Dall'evoluzione al regno vegetale

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Categoria:Biologia

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Testo

BIOLOGIA A.S. 1999/2000 CL. 3^TD

EVOLUZIONE:
Linneo 1778 inventa la nomenclatura binomia
Buffon 1788 scopre la variabilità della specie ma non affronta il problema
Lamarck considera la specie non immutabile. Propone come causa del cambiamento l’ereditarietà dei caratteri acquisiti. Tendenza verso la perfezione (la funzione crea l’organo) 1829
Cuvier 1832Inventò la paleontologia, sbagliò ad utilizzarla ma ebbe successo
Darwin 1882 origine della specie secondo la selezione naturale
Teoria sintetica dell’evoluzione 1900 teoria conclusiva, teoria cromosomica dell’ereditarietà
Linneo, Buffon e Cuvier sono creazionisti.
PUNTI ESSENZIALI DELLA TEORIA DI DARWIN
1. Gli organismi generano organismi simili, il processo di evoluzione è stabile
2. Il numero di individui che sopravvivono e si riproducono è piccolo in confronto al numero prodotto inizialmente (lotta per la sopravvivenza)
3. In ogni popolazione ci sono variazioni tra singoli organismi, non prodotte dall’ambiente e alcune sono ereditabili
4. Quali individui riusciranno a sopravvivere e riprodursi e quali non vi riusciranno è determinato principalmente dalle interazioni tra variazioni e ambiente
5. Dopo un periodo di tempo sufficientemente lungo, la selezione naturale porta a un accumulo di cambiamenti tale da differenziare tra loro gruppi di organismi
PROVE CHE ESTIMONIANO LA MICROEVOLUZIONE
• La farfalla notturna Biston betularia : Nel XIX la Biston betularia era ben nota agli studiosi inglesi, era molto diffusa, era bianca e si mimetizzava sulle betulle (corteccia bianca) ma esistevano eccezioni di farfalle nere, molto rare. Quando cominciò a diffondersi l’industria aumentò l’inquinamento e le cortecce delle betulle divennero nere, ci fu così un aumento delle farfalle nere e una diminuzione di quelle bianche.
• Resistenza agli insetticidi: Quando furono inventati gli insetticidi sembrarono una grande scoperta, persero poi la loro importanza perché si notò che aumentarono i ceppi di insetti resistenti ad essi
• Resistenza dei batteri ai farmaci: Presto i batteri si dimostrarono resistenti agli antibiotici, il gene della resistenza ai batteri è collocata nei plasmidi, piccole molecole di DNA trasferibili da una cellula all’altra.
PROVE CHE TESTIMONIANO LA MACRO EVOLUZIONE
• Il numero della specie: essendo il numero delle specie enorme ognuna di essa non può essere stata creata affine a se stessa.
• La biogeografia: studio della distribuzione delle piante e degli animali nelle diverse regioni del mondo.
• I reperti fossili: essi rivelano una successione di forme viventi in cui le più semplici generalmente precedono quelle più complesse.
• L’omologia: stessa origine embrionale
• L’adattamento imperfetto: ci sono tutte le gradazioni e le varietà di adattamenti, non semplicemente un gruppo di soluzioni perfette per un dato problema
• Convergenza evolutiva: gli stessi ambienti selezionano organismi simili anche tra specie molto differenti (es. squalo, delfino, ittiosauro)
• Legge biogenetica di Hackel: l’ontogenesi ricapitola la filogenesi (gli organismi nel loro sviluppo embrionale ripercorrono tutte le tappe dell’evoluzione della vita sulla terra)
PUNTI ESSENZIALI DELLA TEORIA SINTETICA (Dobzhansky)
1. Le entità variabili portatrici di informazioni sono i GENI
2. I geni mutano e sono tali mutazioni casuali e durature che originano i caratteri varianti di una specie
3. Viene rinnegata espressamente la teoria di Lamarck
4. Ogni specie viene considerata un gruppo isolato riproduttivamente
5. Parentele biochimiche, stesso linguaggio (codice genetico), stessa moneta energetica (ATP), strutture e funzioni delle membrane, dei ribosomi, dei mitocondri, delle ciglia e dei flagelli; sono prove convincenti della teoria dell’evoluzione. A partire dal 1970 le tecniche di manipolazione genetica sono la prova conclusiva della fondamentale unità di tutti gli esseri viventi
• Ogni popolazione è caratterizzata da un insieme di alleli aventi specifiche frequenze
• L’evoluzione avviene perché si modificano le frequenze iniziali ad opera della selezione naturale
