La misura del tempo

Materie:Appunti
Categoria:Astronomia

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Testo

LA MISURA DEL TEMPO E I CALENDARI

La determinazione del mezzogiorno:
Con gli orologi solari, le meridiane, lo gnomone, si misura il tempo vero in cui è posto l’orologio (cioè il tempo riferito al piano solare “vero” che inizia a mezzogiorno. Gli altri orologi meccanici si riferiscono al giorno solare medio. La differenza fra i due si calcola tramite l’equazione di tempo che tiene conto di:
o Movimento apparente del sole lungo l’enclittica;
o Declinazione del sole (6 mesi sopra e 6 mesi sotto l’equatore celeste).
L’equazione di tempo serve per costruire l’analemma dal quale si ricava, per ogni giorno dell’anno, la differenza fra giorno solare vero e medio. L’analemma rappresenta 3 variabili:
1. il giorno dell’anno a cui si riferiscono;
2. la declinazione solare
3. la differenza tra il mezzogiorno vero e quello medio.

Il secondo, unità di misura del tempo:
Il secondo è l’unità di misura del tempo nel sistema internazionale: era la 86400° parte del giorno solare medio e per molto tempo ha soddisfatto le esigenze dei ricercatori. Nel 1972 si definì il secondo come 9.192.631.770,0 periodi di una particolare radiazione elettromagnetica emessa dal cesio133.

L’ora civile e i fusi orari:
Nel 1893 fu adottata l’ora convenzionale internazionale, che fornisce un sistema di riferimento comune per tutta la terra e che è applicata quasi universalmente. La terra è suddivisa in 24 spicchi allungati N-S detti fusi orari. In ognuno di essi si ha la stessa ora, mentre in tutta la terra sono uguali minuti e secondi. Meridiano fondamentale è quello di Greenwich perché:
• l’Inghilterra alla fine del XIX secolo era molto importante;
• l’antimeridiano di Greenwich passa per l’oceano pacifico e non ci sono problemi per il cambio di data.
Il calendario:
La divisione dell’anno solare in mesi è comune a tutte le civiltà e deriva dal fatto che i più antichi calendari erano basati sulle 4 fasi lunari che complessivamente hanno la durata di 30 giorni. 7 giorni formano una settimana, la durata di 1 fase lunare. I nomi dei giorni derivano dalla posizione dei corpi celesti. L’anno è il tempo impiegato dalla terra per compiere una rivoluzione intorno al sole. Il calendario fa sì che un anno civile duri un numero intero di giorni e deve fare in modo che le stagioni non si discostino da quelle astronomiche. Per raggiungere queste 2 cose è necessario distribuire le 5h 48min 46sec in un numero intero di giorni → questo problema è stato risolto in diversi modi:
• calendari lunari; basato su 1 anno di 12 mesi lunari e svincolato dalle stagioni e consiste in un ciclo trentennale con 19 anni di 354g e 11 anni di 355g;
• calendari luni-solari: consiste in un ciclo di 19 anni dei quali 12 anni con 12 mesi lunari e 7 anni da 13 mesi lunari, segue abbastanza il ritmo delle stagioni;
• calendari solari: i più diffusi che si dividono in:
o calendario giuliano, introdotto nel 45 a.C. ai tempi di Giulio Cesare. Anno solare di 365g e 6h. Anno civile di 365g. Ogni 4 anni l’anno civile durava 366g. Aveva un errore: faceva durare 11m e 14s in più l’anno solare rispetto a quello vero. Col tempo questo errore a portato a far cadere l’equinozio di primavera del 1582 l’11 Marzo invece del 21;
o calendario gregoriano (o giuliano riformato): per rimettersi in pari si decise di saltare 10 g (dal 4/10 al 15/10). Fu sistemato il problema degli anni bisestili.
o ancora in studio il calendario universale.

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