesi gaia и costituito dall’insieme degli organismi viventi della terra, Gaia и il sistema di vita planetario che comprende tutto ciт che viene influenzato e che influenza il biota. Il sistema Gaia condivide con tutti gli organismi viventi la capacitа di omeostasi, cioи la regolazione dell’ambiente fisico e chimico ad un livello prossimo a quello favorevole alla vita. Gli elementi costitutivi di Gaia sono :
1)L’atmosfera : strutturata ad involucri concentrici и costituita da Termosfera/Ionosfera (a 90km dalla terra) e si confonde con lo spazio, Mesosfera (50-90km dalla terra) forte luce solare e la temperatura va da 0 a -100°C,Stratosfera (18 a 50km) caratterizzata dalla fascia di ozono ed и qui che avviene la distruzione dei clorofluorocarburi CFC con conseguente buco dell’ozono,Troposfera (da 0 a 18 Km) costituita da ossigeno(21%), anidride carbonica, metano , azoto(79%) ed и costituita dall’aria che respiriamo.
2)Flussi di energia : L’energia solare и la fonte piщ rilevante di energia che giunge al pianeta, serve a riscaldare l’atmosfera e gli oceani, la composizione dell’atmosfera и un fattore determinante nel riscaldamento del pianeta.
3)Le acque della Terra : Senza acqua non ci sarebbe vita, la vita poi ha consentito alla terra di conservare gli oceani, la salinitа poi non ha superato, grazie ai processi biologici, il limite critico alla vita. Le alghe delle zone eufotiche che attuano la fotosintesi , riciclano i detriti organici e liberano anidride carbonica.
4)Le rocce : Il territorio di Gaia si estende su tutte le rocce della crosta terrestre , le cui parti hanno subito profondi cambiamenti dovuti ai 3,5 miliardi di vita.L’erosione superficiale in presenza di microorganismi ha trasformato i detriti originali in terra fertile.l’attivitа vulcanica rifornisce costantemente la superfice di materiale fuso e di gas proveniente dall’interno incandescente e radioattivo. Se si esamina un campione di suolo si scopre che и un ecosistema batterico in cui pulsa una vita (funghi , batteri, microorganismi anaerobici...) impegnata a scindere la materia organica e i detriti per ritrasformarla nuovamente in materia nutritiva per le piante e per gli animali.
5)I Grandi ecosistemi : Gli ecosistemi sono distribuiti su tutta la superfice del pianeta, dalla fredda tundra alle cime montuose, dagli oceani ai deserti, dalle foreste tropicali agli ecosistemi batterici che stanno alla base di tutto il resto: i microorganismi fotosintetici e i consumatori che si trovano alla superfice del suolo e del mare, come pure i fermentatori anaerobici sottostanti. Gli ecosistemi comprendono gli organismi viventi ed il loro ambiente e possono essere considerati come gli organi di gaia, sono dotati di autoregolazione omeostasi e di metabolismo.
Ognuno и dotato di una propria identitа / funzione e svolge un ruolo vitale per la salvaguardia dell’intero organismo (effetto farfalla) quali la produzione di ossigeno(batteri fotosintetici) o l’assorbimento di calore.
LA TEORIA DEL CONTROLLO ED IL PIANETA DELLE MARGHERITE
Lovelock per spiegare meccanismi di autoregolazione e quindi i sistemi di controllo e retroazione del pianeta ha elaborato un modello di pianeta al computer Daisyworld, cioи il pianeta delle margherite : un pianeta su cui ci sono solo due specie le margherite chiare e quelle scure si analizza quindi la relazione tra la temperatura legata alla luminositа del sole e l’evoluzione delle margherite.
All’inizio dell’evoluzione quando la stella и meno luminosa solo la regione equatoriale и abbastanza calda da consentire la vita alle margherite scure che hanno piщ successo in quanto assorbono piщ calore dalla luce solare.
Piano piano le margherite scure colonizzano il pianeta e lo raffreddano assorbendo calore ma a causa de loro colore aumentano la temperatura media sino al verificarsi di una catastrofe termica, a questo punto si sviluppano e si espandono le margherite chiare che tendono a riportare in omeostasi la temperatura garantendo la presenza della vita.Il modello dimostra quindi come il sistema gaia sia costituito da elementi che interagiscono tra loro in modo complesso, lo si puт considerare un superorganismo che funziona come un unico sistema autoregolatore.
Il successo di Gaia come sistema , richiede il mantenimento continuo e attivo dell’ambiente entro limiti adatti alla vita. Tutto questo implica molto piщ che un biota totale minimo , in quanto deve esservi un numero sufficente di organismi viventi che con la loro esistenza , si oppongano all’inesorabile evoluzione del pianeta verso uno stato di equilibrio chimico. Si puт affermare che su un pianeta la vita non puт essere scarsa e diffusa in modo irregolare: il sistema deve essere grande, forte ed in grado di affrontare problemi di ampiezza planetari , i pianeti deboli muoiono presto.
