Il cuore

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Testo

cuтre
Lessico(ant. e lett. cтre), sm. [sec. XIII; lat. cor cordis]. 1) Organo impari e cavo che costituisce il centro
propulsore del sistema circolatorio (v. oltre): le pulsazioni del cuore. Anche il c. degli animali
macellati; commestibile, particolarmente nutriente e gustoso и quello di vitello o di manzo
consumato per lo piщ ai ferri. Per estens., la parte del petto dove si trova il c.: portarsi la mano al
cuore. 2) Per anal., oggetto a forma di c.: c. d'argento, quello che i fedeli appendono nelle chiese
come ex voto. Pl., uno dei quattro semi delle carte da gioco francesi: regina di cuori. 3) Fig.: A) la
sede dei vari moti dell'animo, il centro dei sentimenti, dei desideri, delle emozioni, degli affetti: c.
tenero, generoso; c. di pietra, insensibile, spietato; uomo di c., di buon c., buono, caritatevole;
persona senza c., cattiva, crudele; toccare il c., impietosire; spezzare il c., addolorare
profondamente; avere una spina nel c., avere una grave preoccupazione o un grande dolore;
sentire un tuffo al c., provare un turbamento improvviso; aprire il c. a qcuno, confidarsi con lui;
parlare col c., parlare sinceramente; in cuor
suo, dentro di sй, nel suo intimo; mettersi il c. in pace, rassegnarsi; stare a c., interessare; avere
in c. di, avere l'intenzione di. Loc. avv., di c., volentieri, di buon grado: accetto di c.; ridere di c., di
gusto; di tutto c., cordialmente. B) La sede dell'amore e l'amore stesso: affari, pene di c.; l'amica
del c.; il c. non invecchia, si puт amare a ogni etа; gli ha rubato il c., l'ha fatto innamorare; donare
il c., amare. C) Coraggio, ardimento, audacia: farsi c., farsi coraggio; non mi basta il c. di far ciт,
non ne ho la forza; far c. a qcuno, incoraggiarlo; non era un c. di leone, non era un coraggioso.
Nel linguaggio sportivo, tenacia: quel ciclista ha vinto per il suo gran cuore. 4) Per anal., il centro,
la parte piщ interna di qc.: nel c. della notte; il c. della lattuga. In partic., in araldica, il centro dello
scudo detto anche abisso; in botanica, c. del legno, espressione usata correntemente per
designare il durame, ossia la parte centrale del fusto di una pianta legnosa. 5) In agricoltura, c.
cavo, malattia della patata che provoca la formazione di cavitа piщ o meno estese all'interno dei
tuberi, le cui cause non sono ben note; c. nero, malattia della patata che provoca l'annerimento
della parte centrale dei tuberi, causata da scarsitа di ossigeno o da eccessi di temperatura; c.
rosso, alterazione nel durame di un albero (soprattutto faggio) che si produce in seguito a
eccesso di linfa e alla presenza di particolari microrganismi vegetali, fattori che provocano una
colorazione rossastra nei tessuti lignei, accompagnata da un processo di fermentazione che li
riduce a un ammasso privo di consistenza; c. stellato, lo stesso che cretto centrale. 6) Nelle
ferrovie, c. del crociamento, parte del crociamento costituita dalle rotaie di risvolto e dalle due
rotaie contigue intersecantisi formanti un angolo acuto smussato al vertice (punta del c.). Nel
crociamento ottuso le coppie di rotaie contigue contrapposte danno origine a un c. doppio. Anatomia comparataUn centro motore della circolazione ben definibile si riscontra negli Artropodi, nei Molluschi e nei
Vertebrati ; in molti invertebrati oltre al c. principale si possono trovare c. ausiliari (p. es.