L’EQULIBRIO DI HARDY-WEINBERG
“La ricombinazione genetica che si verifica ad ogni generazione negli organismi diploidi di per sé non modifica la composizione globale del pool genetico”. Esaminarono il comportamento degli alleli di una popolazione ideale in cui esistano queste cinque condizioni:
1. Non si verificano mutazioni
2. Non c’è nella popolazione alcun movimento netto di individui in entrata o in uscita
3. La popolazione è sufficientemente grande perché si possano applicare le leggi della probabilità; è cioè estremamente improbabile che il caso, da solo, possa alterare le frequenze alleliche
4. L’accoppiamento è casuale
5. Tutti gli alleli sono ugualmente riproducibili, cioè hanno lo stesso successo riproduttivo. I discendenti di tutti gli accoppiamenti possibili hanno uguali probabilità di sopravvivere per riprodursi.
Le frequenze alleliche nelle popolazioni si modificano sempre, ma senza il principio di Hardy-Weinberg non sapremmo come identificare il cambiamento, determinare la grandezza o la direzione, o scoprire le forze che lo hanno provocato.
L’ampiezza della variazione è dovuta a: mutazione, crossing over, eventi casuali.
FATTORI CHE MODIFICANO L’EQUILIBRIO
Mutazioni: cambiamenti ereditari del genotipo. Molte mutazioni si verificano “spontaneamente”, sono indipendenti dall’ambiente e indipendenti dal potenziale vantaggio o svantaggio che può verificarsi nell’organismo e per i suoi discendenti.
Flusso genico: movimento di alleli verso l’interno e verso l’esterno di una popolazione. Si verifica come risultato dell’emigrazione o dell’immigrazione di individui riproduttivi da una popolazione a un'altra oppure, per il movimento di gameti tra popolazioni. Le barriere geografiche che impediscono il flusso genico sono molto importanti nel determinare la formazione di nuove specie.
Deriva genetica: Un cambiamento nel pool genico che ha luogo per azione del caso. N.B. l’equilibrio dipende dalle leggi della probabilità.
L’effetto del fondatore: una piccola popolazione che si separa da una più grande potrebbe, o non potrebbe essere, geneticamente rappresentativa della popolazione più grande da cui è derivata.
L’effetto collo di bottiglia: una popolazione viene ridotta drasticamente di numero da un evento che non ha a che fare con la selezione naturale.
Accoppiamento non casuale: la scelta da parte della femmina del compagno non è casuale ed è un fattore importante di selezione naturale.
PRODUZIONE DELLA VARIABILITA’
• A,a A -> a
• AA, Aa, aa migrazione
• Pochi individui (deriva genetica)
• Accoppiamento non casuale
• Esistenza della selezione naturale
• Esincrocio
• Inincrocio
• Eugenetica
• Eterosi
• Vigore dell’ibrido (lussureggiamento)
COEVOLUZIONE
Evoluzione in relazione con altre specie per esempio la classe degli insetti e il mondo vegetale o gli uccelli con il modo vegetale
EVOLUZIONE DIVERGENTE: una popolazione si isola dal resto della specie e, per particolari pressioni selettive, comincia a seguire un corso evolutivo differente
CAPITOLO 22
Specie: gruppi di popolazioni naturali i cui individui possono incrociarsi tra loro realmente o potenzialmente, ma che non possono incrociarsi con componenti di altri gruppi analoghi
Tassonomia: classificazione degli organismi.
Unità tassonomica: particolare gruppo della tassonomia.
Categoria: livello a cui è collocata un unità tassonomica
ESSERE UMANO:
Regno
Animali
Phylum
Cordati
Subphylum
Vertebrati
Superclasse
Tetrapodi
Classe
Mammiferi
Ordine
Primati
Famiglia
Ominidi
Genere
Homo
Specie
Homo sapiens
EVOLUZIONE DELL’UOMO:
1. Primate: arboricolo, insettivoro, notturno,(placentato) 60-70 milioni di anni (tupaia)
2. Proscimmia: arboricolo, pollice opponibile, visione stereoscopica, diurno 40 milioni di anni Africa centrale (lemuride)
3. Scimmia antropomorfa: brachiazione 20 milioni di anni Proconsul africano 10 milioni di anni
4. Ominide (australopithecus): Tanzania, Etiopia 4 milioni di anni
5. Genere Homo: 2 milioni di anni era quaternaria
• Habilis: uso di utensili tropicale
• Erectus: uso del fuoco amigdala colonizzazione del pianeta
• Forma intermedia: 200.000anni europa
• Sapiens Neanderthalensis: 100.000 anni
• Sapiens sapiens: 40.000 anni Americhe Australia
CAPITOLO 23

