Classificazione delle specie viventi

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Testo

CLASSIFICAZIONE DELLE SPECIE VIVENTI
L’unità di misura sistematica della classificazione dei viventi è la specie, ovvero, un insieme di individui tra loro inter-fecondi che danno origine ad una pro-gene fertile.
Non rispondo, quindi, a questa legge il mulo (asino + cavallo), la leontigre e il canelupo.
+ SOTTOSPECIE insieme costituiscono una specie;
+ SPECIE insieme costituiscono un genere;
+ GENERI insieme costituiscono una famiglia;
+ FAMIGLIE insieme costituiscono un ordine;
+ ORDINI insieme costituiscono una classe (Un esempio di classe potrebbe essere quella degli insetti);
+ CLASSI insieme costituiscono un phylum;
+ PHYLUM insieme costituiscono un REGNO;
La sottospecie potrebbe essere anche definita RAZZA, mentre altri la RAZZA la considerano un sottomultiplo della SOTTOSPECIE.
Il padre della classificazione moderna è stato lo svedese Karl Von Linnèe (italianizzato CARLO LINNEO), uno scienziato che visse nel 18^ secolo. Egli ha classificato all’incirca 4000 animali e circa 7000 piante.
La classificazione di Linneo è anatomorfologica e binomia (due nomi).
Riportiamo ora alcuni esempi:
VITIS VINIFERA (la vite);
CANIS LUPUS (il lupo);
HOMO SAPIENS (l’uomo);
Il primo nome indica il GENERE, il secondo la SPECIE.
EVOLUZIONE DEI CRITERI DI CLASSIFICAZIONE
La classificazione passa da anatomorfologica a filogenetica grazie agli studi effettuati dagli scienziati successivi a Linneo.
ONTOGENESI = sviluppo della singola persona e quindi della sua crescita.
Esempio: Ontogenesi dell’uomo → nascita → bimbo → ragazzo → adulto → anziano
FILOGENESI = sviluppo di una popolazione che origine da un'altra popolazione.
Esempio: Tutti i felini hanno origine da una sola antica popolazione di felini.
L’ultimo studio dei criteri di classificazione è il criterio GENETICO, cioè si prende in considerazione il citocromo C, si studia la sequenza di aminoacidi nel citocromo C (proteina).
Si stabilisce che più è simile la sequenza del citocromo C più due specie sono simili.
Linneo divide i viventi che individuò in:
Animali[eterotrofi(alimentazione)] e Vegetali[autotrofi(fotosintesi)].
Linneo però commise un errore, ovvero quello di classificare i FUNGHI come vegetali, perché essi in realtà sono ETEROTROFI dato che non fanno fotosintesi, e inoltre, nella parete cellulare non c’è cellulosa ma chitina che si trova nell’esoscheletro di alcuni animali.
La classificazione attuale invece quella fatta da WITTAKER, uno scienziato contemporaneo, ed ha suddiviso i viventi in due SUPER REGNI: EUCARIOTI e PROCARIOTI.
PROCARIOTI
Al super regno dei procarioti appartengono le MONERE.
Le monere sono innanzitutto unicellulari e possono essere sia eterotrofi che autotrofi. Gli autotrofi possono essere a loro volta suddivisi in: FOTOSINTETICI, ovvero che ricavano energia dalla rottura dell’acqua, e CHEMIOSINTETICI, ossia quelli che ricavano energia dalla rottura di altre molecole.
EUCARIOTI
A questo super regno appartengono invece: i FUNGHI, gli ANIMALI, i VEGETALI e i PROTISTI.
I funghi sono sia uni che pluricellulari e sono sempre eterotrofi.
Le piante sono pluricellulari e sono sempre autotrofi.
Gli animali sono pluricellulari ed eterotrofi.
I VIRUS (virus = veleno)
Esistono poi delle entità a sé stanti:i virus. Essi non vengono considerati esseri viventi e sono PARASSITI, ENDOCELLULARI e OBBLIGATI.
ENDOCELLULARE OBBLIGATO perché per vivere è costretto a stare dentro una cellula. PARASSITI, invece, perché vivono a “spese” degli altri.
I virus sono formati da solo materiale genetico, alcuni possiedono un involucro proteico detto “CAPSIDE”.
I virus possono essere formati dal DNA [semplice (mezza scala) o doppia] o dal RNA[semplice o doppia (doppia scala)].
Una volta entrato in un organismo, un virus può avere due cicli:
CICLO LITTICO o CICLO LISOGENICO.
