Aviaria

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Testo

Definizione
L'Influenza aviaria (nota anche come peste aviaria) è una malattia infettiva contagiosa altamente diffusiva, dovuta ad un virus influenzale (orthomyxovirus)che colpisce diverse specie di uccelli selvatici e domestici con sintomi che possono essere inapparenti o lievi(virus a bassa patogenicità),oppure gravi e sistemici con interessamento degli apparati respiratorio,digerente e nervoso ed alta mortalità(virus ad alta patogenicità).Il virus può trasmettersi all'uomo,come è stato dimostrato a partire dal 1997.
Eziologia
Il virus appartiene al genere orthomyxovirus(famiglia orthomyxoviridae),tipo "A".Si tratta di virus ad RNA,pleomorfi(cioè di forma variabile)più o meno tondeggianti del diametro di circa 100/120 nm.Presentano un rivestimento esterno lipidico(envelope)da cui sporgono delle proteine di superfice(H=emagglutinina;N=neuraminidasi),fondamentali per il legame con le cellule e l'immunità(vedi oltre).All'interno è presente un nucleocapside(RNA+proteine)elicoidale contenente 8 segmenti di RNA che codifica per 10 tipi di proteine(per maggiori dettagli consulta la voce orthomyxoviridae). Le H ed N possono differire antigenicamente dando luogo a varianti fenotipiche virali.Negli uccelli sono presenti tutte quelle conosciute: 16 per l'H e 9 per la N che ,combinandosi,determinano un grandissimo numero di "sottotipi"diversi,denominati ognuno con la sigla H(n)N(n).
I vari sottotipi sono stati classificati in due gruppi,per la capacità di dar luogo a sindromi più o meno gravi: 1)virus HPAI(high pathogenic avian influenza, v.ad alta patogenicità,responsabili della "peste aviaria classica"),sinora solo dei sottotipi H5 e H7; 2)virus LPAI (low pathogenic avian influenza, v. a bassa patogenicità). Questa caratteristica dipende dalla struttura virale e può variare nel tempo a causa di mutazioni o ricombinazioni genetiche(vedi oltre)per cui ceppi poco patogeni possono diventare altamente patogeni.
Il virus è particolarmente resistente alle basse temperature e ,in tali condizioni,rimane vitale a lungo nelle feci ( 7 giorni, oltre 30 giorni a 0°C), tessuti, acqua(sino ad 1 mese a 4°C).Viene distrutto a 60 gradi in 30 minuti,bollitura in 2 minuti,luce solare diretta in 1-2 giorni ed è inattivato immediatamente dai raggi UV e i comuni disinfettanti.

Variabilità virale
Come tutti i virus influenzali,quello aviario possiede un elevato tasso di mutazione che procede secondo due meccanismi:
1) deriva antigenica (drift); 2) sostituzione antigenica (shift) o ricombinazione.
Nel primo caso(drift) si tratta di mutazioni puntiformi dell’RNA che possono essere silenti(cioè non modificano gli aminoacidi codificati),oppure possono determinare cambiamenti nella sequenza proteica. L’accumulo di mutazioni in un sito antigenico determina periodicamente la comparsa di nuovi ceppi dello stesso sottotipo o nuovi sottotipi( il tasso medio di mutazione dei geni che codificano per l’emagglutinina è circa 1000 volte superiore a quello che si ha nel corso,per esempio,della sintesi normale delle cellule dei mammiferi).
Nel (drift), si ha la sostituzione completa di una proteina virale(per esempio una emoagglutinina,o una neuraminidasi).Cio è reso possibile dal fatto che il genoma è segmentato, cioè formato da otto segmenti indipendenti di RNA che possono essere scambiati con altri virus, quando replicano assieme in una stessa cellula, con la formazione risultante di veri e propri ibridi virali.Questi ultimi possono esibire nuove combinazioni di H ed N assieme ad altre proteine esterne o interne.Gli eventi di ricombinazione si verificano ordinariamente in individui di specie ricettive a più sottotipi contemporaneamente(suini e diverse specie di uccelli).
Quando compare un virus di un sottotipo nuovo, per superare il processo selettivo esso deve adattarsi al nuovo ospite e potersi trasmettere. Ciò richiede numerosi cicli virali e quindi numerosi passaggi da soggetto a soggetto. La diffusibilità peraltro non è necessariamente accompagnata da patogenicità,che dipende sia dal virus(mutazioni patogeniche) che dall’ospite(bersagli cellulari coinvolti). Per esempio l’H5N1/HongKong/97( frutto di ricombinazioni avvenute in oche,anatre e quaglie:H5N1+H6N1+H9N2= H5N1 altamente patogeno)pur essendo particolarmente aggressivo per la mutazione di una proteina interna (NS1) , fino ad oggi non si è radicato nell’uomo(umanizzato''),cioè non è in grado di replicare efficientemente ne ritrasmettersi.Questa proprietà però potrebbe essere acquisita da un ibrido dell’H5N1 con un virus influenzale umano(vedi i capitoli successivi).