negli Insetti). In diversi vertebrati appartenenti alle cl. dei Pesci, Anfibi, Rettili e Uccelli vi sono
poi c. pertinenti al sistema linfatico: i c. linfatici sono spesso formati, come in certi pesci, da due
camere dette atrio e ventricolo; alcuni anfibi possono avere fino a 200 c. linfatici. Negli
Invertebrati il c. и situato dorsalmente al tubo digerente, negli Artropodi и semplice, cioи
suddiviso in due parti dette atrio e ventricolo e puт essere tubolare, rotondeggiante, pentagonale,
ecc.; dall'estremitа anteriore si diparte l'aorta; spesso esiste anche un'aorta posteriore. Nei
Molluschi vi и sempre un solo ventricolo mentre gli atri sono tanti quante sono le branchie dalle
quali refluisce il sangue arterioso. Nei Vertebrati il c. и sempre situato ventralmente al tubo
digerente e presenta nelle diverse classi aspetti morfologici e funzionali talora assai differenti,
specialmente in relazione ai diversi tipi di respirazione (branchiale o polmonare) e ai
corrispondenti tipi di circolazione (doppia o semplice, completa o incompleta). Nei Ciclostomi il c.
и formato da un solo atrio e un solo ventricolo tra loro comunicanti mediante un'apertura munita
di valvole. Nei Pesci cartilaginei, durante lo sviluppo embrionale, il segmento vasale da cui
origina il c. si ripiega a "esse" in modo che il ventricolo sia in posizione ventrale rispetto
all'atrio; in questi animali и inoltre caratteristica la presenza di un cono arterioso interposto tra il
ventricolo e la radice dell'aorta munito di 2-5 serie di valvole e che puт considerarsi una
porzione del c. in quanto fornito di una muscolatura striata tipicamente cardiaca.
Nei Pesci ossei a respirazione esclusivamente branchiale la conformazione anatomica del c. и
pressappoco la stessa ma, a eccezione di poche specie, il cono arterioso diventa molto breve
mentre si sviluppa il bulbo aortico. Nei Dipnoi, il c. и diviso parzialmente in una metа destra e
una sinistra da un setto longitudinale esteso sia all'atrio sia al ventricolo, anche se durante la
sistole, quando il lume delle cavitа cardiache si restringe, la separazione puт considerarsi quasi
perfetta; и presente un cono arterioso diviso anch'esso in due metа da un setto incompleto
derivante dalla fusione delle valvole. Negli Anfibi adulti il c. и formato da due atri situati in
posizione crania le rispetto al ventricolo che и unico; gli atri sono separati da un setto (continuo
nella rana, in altri anfibi perforato) e comunicano con il sottostante ventricolo mediante un forame
allungato unico per entrambi; il ventricolo non и settato ma presenta pareti anfrattuose che
impediscono abbastanza efficacemente la mescolanza del sangue proveniente dai due atri.
Anche in questi animali и presente un cono arterioso incompletamente diviso da un setto a
margine libero (valvola spirale) che realizza un'efficace separazione della cavitа in due metа
quando il cono in sistole si restringe. Nei Rettili vi sono due atri separati, comunicanti con i
ventricoli mediante due distinti forami; i ventricoli sono separati da un setto incompleto nei
Cheloni e negli Squamati, pressochй completo nei Coccodrilli; manca il cono arterioso. Negli
Uccelli e Mammiferi, animali a circolazione doppia completa, il c. и diviso in una metа sinistra
arteriosa e una metа destra venosa con caratteristiche anatomiche quasi identiche a quelle del c.