Il ciclo littico è un ciclo violento e rapido, il virus consuma tutte le risorse della cellula duplicandosi. Una volta esaurite le risorse, la cellula muore ed i duplicati del virus attaccano altre cellule.
Nel ciclo lisogenico, detto anche “SILENTE”, invece, il virus si innesta nella cellula duplicandosi e senza arrecare danni per poi agire dopo questo periodo di incubazione.
TRASDUZIONE
Il virus quando è all’interno della cellula può portare via pezzetti di DNA. La trasduzione può essere specializzata se porta via sempre lo stesso pezzetto di DNA, generalizzata se prende pezzi diversi.
MALATTIE CAUSATE DAI VIRUS
A DNA: herpes, verruche, epatite B, varicella, vaiolo….
A RNA: parotite, influenza, HIV (AIDS)…..
BATTERI
I batteri sono i protagonisti del regno delle monere, ad essi appartengono anche le alghe azzurre che vengono, appunto, classificati come batteri (cianobatteri).
I batteri possono essere classificati in diversi modi.
In base al loro rapporto con l’ossigeno si suddividono in:
- ANAEROBI: vivono senza ossigeno. Un esempio è il CLOSTRITIUM TETANI (è una delle 10000 monere), esso è l’agente del tetano e può provocare la paralisi all’apparato muscolare. Il tetano viene sconfitto con il perossido d’idrogeno (2H2O2 → 2H2O + O2) o acqua ossigenata, e viene usata soprattutto nelle ferite profonde.
- AEROBI OBBLIGATI: vivono obbligatoriamente con l’ossigeno, muoiono senza.
- AEROBI FACOLTATIVI: vivono con o senza ossigeno.
Un’altra classificazione dei batteri: GRAM+ e GRAM-.
Quelli gram+ sono quelli che reagiscono all’azione dei coloranti, ovvero si colora la parete cellulare. Mentre i gram- sono quelli che non reagiscono alla “colorazione”, rimanendo quindi immutato il colore della parete cellulare.
Classifichiamo ora i batteri in base alla loro forma: cocchi (forma rotonda), bacilli (forma a bastoncino) e spirilli (forma spirale).
Cocchi Bacilli Spirilli
Diplococchi Diplobacilli Vibrioni
Streptococco Streptobacilli
Stafilococco
Un gruppo di batteri molto importanti dal punto di vista economico sono gli AZOTOFISSATORI.
Le leguminose hanno un elevato contenuto di proteine grazie, appunto alle radici, sulle quali ci sono degli ingrossamenti che si chiamano TUBERCOLI, e all’interno di questi ci sono dei batteri azoto-fissatori, i RHIZOBIUM che riescono a fissare alle proteine azoto gassoso che si infiltra nel terreno.
Per rendere fertile la terra servono i macroelementi AZOTO, POTASSIO e FOSFORO. Questi si producono grazie a processi industriali.
Per concimare la terra, invece, veniva utilizzata una pratica di concimazione (soprattutto per l’azoto) caduta oramai in disuso, il sovescio, tale pratica consiste nel coltivare il terreno con leguminose di scarso valore economico (come il favino) e prima che producano semi si interrano col trattore, arricchendo il terreno di azoto, prodotto appunto dalla leguminose, facendo in modo da non utilizzare concimi industriali.
I battersi si riproducono sempre per mitosi (tramite una scissione binaria). Questo ci porterebbe a pensare che i batteri fossero tutti uguali, ma non è così. Noi sappiamo che alcuni antibiotici funzionano, altri no, portando le case farmaceutiche a produrne dei nuovi. Ciò accade perché su una popolazione colpita da un antibiotico c’è sempre una percentuale che resiste e che darà vita ad un cosiddetto nuovo “ceppo”. Questo succede perché anche nei batteri c’è la cosiddetta variabilità genetica.
Negli anni 70 si pensava già di conoscere tutto il materiale genetico dei batteri, invece si è scoperto che il DNA di un batterio non è concentrato solo nel nucleo, ma esistono altre strutture di DNA chiamati PLASMIDE.
→Nucleo
→ Plasmide
Gli studiosi scoprirono che alcuni batteri avevano strutture pilifere attaccati alla parete ed altri no. Se si creava un “ponte” tra uno provvisto di peli ed uno sprovvisto, quest’ultimo riceveva i plasmidi e di conseguenza gli crescevano anche ad esso i peli. Così si è capito che l’informazione genetica passava attraverso i plasmidi.
