Il corpo umano

Materie:Appunti
Categoria:Biologia

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Testo

Apparato Scheletrico

206, collegate insieme a formare lo scheletro.
Esse sono formate da osseina e sali di calcio; il calcio le rende dure e resistenti, l’osseina le rende elastiche. Infatti uno scheletro di soli 4 Kg è in grado di sostenere il peso e di far muovere una persona di 70 Kg.
Esperimento:
Occorrente
- 1 barattolo ,
- 1 osso di coscia di pollo,
- aceto di vino.
Abbiamo messo nel barattolo l’osso di pollo e abbiamo aggiunto dell’aceto. Abbiamo lasciato l’osso, completamente sommerso, nell’aceto per due settimane.
L’osso di coscia di pollo, quando l’abbiamo tirato fuori dall’aceto, si piegava.
Le ossa in base alla loro forma possono essere duddivise in tre gruppi:
• LUNGHE: adatte al sostegno, come quelle degli arti (omero, femore);
• CORTE: adatte al movimento, come quelle del piede e della mano;
• PIATTE: adatte alla protezione degli organi, come quelle della scatola cranica (frontale, parietali, temporali…).
Lo scheletro ha molte funzioni:
• Dà forma al corpo, proprio come l’ armatura di fili di ferro che regge un burattino;
• E’ una specie di magazzino, in cui si raccolgono i minerali che vengono consumati man mano che l’organismo ne ha bisogno;
• All’interno di alcune ossa, come le costole, vengono prodotte nuove cellule del sangue
• Servono da riparo per organi molto delicati: le 7 ossa del cranio, che proteggono il cervello, le 24 costole e le altre ossa del torace, che proteggono il cuore e i polmoni, racchiudendoli in una specie di gabbia. Questo insieme di ossa si chiama “gabbia toracica”.
La maggior parte delle ossa ha all’estremita una sostanza meno dura, chiamata cartilagine: serve a impedire all’osso di sfregare contro l’altro osso al quale è collegato.
Le ossa non sono tutte unite tra loro allo stesso modo. Quelle del cranio sono incastrate saldamente e formano una scatola: la scatola cranica, rigida e compatta. Le ossa delle braccia e delle gambe sono unite da speciali giunture snodabili che si chiamano articolazioni. Lo scheletro ha molte articolazioni: quelle delle mascelle, delle spalle, dei polsi, delle caviglie, delle anche, delle dita dei piedi e quelle delle mani.
LE ARTICOLAZIONI
Il complesso delle ossa che formano l’intelaiatura e il sostegno del corpo ha vari punti di giuntura: sono le articolazioni che collegano tra loro le varie ossa dello scheletro.
Ne esistono 3 tipi:
- articolazioni immobili (sinartrosi), come quelle del cranio;
- articolazioni semimobili (anfiartrosi), come quelle tra vertebra e vertebra;
- articolazioni mobili (diartrosi), come quella tra scapola ed omero.
Tra le due cartilagini che ricoprono le ossa si trova una capsula contenente un liquido circondata da legamenti: la sinovia. Così lubrificate, le articolazioni funzionano come ingranaggi di un motore ben tenuto. Anche le nostre articolazioni, però, possono “gripparsi” come quelle di un ingranaggio arrugginito. Le malattie che le colpiscono, indicate con il termine impreciso di reumatismi, sono frequenti e dolorose.
LA CARTILAGINE
Indispensabile “ammortizzatore” dell’articolazione, la cartilagine svolge il suo compito per tutta la vita dell’individuo; sottoposta a pressione e attriti continui, è di un materiale solido ed elastico. La cartilagine non ha nervi né vasi sanguigni; le cellule della cartilagine sono nutrite dalla linfa.
LE OSSA DELLO SCHELETRO
CAPO
CRANIO: Frontale, Parietali, Temporali, Occipitale
FACCIA: Nasale, Zigomatici
TRONCO

COLONNA VERTEBRALE: 33 vertebre.
GABBIA TORACICA: 12 paia di coste, sterno.
ARTO SUPERIORE
Omero, Ulna, Radio, Carpo, Metacarpo, Falangi.
CINTO SCAPOLARE: Clavicola, Scapola.
ARTO INFERIORE
Femore, Rotula, Tibia, Perone, Tarso, Metatarso, Falangi.
CINTO PELVICO: Ileo, Ischio, Pube.

