Gli anticorpi

Materie:Appunti
Categoria:Biologia

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Anticorpo o immunoglobulina. Molecola proteica, prodotta da speciali cellule del sistema immunitario dell'organismo e deputata al riconoscimento specifico delle sostanze estranee. Le cellule che producono e secernono gli anticorpi nel sangue sono chiamate rispettivamente linfociti B e plasmacellule e sono anch'esse direttamente coinvolte nella difesa contro l'invasione di microrganismi patogeni e altre sostanze nocive.
Le sostanze estranee che stimolano la proliferazione degli anticorpi all'interno dei linfociti B e delle plasmacellule sono dette antigeni. Il riconoscimento dell'antigene da parte di un anticorpo è specifico, in quanto le due molecole presentano parti della loro superficie complementari, che si combinano l'una con l'altra come una chiave in una serratura. Sostanze dotate di proprietà antigeniche sono comunemente le componenti proteiche presenti sulla superficie di batteri e virus, i quali penetrano nel corpo determinando un'infezione o vi vengono introdotti deliberatamente, tramite una vaccinazione, per stimolare la produzione di anticorpi contro di essi. Generalmente il legame degli anticorpi alla superficie batterica o virale contribuisce a neutralizzare e a eliminare questi microrganismi pericolosi in uno dei seguenti due modi: 1) inattivandoli direttamente, tramite l'attivazione del sistema del complemento; 2) coinvolgendo altre cellule del sangue, che li inglobano e li distruggono (Vedi Fagocitosi).
Naturalmente gli animali possiedono anticorpi diretti contro una grandissima varietà di sostanze e ogni volta che vengono a contatto con una di esse iniziano a produrre un gran numero di copie dell'anticorpo specifico, in grado di riconoscere la sostanza in questione.
Un particolare gruppo di malattie comprendente, tra le altre, la sclerosi multipla e il lupus eritematoso sistemico è caratterizzato dalla presenza anomala di anticorpi diretti contro componenti proprie dell'organismo. Queste malattie sono chiamate collettivamente malattie autoimmuni.
Gli anticorpi o immunoglobuline sono generalmente indicati con l'abbreviazione Ig e, in base a differenze di struttura e funzione, sono classificati in cinque classi, indicate con le lettere A, D, E, G e M. Così, le IgM sono il primo tipo di anticorpo fabbricato dal neonato e il primo tipo prodotto nel corso di un'infezione; le IgG, o gammaglobuline, sono gli anticorpi predominanti nel siero e vengono fabbricate durante la seconda esposizione a uno stesso antigene; le IgE sono gli anticorpi prodotti in seguito alle allergie; le IgA sono presenti nella saliva, nel tubo digerente e nel latte materno; il ruolo delle IgD è sconosciuto.
Quando si parla di un clone di linfociti B o di plasmacellule si intende un gruppo di cellule identiche, che producono un unico tipo di anticorpo, diretto contro uno specifico antigene. Nel 1975 Cesar Milstein e Georg Kohler svilupparono una tecnica in cui alcuni linfociti B clonali, prelevati dalla milza di un topo, venivano fusi con cellule tumorali, dando luogo a cellule ibride, o ibridomi, in grado di produrre grandi quantità di anticorpo specifico (caratteristica del clone di linfociti), senza mai morire (caratteristica della cellula tumorale). Questi anticorpi, definiti anticorpi monoclonali, sono in breve tempo diventati un prezioso strumento diagnostico e di ricerca per biologi e medici. I comuni test di gravidanza venduti in farmacia funzionano, ad esempio, in base al riconoscimento di un antigene, presente nell'urina delle donne gravide, da parte di un anticorpo monoclonale. Per la messa a punto della tecnica di produzione degli anticorpi monoclonali, nel 1984 a Cesar Milstein e a Georg Kohler è stato conferito il premio Nobel per la medicina e la fisiologia. Vedi anche Immunizzazione; Sistema linfatico.

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