Escherichia coli.
Anche i batteri (o meglio i plasmidi) sono usati dagli studiosi per il trasferimento di materiale genetico, nei virus questo scambio si chiama TRASDUZIONE, mentre nei batteri si chiama CONIUGAZIONE.
Ecco ora alcune malattie di origine batterica: polmonite, colera, tetano, foruncoli, gonorrea, salmonella, sifilide…
PROTISTI (50.000 specie)
Il regno dei protesti viene definito regno “ripostiglio”.
I protisti si classificano in base alla loro alimentazione:
- P. Eterotrofi (Protozoi);
- P. Autotrofi (Alghe verdi);
- P. sia Autotrofi che Eterotrofi.
Ecco ora alcuni esempi di protozoi: l’agente della malaria (Plasmodium) e l’agente della toxoplasmosi.
La malaria è attualmente sempre una grossa causa di morte nei Paesi in via di sviluppo.
Essa viene trasmessa mediante la puntura della zanzara (tale zanzara è un anofele) e attraverso la circolazione sanguigna il plasmodium arriva nel fegato, qui si duplica e attacca i globuli rossi, i globuli rossi infetti a loro volta esplodono e infettano altri globuli rossi. Dopodichè se una zanzara punge il soggetto malato, diventa poi portatrice di quella malattia. Ci sono 2 specie di zanzare che sono i vettori specifici del plasmodium. Quelle che vivono nei Paesi occidentali non trasportano il PLASMODIUM.
La toxoplasmosi invece si può trasmettere dalla madre gravida al feto, facendolo nascere con gravi malformazioni.

FUNGHI
I funghi sono un regno, e Linneo li aveva erroneamente inseriti nei vegetali.
Le specie di funghi classificate finora sono circa 100mila, il numero è piuttosto approssimativo dato che gli scienziati fanno sempre continui aggiornamenti.
I funghi hanno un’importanza economica ed ecologica notevolissima.
I funghi assieme ai batteri sono i più importanti decompositori della sostanza organica. Se non ci fossero appunto i funghi e i batteri, il mondo sarebbe un’enorme pattumiera. Il loro lavoro consiste nel trasformare le sostanze organiche in sostanze inorganiche, e possono quindi essere ritrasformate in sostanze organiche.
Altra distinzione, appunto, tra funghi e piante è che i primi sono decompositori, mentre gli ultimi sono compositori.
SOSTANZE ORGANICHE→FUNGHI→SOSTANZE INORGANICHE→PIANTE e di nuovo sostanze organiche (è un ciclo).
I funghi hanno un importanza non indifferente anche a livello economico (sia positiva che negativa).
I funghi assieme agli insetti sono i più importanti parassiti delle coltivazioni, infatti essi recano una percentuale molto alta di raccolto perduto (circa dal 15% al 25%). Tra i parassiti delle patate c’è un fungo che si chiama PERONOSPORA della patata, usando invece la nomenclatura di Linneo si chiama PHITOPHTORA INFESTANS, che causò un ingente perdita di patate in Irlanda agli inizi del Novecento, causando quindi una grossa carestia e di conseguenza oltre a molti morti, causò anche la più forte migrazione mai registrata di Irlandesi verso gli Stati Uniti d’America.
Ma i funghi sono anche grandi amici dell’uomo, vedi per esempio la PENICILLINA (il primo antibiotico che si sia scoperto).
La penicillina è stata scoperta dai biologi che studiavano i batteri allevati in alcune piastre e si accorsero che in alcune piastre non c’erano più batteri, e notarono che era perché (attraverso appunto gli opportuni studi) c’erano proprio i funghi.
Alcuni funghi sono, però, dannosi per l’uomo come ad esempio la MICOSI (dal greco mico = fungo) che si prende quando si è poco attenti in determinati ambienti (piscine e spogliatoi su tutti).
Altro fungo importante è il LIEVITO, componente essenziale nella lievitazione del pane.
Anche gli agenti della fermentazione del vino sono dei funghi.
Il gorgonzola, si ricava dalla particolare azione dei funghi sul latte. Altri formaggi ottenuti dall’azione dei funghi sono i pregiati Camembert e Rochefort.
ANATOMIA DEL FUNGO
Ecco alcune caratteristiche comuni alla maggior parte dei componenti del regno dei funghi ( circa 100 000 specie):
I funghi sono formati da sottili “tubicini” ,appena visibili, chiamati ife che nel loro insieme formano una sorta di rete, chiamata micelio. La nota struttura con gambo e cappello è solo un corpo fruttifero.
