Realismo, impressionismo, simbolismo-postimpressionismo

Materie:Altro
Categoria:Arte

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Testo

Il realismo
In Francia, durante il 1800, si diffondono tra gli intellettuali e nelle classi popolari le idee democratiche della Rivoluzione del 1789.
Molti artisti partecipano ai conflitti tra le classi, dimostrandolo nelle loro opere. Honoré Daumier usa la caricatura contro la borghesia, a favore del popolo. Anche Gustave Courbet, che viene esiliato per aver partecipato alla Comune di Parigi, dipinge con uno stile lontano sia dal neoclassico sia dal romantico, illusori e fuorvianti, rappresentando la realtà nella sua vera natura. Ricordiamo Funerale a Ornans, con cui rappresenta il funerale di un contadino, dove tutti i presenti, ritratti a grandezza naturale, sono ritratti di persone reali del paese. La borghesia lo considerò scandaloso per le dimensioni, che a quel tempo erano riservate per rappresentare eventi storici. Si dichiara quindi, provocatoriamente, realista, il cui esempio fu seguito da molti artisti che condividevano il modo di rappresentare la realtà sociale. Jean-François Millet è uno di questi, e rappresenta realisticamente la quotidianità dell’uomo. Ricordiamo Le spigolatrici, un dipinto che ritrae tre contadini all’opera con molta semplicità.

I Macchiaioli
Questi pittori, definiti così per il loro modo di dipingere a macchie, con pennellate veloci, contrastando fortemente i colori scuri da quelli chiari, nascono in Italia, e riproducono “l’impressione del vero”. Si riuniscono al Caffè Michelangelo a Firenze dal 1855 al 1867, e i più importanti sono Silvestro Lega, Telemaco Signorini e Giovanni Fattori (che ritrae paesaggi e scene militari). Molti dei Macchiaioli sono impegnati politicamente, e hanno partecipato alle guerre di indipendenza.

L’impressionismo
Nel 1874, a Parigi, si espongono i quadri degli artisti che in questi anni hanno cercato di registrare gli effetti della luce su un oggetto o paesaggio: questi suscitano scandalo, per la loro novità. Claude Monet stupisce molto con Impressione, sole nascente, con il quale rappresenta con rapide pennellate i riflessi del sole sui vari componenti del paesaggio; nell’opera tutto si basa sulla variazione di colore: ogni oggetto scompare, è dissolto.
Per realizzare le loro opere, i pittori dipingono en plein air (all’aria aperta) paesaggi fluviali, scene di vita parigina e ritratti di amici. Monet ha addirittura uno studio galleggiante sulla Senna, per ritrarre i riflessi dei paesaggi sull’acqua in movimento.
La luce e il colore sono i motivi che affascinano Monet. Alcuni soggetti sono stati ripetuti più volte dall’artista che vuole rendere, modificando il colore, le più piccole e fugaci variazioni luminose determinate dal tempo e del meteo.
Nel febbraio 1892 inizia la realizzazione della Cattedrale di Rouen. Il pittore allestisce 3 atelier in 3 diversi appartamenti situati al primo piano di edifici che si affacciano sulla cattedrale, il cui prospetto è esteso a tal punto che lo sguardo non può abbracciarlo completamente.
Monet lavora su più tele contemporaneamente (a volte ne ha anche 14 davanti a sé), dipingendo su una secondo l’effetto di luce che lo interessa. Questo lavoro è fonte di incubi e angoscia per lui, che sogna che la cattedrale gli si rovinasse addosso.
Il 10 Maggio 1895 vengono esposte alla galleria Durant Ruelie di Parigi 20 tele della Cattedrale, riscuotendo elogi, anche da parte della stampa.
I quadri riprendono la Chiesa da vari punti di vista, in alcuni non rispecchia il reale affollamento della piazza, ma dipinge solo poche ombre di passanti. Al mattino si vedono i primi raggi del sole che lambiscono le torri e i pinnacoli; verso mezzogiorno il sole è alto e le decorazioni scultoree risaltano con profonde ombre; alla sera il sole è a occidente, e sulla Chiesa si vedono le ombre degli edifici vicini; in condizioni di brutto tempo, la cattedrale è grigia, con mille sfumature madre perlacee.
La rivoluzione degli impressionisti, preparata dalle ricerche sul colore di pittori romantici come Turner e Delacroix e realisti come Courbet, costituisce un grande laboratorio di esperienze artistiche.
Già prima della mostra di Parigi, Edouard Manet ha abolito quasi completamente il chiaroscuro per dar spazio a grandi effetti di contrasto. Con La colazione sull’erba ha suscitato scandalo per lo stile e il soggetto (un tranquillo picnic con una donna nuda).
Auguste Renoir abolisce completamente il disegno della composizione; nei suoi dipinti le forme sono costituite soltanto da macchie di colore, di riflessi di luce, come ne il Ballo al “Moulin de la Galette”, il suo dipinto più celebre.
Edgard Degas coglie l’attimo di un’azione in movimento, inquadrando il soggetto nella posizione più significativa. Alfred Sisley studia la trasparenza della luce, cercando sfumature delicate e luminose. Camille Pissarro è affascinato da Parigi, dai suoi grandi viali (boulevards), dei tetti delle case, di cui vuole ricostruire l’atmosfera.
Georges Seurat vuole rappresentare attraverso i colori la vera natura della luce, scomponendo le pennellate in piccoli puntini di colori puri. La ricomposizione avviene nell’occhio di chi guarda. Ricordiamo Una domenica pomeriggio all’Isola della Grande Jatte, esemplare della tecnica del puntinismo.
Paul Cézanne inizialmente condivide le esperienze impressioniste, ma preferisce la semplificazione geometrica delle forme e la resa dei volumi: rappresenta delle successioni di piani di incastri di volumi. Cézanne rappresenta maggiormente paesaggi e nature morte (che gli consente di analizzare il rapporto tra forma e volume entro uno spazio delimitato). In questi dipinti si ripetono molte volte gli stessi elementi (mele e arance in una fruttiera o su una tovaglia bianca, una zuccheriera, un vaso con la rete di corda, un bricco del latte; la loro posizione è ogni volta studiata con cura). Abbandona la visione prospettica tradizionale, sistemando sotto gli oggetti piccoli ritagli di legno o monete, inclinandoli e determinando diversi punti di vista. La distorsione delle immagini accentua la consistenza volumetrica delle cose. Il colore, pulito ed equilibrato, è dato da brevi pennellate con angolazioni differenti, dando concretezza all’immagine e determinando l’armonia della composizione.
La sua visione estetica dà una forte influenza sui pittori dei primi decenni del XX secolo, in particolare i faudisti.