L’apparato muscolare è il responsabile di tutti i movimenti di un organismo ed è quantitativamente il più cospicuo: nei vertebrati il suo peso rappresenta circa la metà di quello corporeo.
Nel corpo umano sono presenti più di 600 muscoli che costituiscono il 40% dello stesso peso corporeo.
I muscoli in base alla loro azione possono essere suddivisi in: volontari ed involontari.
In base alla loro struttura sono indicati come: striati e lisci.
I muscoli involontari sono muscoli che si contraggono autonomamente e sono muscoli lisci. Questi sono molto più lenti dei muscoli volontari, ma rimangono contratti più a lungo.
I muscoli volontari reagiscono ad un precomando; in altre parole, siamo noi a decidere cosa muovere.
Vi sono, però, anche movimenti riflessi, come ad esempio quando ci si scotta un dito e, di conseguenza, si ritrae subito il braccio.
I muscoli volontari sono muscoli striati; fa eccezione il cuore, che è un muscolo striato ma involontario.
Esistono 3 tipi di fibre muscolari:
- fibre muscolari lisce;
- fibre muscolari striate;
- fibre miocardiche;
Tutti e tre i tipi di fibre muscolari hanno le stesse proprietà fondamentali tra cui: eccitabilità, contrattilità, elasticità.
T Eccitabilità, è la capacità di contrarsi o distendersi come risposta allo stimolo nervoso, grazie a questa proprietà la fibra muscolare è in grado di accorciarsi o allungarsi;
a Elasticità, è la capacità della fibra muscolare di riprendere la forma e la lunghezza iniziale, appena finisce lo stimolo;
p Tonicità, è la capacità di una fibra muscolare di mantenere sempre, anche in stato di riposo, una certa tensione (tono muscolare). Questo tono permette al muscolo di entrare più velocemente in azione di quanto farebbe se fosse completamente rilassato.
I muscoli sono paragonabili a macchine in grado di trasformare l’energia contenuta negli alimenti in attivo e dinamico movimento.
La differenza tra muscoli (striati, lisci, scheletrici, somatici, viscerali, volontari, involontari…) riguarda sia la morfologia del muscolo sia la loro funzione.
Al microscopio si rileva che il muscolo, sia liscio che striato, è costituito da tante unità di fibre, ognuna delle quali è formata da fibrille più piccole, dette miofibrille, immerse in una sostanza citoplasmatica.
Le fibre sono riunite in fasci e sono rivestite da una sottile membrana semipermeabile.
Le miofibrille delle fibre muscolari lisce sono apparentemente omogenee, mentre quelle dei muscoli striati presentano alternativamente zone distinte, dovute alla particolare disposizione delle due principali parti della miofibrilla: l’actina e la miosina.
Oltre che per queste differenze strutturali i muscoli lisci e quelli striati differiscono per la loro origine, funzione e distribuzione nell’organismo.
La muscolatura striata è la più altamente specializzata e si caratterizza per contrazioni rapide e potenti di singole fibre, mentre la muscolatura liscia, meno specializzata, ha contrazioni ritmiche e rilasciamento lento.
Ogni muscolo contiene del tessuto fibroso bianco, o collagene; quando il collagene non è mescolato a fibre muscolari dà origine ai tendini.
I tendini possono trovarsi ad una o ad entrambe le estremità del muscolo o anche nella sua parte intermedia e possono prendere la forma nastriforme, cilindrica, triangolare, piatta e laminare.
I muscoli sono inseriti sulle ossa quasi esclusivamente tramite i tendini. I tendini del muscolo prendono parte alla sua contrazione e al suo rilasciamento.
I tendini sono circondati da una guaina esterna con funzione fissatrice.
MUSCOLI STRIATI
I muscoli striati o scheletrici lavorano con il sistema osseo, sono muscoli deputati al movimento volontario dell’organismo e sono sotto il controllo del sistema nervoso centrale e periferico.
MUSCOLI LISCI
I muscoli lisci sono costituiti da cellule che, osservate al microscopio, presentano leggere striature. Il loro funzionamento è quasi sempre indipendente dalla volontà, per questa ragione sono chiamati involontari. Questi muscoli rivestono le pareti degli organi interni preposti a digestione, respirazione, circolazione, escrezione, riproduzione e ne permettono il funzionamento. Sono innervati dal sistema nervoso autonomo.