Le cellule di ogni ifa sono molto porose, il che permette una rapida crescita del fungo.
I funghi ricavano le sostanze nutritive demolendo il cibo esternamente e assorbendo quindi i prodotti di tale demolizione: le ife riversano all’esterno enzimi che demoliscono in prossimità di esse, il processo di digestione avviene all’esterno del corpo del fungo il quale assorbe le sostanze nutritive così prodotte.
I funghi sono quasi tutti pluricellulari. Fanno eccezione i lieviti, che sono funghi unicellulari e non formano quindi un micelio di IFE.
LE CELLULE DICARIOTICHE
L’alternativa diploide/aploide si trova in tutta la natura quindi anche nei funghi, che però fanno eccezione alla regola,oltre ad avere nel proprio ciclo vitale una fase apolide e una diploide, passa pe una fase intermedia dicariotica (letteralmente, “con 2 nuclei”). Si tratta di una fase che può durare anche anni e che termina solo quando la più visibile manifestazione del micelio , il corpo fruttifero, emerge dal terreno.
CICLO VITALE DI UN BASIDIOMICETE
1. Formazione delle spore. Trasportate dal vento, due spore apolidi di un fungo, provenienti da due individui diversi,atterrano in un luogo adatto alla loro crescita
2. Germinazione delle spore. Ciascuna di esse germina,cioè dà origine per semplice divisione cellulare ad un micelio sotterraneo apolide
3. Fusione. Quando le ife dei due miceli vengono a contatto, una cellula dell’uno si unisce con una dell’altro, ma sono i citoplasmi delle due cellule si fondono mentre i nuclei restano distinti comincia così la fase dicariotica del ciclo vitale, in cui la cellula prodotta dalla fusione e tutte le cellule che derivano da essa contengono due nuclei. In questo modo dai due organismi se ne è formato uno solo.
4. Formazione del corpo fruttifero. La struttura a gambo e cappello è un corpo fruttifero inizialmente composto interamente da cellule dicariotiche.
5. Fusione dei nuclei (fecondazione). Le lamelle presenti sulla faccia inferiore del cappello del corpo fruttifero contengono cellule i cui due nuclei si fondono, dando origine a cellule non più dicariotiche , ma diploidi.
6. Meiosi. Questa fase diploide ha breve durata: si ha immediatamente la meiosi che porta alla formazione di cellule apolidi che emergono dalle lamelle; si tratta di spore , che si liberano in grande numero dalla faccia inferiore del cappello e sono portate via dal vento. Se cadono in un luogo adatto, germinano dando inizio ad un nuovo ciclo.
ASSOCIAZIONI DI FUNGHI
I funghi sono capaci di vivere in simbiosi mutualistica, ovvero in simbiosi con vantaggio reciproco. L’esempio più noto di simbiosi mutualistica sono i LICHENI, cioè un associazione tra alghe azzurre e un fungo. Il vantaggio sta nel fatto che l’alga, essendo autotrofa, fa la fotosintesi e il fungo preleva l’acqua e i sali minerali dal substrato. I licheni sono i primi colonizzatori degli ambienti deserti e sono anche indicatori biologici.
Altro tipo di simbiosi, è quello tra i funghi e le radici delle piante, ossia il MICORRIZE (Mico = fungo; Rizo = radice).
Dei biologi notarono che sulle radici di molte piante (peri, meli, etc…) c’erano molti funghi e subito pensarono che potessero essere patogeni per le piante. Così fecero crescere queste piante senza i funghi e videro che la loro crescita era un po’ più stentata. Da questo capirono che i funghi avevano il ruolo di decomporre foglie e insetti morti aumentando così la quantità di sali minerali nel terreno.
PARASSITA organismo che vive a spese di un altro organismo vivente.
SAPROFITA organismo che vive a spese di un altro organismo non vivente.
VEGETALI
Il regno delle piante è caratterizzato da elementi autotrofi (che fanno la fotosintesi) e pluricellulari.
I vegetali compiono dei piccolissimi movimenti detti TROPISMI, quello più importante è l’ELIOTROPISMO.
Noi esamineremo la questione in ordine filogenetico (ovvero come si sono evolute)
FILOGENESI dei vegetali
Alghe → Muschi → Felci → Gimnosperme → Angiosperme
ALGHE
Le alghe non vengono considerate delle vere e proprie piante, anche se pluricellulari si classificano nel mondo dei protesti.
