Il processo della Globalizzazione

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Testo

Globalizzazione
1 INTRODUZIONE

Globalizzazione Processo di integrazione tra le economie della maggior parte dei paesi del mondo che si è sviluppato soprattutto a partire dalla fine della seconda guerra mondiale. Con il termine globalizzazione ci si riferisce a un insieme di fenomeni, tra cui i più importanti sono: aumento del commercio internazionale; diffusione delle imprese multinazionali; finanziarizzazione dell’economia. Questi fenomeni possono essere meglio compresi guardando all’evoluzione dell’economia nella seconda metà del XX secolo.

2 IL RUOLO DEL DOLLARO USA NEL DOPOGUERRA
Alla fine della seconda guerra mondiale, gli Stati Uniti erano l'unico paese in grado di fornire ai paesi europei e al Giappone, devastati dal conflitto, i beni e i servizi di consumo. Si registrò quindi un forte aumento delle esportazioni di beni dagli Stati Uniti e, poiché questi beni venivano pagati in dollari USA, questa moneta divenne molto ricercata e il suo valore di mercato aumentò. Nel 1944, nella conferenza di Bretton Woods, i paesi a economia di mercato scelsero un nuovo sistema di cambi, basato non più sull’oro, ma sul dollaro USA: il valore di ciascuna moneta nazionale fu fissato in relazione alla moneta statunitense e le riserve monetarie vennero accumulate in questa moneta. Nella stessa conferenza vennero anche create due nuove istituzioni, il Fondo monetario internazionale (FMI) e la Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo (BIRS), detta anche Banca mondiale. Il sistema dei cambi di Bretton Woods entrò in crisi nel corso degli anni Sessanta e nel 1971 venne abbandonato a favore di un sistema a cambi parzialmente flessibili. Nel corso di tutti gli anni Settanta, anche a causa della crisi petrolifera, il dollaro si deprezzò nei confronti del marco, dello yen e del franco svizzero.
3 FINANZIARIZZAZIONE DELL’ECONOMIA
Il mercato finanziario dipende sempre meno dalle variazioni dell’economia reale…
Nel corso degli ultimi due decenni, le borse e gli altri mercati finanziari si sono diffusi in tutto il mondo grazie allo sviluppo delle tecnologie informatiche. Questi cambiamenti hanno favorito gli speculatori, investitori che acquistano o vendono ingenti quantità di titoli o di moneta esclusivamente per trarne un guadagno, cercando di anticipare i cambiamenti della domanda e dell’offerta. Alcune banche e società d’investimento sono diventate così ricche da poter influenzare esse stesse l’andamento del mercato finanziario, che quindi dipende sempre meno dalle variazioni dell’economia reale, cioè dalla produzione e dagli investimenti: si parla al riguardo di finanziarizzazione dell’economia, un fenomeno che riguarda particolarmente i paesi a economia di mercato sviluppata, cioè i paesi del Nord America, dell’Europa occidentale e del Sudest asiatico.
4 EFFETTI DELLA FINANZIARIZZAZIONE
In seguito all’azione degli investitori, i mercati finanziari e i cambi tra le diverse monete divengono estremamente volatili, cioè variabili in periodi anche molto brevi e senza possibilità di essere previsti. Come venne notato fin dal 1974 da James Tobin, la volatilità dei tassi di cambio è una forte limitazione all’autonomia delle politiche economiche nazionali. I singoli paesi, per evitare che la speculazione colpisca la propria moneta e che gli investitori vendano in massa i titoli di stato, sono costretti a seguire una determinata politica nella fissazione del tasso d’interesse, che deve essere molto alto in modo da attirare gli investitori. Ciò può comportare delle conseguenze negative, poiché il pagamento del debito impegna una grossa parte del reddito nazionale a scapito delle politiche sociali e dell’occupazione. Per limitare i danni che movimenti finanziari possono produrre sulle economie dei paesi più esposti alle speculazioni (e quindi soprattutto i paesi in via di sviluppo), James Tobin nel 1972 propose una tassa sui movimenti finanziari speculativi. Accolta senza entusiasmi negli anni Settanta, in un momento di grande euforia dei mercati, negli anni Novanta la Tobin Tax è stata riproposta e molti studiosi e organizzazioni internazionali, e qualche governo(ad esempio quello francese), ne stanno valutando l’applicabilità.
Il "popolo di Seattle" Negli ultimi anni, gli effetti delle strategie economiche e commerciali dell'Organizzazione mondiale per il commercio, della Banca mondiale, del Fondo monetario internazionale, hanno destato la preoccupazione di ampi settori dell'opinione pubblica mondiale, sia nei paesi industrializzati che in quelli in via di sviluppo, i più esposti ai rischi insiti in una mondializzazione spinta e incontrollata, regolata solo dalle leggi del denaro. Alla fine del 1999, il vertice del WTO di Seattle è stato così fatto segno dalla protesta di decine di migliaia di persone, in rappresentanza di organizzazioni ambientaliste, pacifiste, umanitarie, sindacali, politiche di tutto il mondi. Il "popolo di Seattle" Negli ultimi anni, gli effetti delle strategie economiche e commerciali dell'Organizzazione mondiale per il commercio, della Banca mondiale, del Fondo monetario internazionale, hanno destato la preoccupazione di ampi settori dell'opinione pubblica mondiale, sia nei paesi industrializzati che in quelli in via di sviluppo, i più esposti ai rischi insiti in una mondializzazione spinta e incontrollata, regolata solo dalle leggi del denaro. Alla fine del 1999, il vertice del WTO di Seattle è stato così fatto segno dalla protesta di decine di migliaia di persone, in rappresentanza di organizzazioni ambientaliste, pacifiste, umanitarie, sindacali, politiche di tutto il mondi.

Genova 2001: protesta "no global" Nel dicembre 1999, in occasione del vertice di Seattle del WTO (l'Organizzazione mondiale per il commercio), sulla scena internazionale fece la sua comparsa un forte movimento di critica alle politiche di globalizzazione sostenute dai massimi organismi economici e finanziari internazionali (WTO, FMI e Banca mondiale) e dalle maggiori potenze industriali riunite nel G8. Definito "popolo di Seattle" oppure "movimento no global", questo nuovo movimento è estremamente differenziato al suo interno, sia per quanto riguarda le problematiche affrontate (ambientalismo, pacifismo, solidarismo, diritti umani, lotta alla povertà, cancellazione del debito dei paesi del Terzo Mondo ecc.), sia nei metodi di lotta adottati. Diffusosi in pochi anni in tutto il mondo e in particolare nei paesi occidentali, il movimento ha avuto una clamorosa crescita in Italia. In occasione del vertice dei paesi del G8 che si svolse a Genova nel luglio 2001, il movimento "no global" italiano organizzò un "controvertice" al quale presero parte centinaia di migliaia di persone. Le manifestazioni furono purtroppo funestate da violenti incidenti e dalla morte di un giovane di 22 anni, rimasto vittima di un colpo esploso dalla pistola di un carabiniere. Nelle foto, due momenti delle manifestazioni genovesi. Nella prima, migliaia di mani dipinte di bianco simboleggiano il carattere pacifico della protesta; nella seconda, un gruppo dei cosiddetti "black bloc" ingaggia un violento scontro con la polizia.

Esempio



  


  1. Fabio

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