esperimenti su: osmosi, amido e cloroplasti

Materie:Appunti
Categoria:Biologia
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Data:16.12.2005
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Testo

Il giorno 24 Novembre, raccogliendo precedentemente tutto il materiale, noi della classe V A SPP, siamo andate nel laboratorio di scienze ed abbiamo realizzato i seguenti esperimenti:
1. dimostrazione dell’osmosi
2. identificazione dell’amido in alcuni alimenti
3. individuazione dei cloroplasti nella pianta di elodea, e, dei leucoplasti in pezzetto di patata.
1. Per dimostrare l’osmosi abbiamo adoperato il seguente materiale: un contenitore di plastica, una cannula, una membrana semipermanente, acqua distillata e solfuro di rame.
Il contenitore viene riempito con dell’acqua distillata, mentre, alla base della cannula viene applicata la membrana semipermeabile, e all’interno di questa è stato messo il solfuro di rame, e il tutto viene immerso nell’acqua distillata.
Sulla cannula è stato fissato un livello denominato: “punto 0”.
Inizialmente i due liquidi sono allo stesso livello; poi, dopo un certo tempo, si raggiunge un equilibrio in cui il livello del recipiente contenente la soluzione aumenta, mentre il livello della parte contenente acqua diminuisce.
Questo singolare comportamento è una conseguenza della particolare struttura della membrana, che è selettiva, e per questo viene detta semipermeabile, e permette il passaggio del solvente ma non del soluto.
Il processo descritto, prende il nome di osmosi, fenomeno per cui l’acqua passa da un ambiente dove si ha una minore concentrazione di soluto ad un altro dove si ha maggiore concentrazione, attraversando la membrana semipermeabile
In questo caso, la diffusione dell'acqua attraverso una membrana semipermeabile può sembrare un fenomeno differente dalla diffusione libera di molecole di soluto; in realtà entrambi i processi avvengono secondo lo stesso principio generale: la diffusione avviene nella direzione che tende a rendere uguali le concentrazioni nei due scomparti.
Infatti, a causa della presenza di soluto in uno dei due recipienti, il numero di molecole d'acqua per unità di volume contenute nella soluzione è minore di quelle contenute in una pari unità di volume del solo solvente, cioè l'acqua. Ciò costituisce per il solvente il gradiente necessario perché avvenga la diffusione attraverso la membrana .
2. Gli alimenti che abbiamo usato per l’esperimento sono: un po’di farina, un pezzetto di patata, dei chicchi di orzo e un po’di zucchero; poi, ci siamo procurate 4 provette, e portaprovette, e il liquido di Lugol, preparato con 2 g di ioduro di potassio e 1 g di iodio disciolti in acqua distillata.
Abbiamo disposto gli alimenti nelle rispettive provette.
In ogni provetta abbiamo aggiunto tanto Lugol quanto era necessario per coprire l’alimento.
Abbiamo potuto constatare che le prime 3 provette, nelle quali sono stati messi degli alimenti contenenti amido, il liquido all’interno a contatto con l’amido ha assunto un colore viola, invece, la colorazione dell’ultima provetta è rimasta invariata in quanto lo zucchero è saccarosio, e non contiene, quindi, amido.
L’amido è composto da amilosio e da amilopectina; le molecole di iodio, contenute nel liquido di Lugol, si legano in particolare all’amilosio, inoltrandosi nelle sue spire.
Quindi gli alimenti che contengono amido si coloreranno di violetto, ma se questo non fosse presente, il loro colore rimarrebbe invariato, come nel caso dello zucchero, che contiene saccarosio.
3. Ci siamo procurate delle foglioline di elodea e una patata, dalla quale abbiamo estratto un piccolissimo pezzetto. Il materiale che abbiamo usato è il seguente: 2 vetrini portaoggetti e vetrini coprioggetti, utilizzati rispettivamente per una fogliolina di elodea e per il pezzettino di patata, e infine, un microscopio con obiettivi per ingrandimenti .
Abbiamo deposto la fogliolina in una goccia d’acqua, su un vetrino portaoggetto, con la superficie inferiore rivolta verso l’alto; e abbiamo seguito lo stesso procedimento anche per la patata.
Successivamente abbiamo coperto con il vetrino coprioggetto entrambi i portaoggetti.
Facendo uso del microscopio, con obiettivo ingrandente, nel caso, della fogliolina di elodea, abbiamo potuto osservare come le cellule fossero piene di corpicciuoli verdi, cioè i cloroplasti e, lasciando il preparato per qualche istante esposto alla luce della lampada del microscopio, abbiamo osservato i cloroplasti in movimento trascinati tutti nella stessa direzione dalle correnti citoplasmatiche.
Osservando, invece, al microscopio, il secondo vetrino, quello del pezzettino di patata, abbiamo notato che le cellule vegetali si rivelano piene di particolari organuli che formano un reticolo, e sono i leucoplasti, entro i quali avviene l’immagazzinamento degli amidi.

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