Als = mare, esse sono nate 2 miliardi dopo la formazione del sistema solare e siccome sono stati i i primi organismi fotosintentizzanti hanno immesso ossigeno nell’atmosfera, dando luogo quindi all’ossidazione primitiva.
Altra teoria è che a collaborare con le alghe siano stati alcuni minerali sprigionanti ossigeno.
Le alghe nei paesi orientali sono consumate come cibo, e potrebbe essere considerata come la possibilità di sfamare moltissime persone, però, purtroppo, questo cibo non è equamente distribuito.
Inoltre le alghe fissano anche l’anidride carbonica, e se le facessimo prolificare negli oceani, potrebbero assumere un comportamento di spugna dell’anidride carbonica e quindi di poter contrastare l’effetto serra (ovvero l’aumento nell’atmosfera dei cosiddetti gas serra).
MUSCHI
I muschi rappresentano il primo paso della colonizzazione dell’ambiente terrestre, cominciando ad affrancarsi dall’ambiente acquatico.
I muschi rappresentano il gradino successivo alle alghe, e come ben sappiamo, si sviluppano maggiormente nei luoghi molto umidi.
Essi, come si può facilmente notare, sono molto bassi, questo perché non sviluppano un vero e proprio sistema vascolare, quindi le sostanze nutritive le acquisiscono tramite osmosi dal suolo.
A differenza delle alghe, i muschi hanno una struttura un po’ più complessa, infatti cominciano ad avere una differenziazione di tessuti.
Un altro particolare in cui differiscono i muschi dalle alghe è il seguente: nelle alghe la fase diploide e la fase apolide sono equivalenti, mentre nei muschi la fase diploide comincia a prevalere su quella apolide.
I muschi assieme i licheni sono i primissimi colonizzatori dell’ambiente terrestre.
I licheni, grazie agli enzimi cominciano un’azione disgregatrice delle rocce dando quindi vita ad un suolo dove possono nascere anche piante più evolute.
I muschi assieme alle alghe costituiscono un gruppo a sé stante: le TALLOFITE (nelle alghe e nei muschi non è possibile distinguere radice-fusto-foglia). Mentre gli ultimi tre gradini vengono detti CORMOFITE (possibilità di distinguere radice-fusto-foglia) oppure TRACHEOFITE (dato che compare un vero e proprio sistema vascolare).
FELCI
Aumentano le differenze, il grado di differenziazione dei tessuti ; le felci hanno dato vita ai carbon fossili grazie alla stratificazione di foreste di felci nell’ era carbonifera.
Nelle felci la fase apolide è costituita comunque da un individuo a sé. Nelle felci prevale la fase diploide su quella aploide.
GIMNOSPERME E ANGIOSPERME
Le gimnosperme e le angiosperme, oltre ad essere considerate tracheofite, appartengono al gruppo delle SPERMATOFITE (ovvero sono piante accomunate dalla presenza del seme).
Le gimnosperme sono le piante a seme nudo mentre le angiosperme sono a seme coperto dal FRUTTO.
GIMNOSPERME
Piante a seme nudo, le gimnosperme sono piante in cui è presente il seme ed esistono circa 800 specie, di cui 600 sono conifere (ad esempio il pino e l’abete).
Il pino ha la caratteristica di avere delle radici potentissime, in grado di rompere le fondamenta più dure, ed è praticamente impossibile abbattere un pino, al punto che è caccia aperta al parassita che gli è più dannoso, la processionaria del pino, esso mangia gli aghi o foglie, rendendolo spoglio al punto da sembrare bruciato. Il nome processionaria è stato dato siccome il loro sciame è organizzato in fila indiana, questo perché loro comunicano tramite i FEROMONI. L’essere umano è riuscito a sintetizzare i feromoni intrappolando, quindi, la processionaria.
Dopo ulteriori studi si è scoperto che la processionaria ha un parassita: il BACILLUS THURINGIENSIS che produce una tossina che attacca la processionaria provocandogli delle emorragie intestinali. Quindi al posto di produrre larvicidi, si pensa ad allevare questo batterio.
ANGIOSPERME
Le angiosperme sono circa 264.000 specie classificate, infatti esse hanno colonizzato in lungo ed in largo la crosta terrestre.
L’organo principale, ovvero la struttura anatomica più importante, è il FIORE.
FIORE
Fiore ermafrodita ha strutture riproduttive maschili e femminili.
