i Mulli

Materie:Appunti
Categoria:Biologia

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Testo

MULLI

Agli sparoidi si ricollegano i Mulli, detti volgarmente Triglie. Hanno il corpo allungato e poco compresso lateralmente; le pinne dorsali sono sempre divise e aguzze. Nella mandibola inferiore esistono due cirri; l'apertura orale e piccola e i denti sono deboli. Le branchie hanno tre o quattro raggi. Tutti i Mulli sono di color rosso.
La struttura interna è semplice: lo stomaco è solo una dilatazione dell'esofago e l'intestino non è molto lungo; il piloro è circondato da molte appendici. Non esiste vescica natatoria.

TRIGLIA MINORE (mullus barbatus)

Nei mari d'Europa esistono la triglia maggiore e la Triglia Minore. La prima ha la fronte che si abbassa quasi verticalmente, le squame strette e una lunghezza di 30-45 centimetri. E' di color rosso con riflessi argentei sul ventre; le pinne sono giallicce. Nella prima pinna dorsale vi sono 7 raggi, nella seconda 1 duro e 8 molli, nelle pettorali 16, nelle ventrali 6, nell'anale 1 e 6 e nella caudale 15.
Vive nel Mediterraneo, dove predilige i fondi melmosi, raramente si può incontrare anche in Gran Bretagna. Si nutre di crostacei molli e di molluschi che riesce a rintracciare per mezzo dei due cirri. Si riproduce in primavera e nell'ottobre i piccoli hanno 15 centimetri di lunghezza.

TRIGLIA MAGGIORE (mullus surmuletus)

La Triglia Maggiore ha, più o meno, la mole dell'altra; è rivestita di grandi squame e presenta, sul fondo rosso pallido, tre grandi strisce dorate, specialmente evidenti al tempo della deposizione delle uova. Anche la Triglia Maggiore vive nel Mediterraneo e si spinge a settentrione fino alle coste della Gran Bretagna. Accade a volte che sulle coste inglesi si possano fare pesche eccezionali. Il pesce non tarda ad andare a male: qualche secolo fa, le triglie, appena pescate, venivano fatte bollire nell'acqua salata e venivano poi cosparse di farina, in modo che risultassero avvolte in una specie di pastella che, fortemente aromatizzata, serviva a mantenerle durante la spedizione. La carne delle triglie è assai apprezzata fin dai tempi degli antichi. I romani le apprezzavano, oltre che per la bontà, anche per lo splendore dei colori. Si racconta che questi animali erano pagati a peso di argento perché, oltre al palato, rallegravano anche gli occhi quando, collocati vivi in vasi di vetro ermeticamente chiusi, offrivano lo spettacolo della loro morte col cambiamento graduale del colore delle squame. «Nulla di più bello» - esclama Seneca - «di una triglia agonizzante! Il suo corpo diventa prima rosso purpureo, quasi raccogliesse le forze per difendersi contro la morte e poi sbiadisce attraverso meravigliose gradazioni...».
Per dilettare gli occhi dei convitati, le triglie venivano portate nei triclini in recipienti di vetro e offerte alle dame che le lasciavano morire nelle loro mani per meglio goder lo spettacolo. Quando l'animale era morto, si portava in tutta fretta in cucina per farne cucinare la carne, dato che una triglia morta nella mattinata non era più ritenuta fresca: si doveva perciò presentare il pesce vivo ai convitati. Cicerone rimprovera i romani di provare diletto in spettacoli così puerili e racconta che i ricchi erano assai felici quando potevano avere nei loro vivai delle grosse triglie che nuotavano verso la mano del padrone. In conseguenza a questa moda, i prezzi delle triglie erano altissimi: una di un chilo costava molto denaro e una di due era addirittura impagabile. Si racconta che un pesce di tale peso fu comprata da Ottavio - noto buongustaio - per ben 5000 sesterzi e Giovenale parla di una triglia pagata 6000 sesterzi. Sotto Caligola i prezzi divennero ancora più alti, finché Claudio non si vide costretto ad emanare provvedimenti per disciplinare i prezzi delle derrate sul mercato. I bocconi più saporiti erano per i romani la testa e il fegato, ma, trattandosi di un capriccio della moda, ben presto queste predilezioni andarono perdute.

UPENEO DORATO (upeneus vlamingii)

Queste triglie, che vivono nei mari equatoriali, si distinguono da quelle europee, prive di denti, per la presenza di denti sulla mascella superiore, per gli opercoli dentellati, e per la presenza della vescica natatoria. Sono di un bel colore rosso carminio sul dorso che si fa argento sul ventre, con punteggiature viola e strisce di egual colore sul muso; le pinne sono gialle con i raggi rossicci. Nella prima pinna dorsale si contano 8 raggi, nella seconda 9, nelle pettorali 15, nelle ventrali 6, nell'anale 2 e 6, nella caudale 17. Vivono nel Mare della Nuova Olanda.

UPENEO TRIFASCIATO (upeneus trifasciatus)

Questa specie vive nei mari delle Indie. Il colore varia straordinariamente: in genere è rossa con tre strisce.
Nulla è noto su queste due ultime specie.

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