I tessuti animali

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Categoria:Biologia

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Testo

I TESSUTI ANIMALI

Tessuti: sono formati da cellule che si aggregano.

Metazoi = organismi pluricellulari dove le cellule sono organizzate in tessuti e organi.
Parazoi = situazione intermedia, organismi composti da più cellule quindi pluricellulari, ma non sono organizzati in tessuti e organi, le cellule sono poco differenziate.

Protozoi = organismi unicellulari.

Sulla superficie della membrana plasmatica le cellule hanno degli antigeni (proteine) e quindi sono in grado di riconoscersi.
Le cellule dello stesso tipo possono riconoscersi e raggrupparsi.
Antigeni della istocompatibilità.
I tessuti formano gli organi e gli organi formano sistemi e apparati.
Sistema = gli organi sono più o meno tutti simili (sistema nervoso).
Apparato = è formato da organi diversi (apparato digerente).

Tessuto labile = le cellule si dividono continuamente per mitosi (pelle).
Tessuto stabile = le cellule una volta differenziate non si dividono più.

TESSUTO CONNETTIVALE:
(connettivi)

è costituito dalle cellule più la sostanza fondamentale.
• tessuto connettivo propriamente detto
tessuto connettivo lasso
tessuto connettivo denso (o compatto)
• tessuto osseo
• cartilagine
• sangue
• linfa

TESSUTO EPITELIALE:
(epiteli)

è costituito quasi esclusivamente da cellule che sono messe in contatto tra loro tramite sistemi di giunzione, quindi non è necessaria la sostanza fondamentale.
Sostanza fondamentale:
è costituita da:
parte fibrillare: costituita da proteine (collagene);
parte amorfa: costituita da sostanze di vario tipo (fase acquosa): aminoacidi, polisaccaridi, sali, proteoglicani (grosse molecole).
La sostanza fondamentale resiste alle pressioni, contiene una parte proteica che impedisce di fluire.

Sistemi di giunzione:
Desmosomi: nelle cellule epiteliali sono i sistemi di giunzione che mettono in collegamento le membrane plasmatiche delle due cellule.
In corrispondenza dei desmosomi la membrana è ispessita. Ci sono come dei filamenti che cuciono insieme le due cellule.
Fibre:
collagene (fasci allungati)
elastiche
reticolari
Epitelio impermeabile (sistema di giunzione): fasce occludenti che impermeabilizzano il tessuto.

Le cellule poggiano sulla membrana basale.

Zone aderenti: sono simili ai desmosomi ma sono fasce allungate, ispessimenti della membrana meno spessi dei desmosomi.

Giunzioni di comunicazione: mettono in contatto il citoplasma delle cellule, che possono scambiarsi segnali chimici o elettrici.

Proteine a birillo: canali di comunicazione

Gli epiteli sono innervati:
microvilli: ondulazioni che servono ad aumentare la superficie della membrana plasmatica.

emidesmosomi: connettono la membrana plasmatica con la membrana basale.
epitelio pluristratificato: più strati di cellule.

PELLE:

1. STRATO GERMINATIVO: le cellule si dividono continuamente per mitosi.
2. STRATO SPINOSO.
3. STRATO GRANULOSO (cheratoialina).
4. STRATO LUCIDO.
5. STRATO CORNEO o DESQUAMANTE.

Cheratoialina: è una proteina che dà origine alla cheratina.

Dal 1° al 5° gli strati si assottigliano sempre più e c’è sempre più cheratina.
Nel 5° strato le cellule sono morte perché c’è troppa cheratina.

Epitelio monostratificato (o pavimentoso): è un tessuto direttamente appoggiato sullo strato basale. Serve a regolare la permeabilità (a livello dei reni, degli alveoli polmonari).
Epitelio trasformato: (squame dei pesci, unghie, smalto dei denti, capelli) è una specializzazione degli epiteli.
Smalto dei denti: è formato da sostanze minerali quasi al 100%.
Carbonato di calcio e fosfato di calcio (dà la durezza).
Idrossiapatite (minerale del fosfato di calcio).
Lo smalto dei denti viene prodotto dall’organo dello smalto, formato da cellule epiteliali.
Adamantoblasti: cellule che producono lo smalto.

GHIANDOLE:
Ghiandole: sono di derivazione epiteliale.
Struttura costituita da cellule specializzate in funzione dell’attività secretoria, tutte le cellule hanno attività secretoria, ma nelle ghiandole è più sviluppata.
Le ghiandole si formano durante lo sviluppo embrionale.

Le cellule sprofondano e si forma una cavità: adenomero.