umano.Anatomia umanaIl c. и situato nel mediastino, tra i due polmoni, sopra il centro tendineo del diaframma;
anteriormente и a diretto contatto con la parete toracica interna, subito a sinistra dello sterno,
all'incirca all'altezza del IV e V spazio intercostale. И un organo muscolare grande
approssimativamente come il pugno di un uomo, dalla forma di cono, un poco schiacciato in
senso verticale, con la base volta verso l'alto e l'apice verso il basso; il suo asse и ruotato
obliquamente, diretto in avanti e verso il basso, in modo che il ventricolo destro viene a trovarsi
un po' piщ anteriormente di quello sinistro . Le misure del c. variano secondo la corporatura
dell'individuo e, nell'uomo adulto, il peso и di ca. 300 g. Esternamente il c. и ricoperto dal
pericardio, membrana sierosa che lo avvolge come un sacco molle, formata da due foglietti, di
norma tra di loro combacianti e che appare come una sottile lamina connettivale, rivestita da
epitelio pavimentoso semplice. Internamente и suddiviso in quattro cavitа, due superiori, gli atri
(o orecchiette) destro e sinistro e due inferiori, i ventricoli, destro e sinistro. Il confine tra gli atri e
i ventricoli appare segnato, esternamente, dal solco coronario, che circonda ad anello tutto il c.; il
limite tra i ventricoli destro e sinistro и segnato dai solchi longitudinali anteriore e posteriore, che
originano dal solco coronario e si continuano l'uno nell'altro, un po' a destra dell'apice del cuore.
Tra i due atri si riscontra un limite, il solco interatriale, apprezzabile sulla superficie esterna, in
corrispondenza della base e della faccia diaframmatica degli atri stessi. Mentre gli atri
comunicano, attraverso orifici valvolari, con i sottostanti ventricoli omolaterali, sia i due atri sia i
due ventricoli non comunicano fra di loro; per questo si puт considerare il c. come diviso
nettamente in due metа laterali (separate nel vivente da un setto, interatriale nella parte
superiore, interventricolare in quella inferiore), una destra (c. destro) in cui circola il sangue
venoso, e una sinistra (c. sinistro) in cui circola quello arterioso. Durante la vita endouterina le
due parti sono tra loro comunicanti, mediante un orificio che collega i due atri, il foro di Botallo,
che si oblitera dopo la nascita. Gli atri hanno forma irregolarmente cubica, a pareti lisce, della
capacitа di ca. 150-200 cm3 ciascuno, che si prolungano in una sorta di diverticolo, simile a una
piramide triangolare, l'auricola. Nell'atrio di destra sboccano tre vene: la cava superiore, la cava
inferiore e la grande vena coronarica, la quale, subito prima di finire nel c., presenta una
dilatazione (seno coronarico); nell'atrio di sinistra giungono, invece, le vene polmonari, che
portano sangue ossigenato e quindi rosso. I ventricoli hanno forma di cono appiattito sulla faccia
settale, anch'essi con capacitа attorno ai 150-200 cm3 ciascuno. Dal ventricolo destro prende
inizio l'arteria polmonare (in cui scorre sangue venoso), da quello sinistro parte l'aorta. Gli orifici
delle due arterie sono costituiti da valvole formate da tre lembi (cuspidi) membranosi dalla forma
semilunare, che come nidi di rondine appaiono simili a tasche aperte verso l'alto: il sangue
immesso nelle arterie non puт piщ refluire nel c., perchй tali sacche, riempiendosi, si dilatano e
combaciano intimamente tra loro, occludendo cosм l'orificio valvolare. Tra atri e ventricoli il
passaggio del sangue и regolato da altre due valvole (atrioventricolari), simili a un imbuto
protundente nei ventricoli; a destra vi и la tricuspide, a sinistra la bicuspide o mitrale. I lembi
delle valvole (rispettivamente tre e due), costituiti da robusto tessuto fibroso e dall'endocardio,
permettono il flusso del sangue dalle orecchiette agli atri sottostanti e non viceversa, perchй
trattenuti da corde tendinee che, partendo dai muscoli papillari, si agganciano ai margini liberi dei
lembi.