Storia e diffusione
Descritta per la prima volta in Piemonte nel 1878.Nel 1901 se ne attribuisce la causa ad un virus che nel 1955 è ascritto al"tipo A influenzale".Nel 1923 un ricercatore porta il virus clandestinamente in un suo laboratorio negli U.S.A.,da cui nel 1924 si diffonde colpendo il mercato dei polli di New York e in seguito tutti i territori dell'Est ma venne comunque eradicata in un anno.Nel 1961 è stato descritto il primo focolaio negli uccelli selvatici di malattia da virus HPAI(1300 sterne in sud Africa).
La malattia è stata segnalata in tutto il mondo,ma i focolai da virus HPAI(peste aviaria propriamente detta) erano considerati di rara insorgenza. Dal 1996, invece, è iniziata una serie di epidemie da virus H7 ed H5 che ha coinvolto un pò tutti i continenti:Hong Kong (1997,2001,2002,2003);Australia(1997);Cile(2002);centro-America(2000,2001,2003);Olanda,Belgio,Germania(2003);Canada(2004);U.S.A.(2004);Sudafrica(2004);sud-est asiatico(2004,2005);Asia,Europa(2005,2006).
L'epidemia da virus H5N1 iniziata alla fine del 2003 nel sud-est asiatico(ancora in atto) ha coinvolto,sinora, più di 150 milioni di volatili.Oltre il Vietnam,Thailandia,Cambogia,Laos,Indonesia,la malattia è stata individuata in Corea,Giappone,Cina,Russia,Kazakistan,Mongolia.Dall'ottobre 2005 il virus è entrato in Europa,in Turchia,e da qui nel resto del continente, variamente segnalato,soprattutto nei volatili selvatici, nonchè in Italia.
La variante del virus isolata è però diversa da quella che sta decimando gli allevamenti di polli asiatici. Lo ha reso noto il Ministero della Salute che ha diffuso gli esiti delle verifiche condotte presso il Centro di Referenza Nazionale per le influenze aviarie. Stando a questi risultati, l’H5N1 trovato a Mirandola è un virus a bassa patogenicità (LPAI), appartenente ai ceppi H5 comunemente rinvenuti del bacino del Mediterraneo. "L’isolato italiano – conferma il dott. Mauro Delogu dell’Università di Bologna – è caratterizzato da bassa patogenicità per gli animali e patogenicità nulla per l’uomo".
In Italia,soprattutto nel Veneto,Lombardia ed Emilia, dal 1997 in poi si sono verificati diversi focolai da virus LPAI ed HPAI dei sottotipi:H5N2(1997,HPAI);H5N9(1998,LPAI);H7N1(1999-2001,HPAI con più di 15 milioni di capi coinvolti);H7N3(2002-2003,LPAI con 388 focolai per 8 milioni di capi);H5N3,H7N3,H7N7(2004,LPAI);H5N2(2005,LPAI con 25 focolai in Veneto e 15 in Lombardia).

epidemiologia
RECETTIVITÁ
Verosimilmente tutte le specie aviarie sono suscettibili di infezione e tutti gli studiosi sono concordi nel ritenere gli uccelli il crogiolo evolutivo di origine di tutti i virus influenzali che si sarebbero adattati nel corso di milioni di anni.
UCCELLI SELVATICI Sono i serbatoi naturali(reservoir) del virus, in particolare le specie acquatiche, nei quali circolano tutti i sottotipi conosciuti di orthomyxovirus di tipo A. In queste specie appartenenti a vari ordini(anseriformi:anatre, oche, cigni, germani;ciconiformi:cicogne,ibis,fenicotteri, aironi,nitticore,garzette';steganopodi: cormorani,pellicani,marangoni,sule; procellariformi:albatri;laridi:gabbiani;limicoli:pavoncella,cavaliere d’italia,ecc…)il virus è presente nell’intestino dove normalmente persiste in modo in apparente(virus LPAI).Molti di questi uccelli sono migratori e trasportano il virus in tutte le parti del mondo. Durante le soste in prossimità di zone umide(stagni,foci dei fiumi) incontrano altre specie di uccelli migratori o stanziali o domestici creando una situazione ideale per il contagio interspecifico favorito dal fatto che la maggior parte degli stormi è formata da soggetti giovani più ricettivi.Altri gruppi,come i columbiformi(piccioni,colombe,tortore), i turdidi(merli,cesene),irundinidi(rondini),sturnidi(storni) e passeri, sembrano poco ricettivi o addirittura resistenti.I rapaci sono sensibili ma non costituiscono un serbatoio importante.
UCCELLI DOMESTICI
Sono l’anello intermedio tra gli uccelli selvatici e gli altri animali domestici(soprattutto maiali). Particolarmente sensibili risultano essere i tacchini.Tutte le specie sono colpite.
ALTRE SPECIE
Fra le specie domestiche,il maiale ha un ruolo fondamentale in quanto possiede ricettori sia per i virus aviari che umani(di cui costituisce un serbatoio) e può svolgere un ruolo di incubatore evolutivo e di anello di trasmissione interspecifica. Nei felidi il primo caso di infezione è stato segnalato a dicembre 2003,in due tigri e due leopardi di uno zoo tailandese morti per aver mangiato carcasse intere di polli freschi infetti.Nell’ottobre del 2004 c’è stata una epidemia in un altro zoo tailandese con la morte/abbattimento di 147 tigri su 441.In questi casi è da notare che nelle carcasse dei polli ingeriti era presente una notevole carica virale dovuta agli intestini.Sono stati segnalati casi nei gatti(anche in Europa) e negli zibetti e recentemente nel cane.In tutte queste specie considerate comunque la malattia è risultata sporadica e non epidemiologicamente rilevante anche se testimonianza della particolare aggressività del ceppo in causa (H5N1).
TRASMISSIONE
Materiali infettanti sono le feci e le secrezioni oro nasali.La trasmissione può essere diretta(più frequente)da soggetto a soggetto, o indiretta (soprattutto d’inverno o nei climi freddi,per la maggiore persistenza del virus nell’ambiente)con acqua,oggetti e attrezzi contaminati soprattutto dalle feci.Le vie di penetrazione sono quella oro-nasale e congiuntivale.

Sintomi e lesioni
Si distinguono due forme cliniche principali della malattia:1) influenza aviare a bassa patogenicità(LPAI) ;2)influenza aviare ad alta patogenicità(HPAI).Le due forme,che possono coesistere, dipendono,oltre che dal ceppo virale(come già detto)anche dalla sensibilità dell’ospite per cui lo stesso virus può dare forme diverse in specie diverse.La morbilità è sempre elevata.
LPAI(low pathogenic avian influenza)
E la forma benigna.
Negli uccelli selvatici è prevalente ed i sintomi possono essere assenti(portatori sani)o variamente evidenti (più intensi nei tacchini).
Nelle specie domestiche, dopo una incubazione di 3-5 giorni, si hanno:riduzione delle performance zootecniche(scarso accrescimento,calo deposizione);inappetenza;depressione;congiuntivite;sintomi respiratori(scolo nasale,sinusite,tosse);diarrea.Normalmente,a meno di complicazioni batteriche,si ha guarigione dopo 7-10 giorni.

