Drosofila melanogaster

Materie:Altro
Categoria:Biologia

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Testo

DROSOPHILA MELANOGASTER
(Drosophila melanogaster, fam: Drosophiline)
➢ Obbiettivo:
Osservare la Drosophila melanogaster cercando le differenze tra maschi o femmina ed eventuali mutazioni genetiche.
➢ Descrizione:
La Drosophila è un insetto (artropode) eucariote pluricellulare, è lunga 2-3 mm, la sua testa è lunga pressappoco come il torace, con occhi composti abbastanza grandi, di colore rosso scuro e antenne brevi con una setola munita di sottili peli. Ha un corpo color aranciato o bruno rosso con e l’addome più scuro, talvolta nero. Il torace è subquadrangolare con ali ben sviluppate, delicate, trasparenti con nervature trasversali (grazie ad esse le femmine riconoscono il maschio) e zampe sottili, di media lunghezza; l’addome è un po’ attenuato all’estremità e nelle femmine reca un ovopositore. L’abitudine di questi ditteri di deporre le uova nella frutta marcia fa si che non abbiano bisogno di un ovopositore pungente al contrario degli altri insetti che devono penetrare la frutta sana. Caratteristica principale di questi insetti è la presenza di un solo paio di ali, quelle anteriori: le posteriori, ridottissime, si sono trasformati in una coppia di minuscoli organi, dette “bilancieri”, costituiti da una sorta di bottoncino sorretto da un breve e sottilissimo peduncolo. Nonostante le loro piccolissime dimensioni, i bilancieri svolgono un’importante funzione di equilibrio durante il volo. Un altro carattere distintivo è la struttura dell’apparato boccale che è sempre succhiante, fornito perciò da una specie di proboscide o tromba.
➢ Caratteristiche genetiche:
Il corredo cromosomico della Drosophila è composto da quattro paia di cromosomi, 3 paia di autonomi e un paio di cromosomi sessuali (XX o XY). Le informazioni genetiche sono portate per la maggior parte dal cromosoma sessuale X mentre il cromosoma sessuale Y ne porta un numero ridotto.
Si potrebbero trovare alcune anomalie genetiche legate al sesso e per tanto trasferibili solo attraverso i cromosomi sessuali, di seguito sono elencate alcune mutazioni:
- il colore degli occhi che può essere bianco o rosso.
- la presenza o no degl’occhi(sine oculis).
- la presenza o no delle ali(opteri) o la differente lunghezza(lunghe o corte).
- la presenza o no delle antenne o la differente lunghezza(lunghe o corte).
➢ Ciclo riproduttivo
Le femmine sono facilmente riconoscibili per le dimensioni un po’ maggiori di quelle del maschio e per l’ovopositore. Ogni femmina depone, durante la sua vita, centinaia di uova sulle sostanze con le quali si alimentano. Le piccole uova peduncolate si schiudono con notevole rapidità e nascono larve con cuticola irta di minute spicole, munite di due pseudopodi all’ultimo segmento addominale e di stigmi protoracici di aspetto caratteristico.
Nutrendosi delle sostanze che le attorniano, si sviluppano rapidamente e danno origine a pupe accolte entro un pupario molle, dotato anteriormente di cornetti respiratori e di stigmi protoracici molto evidenti. Lo sfarfallamento avviene entro un tempo brevissimo. Se la temperatura ambientale è favorevole (intorno ai 24°C) produce una nuova generazione ogni due settimane cosicché in un anno si possono avere circa 30 generazioni.
Il ciclo riproduttivo si conclude entro 3 settimane.
➢ Metodo di allevamento
La Drosophila è invadente, bisognos di umidità, amante della luce tenue e ancor più dell’ombra. Per catturare degli esemplari abbiamo messo all’aperto della frutta in un contenitore. Una volta catturati li abbiamo messi in delle provette contenenti la pappa di cui ne segue la ricetta:
50 g di zucchero
35 g di farina di mais gialla
6 g di agar
50 g di lievito di birra
500 ml di acqua
Mescolare il tutto e far bollire la pappa per 5-10 minuti, lasciare raffreddare e misurare la temperatura con un termometro. Raggiunti i 50° C la nipaggina, 1,5 g sciolta in 20 ml di etanolo a 95°. Mescolare il tutto velocemente e metterlo nelle forme di plastica.
La pappa è un alimento che permette a questi insetti la sopravvivenza e la riproduzione.
➢ Perché la Drosophila:
Abbiamo usato la Drosophila per questo esperimento perché si presta molto bene a ricerche genetiche e simili per i seguenti motivi:
si riproduce rapidamente e in gran numero, ha ridotte dimensioni e può essere allevato in laboratorio, dove si adatta bene e in poco spazio (basta una bottiglia da un quarto di litro) , presenta artificialmente o spontaneamente un gran numero di mutazioni, cioè nuovi caratteri che vengono trasmessi ai discendenti (per esempio gli occhi bianchi) e soprattutto possiede un corredo cromosomico molto semplice.

Esempio



  



Come usare