Le pareti dei ventricoli, spesse e robuste, si presentano nella superficie interna assai irregolari,
per la presenza di formazioni membranose, di filetti tendinei e di rilievi muscolari detti colonne
carnose, per il loro colore del tutto simile a quello della carne, nonostante siano rivestite
dall'endocardio; nell'adulto queste colonne si intrecciano e si anastomizzano tra di loro,
formando una rete di trabecole. Tali rilievi muscolari sono di tre tipi: alcuni sono aderenti al c. con
una sola delle estremitа, mentre l'altra и libera (colonne carnose di I ordine); altri sono fissati alle
due estremitа, ma liberi nel loro decorso (colonne di II ordine); altri ancora restano tutti aderenti
alle pareti del miocardio (colonne di III ordine). Tra i due ventricoli vi sono alcune differenze: le
pareti muscolari di quello di sinistra sono piщ robuste (anche tre volte piщ spesse) di quelle del
destro, la cui cavitа (un poco piщ simile a una piramide che a un cono) и invece piщ ampia della
controlaterale. La struttura intima del c. puт considerarsi composta da tre tuniche o strati: la piщ
esterna и il pericardio, di cui si и giа detto, la piщ interna и l'endocardio, sottile membrana
dall'aspetto lucente (formato da endotelio sostenuto da connettivo) che tappezza interamente,
adattandosi a tutte le irregolaritа, le pareti delle cavitа cardiache. Tra queste due tuniche vi и uno
strato muscolare, il miocardio propriamente detto, o muscolo cardiaco, che rappresenta la parte
piщ spessa, quella da cui dipende appunto il volume delle pareti del c. e che risulta formato da
fibre muscolari striate, le une distinte dalle altre, ma tra loro anastomizzate. Il miocardio,
esternamente, presenta colorito rossastro tendente al bruno, del tutto simile a quello dei muscoli,
con qualche striatura giallastra dovuta alla presenza di tessuto adiposo; negli individui in etа
avanzata sono inoltre visibili anche strisce e placche bianco-giallastre, conseguenza di fenomeni
di degenerazione fibrosa. La consistenza del miocardio non и uniforme: appare infatti maggiore
nella porzione pompante, corrispondente ai ventricoli, dove il tessuto muscolare и piщ spesso e
robusto, mentre и piщ sottile nella parte atriale. Il miocardio и nutrito da due arterie, le coronarie
destra e sinistra, i cui rami, anastomizzati fra loro, penetrano nel tessuto interstiziale del
muscolo cardiaco; il sangue viene poi raccolto da vene che fanno capo al seno coronarico o che
sboccano, a volte, direttamente negli atri. All'innervazione del c. provvedono nervi derivanti dal
plesso cardiaco, alla cui formazione concorrono fibre nervose del simpatico, rami del vago e del
plesso polmonare.Scienze mediche: fisiologia del cuoreIl c. puт essere paragonato a una pompa aspirante e premente che, nelle sue cavitа interne,
riceve il sangue refluo dalle vene e lo spinge nelle arterie. Durante la sua attivitа fisiologica, il c.
muta continuamente di forma e di volume, nell'alternarsi della diastole (rilassamento del
miocardio) e della sistole (contrazione del muscolo cardiaco). Se nella prima fase l'aspetto del c.
и piuttosto simile a quello giа descritto, nella sistole presenta modificazioni specie nei ventricoli,
sulla cui parete anteriore sinistra appare una specie di gibbositа (che viene a urtare contro la
parete toracica, consentendo la percezione del cosiddetto battito cardiaco), mentre le cavitа si
riducono a una fessura frastagliata e ramificata. Il miocardio si contrae, di norma, 70-75 volte al
minuto (pari a ca. centomila volte in una giornata). Durante il ciclo o rivoluzione cardiaca si
possono distinguere tre fasi essenziali: una presistole, caratterizzata dalla contrazione dei soli
atri e da rilassamento (o diastole) ventricolare (durante la quale il sangue passa dagli atri ai
ventricoli); una sistole propriamente detta (con contrazione ventricolare, durante la quale il
sangue и spinto nel circolo arterioso) e una perisistole, caratterizzata da completo riposo del
cuore. Queste funzioni avvengono ritmicamente e il loro complesso consente la circolazione del
sangue nell'organismo. La contrazione del miocardio ha inizio in un punto (nodo del seno) del
solco terminale dell'atrio destro, si diffonde nei due atri per raggiungere infine i ventricoli
investendoli dall'apice verso la base. La propagazione della contrazione и dovuta al tessuto
muscolare specializzato: negli atri la presistole и sotto il controllo del nodo del seno (costituito
dal nodo di Keith e Flack a destra e dal nodo di Pace e Bruni a sinistra); il nodo di Tawara e il
fascio di His sono responsabili invece della diffusione della contrazione dagli atri ai ventricoli.