REGNO DELLE MONERE
• Concetto di specie non valido
• Parete con acido muramico
• Sistematica:
1. Batteri
2. Alghe azzurre o cianoficee: ficocianina, pigmento blu; e clorofilla A, pigmento verde primitivo.
• Distinzione tra G+ e G-
• Principali batteri patogeni:
1. Tossine, indirettamente
2. Tessuti e cellule, direttamente
• Forme: cocchi (polmonite), bacilli (tubercolosi), spirilli (sifilide), vibrioni (colera).
• Ruolo ecologico: saprofiti *, parassiti *, simbionti *, autotrofi
• Archeobatteri (?) trasformano l’anidride carbonica e l’idrogeno in metano; hanno un RNA particolare; regno a parte. Sono termofili, scoperti anni ’70.

Eterotrofi:
• saprofiti: utilizzano altre sostanze organiche in decomposizione per creare la loro sostanza organica.
• Simbionti: vivono insieme ad altri organismi traendone reciproco vantaggio
Autotrofi: fotosintetici o chemiosintetici
Il mondo dei batteri è il nemico principale degli animali, le malattie infettive hanno come origine i microrganismi. I batteri G+ vengono combattuti con le penicilline, le streptomicine e i sulfamidici.
OSMOSI: fenomeno fisico che si verifica ogni volta che ci sono due soluzioni a diversa concentrazione delimitate da una membrana semipermeabile. Le molecole di acqua passano tramite la membrana dalla soluzione meno concentrata (ipotonica) a quella più concentrata (ipertonica) fino a raggiungere un equilibrio (isotoniche, a uguale concentrazione).
REGNO DEI VIRUS
• Dimensioni: visibili al microscopio elettronico
• Peculiarità:
a)riproduzione non autonoma : non è in grado di compiere la sintesi proteica e non si autoproduce energia
b)DNA o RNA +CAPSIDE : Possiedo solo o DNA o RNA. VIRUS-DNA RETROVIRUS-RNA, la capside è un involucro proteico con una forma caratteristica per ogni virus
c)non organizzazione cellulare: per questo non si può considerare il virus un essere vivente
• Virus mosaico del tabacco (VMT) 1935 primo ad essere individuato
• Patogenicità: Il virus si inserisce nel DNA della cellula e la obbliga duplicare anche il suo DNA, la cellula si trasforma così in un ricettacolo di virus, impazzisce e muore ecco perché è patogeno
• Fagi: virus più semplici, penetra nel batterio, entra nel ciclo del DNA e trasforma il batterio in più virus, il batterio esplode e ogni virus va ad infettare altri batteri
• Virus temperati: una volta che il virus è entrato nel battere viene trattenuto e non riesce a riprodursi, però viene trasmesso ai discendenti del battere. Non è più in grado di distruggere
Virus: etimologicamente significa veleno, è un essere ne vivente ne non vivente, spesso identificati come batteri perché entrambi sono patogeni, sono visibili al microscopio elettronico. Contro d essi non ci sono difese.
Nel retrovirus viene violato il dogma centrale della biologia
RNARDNADPROTEINE
L’unico farmaco è l AZT che disturba il trascrittasi inversa
MALATTIE VIRALI: influenza, rabbia, raffreddore, poliomelite, epatite virale, erpes.
Tra le cause di alcuni tumori ci sono alcuni virus
CAPITOLO 24
REGNO DEI PROTISTI
Regno di eucarioti, sia eterotrofi che autotrofi fotosintetici, sono animali, vegetali e funghi, tutti monocellulari.
Esiste l’ipotesi che i mitocondri derivino da batteri specializzati e che i procarioti fotosintetici (alghe azzurre) siano i precursori dei cloroplasti.
Lynn Margulis hanno proposto di inserire in un unico regno le alghe unicellulari e quelle pluricellulari.
Autotrofi fotosintetici
1. Divisione Euglenophyta: via di mezzo tra animale e vegetale e tra autotrofi ed eterotrofi. Contiene numerosi cloroplasti ed è fotosintetico, ma può anche assorbire sostanze organiche dall’ambiente circostante e può vivere senza luce.
2. Divisione Chrysophyta: Diatomee alghe monocellulari, autotrofi, hanno un guscio silicico molto resistente, danno origine ai fanghi diatomee e poi alle rocce diatomee.
3. Divisione Chlorophyta: alghe verdi monocellulari colonie, pluricellulari più evolute. Contengono la clorofilla a e b.
• Alghe verdi pluricellulari: alternanza di generazioni: il gametofita o generazione aploide (n) produce gameti aploidi. I gameti si fondano per formare lo zigote che si sviluppa in uno sporofito diploide; lo sporofito produce spore per divisione meiotica, le spore si sviluppano e germinano producendo il gametofito aploide.
• Le colonie (genere volvox): le colonie differiscono dagli organismi pluricellulari in quanto, nelle colonie, le singole cellule mantengono un’autonomia funzionale. Le cellule sono collegate tra loro in modo da farle sembrare un singolo organismo.
Funghi