MUSCOLO CARDIACO
Il muscolo cardiaco è presente solo nel cuore ed è innervato dal sistema nervoso autonomo; è caratterizzato da una muscolatura striata tipica della contrazione volontaria, tuttavia la sua contrazione è involontaria. E’ molto più resistente dei muscoli scheletrici; è in grado di contrarsi continuamente senza manifestare affaticamento.
I PRINCIPALI GRUPPI MUSCOLARI
DEL NOSTRO CORPO
ARTI SUPERIORI
DELTOIDE
Ricopre interamente la spalla. Questo muscolo entra in azione quando alziamo le braccia sul piano orizzontale.
BICIPITE
Si trova nella parte anteriore del braccio. Permette la flessione dell’avambraccio sul braccio.
TRICIPITE
Si trova nella parte posteriore del braccio; ha la funzione di estendere l’avambraccio sul braccio.
ARTI INFERIORI
GRANDE GLUTEO
Estensore e rotatore esterno della coscia.
QUADRICIPITE FEMORALE
Estende la gamba sulla coscia e flette sul braccio.
GEMELLI LATERALI E MEDIALI
Formano un solo muscolo.
Questo muscolo, quando il piede è poggiato a terra, solleva il corpo.
MUSCOLI DEL TORACE
GRANDE PETTORALE
Questo muscolo si estende dal torace alla clavicola e dal torace all’omero; dallo sterno, dalle cartilagini delle prime 7 costole fino alla parte superiore dell’addome. Ha la forma di un ventaglio.
MUSCOLI DEL COLLO
STERNOCLEDOMASTOIDEO
Principale muscolo del collo, prende il nome dalle sue inserzioni. Entra in azione quando si ruota o si flette la testa.
MUSCOLI DEL DORSO
TRAPEZIO
Muscolo largo posto in alto appena dietro sull’osso occipitale.
GRANDE DORSALE
Altro muscolo largo e piatto che determina la bellezza estetica della schiena.
MUSCOLI DELL’ADDOME
GRANDE OBLIQUO
Costituisce lo strato più superficiale dei muscoli dell’addome. Ha origine dalle ultime costole e termina sull’osso iliaco e sul pube. E’ un muscolo espiratore; flette il torace sul bacino comprimendo i visceri addominali.
GRANDE RETTO
Disposto verticalmente nella parte anteriore dell’addome. E’ un muscolo espiratore. Flette il torace sul bacino.
Molti muscoli del nostro corpo sono lavoratori formidabili; per mezzo di loro noi camminiamo, mangiamo e, col loro aiuto, respiriamo e digeriamo. Questi sono i muscoli che tutti gli esseri viventi devono, per forza, tenere in esercizio.
Si deve però evitare di far lavorare solo determinati muscoli; si avrebbe uno sviluppo disarmonico.
Sembra un miracolo, eppure tutti possiedono i mezzi per rendere più sano, più “vivo” il proprio corpo. Basta far “lavorare” quotidianamente, con opportuni esercizi graduati, anche per pochi minuti, tutti o buona parte dei propri muscoli.
Ripetuto lentamente, l’esercizio fisico favorisce l’incremento del volume della massa muscolare, perché aumenta sia il volume delle fibre che il numero dei capillari; gli esercizi veloci invece, molto intensi, rendono il muscolo più elastico e scattante.
L'apparato respiratorio è formato dall'insieme dei seguenti organi:
• FOSSE NASALI;
• FARINGE;
• LARINGE;
• TRACHEA;
• BRONCHI;
• POLMONI.

L'aria per arrivare fino ai polmoni deve passare attraverso alcuni canali: arriva nelle fosse nasali, esce dalle due aperture posteriori, le COANE, ed entra nella faringe. Dopo l'aria arriva alla laringe che è situata nel collo ed entra nella trachea che si divide in due rami detti BRONCHI. Questi penetrano nei polmoni e si dividono in tanti rami: i BRONCHIOLI che terminano in piccole vescichette dette ALVEOLI POLMONARI.
I polmoni permettono gli scambi tra l'ossigeno contenuto nell'aria inspirata e l'anidride carbonica contenuta nel sangue.
I polmoni sono due masse elastiche e spugnose: il polmone destro è diviso in tre lobi, il polmone sinistro in due. Poggiano entrambi sul DIAFRAMMA: un robusto muscolo che separa il torace dall'addome. Essi sono rivestiti dalla PLEURA, un sacco formato da due membrane fra le quali scorre il LIQUIDO PLEURICO che consente i movimenti del polmone. Nei polmoni sono presenti milioni d’alveoli polmonari che hanno il compito di provvedere allo scambio respiratorio.