Tali nodi e fasci sono rispettivamente costituiti da aggrovigliamenti e da cordoni di fibre
contrattili, stimolate da fibre nervose eccitatrici provenienti dal plesso cardiaco e da fibre inibitrici
derivanti dal vago. Caratteristiche specifiche del miocardio risultano quindi essere l'automatismo
(la facoltа cioи di produrre stimoli), l'eccitabilitа e, infine, la contrattilitа (la capacitа di contrarsi,
svolgendo un lavoro).
Scienze mediche: patologia del cuoreLe malattie del c. (cardiopatie) occupano oggi statisticamente il primo posto fra le cause di morte.
Vengono raggruppate in cardiopatie acquisite, congenite, traumatiche, da tumori. Le cardiopatie
acquisite possono insorgere da malattie infettive, degenerative (sclerosi), del ricambio (gotta,
diabete), delle ghiandole endocrine (morbo di Basedow), da fattori tossici (tabacco, alcol), da
ipossia, da disordini di lavoro e alimentari. Secondo la localizzazione del processo morboso si
distinguono: endocarditi, quando vengono colpiti l'endocardio e in particolare le valvole
cardiache con esiti cicatriziali deformanti (vizi valvolari); miocarditi, quando la malattia
aggredisce il miocardio (sindrome stenocardica o angina pectoris; infarto miocardico, alterazioni
del ritmo cardiaco, scompenso cardiaco); pericarditi, quando la malattia interessa il pericardio. Le
cardiopatie congenite, quasi sempre associate ad altre anomalie, vengono trasmesse per
ereditarietа diretta. Le piщ frequenti sono: le destrocardie, la comunicazione interatriale
(persistenza del foro di Botallo) e quella interventricolare (o morbo di Roger), le stenosi e le
atresie valvolari, la persistenza del dotto arterioso di Botallo, la tetrade e la triade di Fallot, il
complesso di Eisenmenger. Le possibilitа di un'eventuale terapia chirurgica correttiva sono
condizionate dalla precocitа della diagnosi, spesso difficile anche ricorrendo alle tecniche piщ
perfezionate (angiocardiografia, cateterismo cardiaco, prova dell'etere, fonocardiografia,
tomografia e fluorocardiografia). Le cardiopatie traumatiche vengono determinate da traumi contro
il torace (urto, compressione, schiacciamento), tali da provocare un immediato aumento pressorio
del sangue nelle cavitа cardiache; se il miocardio presenta, ma non necessariamente, una zona
di minor resistenza (tessuto cicatriziale in esiti di infarto), questa cede, si sfianca e si ha
l'aneurisma o anche la rottura. I tumori del c. sono rari; si distinguono in primitivi, benigni
(mixoma, rabdomioma, fibroma, lipoma, angioma, leiomioma) e maligni (sarcoma) e secondari
metastatici, provenienti da tumori di organi del torace e di qualsiasi altra sede. § C. bovino (o
bucardia), ipertrofia del muscolo cardiaco in tutte le sue sezioni, riscontrabile nell'insufficienza
aortica. Scienze mediche: chirurgia del cuoreИ applicabile ad alcune cardiopatie congenite e acquisite come vizi valvolari, comunicazioni
anomale dei setti interatriale e interventricolare, anomalie vascolari (stenosi di grossi vasi,
trasposizioni, aneurismi). Puт utilmente attuarsi prima che si instaurino alterazioni strutturali e
fintanto che esistono riserve sufficienti a sopportare lo stress dell'intervento e il nuovo
adattamento emodinamico. Il c. viene raggiunto con incisione nell'emitorace sinistro o con
apertura mediana dello sterno in anestesia endotracheale e alcune volte adottando l'ipotermia e
la circolazione extracorporea. In condizioni ideali la chirurgia cardiaca dovrebbe avere una
mortalitа ospedaliera prossima allo zero, essere pienamente curativa e permettere una completa
ripresa funzionale. Purtroppo, anche se la maggioranza degli interventi cardiochirurgici presenta
oggi una bassa mortalitа, non и sempre possibile raggiungere questi risultati poichй per quei
pazienti che non possono essere sottoposti a cure radicali l'intervento и solo palliativo. Mentre in