HPAI (high pathogenic avian influenza)
È la forma maligna o peste aviaria classica.In tutti i focolai sinora descritti sono stati isolati sempre sottotipi H5 ed H7.
Negli uccelli selvatici è molto rara ed il primo caso è stato descritto nel 1961 in Sud Africa dove ha coinvolto 1300 sterne, trovate morte, dalle quali è stato isolato il sottotipo H5N3.Più recentemente sono stati descritti molti casi letali nei paesi asiatici coinvolti nall’epidemia da H5N1.Il più grande è stato registrato a maggio 2005 nel lago Qinghai(Cina occidentale) con la morte di oltre 6000 uccelli acquatici di diverse specie.
Negli uccelli domestici, nei casi acuti, dopo una breve incubazione(1-5 giorni), si registrano gli stessi sintomi delle forme LPAI ma in maniera decisamente più grave e con la presenza possibile di edema facciale e dei bargigli,emorragie cutanee,sintomi nervosi(tremori,atassia,paresi).Il decorso è di 3-4 giorni con mortalità/letalità elevatissime(sino al 100%) specialmente nei tacchini,che sono i più suscettibili, dove si sono spesso osservate forme iperacute (morti improvvise).
Le lesioni anatomopatologiche,in entrambi le forme sono più o meno evidenti secondo il decorso della malattia. Possono essere macroscopicamente assenti nei casi iperacuti. Nei casi acuti interessano gli apparati digerente,respiratorio,nervoso.Nelle forme HPAI è caratteristico un quadro di diatesi emorragica generalizzato.
L'influenza aviaria nell'uomo
Dei 16 tipi H conosciuti, solo i sottotipi H5, H7 e H9 sono capaci di trasmettersi da uccelli a esseri umani. Si teme che se il virus dell'influenza aviaria venisse a contatto, e quindi reagisse, con un virus dell'influenza umana, il nuovo sottotipo creato potrebbe risultare altamente contagioso e altamente letale per gli umani. Una simile mutazione potrebbe causare un'influenza globale pandemica, simile alla Influenza Spagnola che uccise più di 20 milioni di persone nel 1918 (ma il numero potrebbe essere più alto, sino a 100 milioni di morti). Molti esperti si preoccupano per il fatto che un virus in grado di mutare al punto da riuscire ad oltrepassare la barriera fra le specie (per esempio, si possa trasmettere da uccello a uomo), muterà inevitabilmente per potersi diffondere da uomo a uomo, come una normale influenza. A quel punto sarà probabile una pandemia. Comunque, ci sono alcune differenze genetiche tra i sottotipi che infettano l'uomo e gli uccelli. Dal 1997 sono stati riscontrati i seguenti tipi di AI virus che possono infettare anche esseri umani: H5N1, H7N2, H7N3, H7N7 e H9N2.
H5N1
Il virus H5N1 si trasmise da uccelli a umani nel 1997 a Hong Kong. Diciotto persone furono infettate, e di queste ne morirono sei. La diffusione fu limitata a Hong Kong. Tutti i polli nel territorio furono uccisi.
Per parlare di epidemia è necessario che il virus sia mutageno e ricombinante. Nel Gennaio 2004, una nuova e maggiore diffusione di questo tipo di virus apparve in Vietnam e Thailandia, e in poche settimane si diffuse in dieci regioni dell'Asia, compresi Indonesia, Corea del Sud, Giappone e Cina. Grandi sforzi furono fatti per uccidere polli, paperi e oche (più di 40 milioni di polli furono barbaramente uccisi nelle aree a maggiore infezione), e la diffusione fu contenuta. Tuttavia, morirono 23 persone in Vietnam e Thailandia.
Nel Febbraio 2004, il virus fu individuato anche nei maiali in Vietnam, accrescendo la paura di emergenza per nuove possibili varianti del virus. Furono così uccisi i maiali. Nuove diffusioni sono state confermate in alcune province della Thllailandia e in Cina, nel Luglio 2004.
Nell'Agosto 2004 l'influenza aviaria fu riscontrata in Malaysia. Si verificò che due polli avevano contratto il virus H5N1. Per questo motivo Singapore ha imposto un bando alle importazioni di polli e altro pollame. Allo stesso modo l'Unione Europea ha imposto un bando al pollame proveniente dalla Malaysia. Una raccolta di tutto il pollame è stata disposta dalle autorità della Malaysia entro un raggio di 10 km dalla zona di diffusione.
Una nuova diffusione del virus nel Gennaio 2005 colpì molte città del Vietnam, provocando l'uccisione forzata di circa 1.200.000 polli. Più di 140 milioni di uccelli potrebbero essere morti a causa di questo virus.
Vietnam e Thailandia hanno visto diversi casi in cui ci sono state trasmissioni da uomo a uomo del virus. In un caso il portatore originale, che prese la malattia da un uccello, fu tenuto in casa dalla madre per cinque giorni, sino alla morte. Poco dopo anche la madre si ammalò e morì. Nel Marzo 2005 due infermiere che avevano curato pazienti affetti da influenza dei polli riscontrarono di aver contratto la malattia.
Nel maggio 2005, un caso di influenza aviaria nei maiali si è registrato in Indonesia.
Questo caso nei suini alza il livello di attenzione riguardo una possibile evoluzione del virus in una mutazione capace di generare una pandemia globale per gli esseri umani. Gli esperti dicono che i suini possono contrarre il virus dell'influenza umana, che può combinarsi con il virus dell'influenza aviaria, scambiarsi geni e mutare in una forma che può facilmente trasmettersi fra gli umani.