Se le forme di vita si riducessero ad un millesimo rispetto al livello attuale e si fermassero a quel livello, in pochi milioni di anni la terra diventerebbe un luogo inospitale. L’anidride carbonica raggiungerebbe concentrazioni elevate , l’ossigeno e parte dell’ozono scomparirebbero dall’atmosfera e gli oceani diventerebbero molto salati. La temperatura potrebbe salire notevolmente , forse di piщ di 30°C; a causa dell’aumento dell’anidride carbonica e della diversitа e struttura delle nubi. Attualmente , l’esistenza delle nubi sulla terra и dovuta ad alcune alghe marine(fitoplancton) che emettono nei loro processi di decomposizione organica gas di zolfo che costituiscono il nucleo attorno a cui si condensano le nubi.
La biodiversitа e quindi una garanzia a tutela della vita del pianeta, una sua riduzione potrebbe provocare la perdita dell’acqua , in quanto l’idrogeno in presenza di poco ossigeno tenderebbe a a sfuggire alla terra , da qui si comprende l’importanza di difendere e di tutelare tutte le forme di vita presenti sulla terra.
L’IPOTESI GAIA IN UNA VISIONE BIOCENTRICA DELLA VITA
Il principio biocentrico costituisce il paradigma su cui si fonda la Biodanza : la vita al centro del progetto costitutivo dell’universo, e quindi la vita come principio sacro da difendere in tutte le sue forme e manifestazioni.
Questa idea nasce come superamento del teocentrismo e dell’antropocentrismo, nel sentire Biocentrico la vita и tutto il cosmo, ed и in tutte le manifestazioni e forme di energia, supera il regno animale e vegetale ed include tutti gli elementi costitutivi di Gaia e dell’Universo. La vita pulsa nel granello di sabbia del deserto, nella roccia della montagna, nell’acqua del ruscello , sulla foglia della pianta nel sorriso del bambino.
L’ipotesi Gaia ed il principio Biocentrico assumono quindi lo stesso paradigma : La vita и e deve essere al centro delle nostre considerazioni, essa ha avuto ed ha una influenza formativa sul nostro ambiente ed i processi biologici hanno un ruolo essenziale ed attivo nell’assicurare che il pianeta rimanga abitabile .
Dedurre che la vita ha un ruolo attivo significa prendere in considerazione che gli effetti del feed-back sono essenziali nei processi di omeostasi, ciт implica che le varie forme di vita che si manifestano sono strettamente interdipendenti !!
Una concezione della vita di questa ampiezza comporta un mutamento radicale nel modo di concepire l’evoluzione dell’universo e l’evoluzione dell’uomo nell’universo, solo l’armonia , l’integrazione ed il feed-back possono garantire lo sviluppo e la cura della vita, solo un concetto di sacralitа di tutto l’ambiente che ci circonda puт garantire l’evoluzione che non potrа piщ essere individuale o di una specie , ma dovrа essere universale.

TEORIA DEL CAOS : L’ORDINE ED IL DISORDINE : UN VIAGGIO ALLE RADICI DELLA VITA .
1. DAL REGNO DELL’ORDINE AI TERRITORI DEL DISORDINE>
Nel regno dell’ordine l’universo и visto come il piщ preciso degli orologi, la legge universale che ne regola i movimenti, scoperta da Newton , и la legge di gravitа attraverso la quale l’universo и governato da un principio di ordine che esclude la dispersione , l’usura e la degradazione. Alla superfice delle cose si puт percepire del disordine ma nel profondo (Hegel) regnano i tre ordini : ORDINE FISICO regolato dalle LEGGI DELLA NATURA
ORDINE BIOLOGICO regolato dalle LEGGI DELLA SPECIE
ORDINE SOCIALE regolato dalle LEGGI DELLA SOCIETA’
Questo abito mentale governerа il sentire dell’uomo sino alla scoperta del secondo principio della termodinamica, in cui Carnot e Clausius (1850 ) introducono l’idea di degradazione dell’energia nei sistemi fisici chiusi (entropia), definendo che quando l’energia (meccanica, elettrica, chimica ) prende forma di calore non puт riconvertirsi completamente e perde quindi una parte della sua capacitа di trasformarsi in lavoro.
L’entropia и quindi una nozione che comporta degradazione dell’energia, dell’ordine e della organizzazione, il problema и limitato ai sistemi chiusi? no , perchи anche i sistemi aperti lavorano (trasformano l’energia in calore) ed ogni lavoro pone il problema della crescita dell’entropia.
La scoperta del disordine nel campo fisico и stata confermata da Planck in campo microfisico, con la nozione discontinua di quanto d’energia , in cui veniva scoperto che и il principio di disordine che sta alla base dell’atomo, degli elettroni e dei quanti, un disordine che non ha caratteristiche degenerative ma caratteristiche costitutive , un disordine grazie al quale ,e vedremo di seguito con quali modalitа, si costruiscono i mattoncini elementari della materia. Il 1923 и l’anno della scoperta da parte dell’astrofisico Hubble del terzo livello di disordine :quello genesiaco.Infatti si scoprirono in quegli anni nuove galassie, pulsar, buchi neri, in una parola si scopre che l’universo si sta espandendo e che questa espansione и una dispersione che ha origine da una esplosione. Le galassie si stanno allontanando le une dalle altre in una deriva universale.
L’espansione dell’universo и figlia di una catastrofe primigenia che tende ad una espansione infinita, quindi anche a livello cosmogenetico и il principio di disordine a governare .