• Funghi mucillaginosi: la maggior parte dei funghi vive nei boschi e nei luoghi freschi e umidi. Il plasmodio è una sottile massa di protoplasma che strisciando ingloba batteri e sostanze in decomposizione, aumenta di dimensioni fintantochè il nutrimento e l’umidità sono sufficienti.
• Lieviti: ascomiceti unicellulari, si trovano in ambiente ricchi di zuccheri
Animali
Flagellati a trypanosoma
Sarcodini S foraminiferi e radiolari
Sporozoi S plasmodio
Ciliati Ctendenza evolutiva paramecium
Flagellati: protozoi unicellulari eterotrofi, hanno uno o due flagelli, si riproducono asessualmente per scissione. Trypanosoma gambiense parassita che provoca la malattia del sonno.
Sarcodini: protozoi che si muovono attraverso pseudopode (prolungamento citoplasmatico) comprendono:
• Entomoeba hystolica :dissenteria perenne, entra dell’intestino ne attacca le cellule e lo indebolisce.
• Foraminiferi: guscio calcareo
• Radiolari: guscio siliceo
Sporozoi: protozoi che presentano spore (organi di quiescenza) almeno una volta nel ciclo vitale
• CICLO DELLA MALARIA
Sporozoi protista, animale che presenta spore almeno una volta nel ciclo vitale
gameti oocitiosporozoitis / merozoiti/gameti
ospite definitivo zanzara genere Anopheles / ospite intermedio homo sapiens
La zanzara succhia i gameti dall’uomo malato, nell’intestino della zanzara i gameti si fondono (riproduzione sessuata) e danno origine ad uno zigote diploide, lo zigote si divide in oociti i quali a loro volta si trasformano in cellule particolari che si chiamano sporozoiti che migrano nelle ghiandole salivari della zanzara, se la zanzara è femmina punge per riprodursi e per contatto ematico entrano nell’uomo e attaccano il fegato, entra nelle sue cellule e per divisione si trasforma in merozoiti, distruggono le cellule le cellule epatiche e cercano i globuli rossi e ogni 48 ore fanno esplodere i globuli rossi provocando delle febbri altissime, i merozoiti si trasformano in gameti.
FUNZIONE DEL CHININO: il plasmodio rompe il globulo rosso dentro il quale c’è l’emoglobina che per lui è tossica e una parte proteica di cui s nutre, quindi mangia ma viene contemporaneamente intossicato per evitare ciò il plasmodio produce il polimerasi che disattiva l’eme; il chinino (per caso) disattiva il polimerasi.
Ciliati: protozoi monocellulari con organuli differenziati che presentano cilia (organi di locomozione piccoli e tanti).Vivono nell’acqua non sono parassiti, hanno un micronucleo che è un rudimentale “gamete”, infatti, si accoppiano per coniugazione (riproduzione sessuata), si avvicinano e si scambiano i “gameti”.
CAPITOLO 25
REGNO DEI FUNGHI
Pluricellulari, eucarioti con parete cellulare di chitina sono di fondamentale importanza naturale e sono tra gli organismi meno conosciuti finora se ne sono identificate 100.000 specie.
Le strutture visibili di molti funghi rappresentano solo una piccola parte dell’organismo.
• Ife: filamenti che si intersecano tra loro formando i funghi, si dicono Settate se ogni cellula corrisponde ad un setto
• Dicarion: organismo contenente due nuclei perché la fusione di ife fungine non è stata seguita dalla fusione dei nuclei, alcuni gruppi di funghi possono quindi vivere con due o più tipi di nuclei geneticamente diversi che operano contemporaneamente
• Micelio: intreccio di tutte le ife di un singolo organismo
• Classificazione:
Ficomiceti: non settate, non si riconoscono i setti e le cellule hanno la parete cellulare forata
Ascomiceti: hanno un piccolo sacco (asco) che contiene le spore che daranno origine al fungo es: tartufo
Basidiomiceti: hanno una struttura allungata che contiene le spore che daranno origine al fungo
es: ruggini, carboni, funghi a cappello
Deuteromiceti. Funghi imperfetti, non fanno mai il corpo fruttifero, non si riesce ad individuare se sono ascomiceti o basidiomiceti
• Ruolo ecologico: eterotrofi, o saprofita o parassita, sono i decompositori, sono i nemici principali dei vegetali
• Licheni: simbiosi tra alghe e funghi, l’alga è imprigionata tra le ife del fungo, l’alga fornisce i resti della fotosintesi e il fungo fornisce acqua e sali minerali, anche se il vantaggio dovrebbe essere reciproco in realtà il fungo trae il maggior vantaggio. I licheni disgregando la roccia creano il suolo, sono degli ottimi indicatori ambientali!
• Micorrize: simbiosi tra funghi ficomiceti e radici di cormofite1. Il fungo guadagna sostanze organiche, la pianta guadagna fosforo, acqua e sali minerali, si ha un forte sospetto che ci siano interazioni genetiche tra i due organismi