Nel luglio 2005, un morto a Giakarta fu la prima fatalità umana accertata per l'Indonesia. Due bambini, senza che nessuno fosse venuto a contatto con pollame, morirono a causa di una trasmissione da uomo a uomo (anche se si pensa che potrebbero essere venuti a contatto con carne non cucinata a dovere).
Sempre a luglio, la diffusione ha provocato almeno 58 morti, la maggior parte in Vietnam. La percentuale di morti preoccupa i ricercatori, poiché si va dal 65% in Vietnam al 35%. Questo significa che il virus è in grado di colpire un grande numero di persone e quindi svilupparsi in una pandemia globale di grandi proporzioni. A titolo di paragone, si sappia che l'indice di mortalità per la Spagnola del 1918 (dovuta a un virus H1N1) fu di appena del 5%.. Agli inizi di Agosto 2005, si ebbe la conferma che il virus H5N1 era apparso in Russia, precisamente nella regione di Novosibirsk, al confine con il Kazakistan, probabilmente trasportata da uccelli migratori..
Il 28 luglio, l'influenza aviaria uccise altre due persone in Vietnam, elevando il totale a 60.. La maggior parte dei casi umani della malattia nell'Asia orientale è stata dovuta al consumo di pollame malato. Non è stata confermata totalmente la diffusione da uomo a uomo.
Nell'Agosto 2005, gli scienziati dissero che avevano testato con successo un vaccino che potesse proteggere contro il virus che si sta diffondendo tra Asia e Russia. Il virus influenzale A(H5N1) virus ha infettato circa 100 persone negli ultimi 18 mesi, uccidendone la metà. Se il virus inizierà a diffondersi con più rapidità tra gli umani, gli esperti temono che questo comporterà una pandemia da molti milioni di morti. Intanto, milioni di uccelli in Asia sono stati barbaramente uccisi per arginare la diffusione del virus; I governi e l'Organizzazione Mondiale della Sanità stanno preparando medicine antivirali, e gli scienziati sono all'opera per produrre un vaccino migliore. Il 3 Agosto l'Organizzazione Mondiale della Sanità rese noto che si stavano seguendo da vicino le notizie provenienti dalla Cina, che parlano di almeno 38 persone morte e più di 200 si sono ammalate a causa di una malattia dei suini, nella provincia di Sichuan. La provincia di Sichuan, dove infezioni da Streptococcus suis sono stati riscontrate, possiede una dei più grandi allevamenti di maiali della Cina. La diffusione ha diverse caratteristiche inusuali, forse causate da contatti con il virus dell'influenza aviaria, e per questo è costantemente monitorata dall'OMS. Le autorità cinesi non danno risconti circa contagi fra esseri umani..
Sempre in Agosto, un nuovo focolaio di influenza aviaria di tipo A (H5N1) fu riscontrato fra Kazakistan e Mongolia, individuando il corso di diffusione del virus.[6]. Pochi giorni più tardi, il virus fu riscontrato nella Russia Occidentale, facendo la sua apparizione in Europa.
H7N2
A seguito di una diffusione di H7N2 nel pollame, nel 2002 una persona è stata trovata infetta in Virginia, Stati Uniti.
H7N3
In Nord America, la presenza del ceppo H7N3 fu confermato in diverse pollicoltura nella Colombia Britannica nel Febbraio 2004. Nell'Aprile 2004, 18 fattorie sono state poste in quarantena per impedire la diffusione del virus. Due casi umani di influenza aviaria sono stati riscontrati in quella regione.
H7N7
Nel 2003 in Olanda 89 persone contrassero il virus H7N7 a seguito di un focolaio di influenza nel pollame di alcune fattorie. Si registra una vittima.
H9N2
Questo tipo di virus è stato riscontrato solo in forme non altamente patogene. Tre infezioni negli umani (Cina e Hong Kong) sono state confermate: i tre pazienti sono stati ricoverati.
Prevenzione e trattamento
L'influenza aviaria negli uomini può essere individuata attraverso i medesimi strumenti usati per la normale influenza. Tuttavia, questi test non sempre sono affidabili. Nel Marzo 2005, l'Organizzazione Mondiale della Sanità annunciò che tre pazienti vietnamiti, inizialmente negativi, sono stati poi riscontrati fra i casi di influenza aviaria. Tutti e tre sono stati ricoverati. Al momento, il test più affidabile (microneutralizzazione) richiede l'uso di virus vivi che interagiscano con gli anticorpi nel corpo del paziente; poiché è necessaria la presenza di virus vivi, questi test vengono effettuati solo in strutture isolate appositamente..
Farmaci antivirali sono talvolta efficaci sia per prevenire che per curare la malattia, ma nessun virus è stato realmente sconfitto da cure mediche, nella storia della medicina. I Vaccini, tuttavia, necessitano di quattro mesi per essere prodotti e devono essere specifici per il ceppo di influenza.
In futuro, tuttavia, i farmaci antivirali potrebbero risultare inefficienti: in Cina molti di questi farmaci venivano somministrati ai polli già nei primi anni '90 e il virus potrebbe avere sviluppato una sorta di resistenza a questi tipi di farmaci. Non si conoscono esattamente le cifre di questa resistenza, poiché la Cina sta effettuando una manovra di filtraggio delle notizie, simile a quella che causò il ritardo dell'allarme SARS.
L'11 Agosto 2005, il Centro Statunitense per la prevenzione e le malattie pubblicò il seguente avviso di viaggio per i viaggiatori:
Notifica per i viaggiatori riguardo l'influenza aviaria di tipo A (H5N1)
-----------------------------------------------------------------------