Secondo la teoria del Big Bang l’universo era all’inizio un punto di densitа infinita dalla cui esplosione si и formata una nube di protoni , elettroni , neutroni , neutrini , gli scontri (incontri ) casuali tra questi elementi ha generato i primi atomi di idrogeno, elio , deuterio , inizia cosм la vita dell’universo.
La cosmogenesi (nascita dell’universo) origina dunque dalla catastrofe termica che accompagna il Big Bang, cosм intesa la catastrofe ci fa capire come l’organizzazione e l’ordine dell’universo si edificano nello squilibrio e nella instabilitа, l’idea di catastrofe , pur contenendo in se l’idea di evento esplosivo, si identifica con l’insieme del processo di trasformazione dell’universo che continua ancora oggi.
La cosmogenesi inizia dunque sotto forma di microgenesi , infatti l’addensarsi ed il raffreddarsi alla periferia della nube cosmica di questi atomi scatena la gravitа (che diventa effetto e non principio universale ) . La nube si divide in protogalassie le quali per effetto degli stessi processi si dividono a loro volta , nascono le protostelle che per effetto di reazioni termonucleari si accendono . Le stelle a loro volta originano i pianeti e li tengono sotto il loro governo gravitazionale. Su un pianeta periferico di una sole periferico di una galassia periferica, dall’incontro e dal mescolarsi casuale e statisticamente improbabile, degli atomi di azoto - ossigeno - idrogeno - anidride carbonica ha origine la vita forgiata dal braciere stellare.
Il processo cosmogenetico puт quindi essere compreso solo partendo dall’idea di disordine, l’universo nasce dal calore estremo (10 alla11^ °K)ed il calore porta con se : agitazione, turbolenza,dispersione , caso,diffusione, retroazione positiva,esplosione . La formazione dei liquidi dipende invece dai processi di raffreddamento periferici avvenuti milioni di anni fa sul nostro pianeta. La vita (Biogenesi) nasce quindi da una dialettica termica capricciosa in cui caldo e freddo si alternano per dar origine attraverso catastrofi successive al grande progetto dell’universo : la vita.
Dal disordine quindi si originano ordine ed organizzazione come di seguito dettaglieremo.
2. LA DANZA DELLE INTERAZIONI (INCONTRI)
Le interazioni sono azioni reciproche che modificano il comportamento o la natura degli elementi, dei corpi e degli oggetti , presuppongono che esistano : (1)gli elementi che si devono incontrare, (2)le condizioni di incontro (agitazione-turbolenza), (3)i vincoli (legati alla natura degli elementi).
Perchи vi sia organizzazione occorre che vi siano interazioni - incontri , perchи vi siano incontri occorre che vi sia disordine (turbolenza - agitazione) , cosм si и generato e continua ad evolversi l’universo.
Il numero e la ricchezza delle interazioni accrescono mano a mano che si passa da particelle elementari ai grandi sistemi fisici e sociali, dando origine a fenomeni di grande complessitа, le interazioni tendono a divenire leggi di natura ( quando sono ripetitive in determinate condizioni ) ma hanno genesi nel disordine . Ciт significa che i termini ordine-disordine-organizzazione sono connessi tra di loro attraverso le interazioni- incontri in un anello solidale , in cui nessun termine puт essere compreso indipendentemente dagli altri , e si trova con gli altri in relazioni complesse.>
3.IL RITORNO DEL CAOS ED IL PRINCIPIO BIOCENTRICO
Il mito greco aveva dissociato cronologicamente il caos , pre-universo disordinato in cui Urano copula con Gea e distrugge i propri figli , dal cosmo, universo organizzato in cui regnano regola ed ordine. La cultura occidentale и figlia di questo pensiero dissociante.
Il concetto di caos и in realtа inseparabile dal fenomeno bifronte tramite il quale l’universo si disintegra e si organizza, si disperde e contemporaneamente si coagula intorno a molti nuclei, paradossalmente il caos и disintegrazione organizzatrice !
L’idea di caos и una idea energetica che si accompagna al ribollire, al fiammeggiare, alla turbolenza, и legata al fuoco genesiaco in cui si и costituito l’universo, и nella nube ardente che le particelle elementari si sono saldate in molti nuclei, и nella furia del fuoco che si sono accese le stelle e che si sono formati gli atomi che hanno portato dopo un lungo cammino all’uomo, и dal caos originario e contestualmente ad esso che и sorto il “ Logos”.
Ma la genesi con l’attuale ordine dell’universo non и finita, siamo sempre, anche in questo istante, nella nube che si dilata, in un universo in cui nascono e muoiono soli ; siamo sempre all’inizio di un universo che muore a partire dalla sua nascita .
Il caos и dunque compresente al cosmo (ordine ) ed и alla base della Physis (mondo fisico organizzato) ,il caos и un concetto complesso in quanto unisce concetti (ordine - disordine - organizzazione ) che la logica occidentale dissocia e tende a rendere antagonisti.