CELLULE ESOCRINE
CELLULE ENDOCRINE

Ormoni: messaggi chimici che inviano ordini agli organi.
Esistono ghiandole che producono ormoni che raggiungono altre ghiandole.

Ghiandole unicellulari: sono quasi sempre ghiandole mucipare (che producono muco).

Alveolari: l’adenomero ha forma di alveolo.
Tubolari: l’adenomero ha forma di un piccolo tubulo.
Acinose: l’adenomero ricorda la forma di un acino (o delimita una cavità molto
piccola).
Ramificate: l’adenomero ha forma ramificata.

TESSUTO CARTILAGINEO
Ha la funzione di sostenere.
Le sue caratteristiche sono l’elasticità e la resistenza meccanica.
Ha un alto contenuto d’acqua.
Le cellule (condrociti) sono racchiuse da capsule, unite in gruppi di 2 o 3
detti isogeni o nidi.
Fibre proteiche: proteoglicani, molecole gigantesche ramificazioni di polisaccaridi collegati alla proteina.
Queste molecole hanno dei siti di carica negativa, presentano delle zone polari. Sono affini all’acqua. Queste grandi molecole sono in grado di legarsi a molecole di acqua.
La cartilagine viene nutrita dal flusso e riflusso dell’acqua.

Cartilagine costale: gabbia toracica.
Cartilagine articolare: in corrispondenza delle articolazioni.

Squali e razze sono pesci cartilaginei.

TESSUTO OSSEO
Il tessuto osseo ha la sostanza fondamentale mineralizzata (calcificata).
Principalmente sono presenti: carbonato di calcio ma anche altri sali come i fosfati di calcio.
Osseina: proteina.
Gli osteoblasti rimangono incastrati all’interno della sostanza fondamentale che essi stessi hanno prodotto, rimangono dentro le lacune ossee, prendono il nome di osteociti, comunicano attraverso canalicoli molto sottili.
Gli osteoclasti rimuovono la sostanza fondamentale mineralizzata.

TESSUTO OSSEO SPUGNOSO (è più poroso)
TESSUTO OSSEO COMPATTO

POROSITA’:
P % = Vv (volume vuoti) / Vt (volume totale) * 100

Tessuto osseo spugnoso:
la sostanza fondamentale forma dei filamenti allungati detti trabecoli, che si incrociano e si saldano lasciando ampi spazi secondo la direzione degli sforzi, per poter scomporre lo sforzo secondo la regola del parallelogramma.
Tessuto osseo compatto:
la sostanza fondamentale forma delle lamelle disposte concentricamente.

OSSA LUNGHE
OSSA CORTE (ossa carpali e tarsali)
OSSA PIATTE
OSSA IRREGOLARI (vertebre)

Le ossa sono ricoperte da uno strato di tessuto connettivo fibroso il periostio, molto resistente che serve a proteggere l’osso.
Nelle ossa lunghe il canale midollare è coperto dall’endiostio (composto fibroso).
Nelle ossa corte è presente il tessuto spugnoso.
Nelle ossa piatte e irregolari il tessuto spugnoso è presente tra due strati di tessuto compatto, con funzione di rivestimento.
Nelle ossa si trova il midollo osseo:
ROSSO nelle epifisi e nelle lacune del tessuto spugnoso, produce le cellule del sangue, ha funzioni emopoietiche;
GIALLO si trova nel canale midollare delle ossa lunghe, ha funzione di riserva (contiene molti grassi) e produce le cellule del sangue.

TESSUTO MUSCOLARE
Il tessuto muscolare è composto da cellule che hanno la proprietà di contrarsi, si accorcia, sono cellule di forma allungata (fibrocellule muscolari), plurinucleate, perché prendono origine dalla fusione di cellule mononucleate.

FIBROCELLULA MUSCOLARE STRIATA
FIBROCELLULA MUSCOLARE LISCIA

Il tessuto muscolare striato presenta una bandeggiatura a bande chiare e scure alternate.
Il citoplasma (rete di filamenti che si estende nel citoplasma) è caratterizzato da una disposizione particolare dei filamenti: a registro, questi filamenti sono spessi e sottili, i filamenti spessi sono composti da una proteina detta miosina (forma come una fune sfilacciata).
Nel tessuto muscolare liscio non è presente un apparato contrattile, manca la disposizione a registro e non si nota la bandeggiatura.
Nel cuore sono le giunzioni di comunicazione che consentono l’impulso nervoso a tutte le cellule del cuore per la contrazione simultanea.
Azione peristaltica: muscoli lisci.