Secondo l'Organizzazione mondiale della Sanità, il Ministro della Salute
del Vietnam ha annunciato altri tre casi umani di influenza aviaria (...)
Due di essi sono morti. Questi casi portano il numero dei pazienti infetti
a 63 dal Dicembre 2004, 20 dei quali sono stati fatali.

Dal Dicembre 2003 all'Agosto 2005, un totale di 112 casi umani sono stati
riportati in Vietnam (90), Thailandia (17), [[Cambogia]] (4) e Indonesia
(1), dei quali 57 sono morti. Per maggiori informazioni, visita:
- il sito dell'OMS
- il sito del Centro Statunitense per la prevenzione e le malattie

La maggior parte dei casi di H5N1 negli uomini è avvenuta a causa di contatto
diretto con pollame infetto. Perciò è buona norma evitare il contatto, quando
possibile, con pollame vivo, apparentemente sano, malato o morto, e tutto ciò
che è venuto a contatto con pollame.
È stato riscontrato il passaggio della malattia attraverso carne non cucinata.
Per questo motivo, si consiglia di evitare di mangiare pollame non cucinato,
insieme ad altri prodotti, incluso il sangue.
Al momento, Non ci sono state prove di trasmissione da persona a persona del
virus H5N1.

Per ridurre il rischio di invenzioni, coloro che visitano aree dove è stata
riscontrata diffusione del virus H5N1 nel pollame o negli uomini dovrebbero
osservare le seguenti misure per evitare il contagio.

Prima di ogni viaggio internazionale
------------------------------------
(1) Informatevi e informate chi viaggia con voi dei rischi derivanti dal
viaggio.

(2) Controllate di avere in ordine tutte le vaccinazioni necessarie e

sottoponetevi a visita medica 4-6 settimane rima del viaggio per avere
tutte le informazioni sulle possibili vaccinazioni.

(3) Preparate un kit di primo soccorso. Controllate di avere portato

con voi un termometro e saponi a base d'alcool per l'igiene delle mani.

(4) Prima di partire, trovate dove potete ricevere medicine e cure mediche

nella città e nei luoghi che visiterete.

(5) Controllate la vostra assicurazione medica, perché possa aiutarvi a

lasciare i luoghi in caso di contagio.

Durante il viaggio
------------------
(1) Evitate ogni contatto diretto con il pollame, gallinacei vivi,
apparentemente sani, malati o morti. evitate posti come fattorie o mercati
dei polli, ed evitate di venire a contatto con feci e secrezioni di pollame.

(2) Come per molte altre malattie, una delle migliori misure preventive è

lavare accuratamente e frequentemente le mani. Pulitevi spesso le mani,
usando sapone e acqua (o detergenti a base d'alcool quando il sapone non è
disponibile e le mani non sono visibilmente sporche), poiché in questo modo
si rimuovono materiali potenzialmente infetti dalla vostra pelle, evitando
inoltre di trasmettere la mallattie ad altre persone, qualora fosse avvenuto
il contagio.

(3) La pulizia delle mani è importante principalmente anche quando si prepara

pollame per la cottura (anche durante la cottura stessa)

(4) Il virus viene distrutto dal calore; perciò, per precauzione, tutti i cibi

provenienti da pollicoltura, incluse uova e sangue, devono essere preventivamente
cotti.

(5) Nel caso si avvertissero sintomi come febbre, difficoltà respiratorie, tosse

o altri che possano essere indice della malattia e che richieda attenzione medica,
si possono avvertire gli ufficiali consolari del proprio Paese, che possono
assistervi e informare famiglia e amici.
E' consigliabile evitare viaggi fin quando non si sia certi di non avvertire più
alcun sintomo, a meno che il viaggio non sia relativo a motivi di saluti.

Al ritorno
----------
(1) Controllate la vostra salute per 10 giorni.

(2) Se vi ammalate, con febbre, e sviluppate tosse e difficoltà respiratorie, o

se sviluppate qualche malattia nel periodo di 10 giorni, consultate immediatamente
un medico.