CAPITOLO 27
REGNO ANIMALE
Pluricellulari, eucatioti, eterotrofi.

• Poriferi (parametazoi): i meno evoluti in quanto non ancora animali (la natura non fa salti). Sono SPUGNE e ricordano le colonie, sono sessili è composta da due parti principali: quella molle e quella dura o scheletro. Lo scheletro può essere calcareo, siliceo o corneo (formato da spongina che è una proteina particolare). E’ formata da una camera dentro la quale viene immessa l’acqua tramite dei piccoli pori inalanti, nella camera interna sono presenti dei coanociti che tramite i loro flagelli filtrano l’acqua e assorbono le sostanze organiche, l’acqua viene poi emessa da un unico poro esalante detto OSCULO. Le spugne hanno 3 tipi diversi di forme: ASCON SICON e LEUCON. Sono ermafroditi e producono gameti; quelle di interesse economico si trovano in mari caldi.

• Celenterati: pluricellulari primitivi, sono o polipi (sessile) o meduse (mobile). La loro caratteristica principale è il Celenteron una cavità interna gastrovascolare ad una sola apertura; l’altra fondamentale caratteristica è il Cnidoplaston una vescicola piena di liquido urticante e tossico che l’animale estroflette quando incontra un ostacolo. Si suddividono in:
1. IDROZOI: presentano sia la forma medusoide che quella polipoide, vivono nelle acque dolci e in quelle salate, catturano le prede con i tentacoli e le mettono nel celenteron per digerirla tramite enzimi.
2. SCIFOZOI: prevalenza della forma medusoide, c’è alternanza di generazioni, la medusa produce gameti da cui si sviluppa la larva che si fissa al terreno e si sviluppa il polipo, da un tentacolo del polipo nasce la medusa.
3. ANTOZOI: sono solo polipi, sono i coralli e le madrepore e sono detti biocostruttori perché formano i fossili e le barriere coralline creando attorno a loro delle pareti esterne fatte di calcare. Prosperano solo in acque calde e limpidissime. Hanno simmetria raggiata2 e sono detti esacoralli

• Platelminti: sono i vermi piatti, hanno organi di senso rudimentali e una struttura cellulare differenziata in 3 tipi diversi di cellule (mesoderma), il loro intestino è detto cieco perché ha una sola apertura, sono caratterizzati dalla simmetria bilaterale. Si classificano in:
1. TURBELLARI: vivono in modo libero e autonomo, sono visibili a occhio nudo e possono anche essere predatori es: Planaria ha un’altissima capacità di riproduzione ed è in grado di generare 8 teste
2. TREMATODI E CESTOLI: sono parassiti degli uomini e degli animali. Es Tenia solium (cestoli) raggiunge i 10m di lunghezza è un parassita che ha come ospite intermedio il maiale o il vitello e come ospite definitivo l’uomo. Le feci contaminate vengono a contatto con l’animale che introduce le uova della Tenia che si schiudono e migrano nei muscoli sotto forma di cistecerco (visibile al microscopio) quando l’uomo lo ingerisce il cistecerco si sviluppa e con la testa si uncina alle pareti dello stomaco e assorbe il cibo ingerito dall’uomo. Ad alte temperature muore Schistosoma ematodium (trematodi) sono parassiti che hanno come ospiti intermedi alcuni gasteropodi e ospite definitivo gli esseri umani. Quando le larve escono dal gasteropode si attaccano alla pelle umana e penetrano nell’organismo, nel sangue si accoppiano e si riproducono producendo uova le quali hanno spicole taglienti che lacerano i tessuti circostanti producendo emorragie, le uova sono eliminate con l’urina e con le feci che sviluppandosi torneranno a cercare un gasteropode.