SANGUE E LINFA
Si tratta di tessuti connettivi in cui la sostanza fondamentale è liquida, sono tessuti circolanti.
Il sangue è composto dalla sostanza fondamentale che contiene il plasma e vari tipi di cellule.
Il plasma è un liquidi di colore giallino con densità e viscosità maggiore dell’acqua, i soluti sono varie sostanze minerali: sali disciolti (ioni sodio, potassio, calcio, cloro) e sostanze gassose (O2, CO2, azoto), aminoacidi, ormoni, vitamine, sostanze di rifiuto eliminate dai reni.
Il sangue si trova confinato all’interno di vasi, compie dei percorsi chiusi, l’organo propulsore è il cuore.
La linfa e i vasi linfatici terminano a fondo cieco tra i tessuti, la linfa non ha un organo propulsore, si muove grazie alle contrazioni e al rilassamento muscolare.
La sostanza fondamentale è composta dal plasma (sostanza acquosa) che è formata da soluti in forma ionica (elettroliti e non elettroliti), sostanze in forma colloidale, HCO3 che costituisce un tampone (limita le variazioni del PH), anidride carbonica, ossigeno, zuccheri, proteine, grassi, aminoacidi, sostanze di rifiuto.
Il PH del sangue è leggermente basico: 7,4 e la densità e la viscosità sono leggermente superiori a quelle dell’acqua, il peso invece è maggiore a parità di volume.
La viscosità è la misura della resistenza che le molecole incontrano a scorrere le une sopra le altre.
Le cellule sono:
GLOBULI ROSSI
GLOBULI BIANCHI
PIASTRINE

GLOBULI ROSSI:
hanno la funzione di trasportare O2 e CO2, che si combinano con l’emoglobina, ma non tutto l’ossigeno e l’anidride carbonica vengono trasportati dai globuli rossi.
I globuli rossi sono cellule anucleate, non si possono quindi riprodurre, contengono milioni di molecole di emoglobina, hanno un ciclo vitale limitato, vengono prodotti a partire da una cellula staminale presente nel midollo osseo. Durante il processo di differenziamento il nucleo viene espulso.
Hanno la forma di una lente biconcava.
La forma deriva dal fatto che devono contenere il maggior numero di emoglobina e devono avere una maggiore superficie per gli scambi gassosi. La forma deriva dall’equilibrio fra le pressione interna ed esterna (idrostati) e deriva anche dal fatto che al di sotto della membrana plasmatica ci sono delle impalcature proteiche a forma di rete a maglia triangolare.
Emoglobina: molecola in grado di legare labilmente i gas.
Quando la pressione parziale è elevata l’ossigeno si lega all’emoglobina, quando è bassa la libera.
Se varia il PH varia l’affinità dell’emoglobina per l’ossigeno.
Quando il PH è alto l’affinità è alta.
L’anidride rende acido l’ambiente.
L’emoglobina è una proteina a struttura quaternaria data da quattro molecole associate e piegate a gomitolo. All’interno delle quattro proteine c’è la parte non proteica, formata da quattro anelli pirrolici (legami doppi e semplici alternati) legati da ponti metilici, una specie di struttura a fiore.
L’emoglobina è formata dall’associazione di 4 molecole proteiche, ogni catena proteica contiene una parte non proteica.
Al centro si trova un atomo di ferro allo stato bivalente, Fe++, che forma 5 legami: 2 di non valenza con l’azoto, 2 con l’azoto con legami di coordinazione e 1legame con l’aminoacido istiolina, che fa parte della catena proteica.
La parte proteica richiude ancora più il ferro, in questo modo si crea un ambiente idrofobico (protetto dall’acqua) che consente al ferro di rimanere bivalente, altrimenti con Fe+++, sarebbe troppo forte il legame con l’ossigeno.

GLOBULI BIANCHI:
cellule con il compito di difesa dell’organismo
granulociti
linfociti
monociti
macrofaci

GRANULOCITI:
ci sono delle granulazioni all’interno che servono alla classificazione:
neutrofili
eusinofili
basofili

cellule in cui il nucleo è unico ma presenta delle lobature.
I monociti sono precursori dei macrofaci, cellule indifferenziate.
I monociti sono cellule che hanno funzione difensiva attraverso la fagocitosi di corpi estranei.
I linfociti di tipo A e T sono cellule con funzione di difesa, uccidono eventuali organismi estranei penetrati nel sangue o nei tessuti.
Tutte queste cellule prendono origine dalle cellule staminali del tessuto osseo.

Linea mieloide:
globuli rossi
globuli bianchi
piastrine

Linea linfoide:
porta al differenziamento dei linfociti.