passato i risultati della chirurgia cardiaca erano strettamente correlati al tipo di lesione cardiaca
da sottoporre al trattamento, attualmente gli stessi dipendono soprattutto dalle condizioni
preoperatorie e intraoperatorie piщ che dalla specifica lesione. Questi cambiamenti sono la
conseguenza dei continui progressi conseguiti in campo diagnostico e valutativo delle singole
patologie cardiache, nonchй del miglioramento degli aspetti tecnici delle procedure chirurgiche e
di contorno (ipotermia, circolazione extracorporea) senza dimenticare l'importanza della
protezione miocardica intraoperatoria (cardioplegia), cui si ricorre quando occorre arrestare il
battito cardiaco. In questo caso si introduce nel circolo coronarico un farmaco cardioplegico
(l'agente cardioplegico piщ comunemente usato и il potassio); la ripresa del battito viene ottenuta
mediante perfusione delle arterie coronarie con sangue o soluzione fisiologica, che rimuove i
farmaci prima introdotti. Si possono distinguere diversi tipi di interventi cardiaci. Riparativi. Sono
quelli che offrono il miglior sistema di cura o che, comunque, sono ottimi palliativi o i meno
esposti all'eventualitа di un reintervento. Tra questi sono da ricordare la chiusura di un dotto
arterioso pervio, che si ottiene con la legatura o la sezione dello stesso, e la correzione di un
difetto interatriale o interventricolare, che si realizza con l'avvicina mento dei bordi mediante
sutura o con l'applicazione di un lembo di materiale plastico. Ricostruttivi. Non si tratta sempre di
procedure curative, e puт rendersi necessario un successivo intervento. Tra questi gli interventi
di by-pass arterioso coronarico (v. infarto), la riparazione della tetralogia di Fallot, che viene
corretta con la chiusura del difetto interventricolare e con l'allargamento della stenosi polmonare
o piщ semplicemente deviando una parte del sangue dall'aorta nella circolazione polmonare
(anastomosi succlavio-polmonare secondo Blalock, anastomosi aorto-polmonare secondo Pott),
la ricostruzione di una valvola, ecc. Escissionali. Piuttosto rari, comprendono la rimozione di
mixomi atriali e l'escissione di aneurismi del ventricolo sinistro.
Ablativi. Vengono eseguiti per il trattamento chirurgico della sindrome di WolffParkinson-White
(WPW) e della tachicardia ventricolare (aritmia) intrattabile, attraverso l'ablazione dei circuiti
elettrici di rientro. Compensatori. Tali interventi sono generalmente preliminari alla completa
riparazione di alcune cardiopatie congenite. Sostitutivi (sostituzione o assistenza). La
sostituzione delle valvole cardiache mediante protesi rappresenta l'intervento sostitutivo piщ
eseguito. Altri interventi di questo tipo sono il trapianto cardiaco, che rappresenta il dispositivo di
sostituzione cardiaca cui piщ comunemente si ricorre, e la sostituzione cardiaca mediante
dispositivi meccanici (cuore artificiale). Cuore artificialeApparato a componenti meccanici o idropneumatici o elettrici o elettronici o di varia natura
insieme collegati, in grado di svolgere le funzioni fisiologiche del c. umano, completamente
impiantabile nel corpo umano e autonomo al punto tale da garantire al portatore un'attivitа fisica
a tutti gli effetti normale. Il c. artificiale rappresenta, perciт, la soluzione di malformazioni o
malattie cardiache non risolvibili attraverso farmaci o interventi chirurgici parziali (sostituzione di
valvole, ecc.) e si colloca in posizione alternativa alla pratica del trapianto cardiaco. И uno dei
primi problemi affrontati nel campo della bioingegneria poichй il c., pur nella sua complessitа, и,
fra gli organi del corpo umano, uno dei piщ estesamente conosciuti e piщ facilmente isolabili dal
punto di vista funzionale. Il c. puт essere paragonato a una pompa di tipo alternativo che ha il
compito di garantire la circolazione del sangue attraverso i vari distretti dell'organismo.