RESPIRAZIONE
Una persona normale, in condizione di riposo compie 10 – 20 atti respiratori completi (inspirazione ed espirazione) il minuto.
Per inspirazione s’intende l’introduzione d’aria nei polmoni, invece durante l’espirazione, l’aria è emessa dai polmoni Ad ogni atto respiratorio, che consta di due fasi l’inspirazione e l’espirazione, entra ed esce circa 500 ml d’aria. Si può arrivare sino a 6000 ml per atto respiratorio in un lavoro muscolare intenso, come una corsa. E’ possibile compiere, inoltre, un maggior numero d’atti respiratori; per esempio in una regata sono effettuati fino a 120 atti respiratori il minuto.
La respirazione avviene per mezzo di movimenti ritmici del torace.
Nell’inspirazione il torace si dilata ed aumenta di volume, ciò è dovuto all’innalzamento delle coste e all’abbassamento del diaframma. Nell’espirazione le coste si abbassano e il diaframma s’innalza e quindi il volume diminuisce.
In classe abbiamo misurato la variazione del torace d’alcuni bimbi:
TORACE ESPIRAZIONE
TORACE INSPIRAZIONE
1° alunno
80 cm
86 cm
2° alunno
71 cm
74 cm
1a alunna
64 cm
70 cm
2a alunna
68,5 cm
76 cm
La respirazione è regolata da un centro nervoso sistemato nel midollo allungato che funziona in modo automatico, in altre parole indipendentemente dalla volontà
L'apparato respiratorio è particolarmente esposto all'attacco di virus, batteri e polveri che possono causare malattie più o meno serie; esiste per questo, all'ingresso della faringe, una specie d’anello difensivo formato dalle TONSILLE. Nelle tonsille i globuli bianchi del sangue cercano di contrastare l'ingresso degli agenti patogeni. Il più delle volte ci riescono: l'aspetto gonfio ed arrossato delle tonsille è una prova che lì si sta combattendo una battaglia. Talvolta, però, l'infiammazione delle tonsille diventa duratura; esse si presentano sempre gonfie e tumefatte e sono allora d’ostacolo alla respirazione e alla deglutizione: in questo caso sono asportate chirurgicamente, perché possono essere causa d’infezione.
Durante il periodo invernale si registra abitualmente la comparsa di due tipiche malattie dell'apparato respiratorio: il raffreddore e l'influenza.
Il raffreddore è un’infezione alle cavità nasali, prodotta da un virus che fa aumentare notevolmente la produzione di muco impedendo la normale respirazione. Il raffreddore, anche se molto contagioso, non è di per sé una malattia grave ma, se trascurato, può dar luogo a serie complicazioni.
L'influenza è una malattia virale, il cui decorso è molto vario: può provocare febbre, mal di testa, dolori diffusi in tutto il corpo, tosse.
Come per il raffreddore, non esistono farmaci specifici contro questa malattia e perciò si cerca di attenuarne i sintomi per non lasciare indebolire troppo l'organismo che diventerebbe facile preda di batteri responsabili di malattie ben più gravi.
Per prevenire l'influenza è però disponibile un vaccino che determina un’immunità dovuta alla produzione d’anticorpi nel sangue. I ceppi di virus che causano l'influenza cambiano con molta facilità e per tale motivo la durata del vaccino è piuttosto breve e non supera l'anno occorre dunque ripetere ogni anno il vaccino nella stagione autunnale, tenendo presente che diventa efficace circa quindici giorni dopo l'iniezione. Il vaccino è consigliato alle persone anziane, a chi ha l'organismo debilitato, ai bambini e a chi lavora a stretto contatto con il pubblico.
Altre comuni malattie dell’apparato respiratorio sono la bronchite, la polmonite e la pleurite.
La bronchite è un’infiammazione dei bronchi che causa febbre alta e forte tosse. Può essere provocata da microrganismi o da sostanze irritanti che sono inspirate, ma può anche dipendere dal fumo o dall’inquinamento atmosferico.
La polmonite è un’infiammazione degli alveoli polmonari che si manifesta con febbri alte, tosse, dolori al torace e gran produzione di muco. In passato aveva sempre esito mortale.