PIASTRINE:
derivano da grandi cellule dette macrofagi, che si frammentano dando origine a frammenti di citoplasma ricoperti da membrana plasmatica, sono anucleate, servono per riparare danni ai vasi sanguini e limitare l’emoraggia formando un coagulo.

I globuli rossi e le piastrine sono cellule esclusive del sangue, le altre no, sono presenti anche nella linfa e nei tessuti.
I globuli bianchi fuoriescono dai vasi, ci può essere un’infezione anche nei tessuti.

LINFA:
ha funzione di difesa immunitaria, i vasi confluiscono in un grosso dotto linfatico (dotto toracico).
Linfonodi: i vasi confluiscono l’uno nell’altro.
Nei linfonodi vengono immessi nuovi linfociti.

TESSUTO NERVOSO
Il tessuto nervoso è formato da neuroni, cellule della neuroglia (glia ammasso di cellule che sostiene e protegge i neuroni.
Il neurone ha la proprietà di essere eccitabile elettricamente, è in grado di generare e trasmettere impulsi nervosi, funzione presente in tutte le cellule ma in questo caso esaltata al massimo.
Nel nucleo del neurone il DNA è molto impegnato nella sintesi di molecole neurotrasmettitori (l’acetilcolina è la più diffusa).
Il pirenoforo costituisce la parte centrale.
L’assone termina con un bottone collegato con un’altra cellula. La giunzione che si realizza viene chiamata sinapsi, le due cellule non sono fuse insieme e non sono a stretto contatto. L’assone permette di inviare segnali di tipo elettrico ad altri neuroni o a cellule di natura diversa.
I dendriti sono terminazioni nervose che trasformano le sensazioni in segnale elettrico, sono numerosi e generalmente più corti dell’assone. L’impulso nervoso viaggia verso l’elemento presinaptico e poi per quello postsinaptico. Attraverso i dendriti il neurone capta il segnale elettrico.
Rimane un certo spazio tra le due cellule: “fessura sinaptica”, c’è sempre un po’ di liquido tra le cellule.
Ci sono delle proteine canale associate alla membrana plasmatica del neurone che provvedono a scambiare degli ioni K e Na fra l’interno e l’esterno della cellula. Avviene uno scambio, il risultato di questo scambio è una maggiore abbondanza di carica negativa all’interno della cellula, da cui prende origine la differenza di potenziale.
Sono presenti delle vescicole che contengono l’acetilcolina, con una membrana come quella plasmatica (di natura fosfolipidica) che sono guidate da correnti citoplasmatiche verso la sinapsi (giunzione), dove si accumulano. Sono presenti microtubuli che corrono dentro l’assone, immersi nel citoplasma, hanno diametro molto piccolo e sono composti da proteine che si assemblano. Le vescicole si spostano per mezzo di questi microtubuli. L’interno della cellula è polarizzato, fra l’interno e l’esterno della cellula esiste una certa differenza di potenziale elettrico, che vale circa –70mv (millesimi di volt), è negativo all’interno e positivo all’esterno, si depolarizza quando trasmette l’impulso nervoso.
Quando l’onda di depolarizzazione giunge al bottone sinaptico, le vescicole si fondono con la membrana plasmatica, si aprono e riversano all’esterno le sostanze (esocitosi). L’acetilcolina finisce nella fessura sinaptica, l’altra cellula ha dei recettori per l’acetilcolina, sono proteine di natura proteica. L’acetilcolina produce una depolarizzazione anche nell’elemento postsinaptico, l’onda di depolarizzazione passa da una cellula all’altra.
Più assoni formano dei fasci: i nervi.
Gli assoni possono essere ricoperti da una proteina: mielina e allora si parla di fibre mieliniche. La mielina viene prodotta dalle cellule di Swann.
La mielina funge da isolante, avvolge l’assone. I nodi sono i punti dove l’assone è scoperto, l’impulso salta da un nodo all’altro (nodi di Ranvier), l’impulso viaggia più veloce.
Sono presenti piccoli canali che vengono a combaciare e delimitano una giunzione tra le due cellule, sono sinapsi più veloci.
L’acetilcolina deve essere distrutta presto da un enzima (acetilcolinesterasi), perché altrimenti continuerebbe la depolarizzazione, non si potrebbe continuare l’invio dell’impulso nervoso.
L’onda di depolarizzazione può partire dai dentriti, che si depolarizzano e trasmettono la depolarizzazione al neurone, oppure può avvenire anche per mezzo di un altro neurone.

Esempio



  



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