La rivoluzione fotografica
Nel 1839 Louis Da guerre scopre la tecnica di incisione della luce su una lamina d’argento.
La scoperta della fotografia è una vera rivoluzione tecnologica, influendo sull’attività degli artisti: Courbet la usa al posto dei disegni preparatori eseguiti “dal vero”, Degas per fissare l’attimo.
Intorno al 1860, con Félix Tournachon (Nadar), la fotografia diventa un’arte a sé, facendo quasi scomparire la “veduta” e il ritratto. Le ricerche sul potenziale della fotografia si svilupperanno con l’avanguardia Novecento (futurismo, espressionismo, costruttivismo e surrealismo).

Simbolismo e postimpressionismo
Intorno al 1880 si diffonde in Europa una nuova sensibilità culturale: gli artisti non si limitano più a raffigurare solo ciò che vedono, ma vogliono che le loro opere trasmettano i sentimenti, gli incubi, le passioni che prova l’artista.
Il mondo diventa una foresta di simboli da decifrare, mettendo in comunicazione l’artista con il suo mondo interiore, che si fonde con quello esterno.
Questa concezione si diffonde tra molti artisti.
Paul Gauguin, pittore francese, ricerca la libertà primitiva, convinto che la vita borghese uccida la creatività e i sentimenti. Abbandona Parigi e va in Bretagna, incontrando Van Gogh. Nel 1891 si trasferisce in Polinesia, dove sente di aver trovato il mondo esistenziale e autentico che ha sempre cercato. Nei suoi dipinti egli rappresenta la rielaborazione di ciò che vede secondo quello che sente. Gli oggetti rappresentati, tutt’altro che realistici, contrastati, fatti con colori accesi, evocano una sensazione di purezza e autenticità. Ricordiamo Te tamari no atua, che rappresenta la nascita di Gesù.
L’olandese Vincent Van Gogh usa il colore puro per esprimere le “terribili passioni degli uomini”. Nel 1888 si trasferisce ad Arles, dove dipinge con violenza immagini che esprimono sofferenza, l’inquietudine del suo stato d’animo. Si rende conto che i colori, usati in modo diverso, acquistano una propria forza espressiva.
Muore suicidandosi nel 1890.
Henri de Toulouse-Lautrec rappresenta i personaggi della Belle Époque in modo insolito. Rappresenta situazioni reali in due dimensioni (come le stampe giapponesi di cui era affascinato), a pennellate rapide e larghe, stilizzando gli oggetti, i volti sono caricature.
Questa capacità di comunicare sensazioni attraverso le immagini stilizzate, usate anche per pubblicizzare locali notturni e vari prodotti, sono all’origine della moderna grafica pubblicitaria.

L’Art Nouveau
Si afferma tra la fine dell’800 e l’inizio del 900 nella società dell’alta borghesia francese.
Interessa l’architettura, le arti decorative e valorizza l’artigianato realizzando oggetti e arredi raffinati sia per il materiale, sia per la forma, sia per il colore.
Lo sviluppo delle comunicazioni favorisce la diffusione delle idee, facendo sì che questo gusto, in sostituzione allo scadimento della produzione industriale, si diffonda in tutta Europa, sotto nomi diversi (Italia, Liberty; Belgio, Velde Stile; Spagna, Modernismo; Gran Bretagna, Modern Style; Austria, Sezessionstil; Germania, Jugendstil).
Gli artisti di questa corrente adottano influssi da ambiti diversi, come l’interesse per l’arte giapponese, la sua bidimensionalità e il suo linearismo. Il gotico fornisce ispirazioni e le decorazioni medioevali sono spesso il modello per ornamenti in ferro.
Gli artisti, seppur contrari alle macchine, non sottovalutano le nuove tecnologie, e usano materiali come l’acciaio, il vetro e il cemento armato. In Germania soprattutto arte e industria si alleano per migliorare la produzione e per portare la bellezza nella vita quotidiana. Nasce così il Desing. Nel campo dell’architettura si apprezzano i valori di luminosità e leggerezza (Torre Eiffel), si afferma l’importanza della coerenza stilistica fra interno ed esterno, e le decorazioni, spesso raffigurante forme naturali, dev’essere irregolare, leggera e libera da schemi prefissati.
In Italia, per la sua arretratezza, lo stile Liberty resta solo marginale. Non mancano però realizzazioni architettoniche di rilievo come Villa Ruggeri a Pesaro.
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Fatto da Federico M. (kikko92) www.madotto.net

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