La pleurite è un’infiammazione delle pleure e anch’essa causa febbre, tosse e forti dolori al torace. Talvolta le pleure infiammate trasudano liquido pleurico che, presente in quantità eccessiva, finisce con il comprimere i polmoni rendendo difficile la respirazione.
Una delle malattie più gravi e contagiose che esistono è la TUBERCOLOSI, trasmessa dal BACILLO di KOCH.
Questa malattia è trasmessa attraverso: cibi e bevande infetti, starnuti o goccioline di saliva espulse con i colpi di tosse da persone malate.
Il bacillo di Koch, penetrato nei polmoni, scava nel loro interno delle vere e proprie caverne, che riducono la superficie respiratoria.
La tubercolosi colpisce soprattutto le persone deboli e malnutrite. In questi ultimi anni ha subito un incremento ma, se diagnosticata in tempo, è curata con buoni risultati.
È in ogni caso necessario una prevenzione che consiste in alcune regole fondamentali:
- condurre una vita sana e all’aperto,
- alimentarsi correttamente,
- vivere in ambienti sani e puliti,
- ricorrere a periodici controlli e prendere le necessarie misure igieniche se si viene a contatto con persone malate.
Non tutti i disturbi respiratori sono provocati da virus e batteri. Alcuni sono causati dall’ambiente in cui si vive. L’asma, ad esempio, si presenta con crisi di soffocamento, respiro sibilante e respirazione affannosa; è causata da ipersensibilità alle particelle di polvere presenti nell’aria, alle piume, al pelo d’animali e al polline.
Simili all’asma, anche se meno gravi, sono alcune forme d’allergia, fra cui la rinite allergica conosciuta anche come raffreddore da fieno; per queste patologie non esistono cure specifiche ma è possibile individuare le cause con corrette prove allergometriche che permettono di scegliere il vaccino capace di contrastarle.

CUORE, ARTERIE
VENE

La Circolazione animale ha come scopo di portare a ciascuna cellula dell'organismo gli elementi indispensabili per la nutrizione. Gli elementi sono: l'ossigeno, che il sangue prende dai polmoni, e gli alimenti, che prende dall'intestino attraverso i villi intestinali.
Le principali funzioni, quindi, sono:
• Trasporto delle sostanze necessarie al metabolismo;
• Raccolta delle sostanze di rifiuto;
• Comunicazione tra le cellule.
L’apparato circolatorio è composto di:
• CUORE (pompa);
• VASI (conduttori);
• SANGUE (liquido trasportatore).
La circolazione non è altro che l’incessante movimento del sangue, dovuto alla contrazione e dilatazione del cuore.
Il cuore, organo che funziona come una pompa, è in grado di contrarsi in modo autonomo. La contrazione si chiama sistole e la dilatazione diastole.
Tra un battito e l’altro del cuore, in un tempo inferiore ad un secondo, avviene una serie d’eventi.
Nell’uomo adulto i battiti sono circa 72 il minuto. All’interno del sistema circolatorio il flusso sanguigno è unidirezionale, parte dall’aorta e si distribuisce in un sistema di vasi e capillari dove il flusso si trasforma da pulsante a continuo. Nella fase di ritorno al cuore il sangue sfrutta il sistema venoso che passa per vasi sempre più grandi e con struttura differente.
La circolazione, quindi, è doppia:
• PICCOLA CIRCOLAZIONE: va dal cuore ai polmoni, dove si ossigena, per poi ritornare al cuore;
• GRANDE CIRCOLAZIONE: va dal cuore alla periferia dell’organismo, dove cede l’ossigeno e raccoglie l’anidride carbonica e le altre sostanze di rifiuto, per poi tornare di nuovo al cuore.
Il sangue venoso e quello arterioso non si mescolano nel cuore.
CUORE
Il cuore è un organo cavo contrattile, che svolge la funzione di spingere il sangue in tutti i distretti corporei. Esso è posto quasi al centro della cavità toracica, tra i polmoni, adagiato sul diaframma: le sue dimensioni sono paragonabili a quelle di un pugno. Nell’uomo adulto il peso del cuore è di circa 300 grammi.
Il cuore è costituito da tessuto muscolare caratteristico, il miocardio; è rivestito internamente da una membrana chiamata endocardio e da un’esterna detta pericardio.
Lo spazio interno dell’organo è suddiviso da un setto verticale: in una parte destra ed una sinistra. Ogni parte è suddivisa da un divisorio orizzontale in altre due cavità: l’atrio, superiormente, il ventricolo, inferiormente.