L’universo ereditato da Keplero,Galileo,Copernico, Newton era un universo freddo governato dalla legge di gravitа che regolava i movimenti perpetui di un ordine impeccabile, questo concetto di universo va barattato con un universo caldo, composto da una nube ardente in cui spreco e squilibrio sono generatori del caos da cui nasce l’energia che alimenta i processi periferici di organizzazione . La maggior parte di questo universo и in disordine , solo una piccola parte, locale и organizzata. L’ordine poi genera forme organizzate complesse : la vita-l’uomo, ma queste ultime sono un caso meraviglioso ! Se le leggi statistiche governassero lo sviluppo dell’universo la probabilitа di implosione dello stesso sarebbe l’ipotesi piщ ragionevole , l’entropia vincerebbe la battaglia con la vita !
Dobbiamo perт elaborare una concezione unitaria dell’universo, che veda ordine e organizzazione alimentate dal disordine , energizzate dal caos , in cui la cosmogenesi produce ordine e organizzazione non come fenomeni devianti ma come fenomeni centrali dell’universo ed in cui le leggi statistiche perdono di significato in quanto ci troviamo davanti a fenomeni di innovazione, invenzione,evoluzione.
L’universo visto non come delirio termico ma come il laboratorio di un fabbro .
Siamo approdati al principio Biocentrico in cui la vita и la struttura che guida la costruzione dell’universo, e l’evoluzione dell’universo corrisponde alla evoluzione della vita , l’universo и un sistema vivente ed il singolo uomo и un universo , per entrambi valgono gli stessi parametri e le stesse regole, uomo e universo sono legati nello stesso progetto originario.
Ritorniamo quindi alla relazione circolare tra disordine - ordine all’interno della spirale della evoluzione universale, ordine e disordine rinascono senza posa nel caos e sono vicendevolmente relativi e relazionali, ciт genera complessitа logica (mettere ordine nel disordine e disordine nell’ordine) e di comprensione, tanto che il legame tra ordine e disordine puт essere definito di natura dialogica (unitа simbiotica di due logiche differenti) in quanto i due elementi nello stesso tempo : si confondono, si richiamano, si necessitano, si combattono e si contraddicono.
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4. LA FONTE GENERATRICE
Si pongono ora due ordini di problemi : chi siamo noi in questo universo ? come concepiamo e descriviamo noi stessi e l’universo? Non basta per rispondere dire che ci troviamo sul terzo pianeta di un sole di periferia di una galassia marginale detta via lattea, e che siamo esseri forgiati nel nostro sole o in uno dei suoi predecessori. Dobbiamo anche aggiungere che siamo esseri organizzati biologicamente, dotati di un apparato cerebrale che puт agevolmente comprendere l’ambito locale, ma che con grande difficoltа concepisce l’infinitamente piccolo e l’infinitamente grande.
Noi viviamo in una societа che si sta riscaldando , il riscaldamento del XX secolo non corrisponde solamente alla industrializzazione, ma alla crescita ed alla accelerazione di tutti gli scambi tra gli individui, agli incontri, ai conflitti, alle amicizie, agli spostamenti .......l’agitazione termica dei cuori fa precipitare la societа nel caos, viviamo ,omologamente all’universo, nella incertezza tra la probabilitа della diaspora e della dispersione sociale ed individuale, e l’opportunita dello sviluppo organizzato e armonioso.
Dobbiamo semplicemente prendere coscienza che l’umanitа e l’universo fanno parte dello stesso meraviglioso progetto, и cosм che la nostra incertezza si stempera nella fiducia della comune fonte generatrice : la vita !

LA TEORIA DEL PENSIERO COMPLESSO
“la ragione per cui gli angeli sanno volare и che si prendono con tanta leggerezza.” G.K. CHESTERTON
La conoscenza scientifica и stata per lungo tempo concepita come quella parte del sapere che deve fare chiarezza, semplificare, ridurre la complessitа dei fenomeni oggetto di analisi. Ma quando ci si rende conto che questo modello semplificatore mutila la reale conoscenza dei fenomeni occorre trovare nuovi paradigmi di rappresentazione della complessitа.
Ma come definire la complessitа?
E’ complesso ciт che non puт essere riassunto in una parola principe, che non si riconduce ad un’unica legge o in un’idea semplice . La complessitа non puт essere definita usando le categorie della semplicitа o per usare le parole di Edgard Morin : La complessita’ и una parola problema non una parola soluzione.
Occore sviluppare una nuova modalitа di pensiero, che a differenza del pensiero semplificante non abbia la pretesa di controllare e spiegare il reale ma sia disposta a dialogare e a negoziare con la realtа.
La complessitа ha al suo interno le possibilitа di mettere ordine e di classificare i fenomeni e le idee, ma rifiuta le conclusioni unidimensionali del pensiero semplificante, il pensiero complesso rifiutа altresм la presunzione della completezza, partendo dal rifiuto della disgiunzione e della separazione si preoccupa di creare le relazioni interdisciplinari , ma ha piena coscienza
dell’impossibilitа teoretica e pratica della onniscienza , insinua il dubbio e fa proprio il motto di Adorno : la totalitа и la non veritа, permangono incompletezza ed incertezza.