Prima della visita medica, comunicate:
1) i vostri sintomi;
2) dove siete stati;
3) se siete stati a contatto diretto con pollame o con un conosciuto o sospetto caso
di trasmissione di influenza aviaria nell'uomo.
Aumento della virulenza
Nel Luglio 2004 un gruppo di ricercatori guidati da H. Deng del Harbin Veterinary Research Institute, e dal Professor Robert Webster del St Jude Children's Research Hospital, Memphis, Tennessee, riportarono i risultati di esperimenti in cui i topi sono stati esposti al virus. Essi riscontrarono una progressivo aumento della patogenicità nell'arco di tre anni
In Agosto 2005,l'Organizzazione Mondiale della Sanità pubblicò il seguente notiziario.
Si riassumono i punti della comunicazione:
1. Il rischio di pandemia è grande.
2. Il rischio persisterà.
3. L'evoluzione del virus non può essere predetta.
4. Il sistema di primo allarme è debole.
5. L'intervento preventivo (con vaccini) è possibile ma non ancora testato.
6. La riduzione della morbosità e della mortalità durante una pandemia sarà impedita da inadeguati rifornimenti medici.
Sintomi
Negli esseri umani, è stato trovato che l'influenza aviaria causa sintomi simili ad altri tipi di influenza.
• febbre
• tosse
• gola irritata
• dolori muscolari
• congiuntivite
• in alcuni casi, può causare problemi respiratori e polmonite, e può essere fatale.
In un caso, un ragazzo affetto da H5N1 si presentò in ospedale con diarrea seguita rapidamente da coma senza sviluppare altri sintomi influenzali
Minaccia di pandemia e preparazione
L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS ) avverte che c'è un rischio sostanziale di influenza pandemica, entro i prossimi anni. Uno dei più probabili virus responsabili di tale pandemia potrebbe essere il virus H5N1, che provoca l'influenza aviaria. L'OMS pubblicò una prima edizione di un Piano di Preparazione contro l'Influenza globale nel 1999, aggiornato poi nell Aprile 2005.
Lo scopo di questi progetti sono, brevemente, i seguenti:
• Prima di un pandemia, tentare di impedirla e prepararsi ad essa nel caso la prevenzione venga a mancare.
• Se avviene una pandemia, ritardare la relativa diffusione e permettere che le società funzionino più normalmente possibile.
Strategie per prevenire una pandemia
Se l'influenza aviaria permane fra gli animali solamente con limitati casi di contagio da uomo a uomo, essa non sarà una pandemia, anche se il rischio continuerà a porsi.
Per prevenire che la situazione progredisca in una pandemia, sono state prese le seguenti contromisure:
• Raccolta e vaccinazione del pollame
• Viaggi limitati nelle aree dove si è riscontrato il virus
Le strategie a lungo termine proposte per le regioni colpite dall'influenza aviaria in forma endemica nei gallinacei selvatici includono:
• cambiare le tecniche di allevamento per aumentare l'igiene e ridurre il contatto tra gallinacei domestici e selvatici.
• mutare le tecniche di allevamento nelle regioni dove gli animali vivono in quartieri chiusi e insani e cambiare le tecniche di mercato del pollo all'aria aperta, dove gli uccelli vengono macellati in condizioni non sane vicino a frutta e vegetali. I combattimenti fra galli giocano un ruolo importante nella diffusione della malattia, ponendo gli esseri umani a contatto con possibili gallinacei infetti
• cambiare le pratiche per la vendita, passando da polli venduti vivi a polli venduti macellati e preconfezionati.
• migliorare i costi e l'accessibilità dei vaccini
Strategie per rallentare la pandemia
• Vaccini. Un vaccino non sarà pronto nei primi momenti della pandemia [16]. Una volta che il virus viene identificato, ci sarà bisogno di diversi mesi prima che il vaccino diventi ampiamente accessibile, poiché deve essere sviluppato, testato e autorizzato. La capacità di produrre i vaccini varia ampiamente da Stato a Stato; in effetti solo 15 Paesi sono elencati come Produttori di vaccini influenzali secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità [17]. Si stima che, al meglio, si potranno produrre 750 milioni di dosi all'anno, laddove occorrono due dosi di vaccino per l'immunizzazione. La distribuzione sarà probabilmente problematica. [18]. Alcuni stati, comunque, hanno ben sviluppato piani per la produzione di grandi quantità di vaccino. Per esempio, le autorità canadesi dicono che potranno produrre circa 32 milioni di dosi di vaccino a quadrimestre, abbastanza vaccino per ogni persona in Canada. [19] Anche gli Stati Uniti hanno fatto passi in avanti per produrre vaccini, che potrebbe essere pronto per la produzione di massa nel 2005. [20].
Il virus dell'aviaria è noto in Italia fin dal 1878 ([[21]]). Il termine aviaria è presente in letteratura medica, nei vocabolari e in varie enciclopedia dunque è cosa nota e non recente. Come per la "spagnola" non ne fu mai sviluppato un vaccino perchè non era economicamente conveniente, come per altre malattie "rare" che talvolta divengono epidemiche. Per l'aviaria alcune case farmaceutiche sono attrezzate con un apposito vaccino. Alcuni autori notano un paradigma scoperta della malattia-vaccino-cura accettato e diffuso nell'opinione pubblica da quando negli anni '60 fu dato dall'[[OMS] l'annuncio della sconfitta delle principali malattie epidemiche.
L'inefficacia sugli animali degli antivirali e degli antibiotici che fanno parte della terapia proposta per l'uomo, è dovuta ai non rari casi di abuso di antibiotici in animali sani negli allevamenti industriali, dati come cibo (anzichè come medicinale) per farli ingrassare con il vantaggio di inviarli prima al macello e di una maggiore durata dopo la macellazione ([[22]]) che evitano l'arrivo di carne putrefatta nelle tavole. Sostanzialmente l'antibiotico funge da "conservante". L'OMS lanciò l'allarme che un abuso degli antibiotici negli animali e nell'uomo avrebbe prodotto virus resistenti a questi medicinali. Il rischio che siano inefficaci vale anche per l'uomo che assorbe dosi di questri antibiotici, attraverso la catena alimentare e queste carni.
In questo senso, non è affatto vero che i polli italiani siano così diffusi all'estero: il nostro Paese produce 500 milioni di polli da piastra sui 5 miliardi prodotti nell'UE, pari all'1,2% dei 40 miliardi di polli allevati nel mondo, di cui più di un terzo (14 miliardi) in Cina. E' pur vero che un'alta percentuale dei (pochi rispetto al totale mondiale) polli da noi prodotti sono esportati all'estero. La misura corretta del gradimento di un prodotto non è evidentemente la percentuale esportata, ma le tonnellate consumate; la carne bianche più consumata all'estero è quella cinese. Le condizioni igieniche degli animali nel sud-est asiatico sono notoriamente tra le peggiori; alcuni veterinari fanno notare come le stalle nell'UE non vengano più pulite, e la fonte principale di diffusione del virus non sia la vicinanza tra animali ed esseri umani, quanto la vicinanza tra gli animali e i loro escrementi nelle stalle, e la promiscuità fra i polli stivati in 20 in un metro quadro e dunque molto vicini a quelli malati di aviaria. E' pur vero, che rispetto agli inizi del novecento in cui nell'economia contadini le famiglie vivevano con gli animali in casa o delle stale sottocasa, il numero di malattie è diminuito, attribuendo ciò ai vaccini, ma anche alla migliorata igiene (animali da allevamento distanti dalle case).
Molte case farmaceutiche sono fra le società a massima capitalizzazione di borsa. Fatturati, utili per gli azionisti, quotazioni dipendono spesso da 2-3 farmaci protetti da brevetti trentennali e venduti nel mondo. Il vaccino contro un'epidemia d'aviaria sarebbe evidentemente uno di questi affari multimiliardari (dagli elevati costi di ricerca e sviluppo). Alcune case sponsorizzano convegni medici, hanno pacchetti azionari significativi di giornali di alta tiratura (quotidiani molto popolari e letti) e di controllo di riviste scientifiche di settore. Un altro conflitto di interesse è la pubblicità e a volte interi inserti salute che l'inserzionista paga a giornali privati e che sono un'entrata fondamentale per la sopravivenza della testata giornalistica che non incassano a sufficienza dalla solo vendita delle copie al pubblico. Per non dipendere da interessi privati, alcuni sostengono l'esigenza di un finanziamento pubblico della stampa in questi casi, che esiste e, tuttavia, per altri critici rischia di non premiare la qualità dei giornali più efficienti. In questi casi, il dovere di cronaca e di informare il pubblico non solo con notizie vere, ma senza omissioni, si scontra con le ragioni dell'inserzionista che non paga più la pubblicità se un solo articolo può guastare l'immagine creata in mesi di milionarie campagne stampa. In sè la diffusione di notizie false è un reato, mentre non lo è tacerle. E' parte della deontologia professionale, ma per l'autonomia di questa un tribunale non è in grado di dire quali notizie un giornale avrebbe dovuto pubblicare ed è grave aver omesso, in quanto ciò introdurrebe di fatto una censura legale sualla libertà di stampa.