Complessivamente il cuore presenta quattro cavità: l’atrio ed il ventricolo di destra e l’atrio ed il ventricolo di sinistra.
Le due parti, quella destra e quella sinistra, sono completamente separate mentre ciascun atrio è in comunicazione col ventricolo di sotto per mezzo di un’apertura. Il passaggio è regolato da valvole dette cuspidi; il loro compito è di impedire il reflusso del sangue.
I vasi che partono dai ventricoli si chiamano arterie, mentre quelli che riportano il sangue agli atri si chiamano vene.
La rete dei vasi arteriosi diventa sempre più piccola arrivando a canalini sottilissimi detti capillari arteriosi.
PICCOLA CIRCOLAZIONE
Nell’atrio destro, provenienti dalla periferia del corpo, arrivano due vene: la vena cava superiore e la vena cava inferiore. Da qui, quando la valvola tricuspide è aperta, il sangue povero d’ossigeno passa nel sottostante ventricolo e con la contrazione di questo passa nell’arteria polmonare. Essa si dirama in due tronchi, quello destro e quello sinistro, che si dirigono verso i polmoni. Il sangue ossigenato ritorna al cuore attraverso le vene polmonari che riportano il sangue nell’atrio sinistro.
GRANDE CIRCOLAZIONE
Dall’atrio sinistro il sangue, attraverso la bicuspide, passa nel sottostante ventricolo; in seguito alla contrazione del ventricolo esso è convogliato nell’aorta, il più grosso vaso sanguigno del corpo. Da qui si originano arterie di calibro man mano inferiore che formano la rete capillare.
Lungo i capillari arteriosi, le sostanze necessarie al metabolismo cellulare fuoriescono dal sangue, che s’impoverisce soprattutto d’ossigeno, ma contemporaneamente entrano materiali provenienti dai tessuti tra i quali anidride carbonica e sostanze di rifiuto. Il capillare, quando queste superano quelle in uscita, diventa da arterioso a venoso. Tutti i capillari venosi confluiscono in vasi maggiori chiamati venule. Esse s’inseriscono in vasi più grandi che costituiscono le vene: è attraverso le vene che il sangue ritorna al cuore.
La pressione del sangue deve essere mantenuta costante anche nelle zone del corpo più distanti dal cuore. Le pareti delle arterie, spesse ed elastiche, non facilitano il passaggio del sangue; le vene, che non hanno pareti molto robuste, si distendono facilmente e permettono il passaggio di una gran quantità di sangue.
ARTERIE
Dal cuore nascono due grandi arterie:
• Polmonare, nasce dal ventricolo destro e penetra nei polmoni dove si ramifica diffusamente. Al contrario di quanto dica il nome porta sangue venoso.
• Aorta, si origina dal ventricolo sinistro, si dirige verso l’alto poi piega ad arco (arco aortico) si dirige verso l’indietro a sinistra e scende a formare l’aorta toracica e l’aorta addominale.
VENE
Dal cuore sbucano sei vene:
• 4 vene polmonari che ricevono, 2 a 2, il sangue arterioso di ciascun polmone e lo riversa nell’atrio sinistro.
• Vena cava superiore, riceve il sangue dagli atri, dal torace, dal collo e dalla testa; riversa il sangue nell’atrio sinistro.
• Vena cava inferiore, riceve il sangue dall’addome e dagli atri inferiori e lo riversa nello stesso atrio sinistro.

Il sangue è un tessuto liquido, rosso, alquanto viscoso; ha la funzione di trasportare l'ossigeno, le sostanze nutritive e le sostanze di rifiuto, attraverso tutto il nostro organismo.
La sua quantità è circa 1/12 del peso corporeo; quindi in una persona di 70 Kg di peso ci sono circa 6 litri di sangue.
Esso è costituito da una parte liquida trasparente, il plasma, e da una parte corpuscolata, formata da cellule.
Il Plasma che rappresenta il 55% di tutta la massa sanguinaria, è formata per il 90% circa da acqua e per il 10% da sostanze organiche ed inorganiche, fra cui i principi nutritivi provenienti dalla digestione, le varie sostanze di rifiuto (anidride carbonica, urea) ed alcune proteine.
La parte corpuscolata, che rappresenta il 45% della massa sanguigna, è formata dalle cellule del sangue: globuli rossi, globuli bianchi, piastrine.