PROTOSTOMI: animali, dai nematelminti agli artropodi, che hanno uno stadio embrionale chiamato blastula da cui si sviluppa la bocca. Gli echinodermi e i cordati dalla blastula sviluppano l’ano
• Nematelminti ( o nematodi): sono vermi cilindrici, il loro intestino ha due aperture e per la prima volta compare il celoma3 e sono detti pseudocelomati, vivono sotto forme libere o parassita, sono molto diffusi c’è dimorfismo sessuale con la prevalenza della femmina, la riproduzione è sessuata. Es: Ascaris lumbricoides, è il più diffuso parassita degli uomini e non è molto pericoloso. Trichinella causa la trichinosi, l’ingestione di carne di maiale nella quale è presente la larva permette alle larva di migrare nei muscoli dove si incista, non sempre si sopravvive. Filaria produce l’elefantismo ostruendo i vasi linfatici e impedendo il ritorno della linfa al sangue

• Molluschi: non hanno scheletro ma spesso hanno la conchiglia (CaCO3) che è fondamentale per la formazione delle rocce, sono protostomi celomati, hanno originariamente simmetria bilaterale ma nella forma adulta subiscono una torsiane e non è più riconoscibile alcuna simmetria.
Sono solitamente formati da un capo con occhi riconoscibili e un corpo che racchiude un sacco (sacco dei visceri ) che non è nient’altro che un apparato digerente abbastanza complesso che è avvolto da un mantello, la conchiglia e il mantello sono separati dalla cavità palleale. Hanno un organo particolare chiamato radula che sono dentelli chitinosi e serve a raschiare il substrato e introdurre il cibo nella bocca,. Hanno delle ghiandole annesse all’apparato digerente dette epatopancreas che svolge le funzioni del fegato e del pancreas. I molluschi terresti si muovono tramite il piede, si riproducono sessualmente e sono ermafroditi cioè le gonadi producono sia gli organi femminili che quelli maschili può anche riprodursi da solo essendo ermafroditi sufficenti. Si dividono in:
1. ANFINEURI: meno evoluti, conservano la simmetria bilaterale vivono nel mare e non hanno conchiglia.
2. GASTEROPODI: hanno una sola conchiglia
3. ACEFALI O BIVALVI: hanno le branchie a forma di lamelle, la conchiglia si divide in due valve (cozze, vongole, ostriche)
4. CEFALOPODI: calamari, seppie, polpi, etc.. si suddividono a loro volta in ottopodi (8 tentacoli) e decapodi (10 tentacoli) sono i molluschi più evoluti, sono predatori e sono considerati intelligenti perché hanno reazioni complesse agli stimoli e sono in grado di apprendere, ad eccezione del Nautilus non hanno conchiglia, posseggono però una conchiglia interna.
5. SCAFODI: molluschi con una conchiglia a forma di zampa di elefante

• Anellidi: gli Anellidi e i molluschi sono strettamente collegati perché hanno la stessa forma larvale chiamata trocofora. Sono protostomi celomati metamerici, l’animale è cioè formato da metameri che sono segmenti che si ripetono e ripropongono la stessa struttura e più o meno gli stessi organi. Ripropone la fondamentale struttura degli invertebrati, il sistema nervoso è ventrale cioè si trova sotto gli altri sistemi (circolatorio e digerente), l’intestino è a doppia apertura e presentano due rudimentali reni, hanno una modesta cefalizzazione. Si dividono in.
1. POLICHETI: hanno tante setole, sono marini
2. OLIGOCHETI: hanno poche setole, sono i lombrichi, animali fondamentali per l’agricoltura perché concimano
3. IRUDINEI: non hanno setole, sono le sanguisughe che producono l’irudinina che è una sostanza anticoagulante