Uno degli antivirali, il Tamiflu, è sospettato in vari siti di indurre depressione e suicidio. Alcuni smentiscono il legame con la spagnola e l'efficacia del vaccino ([[23]]). Il costo di questo normale antivirale in Svizzera si aggira intorno ai 60 euro, ma in varie capitali europee è salito oltre i 400 euro. Ogni farmaco, nell'ultima fase di sperimentazione per essere autorizzato e dichiarato efficace deve essere testato sull'uomo e guarire qualche malato; per l'aviaria ciò non è stato ancora possibile, essendosi il virus manifestato nell'uomo in pochi casi mortali e non studiati. Inoltre non sono stati studiati la tossicità e gli effetti collaterali del vaccino.
Il mercato dei vaccini cresce del 20% all'anno a fronte di un settore farmaceutico che cresce del 5%. E' dunque un segmento strategico, in cui il gruppo Glaxo-Smith Kline è leader mondiale. Con la produzione del vaccino, il gruppo La Roche potrebbe raggiungere la leadership con un fatturato di 17 mld di euro per il Tamiflu. Il farmaco che la Glaxo sta approntando contro l'aviaria, è il Relenza. La Novartis assorbì la società Chiron a ottobre-novembre, la quale comprò la Sclavo a Siena negli anni'90. La Chiron ha brevettato un'antivirale, l'HF59, che avrebbe la proprietà di incidere nelle mutazioni del virus, ma ha una limitata capacità produttiva. Nella produzione del vaccino antiaviaria sono impegnati le maggiori case farmaceutiche mondiali.
Il numero di vaccini producibile può essere facilmente calcolato e segue una serie esponenziale del tipo 2^n dove n è il numero di generazione di vaccini che segue la prima molecola che si riproduce per meiosi cellulare; la meiosi consiste nella generazione di due cellule identiche a quella madre (per genotipo e fenotipo, ossia con lo stesso DNA e identica strttura al microscopio). Ogni cellula si riproduce una sola volta e ne genera altre due dopodichè muore; e la riproduzione avviene allo stesso tempo di distanza dalla "nascita" per tutte le cellule. Dunque,per ogni vaccino è nota la dose di principio attivo necessaria eil numero di cellule corrispondenti; eguegliando a 2^n si ottiene il numero di riproduzioni necessario che moltiplicato per il tempo (costante per tutte le cellule) che separa la nascita-morte/riproduzione della cellula, fornisce il tempo totale necessario.
In realtà, il calcolo è appropriato per una cura diversa dal vaccino. Il vaccino è per definizione l'iniezione di piccole dosi crescenti del virus in modo che il corpo s'immunizzi da sè. Il problema è trovare i dosaggi e i tempi di somministrazione corretti perchè il corpo s'immunizzi; se il vaccino è il virus stesso (nella forma meno aggressiva), isolato il virus è automaticamente "scoperto" il vaccino. Il fatto che la malattia non abbia causato morti di massa tra gli animali colpiti (che vivevano in branchi/colonie/allevamenti) è una prova probabile che esiste un'immunizzazione anche nel mondo animale. Non per tutti i virus il corpo è in grado di immunizzarsi a seguito di un vaccino; i casi di avvelenamento da vaccino possono anche non dipendere da dosaggi e tempi di somministrazione non ancora scoperti e corretti, ma proprio da un virus che gli anticorpi non sono in grado di vincere. Uno di questi casi fu la spagnola contro la quale il cosiddetto "vaccino" fu in molti casi inefficace, probabilmente perchè la malattia era di una famiglia del tutto sconosciuta alla storia della specie umana. Secondo alcune testimonianze ([[24]]) fu il caso dell'epidemia di spagnola, cui è paragonata l'aviaria.
Per l'evoluzione, l'epidemia seleziona gli esemplari più forti della specie che hanno gli anticorpi per sopravvivere; nelle generazioni future quegli anticorpi sono difese del sistema immunitario contro quela malattia e contro altre simili. Per quanti avversano i vaccini valgono alcuni argomenti: i vaccini indeboliscono il sistema immunitario poichè lo impegnano su 2 fronti (contro la malattia vera e contro le dosi di virus iniettate per immunizzare il paziente), i medici sono la categoria meno vaccinata, il vaccino fu inefficace contro la spagnola. Se il vaccino consiste di batteri morti, la reazione provocata da qualcosa di inorganico al nostro sistema immunitario, è oggetto di discussione in quanto l'anticorpo reagisce a una malattia che crea un pericol o di morte (qualcosa di organico), non altrettanto a particelle inorganiche.
Al di là dell'efficacia dei controlli, l'aviaria è profondamente diversa dal morbo-pericolo della mucca pazza. L'encefalopatia bovina era un difetto di una proteina inorganica, il virus è qualcosa di organico: Pasteur scoprì che a 100 gradi centigradi si inattivano la maggior parte di virus e batteri. Perciò propose la sterilizzazione degli attrezzi in sala operatoria, la pasteurizzazione del latte ; per lo stesso motivo si fa bollire l'acqua prima della pasta. Anche il virus dell'aviaria, stando a quanto detto, dovrebbe morire se i polli venissero cotti correttamente. Il vaccino è prodotto e brevettato da alcune case farmaceutiche, nonostante il fatto che la competizione dei laboratori e la non condivisione dei risultati e la limitazione dello sforzo di ricerca a questi soli anzichè a tutte le strutture disponibili, potrebbe creare notevoli ritardi alla scoperta di cure efficaci.Inoltre non impegnare tutte le strutture disponibili nella produzione di vaccini, potrebbe rallentarne la produzione (oltre i tempi minimi inevitabili imposti dalla meiosi delle cellule).
L’attività di sorveglianza sull’influenza aviaria in Italia è coordinata dal Dipartimento della Prevenzione e della Comunicazione – Direzione Generale Sanità Veterinaria e degli Alimenti del Ministero della Salute, che si avvale del supporto del Centro di referenza Nazionale per l’influenza aviaria presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie. Su tutto il territorio nazionale è in atto un sistema di sorveglianza che interessa le varie fasi produttive della filiera avicola (allevamento-macello). Tale sistema è in grado di identificare in tempi brevi nuove introduzioni di virus influenzali. Negli allevamenti avicoli, presenti sul territorio delle Regioni Veneto e Lombardia, colpito dalla recente epidemia da virus H7N3 a bassa patogenicità, vengono effettuati i controlli sierologici e virologici previsti dal Piano di Vaccinazione d’Emergenza (PVE) predisposto dal Centro Nazionale di Referenza e approvato nel mese di dicembre 2002 dalla Comunità europea.
• Medicinali antivirali. Diversi nuovi medicinali sono stati sviluppati negli ultimi anni. Si sta lavorando alla preparazione di tali medicinali ma il lavoro è complicato a causa della mutazione del virus, che può diventare in alcuni casi resistente alle medicine e rendere tali medicinali meno efficaci.
• Aiuti Non-farmaceutici:
o "Distanza sociale". Viaggiando meno, lavorando da casa e chiudendo le scuole ci sono minori opportunità di diffusione del virus.
o Precauzioni Respiratorie. Mettendo una mano davanti alla bocca tossendo o starnutendo si può limitare il diffondersi del virus. Tuttavia, non è efficace al 100% poiché il virus rimane sulle mani e potrebbe diffondersi attraverso altri mezzi, come le maniglie della porta e altro. Pertanto sarebbe preferibile tossire o starnutire su un braccio.
o Maschere chirurgiche. Nessuna maschera può evitare il diffondersi del virus, ma la NIOSH N95 standard raccomandata dall'OMS dà una buona protezione. Altre maschere possono aiutare, ma risultare meno efficaci. La maschera può essere usata per ricordare al portatore di non portare le mani in faccia. Questo può ridurre l'infezione dopo il contatto con superfici toccate da soggetti infetti in luoghi affollati dove la gente, dopo aver tossito o starnutito, non si è lavata la mani.
o Igiene. Lavarsi frequentemente le mani, specialmente quando c'è stato contatto con altra gente o superfici potenzialmente contaminate può essere d'aiuto.

