La mafia

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Testo

La parola “mafia” appare per la prima volta in un documento indirizzato al procuratore di Palermo. Allora, però, questa parola non era usata per indicare un’associazione criminale e non si sa neppure da cosa o chi provenisse. Questo movimento criminale nacque all’inizio del XVII sec. ed era subordinato al latifondo. I mafiosi erano coloro che, praticando l’usura,e derubando i propri padroni riuscivano ad ottenere le terre, erano chiamati gabellotti ed erano degli affittuari. Una volta divenuti padroni questi si accontentavano del profitto dei campi e non si curavano della sua elevatezza anzi ne compravano altra; questa classe “mafiosa” non intendeva arricchirsi, ma solo possedere tutte le terre. Da ciò si deduce che la mafia non era un’associazione unica bensì erano divisi in gruppi che si combattevano a vicenda per la detenzione del potere. Il governo italiano si trovò, già dal 1874, a combattere contro una mafia che stava accrescendo la sua potenza e che aveva nelle sue mani un’arma tanto potente quanto efficace: il controllo del voto. Infatti la mafia manipolava gli scrutini e le liste in modo da non far eleggere i “nemici”. Inoltre la mafia, con l’emigrazione, si era insediata anche negli USA col nome di “cosa nostra” che, ancora oggi, è l’appellativo più giusto da dare alla mafia siciliana, che, oltretutto, si è sviluppata anche in Russia, Giappone e numerosi altri stati. A metà degli anni venti la mafia cadde in crisi, perché lo stato inviò in Sicilia un prefetto di nome Cesare Mori che, dotato di straordinari poteri politici, si impegnò per annientare del tutto la mafia anche grazie al fascismo (1922-1945) il voto fu abolito e la mafia o “cosa nostra” si vide negato la sua migliore arma. Essendosi, cosa nostra, instauratasi anche negli USA, quando gli alleati sbarcarono in Sicilia la utilizzarono per conquistarla. Come? Nominando come sindaci i capimafia americani. Solo adesso nasce la mafia come la conosciamo oggi, la mafia di città non più legata al latifondo bensì al traffico di stupefacenti (narcotraffico) e di armi. Cosa nostra ora con l’ emigrazione verso il nord si istaurò anche a Milano, Torino, Genova e Roma. Inoltre i capimafia vennero arrestati dopo l’istituzione del “Comitato Antimafia” e così cosa nostra divenne semplice delinquenza di città. Ora si amplia il narcotraffico e il traffico di armi (naturalmente illegale). Inoltre grazie ai legami con alcuni politici cosa nostra estese i suoi poteri anche sugli appalti di ogni tipo, strinse i rapporti con ogni tipo di associazione e non esitò mai ad uccidere i politici che si opponevano o si impegnavano per annientarla o sconfiggerla. Vittima della mafia fu anche il giudice Giovanni Falcone che venne ucciso con la moglie e la scorta mentre si recava ad un “maxiprocesso” . Le sue parole però non si dimenticheranno: lui diceva che la mafia essendo una cosa umana deve subire una nascita, un’evoluzione e un fine.
La mafia è diventata tanto estesa e organizzata che camorra e ‘ndrangheta vengono definite associazioni mafiose o a scopo mafioso. La camorra e la ‘ndrangheta hanno entrambe una struttura a gruppi con l’unica differenza che la ‘ndrangheta seleziona i suoi membri a seconda delle famiglie di appartenenza.
Cosa nostra ha conosciuto una evoluzione che l’ha portata ad essere formata da un’associazione maggiore e da piccoli gruppi che operano comunque in Sicilia e fanno capo ad un’unica persona. Nella provincia di Palermo Cosa nostra non lascia spazio per le organizzazioni secondarie, essa è comunque dotata di succursali che operano a Napoli, Torino, Milano e Roma. Cosa nostra è l’ organizzazione più pericolosa della criminalità organizzata. Essa, seppure fosse una organizzazione criminale, è regolata da leggi ferree. I suoi membri sono scelti con particolare cura e solo i criminali con straordinarie capacità vengono scelti per far parte della mafia. La legge fondamentale che non si deve assolutamente infrangere è la legge del silenzio o omertà: quella legge che vieta assolutamente di rivelare informazioni sulla mafia, sui suoi componenti e sulla sua organizzazione in qualsiasi situazione.

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