L’INTELLIGENZA CIECA : siamo alla preistoria della mente umana
Sapere e ignoranza stanno procedendo parallelamente perchи spesso il sapere non si organizza intorno alla logica o alle percezioni ma intorno alle teorie ed alle ideologie (sistemi di idee), tanto che il progresso cieco e incontrollato della conoscenza sta minacciando l’umanitа stessa (inquinamento , manipolazioni genetiche , armi termomucleari....)
Causa di questa crescita dell’ignoranza и la modalitа di organizzazione della conoscenza che partendo da paradigmi sovralogici che governano il nostro modo di vedere le cose :
-separa (distingue/disgiunge) e unisce (associa/identifica)
-gerarchizza (principale/secondario) e centralizza (nucleo di nozioni essenziali)
classico esempio sono le visioni tolemaica o copernicana del mondo , a seconda del paradigma si separavano/univano, gerarchizzavano/centralizzavano dati e informazioni.
La prima ricerca da sviluppare и la presa di coscienza del paradigma e le relazioni condizionanti !!
Noi viviamo sotto il dominio dei principi di disgiunzione, di riduzione e di astrazione, cartesio ha separato il soggetto dall’oggetto noi siamo figli di questa disgiunzione.
Si separano quindi conoscenza scientifica e riflessione filosofica, scienze umane e scienze naturali si impedisce quindi alla scienza di riflettere su se stessa.
La disgiunzione ha separato:
FISICA # BIOLOGIA # ANTROPOLOGIA
e all’interno ogni campo ha a sua volta separato e disgiunto non riuscendo piщ a comprendere le interrelazioni interdiscipliunari, le reciproche influenze e la congiunzione dell’uno con il molteplice. Esiste una intelligenza cieca influenzata dai media (basso incretinimento ) e dalle universitа (alto incretinimento), infatti perdendo le associazioni e separando si giunge ad una esistenza illusoria incapace di riflettere su se stessa e sulla sua complessitа. I nuovi paradigmi producono oscurantismo dopo il marxismo la nuova econocrazia liberale le cui idee chiave e risposte semlificatrici pretendono di rispondere a tutte le esigenze dell’umanitа.
LA NECESSITA’ DEL PENSIERO COMPLESSO
La complessitа si puт definire come un insieme di elementi eterogenei inseparabilmente associati , и l’insieme dei fatti, delle azioni ,delle retroazioni , delle interazioni che costituiscono il nostro mondo fenomenico.
Della complessitа fanno parte il disordine, l’ambiguitа, l’incertezza. La scienza tradizionale cercando di scomporre di fare ordine di gerarchizzare mutila la complessitа della realtа offrendoci una conoscenza cieca.
La fisica con la scoperta del secondo principio della termodinamica e della dispersione dell’energia nell’universo; la fisica sub-atomica con la scissione dell’elemento minimo che reggeve l’universo l’atomo in : elettroni, protoni, neutroni, quanti di energia, ha scoperto come l’universo non и l’orologio perfetto governato dalla legge di gravitа universale, ma un processo che и contemporaneamente in via di disintegrazione e di organizzazione .
Si и scoperto che la vita non и una sostanza ma un complesso fenomeno di auto-eco-organizzazione.
La difficoltа del pensiero complesso consiste nel dover affrontare l’accozzaglia, la correlazione, la nebbia, l’incertezza ed il dubbio, dobbiamo perciт costruire un nuovo paradigma che ci aiuti a comprendere la complessitа e a superare le patologie mutilanti del vecchio pensiero che dava vita autonoma ai miti e agli dei che egli stesso creava.
LA COMPLESSITA’
Per comprendere l’uomo e per afferrare la relazione tra l’uomo e l’universo Morin propone come procedimento quello di reintegrare l’uomo tra gli esseri naturali ma contemporaneamente distinguerlo da essi per non ridurlo ad essi superando quindi la logica dissociativa e riduzionista delle scienze tradizionali.
La complessitа puo essere compresa a partire da tre fondamenti teorici :
a)La teoria sistemica , pone al centro della sua teoria una unitа complessa, un tutto che и superiore alla somma delle singole parti costitutive , il sistema non и (o puт non essere) una nozione reale ma и una nozione caratterizzata da ambiguitа/incertezza. Il sistema si pone ad un livello interdisciplinare e puт essere applicato a quasi tutti i campi del sapere sia fisico che sociale , creando anche le relazioni ed i ponti tra i due saperi. La teoria dei sistemi affronta il problema dei sistemi aperti , partendo dal 2^principio della termodinamica (dispersione) che comporterebbe una deriva negativa dei sistemi chiusi , si arriva a concepire il modello di sistema aperto che riceve energia dall’esterno e che necessita di organizzazione/informazione.
I sistemi aperti sono in uno stato di squilibrio , le strutture appaiono le stesse pure se i singoli componenti mutano (cellula-uomo). Le due conseguenze essenziali che derivano dall’idea di sistema aperto sono:
1-le leggi dell’organizzazione del vivente non sono di equilibrio ma di squilibrio, recuperato o compensato , di dinamismo stabilizzato.
2-la comprensione del sistema non puт essere cercata solo analizzando il suo interno o la sua composizione, ma nella sua relazione con l’ambiente circostante , questa relazione non и di dipendenza ma и costitutiva del sistema.