L'O M S ha sviluppato un piano di preparazione contro l'influenza globale, che definisce le fasi di una pandemia, sottolinea il ruolo dell'OMS e fa raccomandazioni per i governi nazionali riguardo al prima e al durante l'epidemia. Il 30 ottobre 2005 il coordinamento dell'Organizzazione mondiale della sanità per l'influenza aviaria ha dichiarato che la pandemia influenzale è inevitabile e che colpirà tutto il mondo.
Il coordinamento dei ministri UE consiste in prevalenza nella creazione dio una scorta si sicurezza centralizzata di vaccini comune agli Stati UE, da spostare nelle aree di emergenza.
Il Senato approva un decreto-legge con il quale: a) facoltizza il ministro della salute a sospendere la caccia; b) dispone la creazione del Centro nazionale di lotta ed emergenza contro le malattie animali; c) autorizza ad assumere dirigenti veterinari e carabinieri dei NAS; d) autorizza il governo ad attingere al Fondo spese impreviste per l'acquisto di farmaci e di materiale profilattico; e) assegna a Baxter, Sanofi-Aventis, Chiron, Berna, commesse per la produzione del vaccino. Attualmente è stta autorizzat negli ultimi mesi la caccia di passa, che è fra le fonti di diffusione del virus aviario.
Ad Agosto 2005, molti Paesi ad influenza epidemica sono alla Fase 3. Le fasi possono essere così definite:
Periodo Interpandemico
Fase 1: Nessun sottotipo di virus è stato riscontrato negli esseri umani. Un virus che ha causato influenza in un uomo può essere presente negli animali. Se presente negli animali, il rischio di contagio per l'uomo è considerato basso.
Fase 2: Nessun sottotipo di virus è stato riscontrato negli esseri umani. Tuttavia, un sottotipo di virus presente negli animali potrebbe essere potenzialmente pericoloso per l'uomo.
Periodo di allerta pandemica
Fase 3: Infezioni di esseri umani con un nuovo sottotipo di virus, ma nessuna diffusione fra uomo e uomo, o al massimo soltanto rare istanze causate da stretto contatto.
Fase 4: Limitata trasmissione uomo-a-uomo ma la diffusione è altamente localizzata, il che suggerisce che il virus non è ancora adattato agli esseri umani.
Fase 5: Trasmissione da uomo a uomo ancora localizzata ma più semplice, il che suggerisce che il virus si sta adattando all'uomo, ma potrebbe non essere ancora pienamente trasmissibile (rischio sostanziale di pandemia).
Periodo Pandemico
Fase 6: Pandemia: trasmissione aumentata e continua fra la popolazione.

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