Insieme di sepali = calice
Insieme dei petali = corolla
Quando i petali non sono distinguibili dai sepali si parla invece di tepali.
Quando la corolla è colorata in maniera vistosa, l’impollinazione arriva tramite gli insetti, questo perché gli insetti sono attratti dai colori forti. Tale tipo di impollinazione viene detta POLLINAZIONE ENTOMOFILA.
Si parla invece di POLLINAZIONE ANEMOFILA se essa avviene mediante l’aria.
STAME E CARPELLO sono apparati riproduttori rispettivamente maschile e femminile all’interno del fiore.
STAME : antera, filamento
CARPELLO: stigma, stilo, ovario, ovulo.
Oltre al fiorne ermafrodita ci sono fiori o solo maschili o solo femminili e questi si trovano:
Sulla stessa pianta: pianta MONOICA es. granturco
Su piante diverse : pianta DIOICA es. kiwi
FIORE
Le piante possono avere sia i fiori femminili che maschili (pianta monoica) come ad esempio il mais o granturco.
I fiori maschili si trovano sopra mentre i femminili sotto, in tal modo l’impollinazione può verificarsi semplicemente tramite forza di gravità.
Esistono poi piante che hanno solo fiori femminili e piante che hanno solo fiori maschili. Come ad esempio la pianta del kiwi (actinidia).
Tale pianta viene detta dioica e per ogni 7 o 8 piante femminili se ne pianta 1 maschile, che solitamente è più alta delle altre, per poter permettere facilmente l’impollinazione.
FECONDAZIONE ANGIOSPERME
Le angiosperme si caratterizzano per la doppia fecondazione, lo capiamo infatti dalla presenza di 2 nuclei spermatici ed un 3^ nucleo, nucleo del tubulo, essa ha il ruolo di scavatore fino all’ovario. Ci sono 7 cellule uovo, di cui 6 hanno un nucleo apolide, una di queste 6 va a farsi fecondare e diventa diploide, mentre la successiva cellula spermatica feconda la cellula uovo diploide, dando vita all’endosperma (tessuto triploide).
Dopo la fecondazione l’ovario comincia ad ingrossarsi e i petali cadono (la fecondazione è avvenuta). Il solo ovario ingrossato non è altro che il frutto vero, mentre il frutto falso deriva dal coinvolgimento di altre parti della struttura del fiore.
Un esempio di frutto vero può essere l’albicocca, detta drupa, mentre un esempio di frutto falso è la mela.

FRUTTI
VERI :sviluppo dell’ovario fecondato
Esempi
PESCA, ALBICOCCA (drupe, appartengono quindi alla famiglia delle drupacee)
AGRUMI (esperidio)
ACINO D’UVA (detto bacca)
FALSI: sviluppo del ricettacolo del fiore
Esempi
MELA, PERA (appartengono alla famiglia della pomacee, pomi)
FRAGOLA (il frutto vero della fragola sono quelle sferette nere sopra)
MELOGRANO (i frutti veri del melograno sono quei piccolissimi acini, balausto)
FICO (i frutti veri del fico sono quei semini, siconio)
CLASSIFICAZIONE ANGIOSPERME
Le angiosperme si classificano in DICOTILEDONE e MONOCOTILEDONE. Il COTILEDONE è una foglia embrionale, essa quando si sviluppa dà origine ad una nuova pianta.
I dicotiledoni hanno le nervature delle foglie ramificate, il suo fiore ha 4, 5 o multipli petali, il polline ha 3 fori, i fasci vascolari hanno una disposizione radiale, inoltre XILEMA esterni e FLOEMA interni.
I monocotiledoni sono più evolute delle altre, il carattere distintivo è più immediato, in fatti qui la foglia ha le nervature parallele. Altra differenza è rappresentata dal fiore, infatti ha 3 petali o multipli di 3. Il polline ha 1 foro, ed i fasci vascolari hanno una disposizione sparsa e in ogni fascio due tubi, sia XILEMA che FLOEMA.
In tutte le piante esiste un sistema vascolare, una parte di essi trasposta la linfa grezza (acqua e Sali minerali) ed ha direzione ACROPETA (XILEMA o vasi xilematici), il FLOEMA invece ha direzione BASSIPETA e con linfa utile (vasi floematici).
REGNO ANIMALE
Gli animali sono organismi pluricellulari ed eterotrofi e nella catena alimentare sono consumatori. A differenza delle piante, essi hanno uno spiccato sviluppo del centro nervoso ed hanno anche una grande mobilità.