Per analizzare un sistema occorre distinguerlo dal suo ambiente e nel contempo analizzarne le relazioni . La complessitа massima la si trova nei sistemi auto-eco-organizzatori, vale a dire alla teoria dei sistemi viventi che devoni integrarsi con l’ecosistema a livello energetico-materiale-organizzativo-informativo.
b) L’informazione, sia la teoria cibernetica che la biologia considerano l’informazione organizzativa come una memoria/messaggio, pensiamo al DNA la cui struttura puт essere a una sorta di doppia scala i cui pioli sono dei segni chimici l’insieme dei quali diventa un messaggio ereditario, la riproduzione si puт considerare come la copia/trasmissione di questo messaggio/informazione ogni elemento costituisce un fonema l’insieme sono le parole dotate di senso a cui и affidato il racconto della storia e le informazioni riproduttive di ogni singola cellula. La mutazione genetica puт essere assimilata ad un rumore che perturba la riproduzione di un messaggio. Quindi nel DNA и contenuta , la memoria, l’informazione ed il programma (che consente l’organizzazione). Esiste quindi una relazione tra informazione e organizzazione, l’informazione и al servizio dell’organizzazione e contrasta l’entropia !!
Si crea quindi un ponte tra il 2^principio e la fisica e la biologia. Potremmo definire la neghentropia come lo sviluppo dell’organizzazione e della complessitа . L’informazione и un concetto problema non un concetto soluzione perchи и nel contempo : memoria, sapere , messaggio , programma , matrice di organizzazione.
3-L’organizzazione , e la sua teoria si sforzano di scoprire i principi di organizzazione , per fare cio puo essere utile riprendere alcune categorie dall’organicismo romantico e dal taoismo cinese che dicono che: l’organismo obbedisce a una organizzazione complessa e ricca , che non puт essere ridotto a leggi lineari e ad una visione meccanicistica, che deve sempre essere integrato con l’ambiente di riferimento. Lo studio della complessitа del vivente permette di concepire il vivente come capace di auto-organizzazione e di neghentropia. Infatti, a differenza della macchina che pur avendo parti costituenti molto affidabili si ferma quando una di esse degenera, il vivente pur avendo componenti poco affidabili (cellule) che degenerano molto rapidamente nel suo insieme(il sistema) continua a funzionare. Qui ci troviamo di fronte a grande affidabilitа dell’insieme e debole affidabilitа dei componenti. Potremmo dire che all’aumentare del disordine nel vivente c’и il fenomeno della riorganizzazione o auto- organizzazione (neghentropia). Esiste quindi uno stretto legame tra l’entropia/disordine e la neghentropia/ordine tra la vita e la morte , l’ordine auto-organizzato non puт essere complessificato se non muovendo dal disordine - rumore. L’individualitа dei sistemi viventi a differenza delle macchine (che devono la loro organizzazione ad un progetto esterno) и dotata di autonomia (esistenziale e di organizzazione) anche se и in costante apertura e scambio con l’ambiente da cui trae l’energia, la materia, l’informazione. Il sistema auto-eco-organizzatore pur avendo una sua individualitа и un sistema aperto , non puт bastare a se stesso deve introdurre dentro di se l’ambiente esterno, non puт chiudersi pena la dispersione e l’entropia.
GENESI E SVILUPPO DELL’IDEA DI COMPLESSITA’
La complessitа era una categoria logica presente nella filosofia , la dialettica Hegeliana introduceva infatti la contraddizione e la trasformazione nel cuore dell’identitа. Ma a livello scientifico la complessitа, intesa come ricerca delle relazioni interfunzionali e sistemiche, compare pienamente nel XX secolo nella microfisica e nella macrofisica. La microfisica definisce il rapporto di influenza tra osservatore e fenomeno osservato e a una nozione complessa della particella elementare che si presenta ora come onda ora come corpuscolo, a livello macrofisico con la teoria della relativitа si rimettevano in discussione le relazioni spazio -temporali concepite fino ad allora trascendenti e indipendenti. Ma и con la cibernetica (Ashby e Wiener) e con la teoria dei sistemi (Von Neumann) che la complessitа appare come concetto definito. La complessitа и a prima vista un fenomeno quantitativo : l’estrema quantitа di interazioni e interferenze tra ungrande numero di unitа, di fatto ogni sistema vivente combina un gran numero di unitа , nell’ordine di miliardi ( 10 miliardi di cellule nel cervello umano ) . Ma la complessitа non ha come categoria logica solo la quantitа, ma anche l’incertezza, indeterminazione, l’aleatorietа , potremmo dire che la complessitа ha sempre a che fare con il caso. La complessitа и quindi l’incertezza all’interno di sistemi altamente organizzati . La complessitа e sempre legata ad una commistione di ordine / disordine in cui l’ordine regna a livello di struttura e il disordine a livello di singoli elementi componenti. Per la teoria della complessitа, si rovesciano le prospettive epistemologiche del soggetto , l’uomo deve accettare nella analisi dei fenomeni e nella definizione dei concetti una certa ambiguitа / imprecisione /contraddizione. La superioritа del cervello umano sul calcolatore , и la capacitа di lavorare con una materia insufficente e vaga e amigua in cui le relazioni soggetto/oggetto si confondono e ordine / disordine convivono e fanno parte dello stesso processo creatore.