I globuli rossi, detti anche emazie o eritrociti, sono cellule di colore rosso per la presenza d’emoglobina, una proteina contenente ferro, che si combina alternativamente con l'ossigeno e l'anidride carbonica consentendo quindi il trasporto di questi gas.
I globuli rossi sono privi di nucleo e non si riproducono, ma sono costantemente prodotti dal midollo delle ossa. Vivono in media 120 giorni, e, quando invecchiano, sono eliminati dalla milza.
In un millilitro di sangue si trovano circa 5 milioni di globuli rossi.
I globuli bianchi, detti anche leucociti, sono cellule quasi sferiche che hanno la capacità di muoversi; sono in grado quindi di uscire dai vasi capillari e di penetrare nei tessuti, dove svolgono l’importantissima funzione di difendere l'organismo dai microrganismi patogeni.
Alcuni globuli bianchi attaccano e distruggono batteri, virus ed altre sostanze nocive, altri producono delle sostanze proteiche, gli anticorpi, che neutralizzano le aggressioni dei virus e dei batteri.
I globuli bianchi sono prodotti dal midollo osseo, dalla milza; in un millimetro3 di sangue ci sono circa 4500-8000 globuli bianchi e il loro numero aumenta notevolmente in caso di malattie infettive.
Le piastrine, dette anche trombociti, non sono cellule vere e proprie ma sono corpuscoli adibiti alla coagulazione del sangue. In caso di ferita, infatti, le piastrine raggiungono il luogo della lesione e liberano una sostanza che trasforma il fibrinogeno (proteina plasmatica) in fibrina; questa è capace di attivare la coagulazione del sangue che si rapprende in una massa scura detta coagulo.
Le piastrine sono prodotte dal midollo osseo e sono distrutte dalla milza. In un ml di sangue vi sono da 200000 a 500000 piastrine.
I GRUPPI SANGUIGNI
Esistono 4 gruppi sanguigni (a, b, ab, 0) che differiscono tra loro per la presenza o assenza sui globuli rossi di 2 particolari sostanze: l'antigene a e l'antigene b.
Nel sangue antigene e relativo anticorpo non possono essere presenti contemporaneamente perché i globuli rossi si ammasserebbero gli uni contro gli altri con conseguenze mortali.
I 4 gruppi sanguigni hanno le seguenti caratteristiche:
GRUPPO
antigene A
antigene B
anticorpo anti A
anticorpo anti B
A
X
X
B
X
X
AB
X
X
O
X
X
Nelle trasfusioni i vari tipi di sangue non possono essere mescolati; bisogna tener conto della compatibilità tra donatore e ricevente:
GRUPPO
DONA A
RICEVE DA
A
A - AB
A – O
B
B - AB
B – O
AB
AB
A – B – AB – O
O
A – B – AB - O
O

LA DIGESTIONE
Gli alimenti, così come sono, non possono essere utilizzati dalle cellule del nostro organismo. Infatti tali sostanze pur essendo chimicamente simili a quelle che occorrono alle cellule non risultano idonee al diretto utilizzo.
Un boccone di pane, un pezzo di carne, il latte stesso che pure è un liquido, devono essere trasformati in sostanze più semplici.
Questo apparato trasforma ciò che noi introduciamo in sostanze adatte al nostro fabbisogno.
Infatti è in grado di demolire le sostanze chimiche più voluminose in strutture più semplici da cui le cellule possano trarre i costituenti indispensabili alla vita.
La digestione è dunque la funzione mediamente la quale gli alimenti vengono modificati affinché l'organismo possa servirsene per nutrirsi.
IL TUBO DIGERENTE
L'insieme degli organi incaricati della digestione forma l’apparato digerente. Questo canale ha inizio con la bocca e termina con l'intestino retto. Il muscolo diaframma lo separa in due parti: la bocca, la faringe e l'esofago stanno al disopra del diaframma, nel torace, lo stomaco e l'intestino stanno al disotto, nell'addome.
La digestione comincia nella bocca e continua nello stomaco e nell'intestino. Una parte dei cibi non viene digerita e costituisce le feci, e sono eliminate 10-12 ore dopo l'inizio della digestione. La parte digerita viene invece assorbita, cioè passa nel sangue e nella linfa per andare a tutte le cellule.
MASTICAZIONE
Nella bocca, grazie ai denti, si svolge la masticazione. Questi piccoli organi sono composti da due parti, la corona che sporge nella cavità boccale, e la radice impiantata negli alveoli. Gli alveoli dentari sono rivestiti dalla gengiva.
