Scheda su Donato Bramante

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Categoria:Arte
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Testo

Donato Baramante

Rinascimento maturo (1480-1525)

Nacque a Monte Asdrualdo (Fermignano), nel 1444 nei pressi di Urbino. Effettuò la sua formazione alla corte dei Montefeltro.
Nelle sue opere si ritrovano molto spesso figure che si rifanno a quelle che decoravano lo studio di Federigo da M. Lo studio era stato edificato dall’architetto Giuliano da Maiano, decorato dall’erborista Baccio Pontelli con tarsia lignea, che si rifece a Botticelli.
Nel 1478 Bramante si sposta a Milano e si dedica alla pittura, affrescando i più importanti palazzi lombardi, nelle cui facciate inseriva figure giganti, simili a delle statue, rappresentanti filosofi o guerrieri.
Nel 1490 dipinge il CRISTO ALLA COLONNA per l’abbazia di Chiaravalle. Si tratta di un mezzo busto che presenta caratteristiche sia fiamminghe sia italiane.
Influsso fiammingo: la luce battendo sul corpo rende la pelle lucida. Le vene sono messe in risalto e la carne del braccio sinistro è stretta dalla corda. Il paesaggio è abbastanza nitido e vi vengono inseriti particolari significativi come il calice sul davanzale. Sconfina inoltre dalla finestra.
Influsso italiano: la prospettiva, data dal colore, rende la scena nitida in primo piano e oscura in profondità, creando un’illusione visiva che riprende da Leonardo.

L’illusione visiva si ritrova anche nel CORO DELLA CHIESA DI S. MARIA in cui B., poiché esternamente l’edificio era delimitato dalla Via Falcone creò un coro fittizio a 3 arcate in uno spazio di soli 90 cm. Le navate laterali, la metà di quella centrale, giravano nel transetto ed erano coperte da una volta a crociera. Quella centrale da una volta a botte cassettonata. Il coro è luminoso a fasce azzurre e la profondità è data dalla prospettiva, centrale e lineare.E’ inoltre diviso in due ordini. Il presbiterio è coperto da una cupola emisferica.
Nel 1° sono rappresentate delle lesene corinzie sormontate da una trabeazione, nel 2° si imposta una volta a botte cassettonata, che sembra sconfini oltre il coro.

Nel 1498 si dedica all’edificazione della TRIBUNA DELLA CHIESA DI S. MARIA DELLE GRAZIE. L’edificio, costruito in passato da Gianforte Solari, viene rielaborato da B. riflettendovi l’idea di una pianta centrale secondo l’esempio dell’Alberti. Ha pianta quadrata e in ogni lato si apre una nicchia, una delle quali è + grande delle altre. All’esterno si ha la bicromia di bianco( le mura) negli elementi decorativi e di rossastro negli elementi architettonici. Sopra l’abside si trova il coro sormontato da una cupola a padiglione divisa in due ordini. Nel 1° si ha una successione di finestre timpanate. Nel 2° si trovano coppie di archi su colonne, intervallate da pilastri che costituiscono un loggiato praticabile, tale da creare un trait d union tra l’esterno e l’interno(una tribuna coperta da una grande cupola).

Nel 1499 si reca a Roma per edificare il TEMPIETTO DI S. PIETRO, nato sulla roccia del Granicolo, dove si dice sia stato crocefisso S. Pietro, e il CHIOSTRO DI S. MARIA DELLA PACE.
Il primo ha una forma circolare, simbolo di antropocentrismo, ed è costituito da un corpo cilindrico sormontato da una cupola emisferica e da un peristilio concentrico decorato con 16 colonne d’ordine dorico-tuscanico (fusto liscio, capitello dorico).
Al di sopra vi è una trabeazione costituita da metope decorate con bassorilievi, riportanti episodi della vita e del martirio di S. Pietro, triglifi e una balaustra che funge da ballatoio del diametro di 4,50m. Il terreno circostante avrebbe dovuto avere forma circolare in modo da dare l’idea di centralità.

Nel 1503 papa Nicolo V lo nomina ispettore e architetto di tutti gli edifici pontifici, commissionandogli l’edificazione del coro di S. Maria, del cortile del Belvedere, della Basilica di S. Pietro e la sistemazione di alcune vie lungo il Tevere, come la Via Giulia.
La basilica da sempre era stata soggetto di un avvicendarsi di progetti: prima a Rossellino che non portò a termine l’incarico per ragioni economiche. Poi a Giuliano da S. Gallo che concepisce la basilica come la compenetrazione di 3 figure: una croce, un quadrato e una sfera centrale. Infine B. che si rifà a questo progetto, aggiungendo ai lati delle piccole cupole. Nel 1514 quando morì, erano stati costruiti solo 4 pilastri e il progetto venne continuato da Penizzi e Raffaello che realizzarono una pianta a croce latina. Successivamente Michelangelo progettò la cupola terminata da Domenico Fontana e Giacomo della Porta.

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