IL RAPPORTO TRA SOGGETTO E OGGETTO
L a relazione tra soggetto e oggetto mette in evidenza le contraddizioni tra la fisica e la metafisica occidentali. Infatti la scienza occidentale influenzata dal pensiero positivistico porta alla eliminazione del soggetto , in quanto gli oggetti in questa concezione esistono indipendentemente dal soggetto e possono essere osservati in quanto tali. In questo contesto il soggetto и il rumore ,l’errore, la perturbazione che occorre eliminare per raggiungere una conoscenza oggettiva. Anche il soggetto in questo contesto diventa uno pseudo-oggetto osservabile secondo il metodo sperimentale della ricerca positivistica. Ma scacciato dalla scienza , il soggetto si prende la rivincita nella morale e nella metafisica nell’ideologia. L’umanesimo vede l’uomo come soggetto che regna su un mondo di oggetti. Il soggetto и qui trascendentalizzato , il mondo oggetivo qui si dissolve nel soggeto che le pensa ed esiste in quanto pensato . Il rapporto tra soggetto e oggetto si presenta quindi in termini disgiuntivi/repulsivi di annullamento reciproco. Oggetto e soggetto separati sono concetti insufficenti, non si puт ipotizzare un universo di oggetti come un universo di soggetti , il paradosso и che soggetto e oggetto sono concetti insindibili, infatti se la coscienza del soggetto riflette, il mondo il mondo riflette il soggetto. Questa nuova relazione potente tra i due elementi, fa sм che il rumore e l’indeterminatezza del soggetto diventi una ricchezza , un brulicare di possibilitа e di liberta in quanto come abbiamo giа detto il sistema auto-organizzatore ha bisogno di indeterminatezza e di caso per la propria autodeterminazione. Quindi il mondo и all’interno della nostra mente la quale и all’interno del mondo, soggetto e oggetto sono in questo caso costitutivi l’uno dell’altro.
IL PARADIGMA DI COMPLESSITA’
Mentre la scienza del XIX e inizi del XX secolo tarda a comprendere il concetto di complessitа, la letteratura (Balzac-Dikens), ci mostra persone che ricoprono ruoli sociali differenti, mettendo in evidenza come ogni persona abbia molteplici identitа, una molteplicitа di personalitа dentro di sй, un mondo di fantasmi e di sogni che accompagnano la vita, ogni essere umano и in sи molto comlesso !!! Noi continuamente parliamo con noi stessi e contemporaneamente poco conosciamo di noi, ci trasformiamo quindi non solo il sistema sociale и complesso ma ogni singolo atomo costituente и complesso e non assomiglia minimamente alla macchina deterministica perfetta di Cartesio e di Newton. Il paradigma di semplicitа. Per comprendere il fenomeno della complessitа occorre partire dal paradigma della semplicitа che ha la pretesa di mettere ordine nell’universo scacciandone il disordine. La semplicitа vede sia l’uno che il molteplice, ma li vede distinti, sequenziali, non riesce a concepirli in modo unitario, non concepisce che l’Uno puт essere allo stesso tempo molteplice. Prendiamo come esempio l’uomo. L’uomo и un essere evidentemente biologico, ma contemporaneamente и un essere metabiologico, che vive in un universo di linguaggio di idee di coscienza. La scienza studierа il cervello nel dipartimento di neurologia come organo biologico, e la mente nel dipartimento di psicologia; dimenticando che l’uno non esiste senza l’altra dimenticando che l’uno и contemporaneamente l’altro. La volontа di semplidicazione e di riduzione и legata al desiderio di ricercare leggi universali in cui rifugiarsi dalla paura del dubbio e dell’incertezza . Basta pensare alla fisica atomica (molecola - atomo- protoni/neutroli-quanti), per comprendere come l’avventura di semplificazione e di ricerca dell’ordine universale ha portato la scienza a scoperte rilevanti introducendo perт una nuova categoria logica : il disordine. Il 2^ principio della termodinamica formulato da Carnot e Clausius и un principio di degradazione dell’energia, infatti ogni attivitа di lavoro produce calore e degrada l’energia del sistema. Con Boltzam ci si и resi conto che ciт che chiamiamo calore и inrealtа un moto disordinato di molecole e di atomi, il disordine quindi nell’universo fisico (ed anche in quello sociale ) и associato al lavoro ed alla trasformazione. Ordine e disordine nell’universo All’inizio del XX secolo , la riflessione dell’universo si scontrava contro un paradosso : come и possibile conciliare il 2^ principio della termodinamica con i fenomeni di organizzazione periferica dell’universo stesso ? A livello del pianeta si constatava che l’evoluzione biologica si paga attraverso la morte di innumerevoli specie, sono infatti piщ numerose le specie che si sono estinte da quelle che si sono evolute. Ordine e disordine cooperano quindi alla edificazione della vita e dell’universo. Infatti nell’incontro tra un flusso ed un ostacolo si crea una forma organizzata e stabile :il vortice , che dura perlomeno per tutta la durata del flusso o dell’ostacolo, quindi l’ordine parte a partire da un processo che produce disordine (la turbolenza). L’universo stesso comincia con una deflagrazione con una turbolenza termica che permette l’incontro di particelle/atomi che producono forme