• Artropodi: animali con arti articolati cioè formati da più pezzi uniti tra loro. Hanno uno scheletro esterno chiamato esoscheletro formato da chitina e che limita la crescita dell’animale, hanno il vantaggio di poter vivere in forme e dimensioni completamente diverse permettendogli di vivere in ambienti completamente diversi (metamorfosi, es bruco - farfalla, girino - rana) I metameri sono solitamente 3 ( capo – torace – addome), ha sufficiente cefalizzazione da definirlo cervello che aumenta il peso del centro nervoso, la femmina è il soggetto dominante, in alcune specie depongono le uova senza la fecondazione del maschio, nascono sempre femmine aploidi, questo tipo di riproduzione è detta verginale ed è un caso estremo della natura, hanno una socialità molto sviluppata, le meglio organizzate sono quelle delle api e delle formiche in cui è presente una forte differenziazione dei compiti. Si dividono in:
1. ARACNIDI: ragni, scorpioni, acari, zecche. Hanno il capo e il torace fusi insieme (cefalotorace), sono caratterizzati da 8 zampe, sono detti chelicherati perché hanno i cheliceri, antenne modificate per trattenere la preda, e piedipalpi.
2. CROSTACEI: gamberi, aragoste, granchi, etc… hanno anche loro il cefalotorace e hanno arti e antenne modificati e hanno organi di senso particolari.
3. MIRIAPODI: millepiedi, hanno diversi metameri e si dividono in chilopodi (100 piedi) che hanno un paio (2) arti per ogni segmento, diplopodi (1000 piedi) che hanno due paia (4) di arti per segmento
4. INSETTI: sono gli animali più evoluti, il loro successo è dovuto a molti fattori (per es l’esoscheletro, il volo, la metamorfosi e la brevità del ciclo vitale). Hanno 20 metameri ma conservano la distinzione capo-torace, hanno 3 paia di zampe perciò sono detti esapodi, hanno occhi particolari chiamati ommatidi che sono composti da tanti piccoli semplici occhi. Possono avere uno dei seguenti apparati boccali: masticatore (cavalletta), succhiatore (zanzara), lambente (farfalla). La loro classificazione è molto complicata e articolata, è l’unica classe alla quale è dedicata un intera branchia della biologia (l’entomologia). Hanno comportamenti istintivi e organizzazione sociale complesse dette di tipo collettivistico, si crede che ogni singolo elemento sia un organo di un unico superorganismo che è la regina. Hanno dei piccoli tubi che distribuiscono l’aria (trachee) creando così degli scambi respiratori tra aria e sangue, alcuni sono dotati di rudimentali polmoni. H-COOH acido formico.
5. TRILOBITI: artropodi estinti nell’era paleozoica che permettono di classificare le rocce, per ciò sono detti fossili guida (ammoniti O era mesozoica, nummoniti era cenozoica)
6. Insetti impollinatori, senza di loro non esisterebbero i fiori dell’angiosperme che li crea in funzione degli insetti.

• Echinodermi: è il filum più evoluto degli invertebrati hanno però uno scarso successo biologico, vivono in fondo al mare, hanno uno sviluppo embrionale simile a quello dei cordati. Sono deuterostomi, la larva ha simmetria bilaterale mentre la forma adulta ha simmetria penta - raggiata. Il loro organo di locomozione è molto complesso è formato da un sistema idraulico collegato a delle ventose che vengono chiamate “pedicelli ambulacrali”4. Si classificano in:
1. CRINOIDI: sono sessili e mantengono le caratteristiche larvali
2. OFIURIDI: stelle di mare particolari con raggi lunghissimi
3. ASTEROIDI: sono le stelle di mare, si nutrono di coralli provocando notevoli danni biologici
4. ECHINOIDI: sono i ricci di mare, hanno un organi di masticazione chiamato “lanterna di aristotele”
5. OLOTUROIDI: sono i cetrioli di mare, non è più riconoscibile la simmetria pentaraggiata

• Cordati: hanno sviluppato un organo di sostegno chiamato corda che nei vertebrati si sviluppa nella colonna vertebrale, negli urocordati la corda rimane solo nella coda della larva, nei cefalocordati invece la corda si estende lungo tutto il corpo anche nella testa. L’animale che ripropone tutte le caratteristiche dei cordati è l’anfiosso (sistema nervoso- corda - sistema circolatorior - sistema digerente - sistema circolatorio )