Gli animali si classificano in INVERTEBRATI e VERTEBRATI.
I primi sono quelli che all’interno di essi nono presentano una struttura scheletrica (manca l’endoscheletro), è però possibile trovare un esoscheletro.
Gli ultimi invece sono quegli animali che presentano una struttura di supporto interna.
INVERTEBRATI:
SPONGIFORMI o SPUGNE (appartengono al phylum dei poriferi); sono immobili e non possiedono tessuti bensì aggregazioni cellulari. Su di essere inoltre non esistono piani di simmetria.
Stando inoltre alle ultime notizie, dalle spugne non si sono evoluti esseri viventi. Dalle spugne non si sono evolute altre specie.
VERMI PIATTI (detti anche platelminti, ne esistono circa 20mila specie); il più noto di essi è il verme solitario (TAENIA SOLIUM) , un parassita per l’uomo, lo si contrae consumando carne cruda, essi sono mobili, esiste il piano di simmetria e cominciano ad abbozzarsi i tessuti (prototessuti) anche se primitivi.
MEDUSE e CORALLI (cnidari); sono mobili, hanno tessuti più complessi e presentano una simmetria radiale.
VERMI CILINDRICI (nematodi); dopo i funghi e gli insetti sono i più grandi parassiti delle coltivazioni agrarie, quando essi invadono una pianta le ingrossano le radici, tali ingrossamenti sono chiamati le GALLE.
MOLLUSCHI; hanno il corpo molliccio e si suddividono in: BIVALVE, come le cozze; GASTEROPODI, corpo diviso in stomaco e zampe; CEFALOPODI, corpo diviso in cervello e zampe.
Anche la SEPPIA è un mollusco nonostante abbia un osso, ed è l’unico caso in cui un invertebrato presenta la possibilità di uno scheletro futuro.
ANELLIDI (ne esistono circa 15mila specie); essi hanno il corpo suddiviso in anelli, il più importante tra gli anellini è il lombrico (dove c’è il lombrico il terreno è fertile, poiché si ciba di sostanze organiche in decomposizione, tipo le foglie, le feci del lombrico vengono dette humus). Il lombrico tra le altre cose è ermafrodita.
ARTROPODI (ci sono all’incirca 1.200.000 specie); gli artropodi hanno le zampe articolate e rappresentano il 75% del regno animale. Essi si dividono in quattro gruppi: MIRIAPODI (millepiedi), CROSTACEI (gamberi), CHELICERATI di cui il gruppo più importante è rappresentato dagli ARACNIDI (ragno. Scorpione, acaro…), INSETTI o ESAPODI.
INSETTI
Gli insetti hanno come caratteristica principale 6 zampe, da qui infatti vengono chiamati anche esapodi.
Essi insieme ai funghi sono i più grandi parassiti delle coltivazioni agrarie, si calcola che si perde all’incirca il 20-30% di raccolto.
Inoltre possono essere anche portatrici di malattie. Ci sono poi anche gli insetti impollinatori, pronubi; essi trasportano il polline da un fiore all’altro.
Etologia: scienza che studia i comportamenti.
API, FORMICHE, TERMIDI hanno una piccola vita sociale.
ECHINODERMI
Da echinos= spina , a pelle spinata il + importante è la stella marina. Evoluzionisitcamente sono il punto di transito da gli invertebrati e i vertebrati, infatti utilizzando la comparazione embrionale si capì che i vertebrati erano molto vicini agli echinodermi.
VERTEBRATI:
Se analizziamo e paragoniamo la filogenesi dei vertebrati con quella degli invertebrati troviamo un carattere comune: le specie meno evolute vivono nell’acqua.
Pesci
I pesci si dividono a seconda della struttura del loro scheletro che può essere:
• Cartilagineo: condroitti (squalo)
• Osseo: osteoitti
I condroitti hanno la bocca in posizione ventrale e sono sprovvisti della vescica natatoria. Gli osteoitti invece posseggono la vescica natatoria. Dal punto di vista della riproduzione i condroitti possono essere:
• Ovipari: partoriscono uova.
• Ovovivipari: l’uovo si schiude nel corpo della madre.
• Vivipari: partoriscono individui già sviluppati.
Negli osteoitti la maggior parte degli individui sono ovipari e si riproducono tramite fecondazione esterna, cioè la femmina depone le uova che successivamente verranno fecondate dal maschio.