organizzate quali i primi atomi atomi di elio, che condensandosi daranno origine ai pianeti, alle stelle che disperderanno calore che.......... L’universo si organizza quindi a partire dalla disintegrazione e questo processo continua lungo la linea del tempo. Questa и un’idea tipicamente complessa, nel senso che dobbiamo unire due nozioni che tendono logicamente ad eliminarsi : l’ordine ed il disordine . Comprendere la genesi dell’universo comporta il fatto di comprendere questa complessitа : infatt l’universo и nato in un momento indicibile che fa nascere il tempo dal non tempo, lo spazio dal non spazio, la materia dalla non materia. La complessitа sta quindi nella relazione ordine/disordine/organizzazione emerge quando constatiamo empiricamente che dei fenomeni disordinati sono necessari alla genesi di fenomeni organizzati e indispensabili alla produzione dell’ordine. Le cellule del nostro per rinnovarsi muoiono continuamente, in qualche modo vivere и un continuo morire e ringiovanire, ma a forza di ringiovanire si invecchia, il processo di rigiovanimento si inceppa e come diceva Eraclito : viviamo di morte-moriamo di vita. Il pensiero complesso и quello che riesce a concepire l’armonia nella disarmonia e viceversa. Nasce il soggetto :l’auto organizzazione Nell’ottica tradizionale deterministica , il soggetto non esiste, non esiste la coscienza , non esiste l’autonomia. Ma se noi concepiamo un universo che a partire dal disordine e dalla casualitа avvia processi di auto- organizzazione , possiamo cominciare a capire il ruolo del soggetto. Essere soggetto non vuol dire essere cosciente, non vuol dire nemmeno avere una sfera affettiva e dei sentimenti anche se la soggettivitа umana si sviluppa con l’affettivitа e con i sentimenti. Essere soggetto significa mettersi al centro del proprio mondo , significa occupare la posizione dell’IO , poter dire IO SONO. Il fatto di poter dire “IO”, di poter essere soggetto , consiste nell’occupare un luogo, una posizione in cui ci si mette al centro del proprio mondo , per poter operare sul mondo e per poter operare su se stessi. La complessitа и tale che quando ci si mette al centro del proprio mondo non ci si mette mai soli, ma con i compagni di strada della nostra vita la soggettivitа и quindi sia individuale che comunitaria. Il concetto di soggetto и quindi molto complessa perchи comporta sia l’autonomia che la dipendenza dagli altri e dall’ambiente. Noi infatti dipendiamo da un’educazione, da un linguaggio, da una cultura, da una societа e a livello biologico da un cervello che и il risultato di un programma genetico e dai nostri geni. Noi siamo governati come esseri viventi dai nostri geni che presiedono il rinnovamento organico , ma contemporaneamente noi possediamo (comprendiamo ) i nostri geni perchи grazie al cervello siamo in grado di sviluppare una cultura e di poter prendere coscienza di noi stessi e in questo modo di essere autonomi, l’uomo и contemporaneamente autonomo e dipendente.
Epistemologia della complessitа
Il modo di ragionare tradizionale non accetta ragionamenti incompiuti o comtraddizioni logiche, le modalitа del pensiero complesso individuano invece nella incompiutezza e nelle contraddizioni il raggiungimento di una falda profonda della realtа, che proprio perchи profonda non puт essere tradotta con la nostra logica. La complessitа crea le relazioni, la dimensione economica viene per esempio, strettamente correlata con la dimensione sociologica, psicologica in una realtа multidimensionale. Per il pensiero complesso la visione unidimensionale и povera e non riesce a rappresentare la realtа. Multidimensionalitа e incertezza sono le caratteristiche del nuovo pensiero, un pensiero crivellato da buchi che non cerca fondamenti ultimi e spiegazioni complete ed onnicomprensive. Il pensiero complesso usa la razionalitа(la logica), ma rifiuta la razionalizzazione intesa come la volontа di rinchiudere la realtа in un sistema coerente (patologia freudiana) , e tutto ciт che nella realtа contraddice questa coerenza viene scartato o dimenticato. La societа occidentale ha deificato la ragione ne ha fatto un mito ha generato iil delirio logico della coerenza assoluta.
I tre principi del pensiero complesso
Il pensiero complesso di comprende a partire da queste tre costellazioni di idee:
1- Il principio dialogico : и il principio che ci sconsente di mantenere la dualitа in seno all’unitа associa due termini complementari e antagonisti . Ad esmpio ordine/disordine ,interesse individuale /interesse sociale ecc..
2- Il principio di organizzazione : un processo ricorsivo и nel contempo causa ed effetto, si rompe quindi la logica lineare di causa effetto dal momento che tutto ciт che и prodotto ritorna su ciт che lo produce in un ciclo auto-costitutivo. Ad esempio la cultura condiziona gli individui che a loro volta perт condizionano la cultura.
3- Il principio ologrammatico : la parte contiene l’informazione del tutto. Percio’ la parte и nel tutto ma il tutto и nella parte. Ad esempio ogni cellula contiene il patrimonio genetico di tutto l’organismo.
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