Normalmente il volume di sangue presente nel corpo и di 5 litri per l'uomo e di 4,5 per la donna,
mentre per la portata, e cioи il volume di sangue messo in circolo nell'unitа di tempo, varia al
variare dell'attivitа fisica nervosa ed emotiva, passando dai 5 l/m in condizioni di riposo ai 30 l/m
per atleti sotto sforzo. Tale aumento di portata и ottenuto sia mediante un aumento della
frequenza cardiaca (da 60 a 150 battiti il minuto), sia mediante un aumento della gittata (volume
di sangue pompato a ogni contrazione). Per la circolazione di questa portata il c. umano esercita
una potenza di pompaggio variabile dai 2 ai 15 watt, la pressione di mandata va dai 120 ai 180
mm di Hg. Sulla base di tali valutazioni sono in corso sperimentazioni per realizzare un impianto
che, oltre a soddisfare queste esigenze, possegga dimensioni e peso che ne rendano possibile
l'impianto nel corpo umano, sia compatibile con i tessuti organici con cui viene a contatto, non
provochi nel sangue un livello emolitico superiore a certi limiti, non sia fonte di rumori o
vibrazioni nocive o comunque fastidiose, garantisca un lungo periodo di funzionamento in
assenza di manutenzione. Ciт crea non pochi problemi: anzitutto il tipo e la dislocazione della
fonte di energia che fornisce la potenza necessaria all'impianto. Se viene situata all'esterno del
corpo richiede un dispositivo sicuro e non traumatico di trasferimento dell'energia attraverso la
cute, p. es. un sistema di trasmissione elettromagnetica; in questo caso il c. artificiale puт
essere azionato da una batteria elettrica impiantata esternamente e ricaricabile periodicamente,
p. es. durante il riposo notturno. Tra le fonti d'energia impiantabili si possono citare in ordine
d'importanza le batterie a radioisotopi, le celle a combustibile biologico, le batterie galvaniche, le
sorgenti d'energia di tipo chimico (a idrocarburi, ecc.). All'interno del corpo umano esistono
tuttavia organi dotati di movimenti involontari (p. es. il diaframma) oppure potenziali bioelettrici
che possono in linea teorica fornire l'energia necessaria per l'azionamento del c. artificiale. La
variabilitа della richiesta di potenza da parte dell'organismo durante il giorno rende necessario
inoltre un sistema di accumulazione qualora la fonte d'energia non sia regolabile come nelle
batterie a radioisotopi. Tale accumulazione puт avvenire a livello d'energia termica o elettrica o
pneumatica. Altro problema и la scelta del sistema di conversione dell'energia: tale scelta и
strettamente legata al tipo di energia resa disponibile dalla sorgente (termica, elettrica, ecc.); la
complessitа del problema и tanto maggiore quanto piщ l'energia suddetta и diversa da quella
meccanica necessaria per conferire al sangue la pressione e la velocitа necessarie. La parte
meccanica di un c. artificiale, cioи il c. artificiale vero e proprio, и costituita dai sistemi di
pompaggio del sangue; gli organi adottati, in campo sia clinico sia sperimentale, sono la pompa
a creazione di camera, o di tipo "roller", giа usata nella macchina per la circolazione
extracorporea, e la pompa a camera localizzata o ventricolo artificiale che sembra la piщ idonea
per un c. artificiale. Quest'ultima puт essere del tipo a sacco, in cui la variazione di volume e
quindi la gittata sono ottenute mediante una variazione di forma di tutto il ventricolo, o del tipo a
diaframma, in cui la gittata и determinata dallo spostamento di una parete. Ventricoli a sacco
extracorporei, azionati ad aria compressa, sono stati recentemente usati per mantenere in vita un
paziente in attesa di trapianto. Il c. artificiale, come del resto il c. naturale, и una "macchina"
caratterizzata da un certo rendimento: nel caso del c. naturale tale rendimento varia dal 10 al
20%. Nell'ipotesi di una riproduzione fedele del funzionamento naturale si sviluppa perciт a ogni
ciclo una quantitа di calore che va da 5 a 10 volte il lavoro di pompaggio: tale calore deve essere
smaltito dal sangue che ha quindi anche la funzione di liquido di raffreddamento.