Anfibi
La parola anfibio vuol dire letteralmente “due vite”. Il che vuol dire che questi animali vivono sia in acqua che sulla terra. Durante la fase giovanile essi vivono in acqua. Successivamente essi vivono esclusivamente sulla terra. Le due fasi sono interposte da una metamorfosi caratterizzata da notevolissimi cambiamenti. Nella fase giovanile prendono il nome di girini:
• Hanno le branchie.
• Sono erbivori.
• Sono sprovvisti di arti.
Nella seconda fase invece:
• Si atrofizzano le branchie e si sviluppano i polmoni.
• Si sviluppano gli arti.
Negli anfibi cominciano ad evolversi caratteri comportamentali come le cure parentali.
Gli anfibi si dividono inoltre in:
• Anfibi con la coda: urodeli (salamandra).
• Anfibi senza coda: anuro (rane e rospi).
• Anfibi senza zampe: apodi.
Rettili
Nella filogenesi sono i primi animali che vivono fuori dall’acqua e sviluppano un sistema polmonare perfetto. Gli scambi gassosi con l’esterno avvengono solo con i polmoni e non più con la pelle.
Sono ectotermi, cioè non hanno bisogno di mantenere una temperatura corporea alta ma assumono quella dell’ambiente. Ciò comporta che devono avere un alimentazione limitata.
Quasi tutti i rettili sono ovipari, ma ci sono anche alcuni casi di ovovivipari.
Il cuore dei rettili ha tre cavità: due atri e un ventricolo. Inoltre hanno una circolazione doppia (passa due volte per il cuore) e incompleta (sangue venoso e arterioso vengono a contatto). Si dividono in:
• Cheloni (tartarughe e testuggini).
• Loricati (coccodrillo e caimano).
• Squamati (serpenti e lucertole).
Nei rettili compare l’uovo amniotico.
Uccelli
• Sono ovipari
• Sono endotermi, quindi hanno bisogno di mantenere una temperatura corporea alta.
• Hanno una circolazione doppia e completa.
• Hanno un apparato scheletrico molto leggero grazie alle ossa cave.
• Hanno il corpo ricoperto di piume.
• Hanno i muscoli pettorali molto sviluppati.
• I maschi di questa specie sono sprovvisti dell’organo riproduttivo.
• Si dividono in carenati (capaci di volare) e non carenati (non capaci di volare)
Mammiferi
La parola mammifero letteralmente vuol dire: “animale portatore di mammelle”. Le loro principali caratteristiche sono:
• Hanno la pelle ricoperta da peli.
• Presentano denti diversi (eterodonzia).
• Hanno una spiccata attitudine alle cure parentali.
I mammiferi attualmente classificabili sono 4500. Le tre principali divisioni sono:
• Monotremi: depongono le uova.
• Marsupiali: partoriscono individui non del tutto sviluppati che completano lo sviluppo nel marsupio.
• Placentati: nutrono l’embrione nell’utero attraverso la placenta.
Placentati
I placentati si classificano in base a:
• Struttura degli arti
• Numero e struttura dei denti.
• Numero e disposizione dei capezzoli.
1. Chirotteri: Sono gli unici mammiferi che volano e svolgono soprattutto una vita notturna (pipistrelli).
2. Insettivori: significa che si nutrono di insetti (talpe e ricci).
3. Lagomorfi: si caratterizzano dalla forma delle labbra, hanno orecchie lunghe e hanno molto sviluppate le zampe posteriori.
4. Carnivori: mangiano esclusivamente carne (orso, lince, leone).
5. Cetacei: vivono sott’acqua ma non respirano con le branchie ma con grandi polmoni (balene, delfini).
6. Artiodattili: hanno zampe con un solo zoccolo (cavalli).
7. Perissodattili: hanno zampe con due zoccoli, e generalmente hanno tutti le corna (rinoceronte, cervo).
8. Pinniperi: (foca, lontra).
9. Roditori: (scoiattoli, marmotte).
10. Primati: comprendono come specie più importanti i lemuri (scimmie particolari), le scimmie, le scimmie antropomorfe e l’uomo.
Le caratteristiche più importanti dei primati sono:
• Il pollice opponibile.
• Una vista stereoscopica.
• Postura eretta.
• Attività sessuale non stagionale.
Queste caratteristiche fanno dei primati il phylum più evoluto. Esiste un gruppo di proscimmie primitive che per un ramo evolutivo ha dato vita alle scimmie antropomorfe e dall’altro ramo ha dato vita agli ominidi.

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