Vertebrati:
1. CICLOSTOMI:non hanno la mandibola e la mascella, hanno la bocca circolare e sono i meno evoluti
2. PESCI: si dividono in CONDROITI che hanno sceletro cartilagineo per es squalo, ha la bocca ventrale, la coda è eterocerca cioè di diversi cerchi le branchie sono nude e perciò deve nuotare per respirare; e OSTEITI che hanno scheletro osseo ,hanno la coda omocerca e pinne pari (pettorali e ventrali) e impari (caudale, dorsale e anale) le branchie sono opercolate, hanno la vescica latatoria un organo che producendo ed espellendo gas permette agli osteiti di muoversi verticalmente, un altro organo caratteristico è l’organo della linea laterale che è un insieme di cellule sensitive che danno informazioni sulla velocità, senso e temperatura della corrente . Lo storione è l’anello di passaggio tra condroiti e osteiti
3. ANFIBI: rane, salamndre e tritoni; sono i primi tetrapodi e con loro avviene la conquista della terra ferma, sono carnivori. L’anello di passaggio tra anfibi e pesci sono i diponi. Hanno doppia vita (metamorfosi) una parte della loro vita è ancora completamente legata all’acqua comunque gli anfibi non possono vivere lontano dall’acqua. La loro pelle è sottile e liscia, è un organo respiratorio.La circolazione è doppia ma non completa, il sangue arterioso si mescola a quello venoso, hanno un ossigenazione imperfetta perciò risultano lenti e si stancano facilmente. Ci sono poche specie e si classificano in urodei (snz coda) e anuri (con coda)
4. RETTILI: tartarughe, serpenti, coccodrilli, lucertole e dinosauri; sono tutti tetrapodi a parte i serpenti, sono eterotermi la loro temperatura corporea dipende dalla temperatura esterna. La circolazione è doppia e quasi completa, nei coccodrilli è pressoché completa tranne che per il forame di panizza un forellino tra le due parti del cuore. Inventano l’uovo amniotico che può vivere sulla terraferma perché conserva il proprio rifornimento di acqua.Hanno i polmoni, compaiono i denti che però non sono alviolati e servono solo per offendere e non per masticare. Si dividono in: cheloni, ofidi, sauri e loricati.
5. UCCELLI : hanno la circolazione doppia e completa, la temperatura del corpo è indipendente da quella dell’ambiente, derivano dai rettili volanti, l’anello di passaggio è l’Archaeopteryx che ha le ali piumate ma il becco ha i denti e la strutura è grossolana e svolazza solamente. Gli uccelli hanno il becco snz denti, volano grazie alle penne mentre le piume hanno la funzione di conservare il calore, lo sterno è carenato e più ampio in modo da permettere l’inserimento dei muscoli per volare, le ossa cave (pneumatiche) rendono gli uccelli più leggeri, il particolare canto è dovuto a un organo chiamato siringe, gli organi di senso privilegiati sono la vista e l’udito, sono tutti ovipari, manca l’organo copulatore e gli apparati riproduttivo, escretore e digerente confluiscono tutti nella cloaca, gli uccelli hanno comportamenti complessi e superiori non puramente istintivi e compare l’amore materno (etologia)
Evoluzione del volo: l’evoluzione si attua attraverso una serie di cambiamenti, ognuno dei quali, per essere mantenuto dalla selezione naturale, deve essere utile per la sopravvivenza, si pensa che il volo si sia evoluto da una sorta di planata di rettili arboricoli che la utilizzavano per aumentare o frenare i salti da un ramo all’alto. Un’altra ipotesi dice che gli antenati degli uccelli sono rettili terricoli, i teropodi. L’arcaeopteryx era molto simile ad essi, in più aveva le penne che però risultano solo conficcate nella pelle e avevano funzione isolante inoltre mancava lo sterno carenato indice di uno scarso sviluppo dei muscoli del volo, i primi sviluppi del volo si ebbero dal un dinosauro piumato che rincorreva le prede sbattendo le lunghe braccia e muovendosi a balzi, la selezione naturale può aver favorito lo sviluppo delle penne perché veniva aumentata la velocità del predatore o perché servivano come trappole. L’evoluzione del volo è ancora argomento di ricerca.
6. MAMMIFERI: sono i più evoluti, hanno la circolazione doppia e completa, la temperatura del corpo è indipendente da quella dell’ambiente

CAPITOLO 26
REGNO DEI VEGETALI
RAlghe
ABriofite piante non vascolari (tallofite)

pPteridofite
PGimnosperme cormofite
cAngiosperme: dicotiledoni / monocotiledoni

1 Cormofite: piante in cui è possibile la distinzione tra fusto, radici e foglie
2 Simmetria raggiata: dal centro di simmetria si sviluppano dei raggi
3 CELOMA: cavità piena di liquido che si sviluppa nel mesoderma che permette una migliore efficienza dell’animale
4 Ogni braccio della stella di mare possiede una o più file di pedicelli ambulacrali ripieni di liquido che sono interconnessi da canali radiali e da un canale circolare centrale. Quando i pedicelli poggiano su superfici dure contrazioni sincronizzate dei muscoli esercitano forza sufficiente a muovere la stella di mare o a farle aprire un bivalve
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Esempio



  



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