Lo stesso dicasi per le eventuali scorie prodotte dall'impianto. И necessario, naturalmente, che
calore e scorie siano contenuti entro limiti tali da non danneggiare il sangue o gli altri organi
preposti allo smaltimento dei prodotti metabolici (reni, fegato, polmoni, ecc.). Occorre infine una
corretta regolazione ciclica e funzionale del c. artificiale. Per regolazione ciclica si intende il
rispetto dei valori fisiologici di pressione e gittata durante il ciclo cardiaco. La regolazione
funzionale invece interviene per adeguare il funzionamento del c. (frequenza, riempimento, livelli
di pressione) alle necessitа dell'organismo. Il c. artificiale avverte le richieste del corpo tramite
sensori di pressione (barocettori) e di attivitа metabolica (chemiocettori) e modifica il suo
funzionamento o variando la potenza emessa dalla sorgente o attingendo energia dai serbatoi di
accumulazione. Mentre il c. artificiale vero e proprio deve essere installato al posto di quello
naturale, e questo per un corretto allacciamento ai vasi sanguigni, la fonte d'energia e il sistema
di regolazione possono essere sistemati nella cavitа addominale cosм da rendere piщ facili la
sostituzione periodica della fonte stessa e la manutenzione dell'impianto. In base alle
osservazioni succitate ne deriva che per l'organo di pompaggio (c. artificiale propriamente detto)
sono desiderabili le seguenti caratteristiche: portata 5-15 l/m; pressione sistolica massima 200
mmHg; frequenza 70-150 battiti/minuto; dimensioni 14ґ10ґ6 cm; peso 650 g; durata 109 battiti. La
fonte d'energia dovrebbe fornire le prestazioni seguenti: potenza media netta 2 watt; dimensioni:
diametro 6 cm; altezza 12 cm; peso 1000 g; autonomia 5 anni. La potenza termica globalmente
dissipata non puт essere superiore ai 20 watt termici. Il c. artificiale totalmente impiantabile
nell'essere umano и, dunque, divenuto una possibilitа reale; tuttavia non si puт stabilire se
questa tendenza continuerа o se esso verrа relegato a dispositivo temporaneo di sostituzione
cardiaca, soppiantato dai notevoli successi ottenuti con il trapianto di cuore umano, che
rappresenta attualmente il dispositivo di sostituzione cardiaca piщ comunemente utilizzato. Gli
svantaggi dei modelli attuali di c. artificiale sono in primo luogo la tendenza continua a provocare
tromboembolia, la possibilitа di sanguinamenti a causa della necessitа di potenti terapie
anticoagulanti e il loro costo eccessivamente elevato. BibliografiaPer l'anatomia comparata: J. C. Baer, Cours d'anatomie comparйe des vertйbrйs, Parigi,
1958; A. Stefanelli, Anatomia comparata, Roma, 1960; E. Padoa, Manuale di anatomia comparata,
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