Una sostanza durissima, la dentina o avorio, costituisce la parte fondamentale dei denti. La dentina della corona è rivestita dallo smalto, altra sostanza pure durissima, bianca; nella radice la dentina è rivestita dal cemento formato da tessuto osseo.
Negli adulti la dentizione, è formata da 32 denti, 16 superiori e 16 inferiori, così distinti:
8 incisivi,
4 canini,
8 premolari,
12 molari.
La masticazione ha lo scopo di frantumare e triturare i cibi solidi affinché essi possano essere deglutiti e attaccati dai succhi digerenti.
saliva
Durante la masticazione i frammenti di cibo si mescolano con la saliva prodotta da numerose ghiandole situate nella bocca, di cui le principali sono le parotidi, le sottomascellari e le sottolinguali.
La saliva dà inizio alla digestione mediante un enzima in essa contenuta, la ptialina, che ha il compito di incominciare a demolire i carboidrati per trasformarli in sostanze più semplici.
deglutizione
Finita la masticazione, il cibo le bevande devono essere deglutite cioè passano dalla bocca alla retrostante faringe e da qui all’esofago. L’esofago non ha compiti digestivi ma è solo una “strada di passaggio” che sbocca nello stomaco.
stomaco
Lo stomaco è una specie di sacco a forma di pera con l’estremità più grossa rivolta in alto a sinistra, e la più piccola in basso a destra, e con due orifizi, il cardias che lo mette in comunicazione con l’esofago, e il piloro che lo mette in comunicazione con il duodeno. I cibi provenienti dall’esofago si accumulano dunque a poco a poco nello stomaco, dove dovranno fare una sosta più o meno lunga, per dare tempo al succo gastrico di svolgere i suoi compiti digestivi.
Il succo gastrico è un liquido acido il quale scinde le proteine e i grassi in sostanze più semplici.
Il bolo, nello stomaco, viene trasformato in una poltiglia semiliquida, detta chimo, e lo abbandona in 3-4 ore per riversarsi nel duodeno.
INTESTINO TENUE
Il chimo, attraversato il piloro, si riversa nel primo tratto dell’intestino tenue: il duodeno. Il duodeno misura circa 30 cm ed in esso si riversano la bile, proveniente dal fegato, e il succo pancreatico, proveniente dal pancreas.
Al duodeno segue il digiuno e l’ileo. Complessivamente, questi tre segmenti, costituiscono l’intestino tenue lungo circa 7 metri, raggomitolato nella cavità addominale.
Nell’intestino tenue vengono assorbiti tutti i principi nutritivi contenuti negli alimenti.
L’intestino tenue si muove continuamente grazie ai movimenti peristaltici in tal modo gli alimenti vengono rimescolati e progrediscono lungo il loro tragitto.
INTESTINO CRASSO
Dopo l’intestino tenue c’è l’intestino crasso, lungo circa due metri. Esso forma una specie di cornice intorno all’intestino tenue. Nella parte iniziale dell’intestino crasso, più o meno dove il tenue si continua col crasso, c’è una sottile porzione, simile ad un vermicello, lunga 5 – 6 centimetri: è l’appendice. Il compito dell’appendice, sempre che ne abbia uno, è sconosciuto.
La parte non digerita, costituenti le feci, continua il suo cammino nel crasso perché deve essere espulsa. Anche nell’intestino crasso si possono notare i movimenti peristaltici che spingono le sostanze non digerite fino all’intestino retto che termina con l’apertura anale.
Nell’intestino crasso c’è un’abbondante flora intestinale che produce alcune vitamine.
FEGATO
Il fegato è l’organo più voluminoso del nostro corpo, circa 1,5 chilogrammi. Nella parte inferiore del fegato c’è la cistifellea, un sacchetto a forma di pera contenente la bile.
La bile è un liquido giallo bruno, denso prodotto dalle cellule del fegato. Il fegato produce continuamente la bile, giorno e notte (un litro al giorno), ma siccome necessita solo quando nell’intestino tenue è in arrivo il chimo tra una digestione e l’altra viene accumulata nella cistifellea.
PANCREAS
Il pancreas ha una forma che ricorda quella di un martello lungo circa 15 centimetri. Il compito di quest’organo è quello di produrre il succo pancreatico, circa 1,5 litri al giorno. Inoltre produce l’insulina; quest’ormone abbassa la quantità di zuccheri nel sangue.

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